Di certo Teheran non rimpiange il defenestrato
regime Ba'ath. Essa però e' ragionevolmente
preoccupata dal suo sostituto, le forze USA d'
occupazione situate sul suo confine occidentale.
L'Iran si trova dunque ad essere compresso tra
due nazioni occupate militarmente dagli USA,
i cui regimi sono stati installati dagli interessi
economici americani.



Da più di due decenni, la Repubblica Islamica dell'Iran e' ai ferri corti con la politica estera USA. Lo scontro più significativo tra i due paesi cominciò poco dopo l'elezione a premier di Mohammed Mossadeq, nel 1951. Mossadeq, un nazionalista, nazionalizzò l'industria petrolifera e creò la Compagnia Petrolifera Nazionale Iraniana. A causa di ciò, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna organizzarono un colpo di stato nell'agosto del 1953, rovesciando il leader democraticamente eletto e restaurando la monarchia dello Shah Reza Palhavi, che governò col pugno d'acciaio per venticinque anni. Poco tempo dopo aver preso il potere, lo Shah permise ad un consorzio internazionale di compagnie petrolifere americane, britanniche, francesi ed olandesi di gestire l'industria petrolifera, raccogliendo il cinquanta per cento dei profitti. Nonostante la relazione intima ed amichevole dello Shah con Washington e con altri governi occidentali, i suoi brutali metodi autocratici nel reprimere qualsiasi dissenso interno - con l'aiuto del suo terrificante apparato di sicurezza, la temuta Savak - scatenarono una rivoluzione che partiva dall'interno della società iraniana e che era guidata dai leaders religiosi. Il rovesciamento di un governo sostenuto dagli USA, ovviamente, minacciava gli interessi americani nella regione e rendeva i nuovi leaders della giovane repubblica nemici da abbattere per tutte le successive amministrazioni USA.

Oltre ad essersi guadagnato l'inimicizia dell'unica superpotenza al mondo, L'Iran si trovava in una regione geograficamente volatile. Durante gli anni '80, l'Iraq, sotto la guida di Saddam Hussein e del partito Ba'ath, spinto dagli USA che miravano ad indebolire entrambi, invase l'Iran nel tentativo di conquistare territori preziosi come la contesa via d'acqua dello Shatt al-Arab. La guerra fu devastante sia per gli iracheni che per gli iraniani. Da allora, le relazioni tra i due stati sono stringate. L'Iran, inoltre, e' anche minacciato dal più potente ed armato stato dell'area, Israele, che in Medioriente ha il monopolio accuratamente difeso delle armi nucleari.

Nel 1981, Israele lanciò un attacco a sorpresa sul reattore nucleare iracheno di Osirak, nel tentativo di frantumare il progetto di Baghdad di sviluppare armi nucleari. L'obiettivo di Israele era ed e' quello di preservare il suo monopolio nucleare nell'area. E' chiaro che Israele considererà seriamente azioni simili da intraprendere contro l'Iran, semmai Teheran dovesse lavorare ad un proprio progetto nucleare.

Oltre a tutto ciò, l'Iran sta fronteggiando un equilibrio del potere che muta rapidamente proprio ai suoi confini. Nel 2001, gli USA rovesciarono la leadership dei Talebani in Afghanistan. Fino ad allora, l'Iran aveva ben poco da temere dal suo confine orientale. L'Afghanistan era uno stato non organizzato, costantemente sull'orlo della guerra civile. Con la rimozione dei Talebani, il confine iraniano e' minacciato dalle ostili truppe USA. Inoltre, una simile minaccia e' rappresentata dal confine occidentale con l'Iraq. Di certo Teheran non rimpiange il defenestrato regime Ba'ath. Essa però e' ragionevolmente preoccupata dal suo sostituto, le forze USA d'occupazione situate sul suo confine occidentale. L'Iran si trova dunque ad essere compresso tra due nazioni occupate militarmente dagli USA, i cui regimi sono stati installati dagli interessi economici americani.

A causa di queste minacce l'Iran potrebbe voler sviluppare un programma nucleare difensivo. Il paese ha già migliorato enormemente la capacità di lancio dei suoi missili, che hanno acquisito la potenzialità di colpire l'Afghanistan, l'Iraq ed Israele. Se l'Iran dovesse acquisire capacità nucleari, terminerebbe il monopolio israeliano nella regione. Comunque, anche con armi nucleari, l'Iran, come tutti gli stati in possesso di ordigni atomici, userebbe la sua capacità solo come deterrente e non certo come arma offensiva. Se in possesso di armi nucleari, la politica estera iraniana diverrebbe più equilibrata nel trattare le minacce che giungono dalle forze USA ai confini orientale ed occidentale, dallo stato d'Israele e da qualsiasi nuovo governo possa formarsi in Afghanistan ed Iraq.

Oltre ad essere preoccupata dalle truppe USA ammassate ai suoi confini, Teheran e' inquieta a causa delle "covert operations" delle agenzie USA d'intelligence, con cui l'amministrazione Bush si propone di ottenere un cambiamento di regime in Iran, classificata, dalla Casa Bianca, come un segmento dell' "asse del male". Tale retorica e' cominciata subito dopo l'elezione dell'amministrazione Bush nel 2000, un'amministrazione nemica in modo anormale del governo iraniano ed amica in maniera altrettanto anormale dell'attuale governo estremista israeliano. Tali dirigenti, spesso chiamati neo-conservatori, cercano apertamente di rimuovere la leadership in Iran allo scopo di insediare un governo "amico" nel paese ricco di petrolio, rimovendo al tempo stesso una potenziale minaccia all'egemonia di Israele, il superalleato dell'America nella regione. Teheran teme, con ragione, che il supporto diretto di Gran Bretagna e Stati Uniti rafforzerà il potere di ribelli iraniani che operano dall'Iraq. Nel 1997, infatti, l'Iran seguì una serie di attacchi aerei in territorio iacheno allo scopo di indebolire questi gruppi di ribelli. Tale politica sarebbe oggi impossibile a causa dell'occupazione anglo-americana.

Dopo l'invasione unilaterale sia dell'Afghanistan che dell'Iraq - quest'ultima avvenuta in diretta opposizione con le Nazioni Unite e contro il volere della popolazione mondiale - Teheran e' all'oscuro riguardo la prossima mossa dell'amministrazione Bush. Come hanno dimostrato questi esempi, L'Iran, come pure la Corea del Nord, un altro segmento dell' "asse del male" secondo l'amministrazione americana, sa che, con il possesso delle armi nucleari, Washington ci penserebbe su due volte prima di invaderlo ed occuparlo. Qualsiasi attacco da parte degli attuali avversari dell'Iran - America ed Israele - dovrebbe tenere conto delle possibili ripercussioni che deriverebbero dall'aver colpito un paese nucleare, capace di difendersi causando gravi danni ai suoi nemici, sia con armi convenzionali che nucleari.

Gli avversari dell'Iran che intendano colpire e distruggere il suo sistema missilistico o il suo arsenale nucleare, dovrebbero essere ben certi di una riuscita dell'attacco al 100% in modo da evitare un devastante contrattacco di rappresaglia. Qualsiasi errore potrebbe portare a conseguenze disastrose per colui che attacca. Se un paese lontano come gli USA dovesse lanciare un attacco, l'Iran certamente non potrebbe rispondere lanciando una rappresaglia in territorio statunitense, ma potrebbe facilmente colpire le truppe USA sia in Afghanistan che in Iraq.

Da ciò appare evidente che sviluppare armamenti nucleari e' nell'interesse nazionale di Teheran. Lo status di nazione nucleare proteggerebbe l'Iran da una grande quantità di minacce alla sua indipendenza, alla sua integrità nazionale e territoriale ed al possesso delle sue ingenti risorse naturali, incluse le minacce provenienti da due stati alleati - Israele e Stati Uniti, che hanno tutto l'interesse a mantenere inalterato il bilancio di potere a loro favore nella regione.

Sarà importante monitorare le reazioni degli Stati Uniti e di Israele allo sviluppo della tecnologia nucleare iraniana, oggi più che mai indispensabile a garantire la sicurezza nazionale del paese. In che modo i due stati cercheranno di preservare il loro bilancio di potere nell'area? L'aggressiva amministrazione Bush trasformerà la mera retorica in azione politica volta a rimuovere l'ostacolo dell'Iran dal suo progetto di dominio e sfruttamento?

E Israele rischierebbe le potenzialmente disastrose conseguenze politiche e militari per tentare di preservare il suo monopolio nucleare nell'area? Queste domande diverranno sempre più importanti nel coso dei prossimi mesi.