di William Hughes







l 16 agosto 2003, ad una intersezione rurale presso Sioux Falls, il senatore repubblicano Bill Janklow non si e' fermato ad uno stop e, con la sua berlina Cadillac, si e' scontrato con un motociclista, Randolph E. Scott, 55 anni, uccidendolo sul colpo.
Un'inchiesta preliminare da parte dei procuratori indica che Janklow superava i limiti di velocità.

Secondo il racconto dei testimoni oculari, l'auto di Janklow ha proseguito per circa 300 piedi oltre il punto dell'impatto. Il procuratore locale sta considerando l'accusa di omicidio veicolare conto il congressista, che e' anche l'ex-governatore del Sud Dakota. La vittima, Scott, viene definita "un uomo molto gentile".

Ricevere multe per eccesso di velocità e' diventata un'abitudine, per Janklow, negli ultimi dieci anni. In un certo senso, la sua difficile situazione, la sua apparente indifferenza verso le leggi dello stato, e verso la stessa vita umana, e' una metafora dello stato in cui e' il Congresso. Anch'esso e' fuori controllo.

Janklow e' un sostenitore inginocchiato della politica irachena di George Bush. Ha definito il conflitto contro il paese arabo "il più grande successo militare nella storia del paese" (AberdeenNews.com, 2 Maggio 2003).

All'inizio di quest'anno, il Congresso ha dato luce verde all'invasione dell'Iraq. A dispetto di una chiara norma costituzionale che conferisce ad esso, e solo ad esso, il potere di "dichiarare guerra", il Congresso ha fatto ricorso ad un espediente. Ha delegato il suo terrificante potere di fare la guerra ad un presidente dominato da falchi come Paul Wolfowitz, Donald Rumsfeld e Richard Perle.


E' lo stesso Congresso che, nel mezzo di una notte del 2002, fece passare il draconiano USA Patriot Act. Questi stessi membri hanno dato carta bianca al presidente Bush, quando questi ha spinto verso l'adozione della Homeland Security Law, una misura orwelliana che sta lentamente trasformando l'America nella caricatura di una "repubblica delle banane".

Il 20 marzo 2003, Bush, sulla base di un' intelligence "manovrata", ordinò l'invasione dell'Iraq. Secondo ogni parametro, l'invasione, e l'attuale occupazione, sono state un disastro assoluto. Esse costeranno ai contribuenti 600 miliardi di dollari. Anche il prezzo in termini umani e' stato tragico. Sono morti 37.137 iracheni (TWF.org).
Molte delle nostre truppe tornano quotidianamente a casa in sacchi per cadaveri. Non si vede la fine della guerriglia che sta emergendo laggiù. Non ci sono mai state armi di distruzione di massa in Iraq. E, tristemente, gli USA non hanno mai avuto neanche strategie d'uscita.
Il Congresso ha contribuito a gettare la nazione in questa palude che, senza alcun dubbio, ci procurerà altri nemici nel mondo islamico.
Il Congresso ha permesso a fanatici guerrafondai ed a supremazisti d'Israele come il Rep. Tom Lantos (D-CA), Rep. Tom DeLay (R-TX), Sen. Joseph I. Lieberman (D-CT), Sen. Trent Lott (R-MS) e Sen. Arlen “Proiettile Magico” Specter (R-PA) di portarlo fuori strada. Ora sono i contribuenti, ed il nostro personale militare, a dover pagare per l'arroganza di questi omuncoli e dei loro lacchè legislativi.

Intanto, il debito nazionale e' fermo ad un impressionante 6,7 trilioni di dollari. Il solo pagamento d'interesse ha raggiunto i 332 miliardi di dollari l'anno scorso, mentre il deficit di quest'anno fiscale può facilmente toccare i 600 miliardi.
Il recente black out che ha portato alla paralisi un'enorme parte del paese, da New York City a Detroit, e' simbolico di problemi ancora più gravi all'interno delle nostre infrastrutture. Le nostre città sono in una condizione disperata, con sistemi idrici e fognari antiquati, e strade e ponti che dovrebbero essere riparati e ricostruiti.

Così pure le nostre maggiori autostrade, come la New Jersey Turnpike (costruita nel 1951) che non può reggere adeguatamente il traffico automobilistico di oggi. Il deficit totale in cui si dibattono i nostri stati più importanti, inclusa la California in bancarotta, supera i 100 miliardi di dollari. Il futuro non e' roseo ne' per i governi locali ne' per quello nazionale.

La nostra industria manifatturiera continua ad affondare, e oltre tre milioni di persone si sono aggiunti alle liste dei disoccupati del settore privato dal 2001. Nonostante ciò, il ricchissimo 1 per cento dei contribuenti USA vedrà tagliati 96.634 dollari dalle tasse nei prossimi quattro anni (AFSME’s “Public Employee,” sett./ott. 2003).

Sul fronte dell'ambiente, i nostri mari, fiumi e laghi sono in serio declino. L'inquinamento sta lentamente uccidendo, ad esempio, la Baia Chesapeake, che delimita il Maryland e la Virginia. Il 40% di questo corpo d'acqua una volta incontaminato e' fermo, una zona morta, con troppo poco ossigeno "per permettere la vita acquatica" (Baltimore Sun, 22/8/2003).

Invece, costruire nuove prigioni e' una delle industrie emergenti. L'America, oggi, ha il più alto tasso di incarcerazione di qualsiasi altro paese in Occidente. Il possesso di modeste quantità di stupefacenti da parte di un individuo può portare ad una severa pena detentiva, mentre i criminali dal colletto bianco che hanno rapinato grandi corporazioni, come la Enron e la ImClone, di solito se la cavano con un piccolo rimprovero.

Il nostro sistema sanitario consente la sopravvivenza. Un cittadino medio non può permettersi di ammalarsi.
Molte delle nostre scuole hanno equipaggiamento risalente al periodo della Seconda Guerra Mondiale, mentre oltre 100 miliardi di dollari sono andati in omaggio ad un ingrato, repressivo e militarista Israele dal 1948 ad oggi. Attualmente, l'estremista israeliano Ariel Sharon, il Lazar Kaganovich del Cartello Sionista Internazionale, e' il principale destinatario della generosità americana. In che modo questa follia serve il bene pubblico?

In conclusione, quasi ogni singolo membro del Congresso agisce in disprezzo al suo giuramento d'ufficio. Essi hanno miseramente mancato di porre gli interessi di questa Repubblica dinanzi agli interessi speciali degli astuti globalizzatori. Vergogna a loro!
Si tenga presente che l'anno scorso, negli USA, 400 persone, la gran parte delle quali residenti in lussuose comunità chiuse o condomini dall'affitto stellare, come quelli che si affacciano sul Central Park a Manhattan, hanno rastrellato l'esorbitante cifra di 70 miliardi di dollari di reddito.

Infine, come l'accusato Janklow, anche il Congresso e' senza controllo. Si dimentichi il governatore della California Gray Davis. A meno che non sia fermato dai votanti oltraggiati, il Congresso continuerà a portare il paese su una china sempre più pericolosa che conduce direttamente al disastro.
Forse, dovremmo richiamare il Congresso!