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Discussione: Sionisti e maneschi

  1. #1
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    Predefinito Sionisti e maneschi

    Ricevo e trasmetto.

    Lo storico italiano Enzo Collotti (Ordinario di Storia contemporanea all'Università di Firenze) partecipa a conferenze deridendo con sufficienza il professor Faurisson. Secondo tale eminenza grigia di regime, il ricercatore revisionista non meriterebbe di essere seguito perchè presentatosi incappucciato ad una registrazione di un incontro televisivo su una rete svizzera. È forse necessario ricordare a questo "storico" che mangiare con una cannuccia e perdere l'uso della parola dopo un'aggressione sionista non è certo un piacere?

    Evidentemente si.

    16 settembre 1989: Robert Faurisson, capofila degli storici revisionisti, è aggredito da tre ragazzi nei pressi del suo domicilio, a Vichy, mentre sta portando a passeggio il cane. Dopo averlo cosparso di gas anestetizzante lo picchiano selvaggiamente colpendolo alla testa. Dei testimoni asseriranno che gli aggressori colpivano per uccidere.
    Ricoverato in ospedale per alcune settimane e operato più volte, il professor Faurisson ha avuto la mascella fratturata e ritroverà soltanto lentamente l'uso di parola. L'aggressione è stata rivendicata da un gruppo denominato "I Figli della memoria ebraica": «Il professor Faurisson è il primo, ma non sarà l'ultimo. Tremino tutti coloro che nagano la Shoa».
    Diverse organizzazioni e molti giornali, compreso Le Monde (19 settembre 1989), condannano l'attentato. Tuttavia il «cacciatore di nazisti» Serge Klarsfeld dichiara:«Chi ha provocato per anni la comunità ebraica deve apsettarsi questo tipo di cose (...). Non si può insultare la memoria dei morti senza sopportarne le conseguenze».

    6 febbraio 1990: Scena di pugilato in diretta sul palcoscenico di Ciel mon mardi, la trasmissione su TF1 condotta da Christophe Dechavanne e quel giorno dedicata all'estrema destra. Un gruppo di militanti dell'OJC, accompagnati da Jean-Pierre Pierre-Bloch e dalle sue guardie del corpo colpiscono indifferentemente invitati e spettatori. Uno dei partecipanti, Olivier Mathieu, che si presenta come «scrittore post-revisionista», è picchiato di santa ragione per le sue dichiarazioni provocatrici. Anche la fidanzata è coperta di botte. Tra i presenti, Yves Derai, giornalista di Actualité juive, e Moshe Cohen, ex-sottoluogotenente dell'esercito israeliano e responsabile del Betar-Tagar (braccio picchiatore del sionismo). Gli scontri continueranno in strada, al grido di "Israele vincerà!" Numerose automobili sono danneggiate a colpi di mazze da baseball. Uno dei perturbatori, fermato dalla polizia, sarà rilasciato poche ore dopo «su intervento di Jean-Pierre Pierre-Bloch» (Le Choc, giugno 1991).
    Alcuni giorni più tardi, il 20 febbraio, senza essere infastidito, l'aggressore di Olivier Mathieu, è presente al processo dei membri dell'O.J.D. (Organizzazione Ebraica di Difesa) che hanno attaccato Opera francese nel 1998. Una delle guardie del corpo di Jean-Pierre Pierre-Bloch in seguito sarà identificata. Si tratta di Patrick Genthner, ispettore di polizia distaccato al municipio di Parigi (delegato C.G.C. dal 1984 al 1986) e «capo di gabinetto» di Jean-Pierre Pierre-Bloch. Il caso Dechavanne sembra montato di sana pianta, se si deve credere a Claude Sarraute (Le Monde, 8 febbraio 1990) che rivela di aver saputo in anticipo che ci sarebbero stati degli incidenti. Secondi lei, Jean-Pierre Pierre-Bloch «doveva certamente sapere come erano distribuite le parti dello sketch prima di venire a intepretare la sua...».

    1 marzo 1990: Bernard notin, professore incaricato dell'Università di Lione III, è sequstrato e minacciato nell'aula dove abitualmente teneva le sue lezioni, da un commando di una ventina di membri dell'Unione degli studenti ebrei di Francia, accompagnato da Marc Aron, presidente del B'nai B'rith di Francia, Jean Lévy, presidente del C.R.I.F. di Lione e Marx Rochman, presidente dell'U.E.J.F. Le minacce e le sistematiche manifestazioni contro di lui, obbligheranno Bernard Rotin a lasciare l'insegnamento.

    14 gennaio 1991: Venti militanti incappucciati, che si dichiarano appartenenti al Betar, attaccano i locali dell'Alleanza indipendente della facoltà di giurisprudenza di Sceaux (Hauts-de-Seine) ferendo due persone. Questo sindacato studentesco aveva osato apporre un manifesto sulla Guerra del Golfo.

    21 gennaio 1991: Un Tunisino e due Francesi, di cui uno guardiano all'Università di Paris Tobiac, sono aggrediti e feriti da un «commando sionista».

    Primavera 1991: Ogni martedì pomeriggio, gruppi di manifestanti assediano la libreria La Vieille Taupe (La Vecchia Talpa), rue Saint-Jacqus (Paris V°) animata dal militante di estrema sinistra revisionista Pierre Guillaume. la vetrina è regolarmente fracassata; all'interno vengono messi prodotti tossici e nauseabondi per impedire l'ingresso dei clienti e la vendita dei libri. «A poco a poco la situazione si fa tesa. Il raduno del martedì prende l'aspetto di un vero campo di battaglia» (7 à Paris, 1 maggio 1991). In questa maniera i militanti sionisti riusciranno a liquidare la libreria, non avendo potuto ottenerne la chiusura per «turbativa dell'ordine pubblico» (come aveva annunciato la L.I.C.R.A.).

    21 e 22 marzo 1991: Intimidazioni ripetute, colpi e agitazioni del Betar contro supposti revisionisti al processo di Robert Faurisson al Palazzo di Giustizia di Parigi. L'editore Pierre Guillaume è colpito con violenza, così come un inglese che lo accompagna. Nessuno dei gendarmi presenti si intromette. Il capo del Betar dichiara:«In qualche modo, Faurisson lo uccideremo!»

    2 aprile 1991: Fabrice Benichou, strillone de L'idiot international di Jean-Edern Hallier, è preso a bastonate nel quartiere del Sentier. Rientra con difficoltà dai genitori e muore qualche minuto dopo. Nessun seguito giudiziario sarà dato a questo omicidio.

    8 aprile 1991: Un centinaio di militanti del Betar irrompono nella riunione organizzata da L'idiot international alla Mutualité (Paris V°), Marcel Coudari, 58 anni che era stato un ostaggio francese detenuto in Libano dagli islamici, è pestato per le sue dichiarazioni antisionistiche. La polizia presente sul posto non interviene.

    20 aprile 1991: Una cinquantina di individui mascherati, armati di spranghe di ferro, mazze da base-ball e bombe a gas, attaccano La Maison des Mines, dove deve aver luogo una riunione del Circolo culturale Horizons, diretto da Eric Croenne, in omaggio allo scrittore Saint Loup, che era stato membro della legione dei volontari francesi e istruttore politico della Divisione Carlomagno. Tredici persone sono ferite, di cui due molto gravemente. In particolare una donna di 71 anni che si trovava lì per caso, è trasportata in coma all'ospedale Beaujon. L'attentato è rivendicato dal Gruppo di azione ebraica.

    17 marzo 1992: Il professor Robert Faurisson è aggredito a Stoccolma da un gruppo di attivisti, tra i quali si trovano numerosi membri del Betar. Una delle persone che accompagnavano il professore, uno svedese, è seriamente ferita.

    22 maggio 1993: Un gruppo di militanti del Betar mascherati, col capo coperto da un passamontagna e muniti di spranghe di ferro, attacca una riunione revisionista a Stoccolma alla quale deve partecipare anche il professore Robert Faurisson. Dopo aver tentato di linciare Faurisson, il gruppo ferisce due poliziotti in borghese. Quattro manifestanti (tra i quali un francese) sono brevemente interrogati. Il giorno prima, una trentina di Betarim avevano preso l'aereo Parigi-Stoccolma.

    Per una cronologia più estesa ed esauriente della violenza sionista si legga "I Guerrieri d'Israele" di E. Ratier, ed.CLS 1998

  2. #2
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    La soluzione è molto semplice: con tutti gli skin a cui prudono le mani, possibile che non si riesca a metter su un presidio-conferenze? Venderebbero la propria madre per darsele con i tifosi delle squadre avversarie, e non si presentano dove potrebbero darle a giudei e partigianaglia ...

  3. #3
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    Io alla faccia dei giudei maneschi,e dell'estrema sinistra(venuta anche a Verona,all'ultimo convegno,a fianco dei giudei ovviamente)sono già stato a 2 conferenze revisioniste(vabbo' una,perche' la seconda e' fallita).
    Non ho avuto paura di nessuna aggressione,non dobbiamo farci intimorire dai terroristi sionisti.
    (...)

  4. #4
    Dalla parte del torto!
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    La notizia è passata ignobilmente inosservata. I familiari del cittadino italiano, il giornalista Raffaele Ciriello, non potranno avere nemmeno la soddisfazione di vedere aperto un processo penale per l’assassinio del loro congiunto, avvenuto per mano dei soldati dell’esercito dello Stato terrorista di “Israele”. Questo stato terrorista infatti ha rifiutato formalmente di procedere all’identificazione dei militari-killer: in Italia non si potrà processare nessuno. L’Unione Musulmani d’Italia trova
    estremamente vergognoso l’atteggiamento di totale passività, a tal proposito, da parte della maggioranza dei colleghi di Ciriello. Il governo tace, essendo politicamente e moralmente complice dello Stato terrorista israeliano. Ma i giornalisti? E l’Ordine dei giornalisti?
    L’Unione Musulmani d’Italia invita vivamente tutti gli operatori
    dell’informazione ad organizzare una manifestazione di protesta davanti all’ambasciata dello stato terrorista di “Israele”. Sarebbe un atto doveroso, al fine di chiedere giustizia per un cittadino italiano, e per difendere la libertà di stampa. Certo, ci vuole coraggio ed onestà morale e professionale per manifestare contro lo stato terrorista di “Israele”, ma sarebbe sempre poca cosa rispetto a quello che aveva Raffaele, che è stato
    assassinato mentre faceva il giornalista vero.
    Oppure, come al solito, lo pseudo-stato anti-Gentili, denominato “Israele”, non si tocca?
    Sinistra Nazionale!

  5. #5
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    In origine postato da I'm Hate
    (...)
    Caro I'm Hate,

    non mi sembra il caso di elargire certi consigli, per di più confessando candidamente che tu lo fai spesso... Per l'appunto, a buon intenditor...

  6. #6
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    In origine postato da Tomás de Torquemada
    Caro I'm Hate,

    non mi sembra il caso di elargire certi consigli, per di più confessando candidamente che tu lo fai spesso... Per l'appunto, a buon intenditor...
    Non volevo incitare a reati o violenza thomas,forse mi ero spiegato male.
    Era un invito all'autodifesa
    Saluti revisionisti

  7. #7
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    In origine postato da Rodolfo
    La notizia è passata ignobilmente inosservata. I familiari del cittadino italiano, il giornalista Raffaele Ciriello, non potranno avere nemmeno la soddisfazione di vedere aperto un processo penale per l’assassinio del loro congiunto, avvenuto per mano dei soldati dell’esercito dello Stato terrorista di “Israele”. Questo stato terrorista infatti ha rifiutato formalmente di procedere all’identificazione dei militari-killer: in Italia non si potrà processare nessuno. L’Unione Musulmani d’Italia trova
    estremamente vergognoso l’atteggiamento di totale passività, a tal proposito, da parte della maggioranza dei colleghi di Ciriello. Il governo tace, essendo politicamente e moralmente complice dello Stato terrorista israeliano. Ma i giornalisti? E l’Ordine dei giornalisti?
    L’Unione Musulmani d’Italia invita vivamente tutti gli operatori
    dell’informazione ad organizzare una manifestazione di protesta davanti all’ambasciata dello stato terrorista di “Israele”. Sarebbe un atto doveroso, al fine di chiedere giustizia per un cittadino italiano, e per difendere la libertà di stampa. Certo, ci vuole coraggio ed onestà morale e professionale per manifestare contro lo stato terrorista di “Israele”, ma sarebbe sempre poca cosa rispetto a quello che aveva Raffaele, che è stato
    assassinato mentre faceva il giornalista vero.
    Oppure, come al solito, lo pseudo-stato anti-Gentili, denominato “Israele”, non si tocca?
    I veri padroni del mondo,e veri governanti dell'italia,la scampano ancora!
    +autobus
    -invasori!

  8. #8
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    In origine postato da I'm Hate
    Non volevo incitare a reati o violenza thomas,forse mi ero spiegato male.
    Era un invito all'autodifesa
    Saluti revisionisti
    Lo immaginavo, però si rischiavano... malintesi...

    Saluti revisionisti!

  9. #9
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    E' significativo però che questi teppisti giudei se la prendano coi revisionisti, non con gruppi neonazisti, antisemiti, skin-head e affini. Secondo me il revisionismo, rispettabilissimo come tesi storica e come tentativo di rompere il conformismo culturale dei vincitori, è però una strategia perdente. I Giudei non devono credere che noi siamo buoni e miti e che vogliamo a tutti i costi convincerli che non abbiamo mai tentato di sterminarli: essi, da buoni semiti, sono forti coi deboli e deboli coi forti. Guai a mostrarci deboli, a minimizzare, a negare, a giustificarci, a piagnucolare, a dire "non sono stato io!".
    Dobbiamo essere virili, orgogliosi, seri, non abbiamo niente da rinnegare. Solo così ci temeranno e ci rispetteranno, se non nei gangli della finanza e dei poteri occulti, almeno sulla strada.

  10. #10
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    In origine postato da Peucezio
    Dobbiamo essere virili, orgogliosi, seri, non abbiamo niente da rinnegare. Solo così ci temeranno e ci rispetteranno, se non nei gangli della finanza e dei poteri occulti, almeno sulla strada.
    Non c'è dubbio, ma infatti il revisionismo non è sinonimo di debolezza né è esattamente volto a dire "Non sono stato io!"... Del resto a me sembra che tutta questa rabbia condita da esplosioni di violenza forsennata giusto nei confronti del revisionista denoti paura più di quest'ultimo che, ad esempio, dello skin-head... Perché proprio le tesi revisioniste, se dilagassero, farebbero crollare il castello di sabbia... Non a caso le leggi liberticide, scritte sotto dettatura, proliferano insieme con la vulgata dogmatica e i condizionamenti "ipnotici" di massa...

 

 
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