Il testamento di Lee Kyang Hae
Lee Kyang Hae, il sindacalista sudcoreano suicidatosi a Cancun, aveva scritto una sorta di lettera-documento nella primavera scorsa, in occasione delle manifestazioni che accompagnarono il vertice di Ginevra. Lo pubblica il quotidiano La Jornada, di Città del Messico. Lee ha consegnato il testo di questa lettera tre giorni fa ad un fotografo, durante un incontro casuale. Per questo questo testo è da considerarsi il suo testamento. Eccolo:
Ho 56 anni, sono un contadino della Corea del Sud: abbiamo tentato di risolvere i nostri problemi da soli, con una grande speranza nelle organizzazioni contadine. Cio' nonostante, in generale ho fallito, come ha fallito la maggior parte dei dirigenti contadini negli altri paesi. Poco dopo la firma dell'Uruguay Round (il negoziato del General Agreement on Tariffs and Trade che diede origine alla World Trade Organization, nata nel 1995, ndr) noi, i contadini coreani e io, ci rendemmo conto che il nostro destino non era più nelle nostre mani. In più impotenti, non abbiamo potuto fare nulla più che vedere arrivare le onde che distruggevano le nostre comunità rurali, radicate nel territorio da centinaia di anni. Ho tentato di individuare le vere ragioni che spieghino la sorgente della forza di queste onde. Sono arrivato alla soluzione, alla porta della Wto, e sto gridando a voi le parole che mi ribollono nell'animo da molto tempo. Per chi state negoziando ora? Per il popolo o per voi stessi?.
In Sudcorea è stata varata una riforma agricola ispirata ai dettami neoliberisti, che ha aperto le frontiere e aumentato la produttività di alcune aziende agricole. Ma l'incremento semplicemente ha aggiunto più volume in un mercato a offerta sovrabbondante, nel quale i beni importati hanno occupato la fascia dei prezzi più bassi.
Il problema è che, in osservanza ai dettami neoliberisti, ai contadini coreani non venivano e non vengono dati sussidi sufficienti per reggere la concorrenza dei prodotti occidentali, sussidiati a più non posso: a volte si sono registrate cadute nei prezzi quattro volte superiori al normale. Quale sarebbe la tua reazione se il tuo stipendio all'improvviso si riducesse del 50%, senza che tu ne comprenda il motivo?
Una volta sono accorso ad una casa in cui un contadino si era tolto la vita bevendo del veleno per i debiti che non poteva pagare. Non ho potuto fare altro che ascoltare le urla di dolore della moglie. Come ti sentiresti al mio posto? Quando vedo questo disastro penso alle persone grasse
che vivono nelle città dell'Occidente. Carità? No, lasciateci tornare a lavorare! Gli esseri umani sono in pericolo, a causa della mancanza di controllo sulle multinazionali e su un manipolo di funzionari della Wto che ci portano ad una globalizzazione inumana, esiziale per l'ambiente, assassina e antidemocratica. Devono fermarsi subito, perchè sennò la logica falsa del neoliberismo ucciderà la diversità nell'agricoltura, il che sarebbe un disastro per tutti gli esseri umani.




Rispondi Citando
