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    Lightbulb Borgo a Mozzano, 6-7 settembre 2003



    Comunicato Stampa
    2 agosto 2003

    del Sindaco Gabriele Brunini
    Comune di Borgo a Mozzano

    Oggetto: Tutto pronto per il grande raduno alpini del 6 - 7 settembre.
    Gia’ certa la presenza del Presidente Pera

    Procedono a marce forzate i lavori di preparazione del grande raduno intersezionale degli Alpini che si terrà a Borgo a Mozzano il 6 e il 7 del prossimo mese di settembre.
    Confermata la presenza prestigiosa del Presidente del Senato della Repubblica Marcello Pera alla sfilata e all’inaugurazione del nuovo monumento ai caduti.
    Il programma delle due giornate dedicate alle “penne nere” sarà il seguente.
    Il giorno 6 di settembre alle ore 17 ci sarà un incontro in amicizia tra Bersaglieri ed Alpini a Valdottavo dove alle ore 21 ci sarà un concerto di canti di montagna.
    Sarà però il giorno successivo, il 7 di settembre, che vedrà susseguirsi le manifestazioni più importanti. Alle ore 9 ci sarà l’ammassamento al Ponte del Diavolo, lato statale n°12, a cui seguirà una sfilata con bande e fanfare per le vie cittadine.

    Alle 10 e 30 ci sarà l’inaugurazione del monumento ai caduti, che sarà il momento principale di tutta la giornata.
    Lo scultore a cui è stato affidato l’incarico di costruire una statua simile, ma non uguale, a quella che era stata tolta durante l’ultimo conflitto bellico, è il giovane professionista Malerbi, che oramai ha quasi terminato i lavori.
    Il monumento tornerà quindi alla configurazione originale con la quale era stato ideato al momento della sua costruzione avvenuta dopo la vittoria dell’Italia nella prima guerra mondiale.
    Proprio per l’inaugurazione di questo monumento è stato creato un comitato d’onore a cui stanno arrivando numerose adesioni illustri. Fino ad adesso hanno aderito il Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi; il Vice Presidente On Gianfranco Fini; il Presidente del Senato della Repubblica, che come detto sarà presente, Sen Marcello Pera; il Presidente della Camera dei Deputati On Pierferdinando Casini; il Ministro della Difesa Antonio Martino; il Prefetto di Lucca Paolo Francesco Tronca che ha confermato la presenza alla cerimonia; il Presidente della Provincia Andrea Tagliasacchi; Il Presidente della Regione Toscana Claudio Martini; il Presidente Provinciale ANMIG (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra) Franco Franchi; Il Presidente dell’ANA (Associazione Nazionale Alpini) Giuseppe Parazzini; il Presidente dell’ANA sezione Lucca-Pisa-Livorno Fabrizio Balleri; lo scultore Giuseppe Malerbi; il Presidente della Associazione Lucchesi nel Mondo Valerio Cecchetti; il Presidente del Associazione Nazionale Reduci di Russia Giampiero Brancoli.

    A cura di Stefano Reali, Portavoce del Sindaco


  2. #2
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    Predefinito Borgo a Mozzano 5 luglio 2003

    Comunicato Stampa
    5 agosto 2003


    del Sindaco Gabriele Brunini
    Comune di Borgo a Mozzano


    Oggetto: Conferenza stampa di presentazione della statua del monumento ai caduti
    Le foto sul sito del Comune in tempo reale


    Sabato 9 luglio p.v. alle ore 11, presso il palazzo municipale di Borgo a Mozzano verrà esposta e presentata alla popolazione e alla stampa la nuova statua raffigurante un soldato che alza in segno di vittoria la propria baionetta circondata di alloro, che andrà a completare finalmente il monumento ai caduti del capoluogo comunale.
    La statua, che dell’originale riprenderà la struttura e le linee essenziali, accoglie nella sua rielaborazione, stili e tecniche dei nostri giorni.
    Questa è stata la volontà espressa dal Sindaco Brunini al momento della commissione dell’opera, quando ha incaricato lo scultore Gilberto Malerbi di riprendere nella sua statua l’ispirazione della statua originaria realizzata nel 1931 dallo scultore borghigiano Ubaldo Del Guerra, cercando al tempo stesso di creare un’opera che esprimesse una idea di contemporaneità.
    La ristrutturazione del monumento ai caduti, nelle intenzioni dell’Amministrazione Comunale, non è infatti una semplice ricostruzione materiale.
    Il monumento è simbolo di quei valori, quali amor di Patria e senso di appartenenza ad una Nazione, che non sono mai stati dimenticati ma forse solo per lungo tempo sopiti e che adesso finalmente trovano di nuovo posto nelle coscienze degli Italiani.
    Come già detto l’opera verrà esposta sabato mattina e presentata alla stampa e alla cittadinanza.
    Nel municipio rimarrà in esposizione fino alla vigilia della sistemazione nell’obbliseo di Piazza Marconi per l’inaugurazione del 7 settembre.
    L’Amministrazione Comunale di Borgo a Mozzano inserirà nel suo sito internet le foto della statua.
    Sarà come essere alla conferenza stampa in quanto queste foto verranno lanciate in rete nel momento stesso in cui la statua sarà svelata al pubblico.
    Saranno visibili sul sito ufficiale del Comune di Borgo a Mozzano all’indirizzo www.comune.borgoamozzano.lucca.it

    A cura del Portavoce del Sindaco
    Stefano Reali


  3. #3
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    Predefinito Borgo a Mozzano, 9 agosto 2003

    09/08/2003

    Oggetto: Presentazione della nuova statua del soldato


    E’ stata presentata in una conferenza stampa la nuova statua del milite che andrà a completare dopo più di mezzo secolo il monumento ai caduti di Borgo a Mozzano.

    A presentare per primo l’opera ai suoi cittadini è stato il Primo Cittadino del Comune, il Sindaco Gabriele Brunini.

    Brunini ha ricordato quanto tempo era passato da quando la statua originale era stata asportata, lamentando anche lo stato di precarietà in cui versava la struttura e che adesso vedrà una nuova inaugurazione.

    “Non si tratta solo di riporre questa bellissima statua nel luogo per il quale era stata ideata, - ha dichiarato il Sindaco - e del ripristino di tutto il monumento che oramai risentiva del passare del tempo.

    L’opera sarà un richiamo esplicito e vivo a quei valori che ogni giorno il nostro Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi riafferma con forza e che gli Italiani ora sentono propri forse come mai era stato in passato.

    Proprio per questo il 7 settembre, giorno in cui la statua verrà collocata al suo posto sul monumento, sarà presente il Presidente del Senato Marcello Pera.

    La presenza della seconda carica istituzionale del Paese è per noi motivo di enorme orgoglio”.

    Per l’occasione piazza Marconi, meglio conosciuta come piazza della stazione dai cittadini di Borgo a Mozzano, verrà messa a nuovo.

    Intanto a breve cominceranno i lavori per il recupero della stazione: un altro importante traguardo raggiunto dall’Amministrazione Brunini.

    La stazione verrà riaperta al pubblico e proprio il 7 settembre Brunini consegnerà le chiavi all’associazione Alpini del capoluogo che lì avrà la sua sede e che contribuirà in cambio alla manutenzione e sorveglianza della stazione.

    Dopo il Sindaco sono intervenuti il Presidente del Comitato pro monumento Giampaolo Barsotti e lo scultore Gilberto Malerbi, che con le sue mani ha plasmato la statua. ”La figura di questo soldato, riprende come impostazione la statua precedente realizzata dallo scultore Ubaldo Guerra. La mia versione vuole ancora più inorgoglire ed esaltare il fante della prima guerra mondiale, un combattente, che è una via di mezzo tra soldato moderno e cavaliere medioevale”.


    A cura del Portavoce del Sindaco
    Stefano Reali

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    Visto che in questo loco virtuale ho l'onore di parlare con il portavoce del sindaco Brunini vorrei sapere che ne pensa il buon Oberdan della targa piazzata in nell'atrio del comune con sopra scolpita una frase-delirio del Duce:

    Fa, o gioventù italiana, di tutte le scuole, e di tutti i cantieri, che la Patria non manchi al suo radioso avvenire: fa che il XX secolo veda Roma, centro della civiltà latina e faro di luce per tutte le genti.

    P.G.

    ps
    Che coincidenza: nel messaggio italico completo si cita anche Oberdan:

    Mussolini - 1919:

    «Gioventù italiana! Sii degna del tuo passato e del tuo avvenire. I libri
    siano l'arma della tua intelligenza, non il veleno che la uccida. I tuoi
    santi sono Balilla e Mameli, gli adolescenti di Curtatone e Montanara,
    Oberdan e Rismondo e gli innumerevoli che dal '15 al '18 lasciarono le aule
    per le trincee, andarono all'assalto gridando Viva l'Italia e oggi dormono
    nei piccoli cimiteri dimenticati. Fa, o gioventù italiana, di tutte le
    scuole, e di tutti i cantieri, che la Patria non manchi al suo radioso
    avvenire: fa che il XX secolo veda Roma, centro della civiltà latina e faro
    di luce per tutte le genti».
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





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    Comunicato stampa


    Dalle cronache locali siamo venuti a conoscenza della deprecabile iniziativa del sindaco di Borgo a Mozzano che ha deciso l’affissione nell’atrio del palazzo comunale di una targa con una frase del dittatore Mussolini.



    Riteniamo questo atto una grave provocazione che offende la memoria storica della nostra provincia e dell’intero paese. Innanzitutto riteniamo oggettivamente illegittimo che il palazzo comunale, spazio pubblico che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, diventi luogo per promuovere iniziative esplicitamente di parte.



    Riteniamo poi gravissimo di se per sé lo sfoggiare come “reperto storico” una targa che ricorda ed esalta l’ideologia del brutale espansionismo italiano di quegli anni: una delle innumerevoli violenze perpetrate dal regime fascista ai danni di altri paesi (come l’Africa). L’atto del sindaco si potrebbe configurare come reato di apologia di fascismo condannato nell’articolo 4 della legge n.645 del 1952 (legge Scelba): “è punito chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo”.



    Per questo ci uniamo al coro di chi ha vivamente protestato contro la decisione del sindaco di Borgo a Mozzano e chiediamo subito che la targa venga rimossa dall’atrio del palazzo comunale in modo che venga resa giustizia alla dignità e alla memoria storica della nostra provincia.





    Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Lucca
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

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    Predefinito

    Esatto, ma questo non sminuisce affatto la gravità del fatto: anzi errare è umano perseverare è diabolico.

    P.G.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

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    Predefinito eccomi qua..

    Caro Paddy,
    Ti rispondo nella maniera più ufficiale e meno smentibile possibile, in modo che tu possa trovare delle risposte sicure.
    ------------------------------------------------------------------------------------

    Riporto la posizione ufficiale del Sindaco Brunini in merito a questa vicenda.

    La lapide come ormai è risaputo è un pregevole reperto storico che riporta nella fusione in bronzo il Bollettino della Vittoria del 4 novembre 1918 firmato dal Gen. Armando Diaz. Il testo del bollettino è riportato su 25 righe e in calce ci sono 5 righe con un invito alla gioventù firmato da Mussolini capo del governo, espresso con il retorico linguaggio dell’epoca. Dopo essere stata esposta fino al 1998 nell’ingresso della scuola elementare di Chifenti, all’atto della vendita di quell’immobile, era stata portata al magazzino comunale. Nel momento in cui si procedeva al rifacimento della statua del monumento ai caduti del capoluogo, ho dato incarico allo scultore Malerbi di provvedere anche al restauro di quella lastra di bronzo, che si ricollegava strettamente al periodo storico del monumento ai caduti, e in questo senso ne ho parlato anche con esponenti del mondo associativo e culturale di Borgo a Mozzano che hanno valutato il restauro e la sistemazione solo e unicamente come il recupero di un pregevole documento storico. Forse tra i pochi reperti storici sopravvissuti alla distruzione o al trafugamento.

    Ribadisco che non c’è stata, nella decisione assunta, alcun atteggiamento ideologico o tantomento nostalgico. Tengo a precisare che per tutti è ormai chiaro il giudizio che la storia ha dato, in modo netto, verso fatti tragici che hanno colpito l’Italia, l’Europa e il mondo a causa della degenerazione di aberranti ideologie e dittature sanguinarie che hanno caratterizzato il ventesimo secolo. Ed il comune senso civile ci accomuna nel riconoscere i valori della libertà, della democrazia e l’importanza della pace, che va comunque difesa.

    Ricordo che in questi anni ho sempre mantenuto rapporti di collaborazione con chiunque abbia voluto ricordare fatti della storia locale; ed anche con l’Istituto Storico della Resistenza sono state prese iniziative comuni come la realizzazione del monumento che ricorda il campo di concentramento in Socciglia o la presentazione del libro di Pardini “Sotto l’inchiostro nero”.

    Il recupero del cimelio storico riportante il bollettino della vittoria e la frase del Duce va letto quindi sulla stessa linea dell’impegno a valorizzare le fortificazioni della Linea Gotica o del recupero dei resti del mazziniano Pietro Barsanti o dell’impegno già preso di ricostruire la distrutta lapide che ricordava la liberazione di Gioviano da parte delle truppe alleate.

    Dall’atto del mio insediamento ogni anno in occasione del 25 aprile ho sempre deposto una corona di alloro alla targa che sulla facciata del Comune ricorda la Liberazione. Una targa, risalente al 27 settembre 1954, decennale della liberazione di Borgo a Mozzano, che ho già pensato di valorizzare agli occhi dei cittadini, che forse non si sono mai soffermati a leggerne il testo, che sicuramente tutti condividiamo: “in questa piazza nel decennale della liberazione il popolo esalta la più bella conquista – LA LIBERTA’ – Dio e volontà degli uomini la conservino ai posteri a confronto e memoria dei suoi martiri”.

    Proprio a dimostrazione che non accetto le accuse strumentali e faziose che mi sono state rivolte in questi giorni, per bassi scopi politici, sono disponibile ad un confronto costruttivo nei prossimi giorni con partiti, associazioni e cittadini che hanno espresso la loro opinione sull’argomento, per fornire una corretta informazione sugli intendimenti dell’Amministrazione. Convocherò inoltre per l’anniversario della liberazione di Borgo a Mozzano (27 settembre) un Consiglio Comunale aperto dove un ragionamento sereno sulla storia della nostra terra possa prendere il posto della strumentale lotta politica che si è cercato di riproporre in questi giorni, dove potrà essere valutata anche la proposta di una nuova targa sui temi della Pace che è stata formulata in questi giorni.

    Gabriele Brunini

    Sindaco di Borgo a Mozzano

    ------------------------------------------------------------------------------------
    Quindi in questo forum virtuale dove io ho l'onore e il gran piacere di parlare con te ho voluto postare la risposta del Sindaco Brunini in persona.

    Ora però sarò io a chiedere una cosa a te .

    Quanti Sindaci oggi convocano un consiglio comunale aperto per discutere (nota bene discutere) con i propri cittadini sulla storia più recente d'Italia pur essendo ben consapevoli e al tempo stesso incuranti di quante strumentalizzazioni questo avvenimento avrà?

    Visto che siamo così vicini io ti invito a partecipare e spero vivamente che verrai e darai il tuo prezioso contributo.

  9. #9
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    Predefinito

    In realtà avevo chiesto un tuo personale parere

    Avevo già letto questa risposta di Brunini sul Tirreno e naturalmente non mi soddisfa per niente.
    Davvero non capisco come si possa leggere "sulla stessa linea" episodi così antitetici come le celebrazioni per il 25 april e l'ostentazione di lapidi mussoliniane.

    Non si possono leggere questi episodi come se si bilanciassero. Le celebrazioni della Liberazione sono atti dovuti di qualsiasi istituzione democratica di questo paese. Non sono favori "ideologici" da fare a qualcuno. Rappresentano bensì il ricordo della fine di una dittatura e la nascita di quella istituzione fondata sulla democrazia. Viceversa la targa con la scritta del Duce non può essere letta come un atto dovuto di una istituzione democratica ma qualcosa che va in netta contraddizzione con i principi prima citati.

    Brunini poi commette una leggerezza: non è vero che i giudizi sommari su quella storia sono stati scritti e oggi possiamo rileggere con tenerezza quelle frasi della lapide. Innanzitutto perchè il lassismo - o meglio l'indifferenza - "è il peso morto della storia" come direbbe un intelettuale che ha pagato con la vita la piaga del fascismo. Mettiamo che oggi uno mette una lapide e nessuno ci fa caso, perchè i problemi sono altri o perchè trova scontata la protesta. Domani magari metterà una statua e poi farà una celebrazione, e infine, visto che nessuno si esprime, potrebbe anche pensare a riscrivere la storia. E' già successo. Qualcuno ci ha già provato. Ma abbiamo avuto la fortuna che fossero ancora vive persone come Wiesel che hanno combattuto il revisionismo colpo su colpo.

    In secondo luogo, e proprio nel particolare di questo caso, il giudizio storico sull'imperialismo italiano non è stato ancora sviscerato. Il male che il fascimo ha fatto agli italiani è cosa comune: il male che il fascimo ha fatto ad altri paesi invece rappresenta ancora un tabù, una realtà difficile da giudicare e condannare. Così mentre ogni città d'Italia annovera ancora, nello stradario, centinaia di nomi di località e di personaggi che ricordano ed esaltano le tappe dell'espansionismo italiano in Africa, non c'è, nella penisola, un solo monumento, una sola lapide, una solo stele, che rammenti l'altra faccia dell'avventura coloniale, quella brutale della sopraffazione e dello sterminio.
    Sul consiglio comunale sono sicuro che succederà esattamente l'inverso di quello che temi: sarà strumentalizzato da Brunini. La presenza di Marcello Pera è un primo segnale in questa direzione. Brunini è un volpone e vuole calcare la mano - lungi da rifiutare dispute ideologiche - cercherà di dare più risonanza ai fatti di quanta già ne avuta fino adesso. Il consiglio comunale non è un luogo dove si può discutere o riscrivere la storia. Il ruolo di un consiglio comunale è un altro. Proprio perchè credo che oggi siamo tutti pronti a chiudere la lunga stagione delle rimozioni e delle amnesie e di rileggere la storia dell'imperialismo italiano sulla base dei documenti d'archivio e non delle ricostruzioni apologetiche, penso che una grande discussione su questi punti va fatta. Ma va fatta nei luoghi opprtuni della ricerca storica e culturale. Non in un consiglio comunale e non a causa di una iniziativa di parte dell'amminstrazione di Borgo a Mozzano.
    Nonostante pensi che questo consiglio comuanale sia fuori luogo, o peggio una trappola, col sindaco del Borgo va bene una chiacchierata, ma resto dell'idea che quella frase alal fine deve toglierla.

    P.G.


    PS
    Una cosa simile è successa anche in città tempo fa: l'amministrazione comunale durante i lavori in piazza della Stazione, impiantò dei lampioni con l'effige del fascio. Ci furono delle polemiche - ma di minore entità di questa - e il Sidnaco Fazzi, che pure non è uno che si tira indietro, fece coprire le effigi.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

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    Caro Paddy,

    se ti dicessi, come Portavoce del Sindaco, che dell'operazione non sapevo niente mentirei sapendo di mentire.
    L'operazione fatta da Brunini non era assolutamente tesa a riproporre e tantomeno rivalutare l'esperienza fascista, ma si instaura in una linea di condotta che egli ha tenuto da quando è il primo cittadino di Borgo a Mozzano.

    Protremmo chiamarla una linea "Della memoria".

    Visto che la cosa l'ho seguita posso dirti quanto segue: la lapide, che come oramai tutti sappiamo era in una scuola ora venduta, rappresenta il bollettino di guerra che viene esposto in tutti i comuni. In questa scuola è stata vista e letta per cinquant'anni anche dai comunisti più intransigenti e in un periodo, quello post-bellico, in cui c'era "meno disponobilità", diciamo così, ad ascoltare un messaggio dei vinti e dove non c'era un Violante che parlava di riappacificazione nazionale. Nessuno però aveva detto nulla.

    Io per primo volevo che nell'edificio comunale, come in quelli di tutta Italia, vi fosse quel simbolo di riscossa nazionale e di degna conclusione del risorgimento che era il bollettino di guerra firmato dal generale A. Diaz.

    Poi c'era il problema della frase di Mussolini, che in questo caso è in calce alla lapide.
    Problema non da poco direi.

    Ovvio che tutti noi (e io come repubblicano ancora di più me lo consentirai) eravamo consapevoli che non a tutti sarebbe piaciuta quell'operazione, ma abbiamo pensato che un monumento del genere potesse essere considerato più un cimelio storico, una specie di reperto archeologico, che non un tentativo di riportare il fascismo a Borgo a Mozzano e di lì rimarciare su Roma.

    Io credo anche la storia oramai abbia dato il suo giudizio. Un giudizio che forse può essere discusso in alcuni punti, ma che estremamente negativo è e rimarrà per sempre.
    Mi spiego meglio su questo passo cruciale.

    Sul fascismo si può discutere se ha dato veramente lavoro o no, se faceva veramente arrivare i treni in orario o no, se ha dato gli assegni familiari o meno, se ha bonificato le paludi o no, ma nessuna argomentazione potrà mai rivalutare un giudizio così pesantemente negativo. Inoltre, anche se il fascismo avesse fatto del bene, su di esso peserebbe la condanna della storia per il modo violento e barbaro con cui ha preso il potere.

    Non ho paura dei fantasmi del passato.
    Se si son fatti rientrare i savoia con la scusa che il passato è passato allora non capisco perchè il passato sia tale solo quando ci pare e con chi ci fa comodo. Ma questa riappacificazione nazionale la vogliamo vermante o solo in certi frangenti?

    Sul consiglio comunale io credo che andrà diversamente. Io non ero nemmeno troppo favorevole (come portavoce mi prenderò le lamentele e critiche di tutto il mondo) ma il Sindaco ha avuto coraggio ed è andato avanti.

    Io credo che un consiglio comunale aperto, dove tutti possono parlare, e discutere del loro passato insieme alle Istituzioni e in particolare al Primo Cittadino, sia una di quelle cose che forse non si vedono dalla Rivoluzione Francese tanto cara a noi Repubblicani.

    Abbiamo chiamato i cittadini e gli abbiamo detto: "Sono scaturite polemiche per quella lapide. Venite in Municipio, che è la vostra seconda casa, e discutiamone insieme".

    Finisco rispondendoti che nessuno vuol paragonare i morti per la liberazione a quelli della Repubblica Sociale Italiana.
    Sono convinto che da entrambe le parti ci fossero giovani che lottavano per quelli che credevano i loro ideali come che ci fossero oppurtunisti o semplici ragazzi che si erano trovati in situazioni sociali e realtà geografiche dove era impossibile fare scelte diverse.
    Purtroppo in entrambe le schiere c'erano anche persone che le buone intenzioni le avevano lasciate a casa.

    Ma quello che conta è un'altro punto. Se dal punto di vista umano vi sono migliaia di casi ognuno diverso dagli altri, dal punto di vista storico il giudizio è netto: Dalla parte giusta c'eravamo noi, cioè Comunisti, Socialisti, Repubblicani e tutti gli altri.
    E questo non cambierà mai anche se riconosceremo a tanti giovani della RSI la dignità di aver creduto di combattere per la Patria nell'esercito di Mussolini pur sapendo che non vi era alcuna speranza.

    Ora quali siano non lo so più ma non erano forse queste le posizioni di Violante quando era al Governo?

    Ciao, ci vediamo presto e magari ci prendiamo un bel caffè di riappacificazione!

 

 
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