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    Predefinito Alleanza Cattolica: cosa ne pensate?

    Quale è il vostro parere su questi strani tradizionalisti filo-americani e filo-sionisti?
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    Predefinito

    Tratto da "Alleanza... Massonica?", di Padre Torquemada.
    Sodalitium, dicembre 1997, n. 46, p. 64-76.



    Introduzione
    Se Massoneria oggi fa la pubblicità...
    Il Cesnur e la Gran Loggia di Francia
    Cesnur e Alleanza Cattolica
    Alleanza, Lepanto e la TFP non si sono desolidarizzati da Introvigne (anzi...)
    Il "Rapporto Guyard", la TFP, e i "lefebvriani/sedevacantisti"
    Liberté, égalité, fraternité
    Rapporto sulle sette? Togliete la TFP, mettete i sedevacantisti!
    Il Presidente Introvigne (della Società Transilvana di Dracula) e Marco Respinti

    Note


    Introduzione
    Chi non conosce, nel piccolo mondo cattolico "controrivoluzionario" italiano, l'associazione Alleanza Cattolica? Essa è stimata per la sua serietà, per la rappresentatività di alcuni suoi membri, per una attività quasi trentennale al servizio del movimento cattolico e, infine, per i suoi stretti legami con la creatura del defunto Plinio Corrêa de Oliveira, denominata Tradizione, Famiglia e Proprietà (TFP), la quale svolse un ruolo non indifferente nella difesa della dottrina della Chiesa durante il concilio Vaticano II (1). Su Sodalitium, da ormai molti anni (esattamente dal 1993), ho avuto modo di occuparmi più volte di alcuni membri di questa associazione, e in particolare del noto sociologo Massimo Introvigne (2), nonché delle posizioni che si fanno strada in questo ambiente (3), denunciando il pericolo di collusioni con la massoneria e con la sua mentalità. Un'accusa così grave, trattandosi di associazioni cattoliche e dei suoi dirigenti, deve essere documentata. Lo abbiamo fatto nel passato. Purtroppo, dobbiamo farlo nuovamente. Al punto di giustificare la provocazione contenuta nel titolo di questo articolo: si può ancora parlare di Alleanza Cattolica, o è meglio scrivere ormai Alleanza Massonica? Al lettore l'ardua sentenza...



    Se Massoneria Oggi fa la pubblicità...

    Dopo una interessante recensione concernente Julius Evola (4), la "rivista del Grande Oriente d'Italia" consiglia ai suoi venerabili lettori una diecina di libri nella rubrica "segnalazioni bibliografiche"; in mezzo ad opere massoniche o esoteriche, ecco, a sorpresa, spuntare il libro di Massimo Introvigne sul satanismo, in buona compagnia con quello sul New Age di un altro militante di Alleanza Cattolica (nonché divulgatore delle tesi di Introvigne sul Messaggero di Sant'Antonio) Pier Luigi Zoccatelli. Come minimo, i massoni di Palazzo Giustiniani non annoverano Introvigne e Zoccatelli tra i loro più pericolosi nemici, giacché ne raccomandano le opere: dimmi chi ti loda, e ti dirò chi sei.



    Il Cesnur e la Gran Loggia di Francia

    Ma c'è di peggio. Leggiamo infatti sulla "lettera di informazioni confidenziali di Emmanuel Ratier" Faits & Documents (n. 27, 15 maggio 1997, p. 5), la seguente notizia: La direzione del Cesnur France, associazione di studi sui 'nuovi movimenti religiosi' (chiamati anche 'sette’) filiale del Cesnur Italia diretta dal sociologo cattolico Massimo Introvigne, sembra controllata dalla Gran Loggia nazionale francese, con la presenza nel consiglio di amministrazione del professor Antoine Faivre, redattore in capo dei Cahiers Villard de Honnecourt, dell’avv. Olivier-Louis Séguy e del professore Roland Edighoffer.

    Per chi non avesse capito, questi tre signori hanno una tripla attività: sono professori, sono membri del consiglio di amministrazione del Cesnur e sono pezzi grossi della Gran Loggia nazionale di Francia, la Massoneria di "destra". Una coincidenza?

    Massimo Introvigne ignora questo fatto, che conosce Emmanuel Ratier? Che misure intende prendere? Oppure è connivente? I suoi precedenti rapporti con la Massoneria & Co. lasciano credere che l'ultima ipotesi sia quella vera (2).

    A questo punto, il problema si sposta da Introvigne ai suoi superiori e amici di Alleanza Cattolica.



    Il Cesnur e Alleanza Cattolica

    Introvigne, lo abbiamo già ricordato, è un dirigente di Alleanza Cattolica, una associazione strettamente legata (come pure il Centro culturale Lepanto ed altre associazioni o sigle) con l'oraganizzazione brasiliana Tradizione, Famiglia e Proprietà (TFP), fondata dal dott. Plinio Corrêa de Oliveira. La rivista Orion (5) ha recentemente fatto notare, maliziosamente, che il Cesnur "non è certamente una consorella della TFP. Anche se tutte le attività del Cesnur compaiono su Cristianità [organo ufficiale di Alleanza Cattolica, n.d.a.] nella rubrica La buona battaglia…" (6). Questo significa che Alleanza Cattolica considera un po' il Cesnur una sua creatura, controllata, tra l'altro, proprio tramite Massimo Introvigne. La notizia che è stata pubblicata da Emmanuel Ratier dimostra che non solo Introvigne è personalmente colluso con la massoneria (come ampiamente dimostrato su Sodalitium), senza che Alleanza Cattolica, Lepanto o la TFP ne abbiano da ridire, ma che il Cesnur è infiltrato dai (o infiltra dei) massoni.



    Alleanza, Lepanto e la TFP non si sono desolidarizzati da Introvigne (anzi...)

    Dopo le denuncie pubblicate da Sodalitium, infatti, Alleanza Cattolica, la TFP e le associazioni amiche, non hanno preso alcuna misura contro Introvigne, né si sono desolidarizzate dalle sue iniziative. Anzi. Giovanni Cantoni, "fondatore e reggente nazionale di Alleanza Cattolica" non ha esitato a pubblicare un libro, estremamente interessante e sul quale ritorneremo, proprio con Massimo Introvigne (7). Questo stesso libro è citato da Roberto de Mattei (8), nella biografia di Plinio Corrêa de Oliveira, e dall'Ufficio Tradizione Famiglia Proprietà di Roma, nell'opuscolo La mano che estingue, 1a voce che addormenta (breve commento dell'Ufficio TFP su un libello calunnioso), pubblicato nel 1996 in risposta all'edizione italiana del "rapporto Joyeux" a cura di Pietro Parenzo (9). In questo suo opuscolo la TFP romana attacca i "lefebvriani/sedevacantisti" (sic), colpevoli, a loro avviso, di aver stretto un patto scellerato contro la TFP con i "social-comunisti", realizzando così una "riedizione in sedicesimo del Patto Ribbentrop-Molotov"! A sostegno di una tesi così fantasiosa, una lunga citazione del "noto studioso del problema delle sette Massimo Introvigne..." (p. 3, nota 4). La TFP dimentica di precisare che, almeno in questo caso, il "noto studioso" è parte in causa, in quanto è egli stesso un dirigente di una associazione satellite della TFP, Alleanza Cattolica.



    Il "Rapporto Guyard", la TFP, e i "lefebvriani/sedevacantisti"

    L'opuscolo della TFP allude all'ultima tegola che è caduta in testa al discusso movimento brasiliano. Il rapporto d'inchiesta sulle sette dell'Assemblea Nazionale francese del 10 gennaio 1996 (detto Rapporto Guyard) ha incluso nella sua lista di sette da tenere sotto controllo proprio la TFP! Paradossalmente, il "noto studioso di sette" Massimo Introvigne apparterrebbe, a sua volta, ad un movimento satellite di una setta! La cosa non fa certo piacere alla TFP, specialmente dopo le disavventure giudiziarie che costrinsero l'associazione a chiudere la scuola di Saint-Benoît nel 1979, gli altri guai avuti recentemente in Spagna (1995), quelli più antichi in Venezuela (l984), la condanna dell'episcopato brasiliano nel l985, eccetera. Di fronte a queste difficoltà, le TFP ed i suoi satelliti fanno quadrato. Per difendere le TFP e l'Opus Dei (quasi altrettanto cara ai nostri "controrivoluzionari"), occorrerà:

    1) attaccare i movimenti anti-sette (che osano includere tra le sette TFP e Opus Dei).

    2) Difendere a spada tratta la libertà religiosa delle sette più incredibili (se la scampano loro, a fortiori la scampiamo noi).

    3) Vendicarsi dei " lefebvriani/sedevacantisti", presunti colpevoli delle denuncie contro la TFP e l'Opus Dei, denunciandoli a loro volta come settari, senza nascondere troppo il desiderio di vederli, al proprio posto, in un futuro e più aggiornato "rapporto Guyard".

    E chi, meglio del "noto studioso" Massimo Introvigne potrà incaricarsi della bisogna?



    Liberté, égalité, fraternité

    "Sette" e "diritto di persecuzione": le ragioni di una controversia. È questo il titolo del contributo di Introvigne al libro già citato scritto in collaborazione con Giovanni Cantoni. In questo intervento, Introvigne assolve egregiamente ai tre compiti che gli sono stati affidati. Il saggio è, direttamente, contro il "rapporto Guyard". Introvigne potrebbe affondarlo facilmente ricordando, come hanno fatto gli amici di Lectures Françaises, che il relatore del rapporto, Guyard per l'appunto, è egli stesso un massone, membro pertanto di una società segreta che è, per la Chiesa cattolica, 'la Setta' per eccellenza. Nulla di tutto questo. Introvigne preferisce attaccare gli ispiratori del rapporto (oltre ai Renseignements généraux, i servizi segreti francesi), ovvero i movimenti "anti-sette" (laicisti) o "contro le sette" (religiosi). Nel far ciò, egli si oppone non solo ai più facinorosi e laicisti tra questi gruppi, ma anche a movimenti "cattolicissimi" come il GRIS (Gruppo di Ricerca e di Informazione sulle Sette), al quale, un tempo, appartenne pure Introvigne. Sulla questione, ci sarebbe da discutere. Cantoni e lntrovigne si appellano alla dichiarazione conciliare Dignitatis humanae personae per giustificare la più ampia libertà di pensiero e organizzazione per tutti i "nuovi movimenti religiosi", finanche i più ripugnanti. Non siamo naturalmente d'accordo su questo presupposto, anche se noi pure neghiamo allo Stato (tanto più quello laico di oggi) il diritto di stabilire i limiti dell'ortodossia, e paventiamo una persecuzione del cattolicesimo sotto il pretesto di estirpare le "sette".

    Il secondo compito di Introvigne consiste nel difendere ogni genere di sette per salvare, nel mucchio, anche le TFP.

    Un documento ufficiale del CESNUR di Torino e del CESNUR USA (29 gennaio-6 febbraio 1996), intitolato Instaurazione di un diritto di persecuzione? Una risposta al rapporto della Commissione d 'Inchiesta sulle Sette, e pubblicato in appendice nel libro succitato (pp. l20-126) difende, rilevando vari errori del rapporto Guyard, il New Age, Moon, il Lectoriam Rosacrucianum , la Wicca. The Family (ex Bambini di Dio) (10), la Chiesa di Dio Universale, la religione Aumista, la Soka Gakkai e i raeliani, per arrivare, infine, alla TFP (seguita da Scientology). Il documento, sottoscritto da Otto accademici, il primo dei quali è l'Introvigne, si chiude invocando nientemeno che "il motto con cui la Francia ama essere rappresentata nel mondo intero: Libertà, uguaglianza, fraternità"! Niente male, per gli acerrimi nemici della rivoluzione francese...



    Rapporto sulle sette? Togliete la TFP, mettete i sedevacantisti!

    Il terzo compito, denunciare gli odiati "lefebvriani/sedevacantisti", è portato a termine dal "noto studioso" al punto 4 della sua Breve analisi critica del 'rapport Guyard' (pp. 105-106): sono le pagine parzialmente citate anche dall'opuscolo della TFP romana. Il punto s'intitola Le strane omissioni del rapporto. Abbiamo già ricordato come la rivista fondata dal celebre studioso della massoneria Henri Coston, Lectures Françaises, avesse sottolineato una evidente omissione del rapporto: quella della massoneria (11). Introvigne non se ne scandalizza affatto. Le "strane omissioni", per lui, sono ben altre. La prima, che ogni buon agente del Mossad non avrebbe mancato di segnalare, è quella "dei gruppi islamisti radicali, le cui connessioni con il terrorismo sono ben note" (p. 105) (12). Subito dopo i "terroristi islamisti", Introvigne denuncia i "lefebvriani/sedevacantisti": "Un’altra singolare omissione riguarda i gruppi [ai quali Introvigne aderì nel passato! n.d.a.] che hanno rotto con la Chiesa cattolica per via di scisma, come la Fraternità san Pio X, fondata dal defunto Mons. Marcel Lefébvre, e i numerosi gruppi 'sedevacantisti' presenti in Francia, che criticano come troppo moderata la posizione della Fraternità San Pio X, considerano la sede di Roma 'vacante' e Giovanni Paolo II non 'veramente' Papa" (p. 105). Dopo aver lanciato il sasso, il nostro delatore nasconde ipocritamente la mano, precisando di non intendere aumentare il numero dei movimenti settari denunciati nel rapporto: "sia ben chiaro: non auspico affatto che l'etichetta di 'setta', particolarmente odiosa nel senso in cui la intende la commissione, sia applicata a un numero ancor maggiore di quello, già eccessivo, dei movimenti menzionati nel rapporto. Tuttavia..." (pp. 105-106). Tuttavia, è chiaro che gli rode assai "che si debbano menzionare la TFP - i cui dirigenti e soci non sono mai stati colpiti da scomuniche - (...) e non invece gruppi ultra-tradizionalisti o sedevacantisti, nei cui confronti spesso una scomunica vi è stata" (p. 106). Insomma, Introvigne, non troppo nascostamente, invita il Parlamento francese, in occasione di una riedizione del Rapporto, a cancellare la TFP ed inserire tradizionalisti e sedevacantisti (magari anche la rivista Sodalitium che tanto lo infastidisce), in base alla ortodossia "wojtyliana".

    Dalla rabbia, Introvigne (e i suoi committenti) passa... al delirio (una volta tanto il 'complottista' è lui). Ecco la frase riportata anche dall'ufficio TFP di Roma nella risposta a Pietro Parenzo, nonché da Roberto De Mattei nella biografia di Plinio (13): "Vi é però un'ipotesi più inquietante o, se si vuole, più maliziosa. Particolarmente - ma non solo - in Francia, negli ultimi anni, diverse pubblicazioni 'lefebvriane' e 'sedevacantiste' hanno condotto campagne contro le 'sette' dai toni particolarmente violenti (14), Se si trattasse soltanto - o principalmente - della difesa della dottrina cattolica tradizionale, non ci sarebbe da stupirsi. Ma, di fatto, questa letteratura fa propri gli argomenti del movimento anti-sette laicista...". Ma quando mai, caro Introvigne? Nessuno di noi adotta tali argomenti! Ma ecco la replica del rosso (15) sociologo: "... e attacca volentieri come 'sette' realtà del mondo cattolico come la TFP e l'Opus Dei". Ecco il vero delitto! Attaccare TFP e Opus Dei! Ed ecco la calunnia di Introvigne, che dopo aver tanto attaccato il 'complottismo' di chi vede satanisti e giudeo-massoni sotto il letto, si trasforma immediatamente in 'dietrologo' ed immagina questo fantasioso scenario made in Brazil: "sorge legittimamente il sospetto che il movimento anti-sette si serva di certi gruppi ‘lefebvriani’ e ‘sedevacanitisti’ come di truppe d'avanguardia, di guastatori, da gettare nella mischia per la prima carica all'arma bianca; e, naturalmente, da sacrificare al momento opportuno, giacché - adottando i criteri consueti del movimento anti-sette - questi gruppi potranno facilmente essere, a loro volta, squalificati come 'sette' quando, se e nella misura in cui sarà necessario" (p. 106), e con il premuroso suggerimento di Introvigne, aggiungiamo noi, che ha provveduto da tempo a includere i 'lefebvriani/sedevacantisti' nella lista delle 'sette' (o 'nuovi movimenti religiosi', come più elegantemente scrive lui).

    La realtà, caro Massimo, è molto più semplice, e non abbisogna di ipotesi così "maliziose'. Il "Rapporto Guyard", Introvigne lo dimentica (?), ha attaccato anche il movimento "cattolico tradizionalista", al pari della TFP. Nella rete, per l'esattezza, è cascata la CRC (Contre-Réforme Catholique) dell'abbé de Nantes, con gravi conseguenze nei propri rapporti col vescovo locale. Introvigne e il Cesnur, che difendono i Bambini di Dio e la Wicca, non sprecano una parola per il cattolico de Nantes, così vicino, per tanti versi, alla TFP. Non c'é quindi nessuna protezione sui "tradizionalisti" da parte di Guyard e soci: semmai c'è stata una dimenticanza (che il Cesnur non manca di sottolineare: grazie di cuore!). Se de Nantes è caduto nella rete è semplicemente perché dei fuoriusciti del suo movimento lo hanno accusato (a torto o a ragione, questo non mi interessa nel contesto di questo articolo) di dottrine e comportamenti certamente 'settari'. La stessa cosa è successa alla TFP e all'Opus Dei. Ecco perché - semplicemente - TFP, Opus Dei e CRC sono citati nel rapporto e la Fraternità San Pio X invece no. Anche l'istituto Mater Boni Consilii non è incluso (almeno per ora) nella lista delle sette (forse perché non esistono le litanie della mamma di don Ricossa, come invece esistono quelle della mamma del dottor Plinio), mente si trova da anni, e al posto d'onore, nella ben più pericolosa lista del rapporto sull"antisemitismo". Come vede, caro Massimo, non godiamo (come Lei) di alcuna protezione in alto loco, come "maliziosamente" si lascia credere ai lettori delle edizioni di Cristianità.



    Il Presidente Introvigne (della Società Transilvana di Dracula) e Marco Respinti

    Nel prosieguo dell'articolo ritornerò su Marco Respinti e la sua strana dottrina sociale cattolica, che Gianfranco Morra chiamerebbe "cattocapitalismo" (16). Respinti scrive sul quotidiano di Alleanza Nazionale, Il Secolo d'Italia, ma è anche un militante di Alleanza Cattolica. Se Massoneria oggi raccomanda i libri di Introvigne e Zoccatelli, non lo farà Respinti, che condivide con essi la militanza 'alleantina'? Nessun dubbio.

    Leggiamo dunque la recensione di un libro di Introvigne fatta da Respinti (17). Il militante di Alleanza cattolica non lesina le lodi al suo Gerarca: i libri di Introvigne sono "altamente scientifici", il suo studio sul satanismo "monumentale". Egli è "indagatore indefesso... detective non dell'impossibile... ma del possibilissimo... caposcuola capace...". I suoi studi "forniscono le migliori - le uniche - chiavi davvero interpretative..."; la sua creatura, il Cesnur, è "una rete di organizzazioni accademiche internazionali". Non stupiamoci allora se "il Cesnur e il suo direttore" hanno profuso un "colossale sforzo intellettuale, culturale e scientifico". Tante lodi solo per pubblicizzare un libro di Introvigne su Dracula (tema sul quale egli è "un grande esperto" in quanto "presidente della sezione italiana di The Transylvanian Society of Dracula")? Certamente no. Da Dracula Respinti passa ai Bambini di Satana (chiamati una volta per sbaglio, lapsus freudiano?, Bambini di Dio) di Marco Dimitri, rallegrandosi - col Cesnur - per il proscioglimento decretato dal tribunale il 20 giugno c.a. In effetti, scrive Respinti, se si comincia col perseguitare costoro, si "finisce poi per trascendere in maniera scomposta come nel caso di certi recenti processi culturali che hanno avuto come oggetto importantissime realtà cattoliche come l'Opus Dei, le Società per la Difesa della Tradizione, della Famiglia e della Proprietà, il movimento dei Focolarini, Comunione e Liberazione e addirittura Madre Teresa di Calcutta e le sue consorelle". È il caso di dire: tutti i salmi finiscono in TFP.

    [...]

    La difesa della TFP è il vero obbiettivo di Respinti, come di Introvigne, in questo tipo di articoli. Abilmente, il movimento brasiliano viene incluso in una lunga lista di "rispettabili" e insospettabili movimenti cattolici, affinché il lettore non si accorga dello scopo dei due militanti di un movimento satellite della TFP.

    [...]



    Note:

    1) Cf. Storia del Concilio Vaticano II. diretta da Giuseppe Alberigo, Peeters, il Mulino, Bologna. 1996. Vol. II pp. 222 e 226, e Roberto De Mattei. Il crociato del XX secolo, Plinio Corrêa de Oliveira, Piemme, Casale Monferrato, 1996, pp. 263-310 (ove si spiega il ruolo della TFP nella crisi conciliare e post-conciliare).

    2) Cf. Sodalitium n. 35., pp. 13-18 (Massimo Introvigne e la Massoneria); n. 38, pp. 44-47 (Introvigne; dalle messe nere alla Gran Loggia); n. 39, pp. 20-28 (La "smentita" di Massimo Introvigne); n. 42, pp. 65-68 (Tra esoterismo e devozione, ovvero: relazioni pericolose di alcuni devoti…); n. 43, pp. 46-52 (Tra esoterismo e devozione. Le relazioni pericolose continuano…)

    3) Cf. Sodalitium, n. 43, pp. 47-52.

    4) Luciano Pirrotta recensisce l'edizione, a cura di Gian Franco Lami, degli articoli di Evola pubblicati sulla "rivista filomassonica d'ispirazione mazziniana L 'Idealismo Realistico".

    5) Precisiamo una volta per tutte che Sodalitium dissente radicaltnente da Orion, sia sulla forma che sul contenuto. […]

    6) Orion, n. 150, p. 38.

    7) Si tratta di Libertà religiosa, 'sette' e 'diritto di persecuzione', edito da Cristianità nel 1996. Nella nota bio-bibliografica, Cantoni ricorda, e non rinnega, le traduzioni e presentazioni (risalenti agli anni 1966-68) di opere dal chiaro influsso esoterico (tendenti cioè a diffondere la teoria della unione trascendente delle religioni) quali quella del Servier e quelle di Mircea Eliade. Significativo.

    8) R. De Mattei, op. cit., p. 242., n. 105. È evidente in questo caso come Introvigne (di Alleanza Cattolica) e De Mattei (del C.C. Lepanto, ma ex-dirigente di Alleanza cattolica) siano al rimorchio della TFP.

    9) Tradizione Famiglia Proprietà. Associazione cattolica o setta millenarista? Rapporto redatto da un'equipe di ex-militanti TFP, ex alunni della scuola St Benoît, genitori e sacerdoti. Pro manuscripto, maggio 1996.

    10) Merita di essere letta la difesa d'ufficio che Introvigne fa dei "Bambini di Dio", fondati da David Berg (detto Moses David) alle pp. 93-96. Non si sa se ridere o piangere!

    11) Introvigne parla della questione alle pp. 89 e 92 del suo studio. A p. 64 del Rapporto vengono escluse esplicitamente dal novero delle sette "le strutture iniziatiche ed esoteriche in genere". Solo una loggia irregolare di rito egiziano (sulle dieci esistenti in Francia) è stata inclusa nell'elenco.

    12) Sodalitium non ha simpatie per l'Islam, e tanto meno per gli islamisti, siano essi radicali o no. Denunciamo però la campagna anti-palestinese e anti-araba di questi falsi "cattolici tradizionalisti" […]

    13) De Mattei, op. cit. pag. 242 n. 105.

    14) Si tratta di una affermazione gratuita di Introvigne, non suffragata dai fatti. In nota egli cita due studi contro l'Opus Dei e uno contro la TFP. L'opuscolo contro l'Opus Dei di Arnaud de Lassus, citato da Introvigne, non proviene, come si lascia credere, da ambienti "ultra-tradizionalisti" o "sedevacantisti" scomunicati. De Lassus è un fedele di Giovanni Paolo II tanto quanto Massimo Introvigne. […]

    15) Rosso... solo di capelli, naturalmente!

    16) Alludo ad un articolo di Morra dedicato a Michael Novak, intitolato appunto il cattocapitalista, e pubblicato sul Giornale del 1 aprile 1997, p. 19.

    17) Marco Respinti, Nemici di Satana, su Il Secolo d'Italia del 29 giugno 1997, p. 17.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Der Wehrwolf

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