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Discussione: Situazione politica

  1. #1
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    Predefinito Situazione politica

    La situazione politica in Abruzzo è un po differente dal resto della nazione. Secondo la differenza fondamentale e che gli abruzzesi sono rimasti molto più democristiani di altre comunità locali italiene.

    Perché dico questo, perché avere una politica, seppur bipolare, fortemente moderata porta ad una situazione differente e probabilmente meno esasperata.

    Porto a corroborare la mia tesi dei dati elettorali:

    Elezioni regionali Maggio 2000

    Parito...Italia....Abruzzo
    _______________________
    CCD.....3,4%......7,5%
    CDU.....2,7%......3,4%
    NDC...../.............2,7%
    PPI......3,1%......8,8%
    UDR..,7%.......4,2%
    Dem....3,3%......5,9%

    Totale4,2%....32,5%

    Basta comunque analizzare, senza scendere in dettaglio, il voto a Pescara. I tre maggiori candidati(D'Alfonso, Masci e Teodoro), provengono tutti e tre dall'area DC.

    Unica eccezzione potrebbe sembrare Chieti, dove il Sindaco(Cucullo) è di estrema(estrema) destra. Tuttavia anche qui basta valature i dati delle elezioni per rendersi conto che anche il capoluogo teatino(seconda città abruzzese per numero di abitanti) è ancora più democristiano della regione nella sua interezza. I dati sono questi(riferiti alle comunali del 2000):

    Partito....Abruzzo.....Chieti
    CCD..........7,5%.......0,8%
    CDU..........3,4%...........8,3%
    NDC..........2,7%...........7,7%
    PPI...........8,8%...........4,8%
    Dem.........5,9%...........4,7%
    Civitas T....../...............6,7%

    Totale.......32,5%........43,0%


    Cordiali Saluti

    Lorenzo
    Miles Insulae

  2. #2
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    L'Abruzzo è troppo democristiano, questo è vero. Forse negli anni '50, '60, '70, '80 e '90 questo è stato un nostro punto forte nello sviluppo della nostra terra. Il punto forte uno tra i tanti è stata proprio la compattezza territoriale perché ha fatto in modo che chi stava al governo portasse i soldi a noi. Ci sono state zone non democristiane. San Valentino in Abruzzo Citerior è un esempio. Ma pure se votavano in maggioranza il PCI lo votavano compatti. Oggi non si riesce a tracciare un profilo politico perché la nostra regione è ancora troppo democristiana e oggi la DC è smembrata tra tanti e tanti partitini che si trovano un po' nel Centro-Destra e un po' nel Centro-Sinistra e quindi non ci si capisce. Cordiali Saluti,
    Berardo.

  3. #3
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    La DC è stata travolta da un'ondata all'inizio degli anni '90 in tutt'Italia, ed anche in Abruzzo, dove riportava davvero percentuali di voto bulgare.

    Ricorderete lo scandalo della giunta Buracchio a Chieti che fu completamente arresta! Tuttavia i meriti della DC in Abruzzo non si posso negare. Le infrastrutture Abruzzesi sono assolutamente di livello elevato, a differenza di altre regioni centro-meridionali ed il livello occupazionale e buono.

    Oggi la DC non esiste più, tuttavia non si possono cambiare le idee delle persone, glia abruzzesi sono moderati(almeno politicamente) e votano ancora al centro, anche se oggi il centro indipendente non esiste.

    Su questo si potrebbe riflettere.........

    Cordiali Saluti

    Lorenzo
    Miles Insulae

  4. #4
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    Allarmi! C'è un marchigiano che bussa all'uscio di casa nostra! Come dice l'antico adagio?

  5. #5
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    Angelo la filosofia di Forza Italia è ben diversa da quella della DC, Forza Italia è in mano ad un manipolo di impreditori e manager, la DC è il pluralismo sociale per eccelenza nella politica italiana. Poi ricorda che la DC era una vera piramide, aveva la base sul territorio in tutti i paesini dello stivale ed era fatta di correnti, dibbattiti e persone, FI è effettivamente un partito di plastica!

    Comunque a me fa molto piacere che persone esterne all'Abruzzo vengano a scambiare quattro chiacchere con noi!!

    Cordiali Saluti

    Lorenzo
    Miles Insulae

  6. #6
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    Sinceramente credo che FI, non avrà una vita molto lunga, almeno in quanto tale, essa è trainata dal nostro premier e da una cerchia di suoi fidati. Finita l'era Berlusconi, finirà FI. Un grande partito di centro, da opporre alle sinistre, è sicuramente ciò che manca in Italia, purtroppo! Tuttavia esso può nascere sia dalle future ceneri di FI, che dalla confluenza di PPI ed UDeuR, in questo nuovo grande partito; il cui fulcro deve rimanere la formazione politica che ha portato avanti gli ideali democristiani in questi ultimi 10 anni, ovvero l'UDC. L'UDC ha mantenuto l'ideologia democristiana fatta di sociale e soprattutto di moderazione(il primo canone manca a FI), ma anche fatta di umini che sanno fare politica(Follini, Giovanardi, ma anche Casini). Questi uomini mancano a FI, come gli manca una vera base.

    Cordiali Saluti

    Lorenzo
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  7. #7
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    Io non trascurerei anche una valutazione di tipo "personale", ossia: l'Abruzzo è stato democristiano nella misura in cui certi personaggi (Gaspari, Nenna D'Antonio, Salini, ecc.) lo sono stati. In questo rivelando una personalità piuttosto contraddittoria, o forse "mutante", quando addirittura non sono stati proprio questi personaggi a determinare il rovesciamento degli atteggiamenti: da una parte lo "storico" orgoglio abruzzese all'indipendenza personale, dall'altro invece una tendenza molto più recente alla convenienza della "clientela" elettorale. Sicuramente negli anni passati contribuì al successo della DC anche un forte sentimento religioso, specie nelle zone interne, che ben si prestava alle strumentalizzazioni di tipo politico... e sappiamo bene che la "politica del confessionale" non è certo un'invenzione della propaganda comunista! Non sono però d'accordo sulla "moderazione essenziale" dell'abruzzese: la definirei, per assurdo, un'interpretazione invece bellicosa del proprio ergersi contro l'avversario "miscredente", ben manovrata negli anni dai politici e dal clero alleati. Se è vero, come detto sopra, che questo procedere ha poi generato una "modernizzazione" nell'atteggiamento dell'abruzzese (il più "settentrionale" tra i meridionali, e non solo per locazione geografica), è pure vero che l'Abruzzo è anche la regione che più di ogni altra ha dato "rigurgiti" estremi, come quando sfiorò l'elezione di un senatore con il MSFT, presenti nella competizione tutti gli avversari politici. Ma anche in quell'occasione va tenuto in debito conto l'elemento "personale", ossia il traino generato dall'adesione al MSFT di "Don Nicola", altro personaggio tanto sanguigno quanto carismatico del panorama politico regionale. A sottolineare, semmai ce ne fosse bisogno, che nonostante il dilagare della mentalità social-democratica, l'Abruzzo è ancora molto legato al concetto di "imperium" incarnato in un "capo".

  8. #8
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    Jesi non sono daccordo.

    L'Abruzzese è un tipo mite e moderato, la religiosità in questo ha un ruolo pesante e sicuramente è stata sfruttata "sapientemente" da quei volponi che citavi nel post.

    La personalità forte invece conta proprio nel caso di Don Nicolino, il quale ha un carisma molto, ma moltoo, ma moltoooo forte ed ha grandi capacità amministrative. Cucullo è stato in grado di cogliere l'attimo, di inveire sulla DC morente è di prendere il potere ad vitam sul capoluogo teatino(senza nulla togliere a tutto ciò che di buono ha fatto alla città, che è davvero tanto). Tuttavia la mentalità dei teatini non è affatto cambiata, come ho dimostrato con i dati del primo post di questo thread.

    Cordiali Saluti

    Lorenzo
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  9. #9
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    Originally posted by Lorenzo
    Jesi non sono daccordo.

    L'Abruzzese è un tipo mite e moderato, la religiosità in questo ha un ruolo pesante e sicuramente è stata sfruttata "sapientemente" da quei volponi che citavi nel post.

    La personalità forte invece conta proprio nel caso di Don Nicolino, il quale ha un carisma molto, ma moltoo, ma moltoooo forte ed ha grandi capacità amministrative. Cucullo è stato in grado di cogliere l'attimo, di inveire sulla DC morente è di prendere il potere ad vitam sul capoluogo teatino(senza nulla togliere a tutto ciò che di buono ha fatto alla città, che è davvero tanto). Tuttavia la mentalità dei teatini non è affatto cambiata, come ho dimostrato con i dati del primo post di questo thread.

    Cordiali Saluti

    Lorenzo
    Miles Insulae
    L'abruzzese un tipo mite e moderato ci sta rapidamente diventando (laddove parlavo di atteggiamento "mutante"), ma "essenzialmente", ossia in origine, non lo è stato: è sempre stato un tipo diffidente, orgoglioso, legato alle proprie tradizioni, inizialmente ostile a tutto ciò che gli pareva "diverso" (salvo poi diventare il più ospitale di tutti una volta rotto il ghiaccio). E questa sua propensione è stata inizialmente sfruttata contro l'avanzare delle sinistre, facendo leva appunto sul pericolo che queste, nella propaganda, rappresentavano per la sua forte religiosità. Come vedi, Lorenzo, il mio intervento non voleva in origine contraddirti sull'attualità dell'abruzzese (ha rotto il ghiaccio e si sta rapidamente "liberaldemocratizzando", quindi "moderando", per cui le scelte post-DC vanno sicuramente nel senso da te indicato); voleva soltanto porre all'attenzione del dibattito l'origine del voto-DC, che in "essenza" era molto più una scelta fortemente reazionaria piuttosto che "moderata". Fermo restando che l'abruzzese è quel tipo d'uomo che se gli girano gli attributi non ci mette niente a tornare su posizioni "estreme" e, a suo modo di vedere, "intransigenti": come ricordato, Longo del MSFT, una decina di anni fa e con tutti gli avversari in campo, non diventò senatore per l'inezia di poco più di 1.000 voti.
    Su Cucullo (che ho avuto il piacere di conoscere personalmente) non sono d'accordo: lui non inveì sulla DC solo quando questa era morente, ma lo fece da sempre (pagando anche in proprio di fronte alla Magistratura); anzi, nessuno più di lui contribuì alla consunzione della vecchia classe politica democristiana regionale. Quando poi le sue accuse si rivelarono fondate, mi pare normale che sia stato lui a capitalizzare il nuovo corso politico. E, viste le premesse, se c'è qualcuno che dovrebbe avere il voltastomaco a sedere a fianco dell'UDC questa è la Fiamma, e non viceversa: a meno che non ci si renda finalmente conto che la gestione amministrativa è una questione di prassi e di uomini, molto più che di appartenenza politica in sè. Saluti.

    P.S. Mi spieghi quel "miles insulae" con cui ti firmi?

  10. #10
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    Angelo hai ragione, ma solo, in parte, secondo me non è ancora il momento di fondere i due i partiti, Berlusconi è troppo padrone di FI, e l'UDC non ha bisogno di un padrone. Angelo, oltre al carisma Cucullo ha anche cambiato una città di 70.000 abitanti da un mortorio ad una città splendida, tu conosci le mie idee, ma anche se fosse comunista l'avrei votato lo stesso.

    La giunta comunale a Chieti è composta da questi partiti:

    FI
    AN
    CDU
    NDC
    Fiamma
    Sgarbi

    In consiglio comunale sono presenti, invece questi partiti:

    DS
    Margherita
    UDC
    FI
    AN
    Fiamma
    Sagarbi

    Conclusione, il CCD è dentro la maggioranza, ma fuori dal governo della città. Come ricorderete Cucullo sta affrontando il suo terzo mandato, perché un gruppo di consiglieri, decise di sfiduciarlo 3 anni fa. Non essendo passata(per 3 settimane), la metà del secondo mandato Cucullo si è potuto presentare di nuovo. I suoi avversari erano tre: Tenaglia per la sinistra(32,1% al primo turno 41 al ballattaggio), Aceto per il CCD(17,8%) e Malandra per Rifondazione(2,4%). Ovviamente Cucullo raccolse il 48,7% dei voti al primo turno e quasi il 60% al ballotaggio.

    Cordiali Saluti

    Lorenzo
    Miles Insulae

    Già, Miles Insulae, Jesi vai sul Forum Von Clausewitz(geopolitica e strategia) fra i temtici cultura di Politicaonline.

 

 
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