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  1. #1
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    Predefinito La Droga Ovvero La Comunione Di Satana

    "Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo" (Gv. 6,51)

    "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno" (Gv. 6,54).

    L’Eucarestia, prefigurata nell’Antico Testamento dalla manna, è il sacramento principe che il Signore ci ha donato per essere in comunione con Lui e per ottenere la vita eterna. Se ci accostiamo frequentemente all’Eucarestia con le giuste disposizioni d’animo otteniamo, infatti, una miriade di grazie i cui effetti completi li scopriremo solo in Paradiso. Basti pensare alla grazia di guarigione ricevuta dall’emeroissa che toccò con fede un lembo del mantello di Gesù per immaginare i benefici che si ottengono unendoci, sempre con fede, materialmente a Gesù tramite la comunione. Tra il toccare un lembo del mantello e ricevere direttamente il Signore ovviamente vi è infatti una differenza abissale.

    Naturalmente satana, che è la scimmia di Dio, ha inventato la "sua" comunione: la droga. Purtroppo molti giovani che hanno abbandonato Cristo, sedotti dalle idee del mondo ispirate dal demonio, si sono accostati alla mensa del maligno in nome "delle libertà".

    L’Eucarestia irrobustisce nella fede colui che la riceve debitamente ed oltre ad arricchirlo di grazie spirituali e fisiche, soprattutto:

    a. lo "stacca", dal punto di vista spirituale, dalla servitù dei beni di questo mondo, facendogli progressivamente comprendere che se da un lato molti sono importanti per la vita umana e costituiscono comunque un dono di Dio, dall’altro lato gli stessi non devono condizionare la sua vita personale, familiare e sociale (es. differenza tra consumo e consumismo, tra il seguire le mode e le teorie del mondo ed aver il coraggio di andare contro corrente quando tali mode o teorie contrastano con gli insegnamenti divini);

    b. lo educa sullo splendore della libertà dai condizionamenti delle filosofie prettamente umane;

    c. gli dona la serenità e la fiducia nella Provvidenza di Dio (salmo 91).

    La "comunione" di satana, invece:

    a. danneggia spiritualmente e fisicamente quanti ne fanno uso;

    b. li rende schiavi di una polverina o di uno spinello per il cui ottenimento molti sono disposti anche a prostituirsi, a uccidere talvolta anche dei familiari od a compiere atti che diversamente non farebbero (certi zombie che si vedono in giro per le città ne sono una eloquente dimostrazione!);

    c. li inganna in quanto, seducendoli in nome di una falsa libertà, li rende progressivamente schiavi di "un oggetto";

    d. fa credere che solo mediante l’uso di droga è possibile trovare la felicità ed evadere da un mondo che quanti ascoltano il diavolo e lo adorano hanno contribuito a rendere negativo (Rm 1,25 seg.).

    Nel libro "Il quarto livello" di Carlo Palermo (ex giudice) - Editori Riuniti, viene riportata l’ipotesi di una strategia tesa a "sgretolare" l’Occidente ed i valori cristiani che esso rappresenta mediante l’immissione sul mercato occidentale di forti quantitativi di droga. Se quest’ipotesi fosse chiaramente provata contribuirebbe a far capire molte cose: comprese certe spinte ad una maggior liberalizzazione della medesima!
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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  2. #2
    sacher.tonino
    Ospite

    Predefinito

    Tipica visione sempliciotta e manicheistica delle cose.
    Mentre, le droghe, prese in certe quantità, sin dai primordi del mondo vengono associate a cermonie mistiche e religiose.
    Altra cosa è la tossicodipendenza, che è appunto una dipendenza fisica da una sostanza.
    L'articolo sopra praticamente vale meno della carta straccia.
    Inoltre, l'accostamento dell'eucarestia alla "dose" che si inietta il tossicodipendente, dimostra l'ignoranza sia in materia religiosa che chimica di chi ha scritto l'articolo.
    Ad majora
    Antonio

  3. #3
    Iterum rudit leo
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    Predefinito Re: La Droga Ovvero La Comunione Di Satana

    Originally posted by Der Wehrwolf
    Nel libro "Il quarto livello" di Carlo Palermo (ex giudice) - Editori Riuniti, viene riportata l’ipotesi di una strategia tesa a "sgretolare" l’Occidente ed i valori cristiani che esso rappresenta mediante l’immissione sul mercato occidentale di forti quantitativi di droga.
    Io sono solito diffidare di questi complottismi. Sicuramente la diffusione della droga è uno degli elementi che contribuisce maggiormente alla distruzione dei valori cristiani nel mondo, ma non credo che si tratti di una strategia elaborata da qualche "centro di potere", quanto, piuttosto, opera del demonio, il quale sfrutta l'avidità di denaro (e tutte le altre debolezze degli uomini) per raggiungere i propri scopi.

  4. #4
    sacher.tonino
    Ospite

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    Guarda che l'oppio e la morfina, in dosi specifiche, servono per lenire il dolore.
    Non esiste nessun Satana e nessun Dio.
    Esiste l'uomo con la responsabilità delle SUE scelte.
    Antonio

  5. #5
    Iterum rudit leo
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    Originally posted by sacher.tonino
    Guarda che l'oppio e la morfina, in dosi specifiche, servono per lenire il dolore.
    E questo cosa c'entra con il discorso in questione?

  6. #6
    sacher.tonino
    Ospite

    Predefinito

    Tu hai detto che la diffusione della droga è opera del demonio...
    La materia non è morale.
    Essa è indirizzata dalle scelte dell'uomo.
    Anche l'oppio, in determinati dosaggi, viene ustato a fin di bene...mi sembra presente in alcuni medicinali.Per non parlare delle virtù curative della cannabis.
    Saluti
    Antonio

  7. #7
    Iterum rudit leo
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    Mi sembrava ovvio che si stesse parlando di droga come bene "voluttuario" e non di eventuali (e limitati) risvolti medici.

  8. #8
    www.leganordromagna.org
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    ho sentito per radio che ogni anno in europa muoiono 8000 ragazzi per droga.
    sono europei, sicuramente la maggior parte bianchi, in questo periodo di calo demografico, non possiamo permetterci di perdere delle giovani vite per la droga.
    quindi, limitazione massima dell'aborto
    e
    lotta ,usando le maniere dure, ad ogni tipo di droga.

  9. #9
    Totila
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    Nell'Afghanistan liberato dagli USA, quest'anno, raccolto record di oppio: 4.500 Tons.

    I complotti non esistono, esistono però i fatti. E i fatti sono questi.

  10. #10
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    metodi di “riduzione del danno” non funzionanoNESSUNA DROGA LIBERA DALLA DROGAContro le droghe è una vera e propria guerraSilvia Sanzini
    Dal convegno internazionale di San Patrignano un grido di allarme: i metodi della "riduzione del danno" hanno ottenuto come risultato, dal 1993, l’aumento progressivo dei decessi, con punte del 30% in più ogni anno. Indifferenti a questo dramma, parlamentari dell’Ulivo e del Polo a braccetto sfilano in manifestazione a favore dello spinello libero.
    «Se fossimo impegnati in una guerra, cosa faremmo? C’è una guerra contro un nemico invisibile e ben organizzato: la droga. È questa una delle guerre più insidiose e pericolose di cui abbia sofferto il genere umano».
    Questa è la testimonianza del vice sindaco di New York, Peter Powers, raccolta durante il II° Meeting Internazionale a San Patrignano, organizzato dall’Associazione Rainbow - International Movement Against Drugs - che riunisce un gruppo di comunità terapeutiche europee e americane. Tre giorni di dibattiti e incontri a cui hanno partecipato esponenti del mondo della cultura e dell’informazione, autorevoli scienziati ed esperti di tossicodipendenza, rappresentanti delle principali comunità ed associazioni di volontariato nazionali e internazionali.
    Numerosi gli interventi sui diversi aspetti del problema affrontato: l’impegno educativo, il ruolo dei media, i danni fisici e sociali provocati dalle "nuove droghe", le contraddizioni delle politiche sociali adottate in molti paesi europei; tutti concordi però sulla necessità di affrontare in modo drastico e concreto, quella che è ormai diventata un’emergenza in tutto il mondo, opponendo un netto rifiuto alla liberalizzazione di qualsiasi droga.
    Hanno disertato il meeting il presidente del consiglio Prodi, la cattocomunista Rosy Bindi (ministro della Sanità) e la pidiessina Livia Turco (ministro degli Affari sociali), fautrice della proposta sulla legalizzazione delle droghe leggere: mentre a San Patrignano esperti di quei paesi che hanno intrapreso la strada della liberalizzazione, come la Svezia, l’Olanda, la Svizzera, portano l’attestato del loro fallimento, il nostro governo ventila l’ipotesi di combattere la droga liberalizzandola e centinaia di parlamentari sottoscrivono una petizione in questo senso.
    In Svezia la strada del permissivismo era stata sperimentata negli anni Sessanta. «Credevamo di risolvere il problema - spiega Torgny Peterson, svedese, presidente del cartello delle città europee contro la droga - invece sono aumentati i tossicodipendenti e la criminalità. Chi riceveva droga dai medici e dallo Stato, in parte la rivendeva, creando un mercato illegale nella legalità. L’esperienza ci ha portato così ad essere contrari alla legalizzazione».
    In Olanda, dove la droga leggera è tollerata, ha destato scalpore la decisione del sindaco Antonine Kessen, che ha fatto chiudere alcuni coffee-shop. «Basta con gli empori delle erbe - spiega il sindaco - la mia responsabilità è quella di difendere la salute dei cittadini. Da quando sono stati legalizzati, questi locali sono diventati oltre 2500, e dopo quindici anni di questo esperimento, il numero di consumatori di droghe leggere è notevolmente salito mentre l’età dei consumatori si è abbassata da sedici a quattordici anni. La criminalità ha tratto vantaggo da questa situazione e la polizia non ha alcula possibilità di controllo, mentre il fenomeno peggiora. L’entità del fallimento del governo è dimostrata anche dai sondaggi, che oggi danno 70 olandesi su cento contrari alla legalizzazione».
    Ma anche nei paesi, come l’Italia, dove la droga non è libera, vige una sorta di liberalizzazione ipso facto grazie ad una normativa che non consente di intervenire in maniera efficace. Infatti la famigerata M.D.M.A., più conosciuta come ecstasy, è una sostanza derivata dall’anfetamina, non usata neanche per scopi terapeutici poiché produce gravi effetti psicofisici e allucinogeni, ma la cui produzione è particolarmente facile ed economica. Queste sostanze ad effetto stimolante, eccitante e allucinogeno sono erroneamente considerate meno pericolose e pertanto più facilmente accettate nei luoghi di divertimento; autorevoli sanitari hanno invece definito gli effetti deleteri della loro assunzione. È sufficiente assumere in un anno solo otto pillole di ecstasy per provocare gravissime e irreversibili lesioni cerebrali.
    Il gen. Brancato, direttore generale dei servizi antidroga del ministero dell’Interno, nel corso del meeting ha delineato un quadro che in questo caso potremmo definire allucinante. L’ecstasy si diffonde in Italia negli anni ‘80, ma solo nel 1992 entra nell’elenco delle droghe. Questo significa che fino ad allora l’uso era praticamente consentito. Attualmente vi sono in commercio altri tipi di droga del tutto simili all’ecstasy il cui uso non può essere perseguito poiché non rientrano nell’elenco delle droghe del ministero della Sanità. Infatti il tempo di immissione di queste droghe sul mercato è molto più rapido di quanto impiega il ministero a catalogare i nuovi stupefacenti. Ma non è tutto. La produzione di queste droghe è relativamente semplice. Esistono sul mercato diverse pubblicazioni che insegnano il procedimento: basta una cucina, pochi arnesi e la sostanza base per fabbricare l’ecstasy, disponibile ovunque. Chi poi possiede internet, non deve neanche correre in libreria: il fai da te è subito a disposizione. In America si può addirittura ordinare per telefono, con un codice segreto: la droga viene recapitata a casa in giornata tramite pony express. In Russia si fabbrica direttamente nei laboratori delle università il cui accesso è consentito a tutti gli studenti.
    In Veneto, a fronte delle centinaia di ragazzi morti in incidenti stradali il sabato sera, o più esattamente, la domenica mattina, nel 1995 è stata effettuata una ricerca sul campo condotta dal viceprefetto Flavio d’Achille. Per un periodo di alcuni mesi sono stati fermati, nelle ore nottume, un campione di conducenti di autovetture e sottoposti all’analisi del "palloncino". È risultato che 14 conducenti su cento viaggiavano sotto l’influenza di sostanze psicoattive (che favoriscono autostima, aggressività e asocialità, oltre ad allucinazioni). Peccato che costoro, grazie alla nostra normativa, erano da considerarsi perfettamente in regola.
    Ma l’atteggiamento miope e demagogico dei fautori della legalizzazione della droga, e le difficoltà operative di intervento dovute alla burocrazia, non sono forse gli ostacoli maggiori da superare in questa battaglia contro la droga. Il capitolo educazione-informazione, è forse il più dolente. Anche sulla stampa bisognerebbe combattere una battaglia, attraverso un’informazione non ideologica, come viceversa avviene costantemente nel nostro paese, ma scientifica e professionale (L’Espresso, ad esempio, nei giorni in cui si teneva il meeting di San Patrignano, non solo lo ha volutamente ignorato, ma pubblicava un articolo a sostegno della liberalizzazione delle droghe leggere).
    Noi vogliamo dire NO a qualsiasi compromesso, dalla legalizzazione delle droghe leggere alla teoria della limitazione del danno (somministrazione "controllata" di eroina, distribuzione di metadone e siringhe gratis, ... e, fra qualche anno, chissà cos’altro).
    Pertanto, nell’immediato, invitiamo le nostre amministrazioni, che ancora non l’avessero fatto a firmare la petizione delle città europee contro la legalizzazione della droga, pubblicata nel numero precedente di Filodiretto.
    Ma la battaglia non si esaurisce qui. Bisogna purificare l’acqua per dare la possibilità al nostri figli di crescere in un mondo più trasparente. Tutta la Lega Nord deve sentirsi impegnata in questa battaglia, tutte le nostre amministrazioni devono sentirsi coinvolte. Non possiamo aspettare che cambino le leggi e l’informazione anche a livello locale è possibile fare qualcosa: maggiore vivibilità delle città, servizi migliori ai cittadini, polizia di quartiere, incentivazione del volontariato.... ma non solo è necessario impegnarsi perché questa società sia in grado dl produrre valori antitetici al cinismo consumista.
    È questa la battaglia più difficile ma ogni amministratore, ogni militante della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania deve impegnarsi a combatterla, per difendere la cultura e le tradizioni del suo popolo.
    Da "Filodiretto" Anno III n. 1
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 

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