Le tre guerre mondiali e il Nuovo Ordine: le inquietanti rivelazioni in un libro di Don Luigi Villa da Brescia
Il fondamentalismo maomettano strumento nelle mani degli “Illuminati”
Giorgio del Re
I musulmani portano con loro una cultura che produce, necessariamente, solo guerra e rovine. Prendere atto di questa storica realtà sarebbe realpolitik, ma purtroppo questa nostra epoca è quella del “buonismo” idiota, dei programmi enfatici, utopistici, dell'irrazionalità al potere, voluta da un manipolo di incoscienti o di sfasati lobbisti mondialisti di matrice massonica, che hanno spalancato le porte dell’Europa a un’orda islamica che ci creerà solo irreparabili guai.
Più di novecento milioni di fedeli sparsi in tutto il mondo, un’altissima carica di aggressività spirituale e soprattutto “militare”, un integralismo difficilmente riscontrabile in una qualsiasi religione (anche “scientifica”, com’è il marxismo applicato), una volontà ferrea di islamizzare tutto quanto non è islam, una crescita costante e impetuosa.
E ancora: i continui massacri di Cristiani nelle Filippine, le sanguinose persecuzioni ai danni degli “infedeli” in Sudan e in Indonesia, la partecipazione di membri del partito islamico della Turchia (paese già affiliato alla Nato e in procinto, come Israele, di aderire all’Unione Europea) a un vertice di movimenti terroristici islamici. Senza dimenticare la continua, progressiva, inarrestabile islamizzazione dell’Italia e dell’Europa intera.
Questo e molto altro potrà trovare il lettore in una recente pubblicazione (L’islam alla riscossa. Cos’è, cosa vuole) scritto da un Sacerdote lombardo, don Luigi Villa, per i tipi della “Editrice Civiltà”. Senza peli sulla lingua e senza finte ipocrisie, don Villa passa in rassegna tutti gli orrori del mondo musulmano e tutte le storture interne all’occidente che stanno portando i seguaci di allah a quelle vittorie che non sono stati capaci di ottenere in 14 secoli di aggressioni alla Cristianità e all’Europa.
Le “anime belle” di casa nostra, ubriacate dalle parole d’ordine della fratellanza universale, dell’ecumenismo, del “vietato vietare”, dovrebbero leggerselo da cima a fondo: “buonisti”, post ed ex comunisti, sedicenti antirazzisti e compagnia briscola.
LE COLPE DELLA CHIESA “ECUMENICA”
Ancora più sconvolgente, in questa rassegna, è il ruolo, a dir poco suicida («Involontariamente?», si chiede l’autore), che sta svolgendo da alcuni anni la Chiesa cattolica (o almeno la parte “modernista” di essa) in questa tragica invasione islamica. Il “la” arriva – spiega don Villa – con la dichiarazione “Nostra Aetate” del 1965, nella quale viene enumerato tutto ciò che apparenta (o sembra apparentare) Cattolicesimo e islam: da quel momento in poi è un fiorire di iniziative cattoliche di dialogo interreligioso e di aperture, «con nessuna disposizione d’animo da parte di musulmani».
Così – ci ricorda don Villa – mentre in Europa è addirittura il Cardinale di Milano Carlo Maria Martini a non perdere occasione per esaltare la bellezza e la necessità di giungere a una società multi-etnica e multi-religiosa (e non è l’unico all’interno della Chiesa), nei paesi islamici continua la “via crucis” dei Cristiani e, quando non si assiste a veri e propri massacri, si odono proclami orripilanti. Così, mentre la Repubblica italiana mette sullo stesso piano tutte le religioni, l’Organizzazione islamica in Africa prevede da statuto che nei 24 paesi membri i Cristiani non dovranno più occupare posti di responsabilità e il diritto islamico essere introdotto ovunque al posto dei sistemi giuridici occidentali. E mentre il cardinale Martini fa nascere a Milano il primo tempio “multi-confessionale” (dell’opera di questo curioso prelato si parla diffusamente in un altro libro dell’Editrice Civiltà: Si spieghi, Eminenza!), la Nigeria (49% Cristiani, 36% musulmani) procede a una campagna d’islamizzazione senza precedenti.
Il materiale è spesso di prima mano – don Luigi ha viaggiato molto nella sua lunga vita – in alcuni casi inedito, in altri addirittura “segreto”. Per capire meglio, iniziamo dalla fine.
LE TRE GUERRE MONDIALI
Tra il 1870 e il 1871 si verifica un curioso e inquietante episodio (catalogaoto presso la Biblioteca del British Museum) tra l’allora leader supremo della Massoneria Universale, Albert Pike, e uno dei padri del risorgimento italiano, nonché Capo d’Azione politica della Massoneria Universale, Giuseppe Mazzini. Ecco cosa scrive quest’ultimo il 22 gennaio 1870, secondo quanto riportato da don Villa: «La Prima Guerra Mondiale deve essere combattuta per consentire agli “Illuminati” di abbattere il potere degli Zar e trasformare questo paese nella fortezza del comunismo ateo (...) Dopo la guerra si deve edificare il comunismo e utilizzarlo per distruggere altri governi e indebolire le religioni». E ancora: «La Seconda Guerra Mondiale deve essere fomentata approfittando della differenza tra fascisti e sionisti politici (...) in modo da aumentare il potere del sionismo politico per consentire lo stabilimento in Palestina dello Stato Sovrano d’Israele». Per arrivare alla descrizione del cataclisma finale, quella Terza Guerra Mondiale «fomentata approfittando delle divergenze suscitate dagli agenti degli “Illuminati” tra sionismo politico e dirigenti del mondo islamico».
«La guerra – prosegue l’epistola mazziniana come riportata dall’autore – deve essere orientata in modo che l’islam (mondo arabo e musulmano) e sionismo politico (incluso Israele) si distruggano a vicenda, mentre nello stesso tempo le altre nazioni, una volta di più divise e contrapposte tra loro, saranno forzate a combattersi fra di loro, fino al completo esaurimento fisico, mentale, spirituale ed economico».
Lo scopo di tutto questo: l’instaurazione del Governo Mondiale.
COMUNISMO E ISLAM
L’islam sarà dunque per l’occidente cristiano quello che il comunismo è stato nel XX secolo – sostiene don Villa – uno strumento usato scientemente dalle élites massoniche per scardinare il nerbo delle nazioni cristiane (se ancora possono definirsi così) in vista dell’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, come prima il comunismo (nato dalle teorie del massone Karl Marx e messo tragicamente in pratica in Russia dai rivoluzionari bolscevichi, anche loro “fratelli”)
I MASSONI DELL’ISLAM
Già, perché anche all’interno dell’islam, così apparentemente antitetico a un occidente modernista (laico e illuminista), gli “Illuminati” non mancano. Almeno a leggere la lista dei “fratelli” affiliati alla Grande Loggia dell’Iran, che don Villa sostiene di aver ricevuto insieme alla fotocopia di una lettera inviata il 16 novembre 1975 da Ahmad Aliabadi (segretario della stessa Loggia) al Gran Maestro Sharif Imami. Scopriamo così, tra le file dei “figli della vedova”, personaggi insospettabili come l’allora Ayatollah Khomeini, il suo successore Shaykh Montazeri, Hashemi Rafsanjani (allora presidente del Parlamento islamico), l’allora predicatore del venerdi e membro del Consiglio della Difesa e attuale leader supremo Alì Khamenei e giù giù una serie impressionante di ministri, generali, capi della polizia, ambasciatori, giudici.
«Caro Maestro – scrive Aliabadi – ho l’onore di presentarLe la lista dei nomi della Loggia Segreta dell’Islam che il fratello Ard Brobi, Gran Maestro della Grande Loggia di Londra, ha mandato alla Grande loggia dell’iran. Come Lei sa, questa Loggia fu fondata (...) con l’aiuto della Grande loggia di Londra e del Gran Maestro sir Edward Grey, il vero fondatore della “Massoneria segreta dell’Islam”. I nomi di questi membri devono essere segreti».
1. continua
Da “La Padania” del 22 giugno 2002




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