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    Predefinito L’antisemitismo cristiano ha origini pagane

    LA TESI - ALLE ORIGINI DELLA PRESA DI DISTANZA DALLE RADICI SEMITICHE
    L’antisemitismo cristiano
    ha origini pagane

    Ai tempi di Adriano i seguaci di Gesù disprezzarono gli ebrei per piacere ai romani.La Storia dell’antisemitismo scritta da Léon Poliakov a ridosso del processo di Norimberga e pubblicata poi negli Anni Cinquanta (in Italia da Sansoni) dedica un numero di pagine davvero limitato alla origine dei sentimenti di ostilità nei confronti degli ebrei che pure si registrano prima dell’età cristiana: «Non scopriamo nell’antichità pagana—scrisse Poliakov—quelle reazioni passionali collettive che in seguito renderanno la sorte degli ebrei così dura e precaria». Riconosceva, Poliakov, che si deve fare un’eccezione per la città di Alessandria, dove esisteva una grande comunità ebraica e i conflitti tra gli ebrei e la popolazione greca erano «frequenti e acuti» così che dovettero registrare ripetute «esplosioni di collera popolare contro gli ebrei». Ma, aggiungeva, «come regola generale l’Impero romano dell’epoca pagana non ha conosciuto l’antisemitismo di Stato». E con questo ridimensionava del tutto le espressioni antiebraiche che troviamo in abbondanza negli scritti di Diodoro Siculo, Filostrato, Pompeo Trogo, Giovenale, Tacito, Orazio, Valerio Massimo e Seneca.

    Qualche decennio dopo Peter Schäfer in Giudeofobia. L’antisemitismo nel mondo antico (Carocci) si è soffermato—in base a un’ampia documentazione — su un’indicazione che il re greco di Siria Antioco VII ricevette dai suoi consiglieri all’epoca dell’assedio di Gerusalemme (135 a.C.) secondo cui non ci si doveva limitare a espugnare la città ma sarebbe stato opportuno «estirpare completamente la razza dei giudei ». A partire da ciò Schäfer ha sostenuto che si può parlare di antisemitismo in pieno rigoglio «ben prima dell’avvento del cristianesimo ». Ne è nato un dibattito dalle evidenti implicazioni. E furono in molti a polemizzare — sia pure tra le righe — con Schäfer. Uno per tutti lo studioso di Oxford Jasper Griffin il quale (recensendo Giudeofobia su «La Rivista dei libri», settembre 1999) riconobbe che sì, anche in età precristiana «ci furono casi in cui si proiettarono sugli ebrei fantasie di sacrifici umani e giuramenti ratificati con sangue umano» ma, aggiunse, «sono storie rare, che si narravano anche al riguardo di altri gruppi, druidi, cristiani, congiurati di Catilina e non erano dunque prerogativa esclusiva degli ebrei».

    Adesso la discussione è destinata a riaprirsi per merito di un voluminoso saggio di Martin Goodman, la cui parte conclusiva prende in esame lo scontro che oppose Roma a Gerusalemme tra la fine del primo e l’inizio del secondo secolo dopo Cristo. Una resa dei conti spietata che, secondo le stime contenute nella Guerra giudaica di Giuseppe Flavio, provocò oltre un milione e centomila morti. Cifra sbalorditiva per l’epoca. Era inevitabile, si chiede l’autore, l’urto tra romani e giudei che ebbe come esito, nel 70 d.C., quella carneficina e soprattutto la distruzione del Tempio di Gerusalemme? O quantomeno era inevitabile che quel conflitto assumesse un tratto per così dire definitivo? Assolutamente no. Anzi, la tesi di tutta la prima parte del libro di Goodman Roma e Gerusalemme. Lo scontro delle civiltà antiche, che Laterza sta per mandare in libreria nell’impeccabile traduzione di Michele Sampaolo, è che quei due mondi avrebbero potuto benissimo coesistere come avevano fin lì coesistito: fu la lotta per il potere a Roma che provocò la catastrofe. In che senso? L’occupazione romana della regione si era protratta per oltre un secolo (dal 37 a.C.) senza che mai si dovessero affrontare crisi di quelle proporzioni. Dapprima per effetto della repressione messa in atto da Erode; successivamente (dal 6 al 66 d.C.) non ci fu bisogno neanche di quella.

    Ma alla fine del regno di Nerone le cose cambiarono. Nel maggio del 66 con un banale pretesto— gli abitanti avevano rifiutato di andare in processione a salutare due coorti dell’imperatore — il procuratore romano della Giudea, Gessio Floro, scatenò le sue truppe contro il mercato superiore di Gerusalemme provocando in un solo giorno tremilaseicento morti, la maggior parte donne e bambini. Energica fu la reazione giudaica, che portò alla costituzione di uno Stato indipendente; anche se gli abitanti di Gerusalemme restarono divisi tra coloro che volevano riprendere un percorso di pace e quelli intenzionati a insistere sul terreno delle armi. La situazione, però, in quel momento era ancora recuperabile. A provocare la rottura di questo equilibrio fu, nel giugno del 68, la morte di Nerone.

    Quando l’imperatore fu ucciso dal liberto Epafrodito, Tito Flavio Vespasiano, un soldato assai capace (ma niente di più) che si era distinto vent’anni prima nella conquista della Britannia, colse l’occasione derivatagli dall’essere comandante in campo della guerra in Giudea per sfruttare la guerra stessa e con essa dare la scalata al potere nella capitale dell’impero sconvolta dalle divisioni per la successione tra Galba, Otone e Vitellio. Vespasiano riuscì nel suo intento (69) grazie anche ai consigli di Giuseppe, un sacerdote gerosolimitano che, dopo aver comandato le truppe ribelli in Galilea, era stato catturato dai romani e si era messo a disposizione del futuro imperatore vaticinando per lui fin dal 67 (cioè ben prima della morte di Nerone) l’ascesa al sommo incarico. Giuseppe avrebbe poi spiegato nei sette magnifici libri della Guerra giudaica di cui si è detto all’inizio — scritti nel 70 quando il figlio di Vespasiano, Tito, distrusse la città e il Tempio — come i suoi antichi correligionari si erano fatti sopraffare. Nonostante le successive sollevazioni in Cirenaica e in Egitto (72) e l’ultimo tentativo di resistenza a Masada (73). E qui si arriva alla parte più interessante del libro di Goodman, dove si approfondisce quel che rese per così dire definitiva la crisi del 70.



    Paolo Mieli
    L’antisemitismo cristiano ha origini pagane - Corriere della Sera
    io sò io e voi nun siete un cazzo !

  2. #2
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    Predefinito Rif: L’antisemitismo cristiano ha origini pagane

    Così come sangue ed eucarestia sono riti panici e pagani...daje al pagano...daje al cristiano inconsciamente pagano...w solo il meticciato e la democrazia...w il CdS!!!w prodi!!!

  3. #3
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    Predefinito Rif: L’antisemitismo cristiano ha origini pagane

    Stronzate. Ai Gentili gli Ebrei facevano abbastanza schifo come popolo, è vero, ma dal punto di vista religioso erano riconosciuti così come ogni altra etnia.

    L'antisemitismo cristiano nasce dalla pretesa di essere il Verus Israel e quindi dalla necessità di sostituire il legittimo titolare.
    "C'era un Tempo in cui l'uomo viveva accanto agli Dei..poi la predicazione galilea ci porto' il deserto del nulla...e infine caddero le tenebre della modernità"



  4. #4
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    Predefinito Rif: L’antisemitismo cristiano ha origini pagane

    L'antisemitismo ha origini dalla nascita della settaria e razzista religione giudaica,credetemi sulla parola!!! Chissà poi perchè:mmm:

  5. #5
    Destra Apocalittica
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    Predefinito Rif: L’antisemitismo cristiano ha origini pagane

    No dico io, ma si può arrivare a postare Mieli?

  6. #6
    .
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    Predefinito Rif: L’antisemitismo cristiano ha origini pagane

    L'"antiebraismo" è antico quanto gli ebrei. E ci sarà un motivo.

  7. #7
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    Predefinito Rif: L’antisemitismo cristiano ha origini pagane

    Quando ho letto il titolo e la firma, non volevo in nemmeno andare avanti, poi ho letto l'articolo e ho detto, era meglio se non andavo avanti!

    Quanta falsità e quanta malafede!
    Sono proprio "perfidi"!

  8. #8
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Rif: L’antisemitismo cristiano ha origini pagane

    Citazione Originariamente Scritto da Iperboreus Visualizza Messaggio
    Stronzate. Ai Gentili gli Ebrei facevano abbastanza schifo come popolo, è vero, ma dal punto di vista religioso erano riconosciuti così come ogni altra etnia.
    ... insomma.
    Sai bene che le turbolenze attorno Gerusalemme sono avvenute ben prima di Cristo.
    Poi che banchieri ebrei (ebbene si, anche all'epoca) fossero autentici potenti nelle comunità elleniche della diaspora è altro affare.

    Sull'argomento consiglio questo testo:





    L'antisemitismo cristiano nasce dalla pretesa di essere il Verus Israel e quindi dalla necessità di sostituire il legittimo titolare.
    Sulla presunta legittimità, mi riservo in altra sede di argomentare. Ma la storia di Esaù indica bene quanto possano durare certe primogeniture.

    Vero cmq che gli ebrei , ed è un mero dato di osservazione storica si badi, han creato problemi a qualsivoglia regno/stato/entità che si è interfacciata con loro negli ultimi 3500 anni.
    Preferisco di no.

 

 

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