L'ultimatum di Follini a Berlusconi
"Non seguiremo chi ha in mente di avventurarsi in uno scontro frontale senza rispetto per le istituzioni", dice il leader Udc. "Qualche leale obiezione è più utile delle dichiarazioni di Bondi".
FIUGGI - L'Udc si defila dallo scontro mediatico-giudiziario in corso fra i falchi del Polo e la magistratura. E dice chiaro e tondo che non condivide neppure il metodo "da clava" con cui viene usata la commissione d'inchiesta Telekom Serbia (diventato una sorta di "tribunale stalinista") contro Fassino e Prodi, "due avversari onesti da combattare con onestà".
Dal palco su cui conclude la festa di Fiuggi del centristi, il leader dell'Udc non le manda a dire a Berlusconi. Fa capire che il suo partito è in forte disagio e minaccia di trarre conseguenze ancora più drastiche. "A chi avesse in mente di avventurarsi verso uno scontro frontale diciamo finora: non li seguiremo. Il rispetto delle istituzioni a cominciare dal Capo dello Stato, degli avversari, della misura e della differenza è anche rispetto di se e degli elettori a cui noi non verremo meno. Questo è il limite invalicabile che la nostra maggioranza non può attraversare".
Insomma, sarà bene che tutti, a cominciare a Forza Italia e dal suo leader, si sappiano regolare. L'Udc pretende rispetto e disciplina istituzionali, non è disposta a partecipare a una eterna guerra sui temi della giustizia. E al premier, che soltanto il giorno successivo aver esternato sui giudici "matti" ha sentito l'esigenza di puntualizzare la sua fiducia nella magisrtatura, Follini riserva una vera e propria staffilata: "Io apprezzo molto le precisazioni del giorno dopo. Le apprezzo così tanto che vorrei sentirle anche il giorno prima".
A Follini non è sfuggito neppure che, mentre il premier si metteva "in linea" con un irritatissimo Quirinale, a Gubbio il portavoce di Forza Italia Sandro Bindi sparava contro i settori della magistratura politicizzata che, a suo dire, praticano una "giustizia infame". E proprio sul ruolo di Bondi, Follini si permette un ironico ma bruciante consiglio al Cavaliere: "Amichevolmente, rispettosamente, sommessamente a Berlusconi vorrei dire che alla sua guida talvolta è più utile qualche leale obiezione rispetto a molte dichiarazioni del nostro amico on. Bondi".
Insomma, l'Udc continua a chiedere maggiore collegialità nelle scelte e nelle dichiarazioni. Più gioco di quadra e meno personalismi. Tenere conto che la coalizione è fatta di sensibilità e di culture diverse "Bisogna coltivare di più lo spirito dell'alleanza- dice il lader centrista - una coalizione è un patto, ha le sue regole, é un vincolo che unisce uomini liberi, non è un rapporto di lavoro subordinato".
Lo stesso modo di utlizzare la commissione d'inchiesta sul caso Telekom Serbia fa letteralmente inorridire Follini, che chiede al Polo di riflettere sul ruolo assunto in questo vicenda. "Alla maggioranza dico che la Commissione Telekom Serbia non può essere una clava contro gli avversari, all'opposizione che in Italia mai e poi mai si può scambiare una libera Commissione con un tribunale stalinista". Lo dice, Follini, perché una maggioranza che si dice garantista non può alla fine adottare gli stessi metodi che contesta all'opposizione. "Un partito come il nostro - aggiunge - non può che essere garantista. Fassino e Prodi li considero avversari onesti da combattere con onestà. Ma so anche che Telekom Serbia è stato un pessimo affare per il Paese e so che se fosse capitata a un governo di centrodestra l'opposizione avrebbe trasformato l'Italia in un infinito girotondo".
Demonizzare l'opposizione non è più un buon metodo politico. Pensi piuttosto la Casa delle libertà a riprendere in mano la sua proposta originaria fatta agli elettori, il suo programma di riforme. Su quello sarà giudicata, lascia intendere Follini. "Di fronte a noi non c'é l' esercito comunista, i nipotini di Stalin. Il pericolo comunista che ogni tanto viene evocato, non c'é più", dice il leader Udc rivolgendosi direttamente a Berlusconi. "Noi non siamo tra quanti demonizzano l'opposizione, non siamo tra quanti la insultano. Il nostro obiettivo è sconfiggerli in una battaglia democratica, civile, leale, dura quanto basta senza mai lasciare il tessuto connettivo del Paese".
Bisogna insomma chiudere - e definitivamente - la stagione dei veleni. "Noi vogliamo migliorare il clima e rafforzare la coalizione e ciò avviene se si chiude davvero, definitivamente, la stagione delle risse e dei veleni - chiosa Follini - il Paese non ne può più, francamente anche noi non ne possiamo più ". Tornare dunque a fare politica, nel senso più vero del termine. Apprezzando quel ruolo un po' da "discoli" che l'Udc ha adottato in Parlamento. E' una promozione a pieni voti per la gestione un po' "movimentista" dei gruppi parlamentari, in particolare di quello della Camera dove il capogruppo Volonté e Bruno Tabacci (che infatti si mostra soddisfattissimo per la parole del suo segretario) sono apparsi spesso (con gran scorno degli alleati), dei veri e propri bastian contrari.
"Tutte le volte che siamo stati un po' discoli, i fatti si sono poi incaricati di dimostrare che le nostre proposte erano più utili alla maggioranza di tanti richiami alla disciplina", ragiona Follini. "E' successo - aggiunge - anche sulla giustizia, dove Vietti ha detto e fatto cose di cui possiamo andare fieri: è successo tante altre volte e tante altre volte succederà. E questa è una promessa e non una minaccia. Nessuno può dire che siamo un partito sleale, ma nessuno si può illudere che siamo un partito docile e remissivo".
Anche perché Follini non crede che il centrosinistra si stia muovendo sulla giusta rotta. Lista unica, partito unico? "Una sorta di embrione del partito riformista europeo c'é già e si chiama Ds: è una scelta rispettabile ma mi pare difficile che questa scelta la faccia chi coltiva politiche moderate, chi ha militato nella Dc, chi è nel Ppe", constata Follini : "Credo che se il candidato premier del centrosinistra da qui al 2006 fosse esponente della sinistra noi non dovremmo sorprendercene. Sarebbe la normale conseguenza dei normali rapporti di forza di quella coalizione e non credo che i Ds rinunceranno a esprimere tutti i diritti politici che la sua forza autorizza".
(7 SETTEMBRE 2003; ORE 13:09, ultimo aggiornamento ore 16:48)




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