COMUNICATO STAMPA
Domenica 7 settembre le Sezioni della Fiamma Tricolore di Anzio e Nettuno hanno organizzato al Campo della Memoria una manifestazione in ricordo del 60° anniversario dell’8 settembre 1943, giorno in cui il Re e Badoglio tradirono l’alleato tedesco per schierarsi con i probabili vincitori angloamericani.
Durante la manifestazione, a cui hanno partecipato sia il Consigliere Comunale della Fiamma di Anzio Ermanno Stampeggioni sia il Coordinatore Regionale del MSI-FT Roberto Bevilacqua, è stato piantato un leccio, simbolo di vita e di Tradizione.
«Sì perché è stata una scelta di vita – ha commentato il Dott. Pietro Cappellari promotore della manifestazione – quella di centinaia di migliaia di giovani italiani che, saputo dell’infame armistizio e del catastrofico voltafaccia monarchico-badogliano, ripresero le armi che i vigliacchi avevano gettato e si lanciarono nella lotta a fianco dell’alleato germanico. Una scelta di libertà, quella libertà della Patria che eserciti nemici di ogni risma stavano compromettendo con la loro lenta ed inesorabile avanzata lungo la penisola, con i loro terroristici bombardamenti sui quartieri popolari, sulle scuole elementari, sulle Chiese. Una scelta “per l’Onore d’Italia”, soprattutto, quell’Italia che aveva insegnato al mondo cosa volesse dire la parola Civiltà ed ora era umiliata e vilipesa, crocefissa ed abbandonata. Noi ci identifichiamo con quei ragazzi, la loro scelta è la nostra scelta: immutata e cristallina. Con quel gesto di ribellione i giovani della Repubblica Sociale Italiana hanno saputo riscattare l’onore nazionale e dimostrato di fronte al mondo il valore del soldato italiano, come hanno riconosciuto gli stessi Generali angloamericani impantanati per mesi e mesi a Cassino, a Nettunia, lungo la Linea Verde-Gotica. L’8 settembre 1943 moriva la nostra Patria e con essa ogni senso di Nazione. Solo la RSI tenne alti i colori italiani difendendo i confini occidentali dalle mire francesi e quelli orientali dai sogni di conquista e stupro degli Slavo-comunisti. Solo con la definitiva sconfitta delle forze dell’Asse queste terre di millenaria civiltà italiana conobbero lo straniero e la sua barbarie avallata dai vari Governi democratici dell’Italia ‘nata dalla resistenza’. Oggi su quelle terre domina la bandiera straniera… i ragazzi della RSI non lo avrebbero mai permesso. Concludiamo con il ricordo nel cuore e nella mente perché ci indichino la strada e ci siamo d’esempio quei ragazzi che morirono come i Re non seppero fare».




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