RAPPORTO 2003 DEI SERVIZI SEGRETI DIPINGE UNO SCENARIO PREOCCUPANTE




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L'integralismo islamico resta la minaccia più seria per la sicurezza dell'Italia, ma all'orizzonte si profila una nuova terribile insidia: la diffusione, nelle nostre città, della spietata mafia cinese, alimentata dalla crescente immigrazione asiatica. E' quanto emerge dalla relazione semestrale dei servizi segreti, i cui contenuti sono stati anticipati ieri dal presidente del Comitato sui servizi Enzo Bianco.
Al momento, ha detto Bianco, non risulta «un rischio specifico", ma ha aggiunto che in futuro «Al Qaeda potrebbe colpire anche il nostro Paese». Anche perchè, ha spiegato, «l'incertezza della crisi afghana e la guerra in Iraq espone al rischio terrorismo di matrice islamica tutti i Paesi che partecipano a operazioni militari», tra cui appunto l'Italia.
Anche la situazione in Medio Oriente, soprattutto dopo le dimissioni di Abu Mazen dal governo palestinese, aggiunge Bianco, potrebbe rappresentare un potenziale rischio per il nostro Paese: «Se il terrorismo palestinese dovesse intensificare la propria azione, il rischio sarebbe reale non solo per quell'area geografica ma anche per altre zone».
Per quanto riguarda il terrorismo interno, Bianco ha sottolineato come nella relazione si evidenzi la possibilità di nuove azioni da parte delle Brigate rosse, «soprattutto in relazione alle tematiche del lavoro e delle riforme istituzionali, con possibili rischi per esponenti del sindacato e del mondo imprenditoriale», mentre viene praticamente escluso qualsiasi interesse da parte delle Br per le questioni internazionali e quelle legate alla guerra.
Sarebbe lieve il rischio anche per quanto riguarda il collegamento tra Br e movimenti antagonisti estremi: «C'è un tentativo, comunque, di acquisire da parte delle Br nuove forze all'interno di tali movimenti, ma l'approccio strategico tra le due realtà è ancora troppo diverso».
Ma la vera e proccupante novità, a giudizio dei servizi, è quella della mafia cinese, legata all'immigrazione clandestina. La temibile e sanguinaria organizzazione criminale internazionale ha infatti messo piede in Italia dove sta dotandosi di una struttura ramificata. Anche Cosa Nostra, ha riferito Bianco, starebbe però "affilando i coltelli", soprattutto nel settore degli appalti, ed in particolar modo per quel che riguarda il progetto di ponte sullo Stretto di Messina e la costruzioni di centrali elettriche.
In questo scenario allarmante, i servizi segreti trovano anche il tempo di "giocare al pallone", sollecitando «grande attenzione» per il mondo del calcio, dove gruppi di estrema destra recluterebbero militanti tra i tifosi più scalmanati: «in alcune realtà del Nord già note al ministero dell'Interno, come Verona o Bergamo. Ma anche a Roma - ha aggiunto Bianco - il fenomeno è in espansione».