Paradossalmente l’avanzare del nuovo ordine globalizzato e la conseguente alienazione delle moltitudini aumenta le opportunità di affermazione per le forze antisistema. E sottolineo “Paradossalmente”. Infatti, la concentrazione del potere nelle mani delle ristrette forze della sovversione comporta l’avvento del riflusso democratico, ovvero la fine della politica come fenomeno di massa, e l’affermazione di una visione tecnocratica ed elitaria della politica.
L’espulsione delle masse dall’agone politico, paradossalmente lascia campo aperto alle forze antisitema ideologicamente compatte, pur numericamente minoritarie. Quest’ultime nel perseguire i propri sogni collettivi non si trovano più innanzi la maggioranza della popolazione, stretta difesa delle istituzioni da essa codificate ed edificate, bensì una magmatica moltitudine di individui asociali, totalmente alienati, e persi nel loro delirio individualistico, e nel loro distacco verso istituzioni e forme della politica considerate ormai estranee.
Una prateria di disinteresse e disillusione da scavalcare con estrema facilità da parte delle forze antisistema.
E’ bene notare però che le menti della sovversione sono ben consapevoli della debolezza del nuovo ordine globalizzato, ovvero dell’estrema facilità con cui potrebbe entrare in crisi a causa dei processi disgregativi messi in atto da piccole ma determinate minoranze. Da qui le enormi risorse spese per mantenere il controllo mediatico al fine di reprimere sul nascere il “potenziale eversivo” di questi corpi franchi.




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