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    Predefinito SECONDO IL FILOIMMIGRAZIONISMO DI UNDP GLI IMMIGRATI SPINGEREBBERO ALLA CRESCITA

    Rapporto Undp / Dagli immigrati una spinta
    alla crescita

    Rapporto Undp / Dagli immigrati una spinta  alla crescita - Il Sole 24 ORE

    di Piero Fornara


    Con la ripresa dalla recessione globale tornerà la richiesta di lavoratori migranti: negare i benefici che essi portano è quindi poco lungimirante». È il messaggio del Rapporto 2009 sullo sviluppo umano, focalizzato quest'anno sul tema delle migrazioni internazionali, che viene presentato lunedì 5 ottobre a Bangkok da Helen Clark, amministratore del Programma delle Nazioni unite per lo sviluppo (Undp).



    Viviamo in un mondo ad alto tasso di mobilità, nel quale la migrazione è non solo inevitabile, ma rappresenta anche un'importante dimensione dello sviluppo. Quasi un miliardo di persone - un settimo della popolazione mondiale - sono migranti. Il Rapporto «Overcoming barriers: human mobility and development» dimostra che la migrazione può essere una forza positiva, ma ci devono essere adeguate politiche di sostegno nei confronti di quanti si spostano. «Le persone migrano per garantire un'esistenza migliore a sè e alle loro famiglie. Ma lo spostamento di rado esprime una scelta - afferma Jeni Klugman, autrice principale del Rapporto - bensì riflette anche le ripercussioni di conflitti, disastri naturali o gravi privazioni economiche. E in più ci sono i rischi, come quello di finire nelle reti dei trafficanti».


    La ricerca evidenzia che i migranti provenienti dalle nazioni più povere, dopo essersi trasferiti in un paese con maggiori opportunità, hanno in media un incremento del loro reddito di 15 volte, un raddoppio dei tassi di scolarità e una diminuzione pari a 16 volte nella mortalità infantile. Ancora più importante, essere in grado di decidere dove vivere costituisce un elemento chiave per la libertà umana.



    Tuttavia la migrazione non sempre porta con sè dei benefici. Il Rapporto Undp sottolinea malintesi e pregiudizi: la maggior parte dei migranti non attraversa i confini nazionali, ma si sposta all'interno del proprio paese: 740 milioni sono migranti interni, all'incirca quattro volte il numero di quelli internazionali. Fra questi ultimi, meno del 30% si muove dai paesi poveri verso quelli industrializzati. Solo il 3% degli africani non vive nel proprio paese d'origine. Il tasso medio di emigrazione in un paese con un basso livello di sviluppo è inferiore all'1%, contro più del 5% nei paesi con alti livelli di sviluppo umano. La percentuale di migranti internazionali rispetto alla popolazione mondiale è rimasta stabile negli ultimi 50 anni, attestandosi intorno al 3 per cento.



    Per quanto riguarda l'Italia, il Rapporto rileva che l'immigrazione rappresenta il 5,2% della popolazione totale e che il numero di immigrati previsto nel 2010 dovrebbe essere di quasi 4 milioni e mezzo. Questi dati collocano il nostro paese al 13° posto nel mondo per numero assoluto di immigrati, che sono aumentati di quasi dieci volte dal 1960 al 2010.
    Contrariamente a quanto molti pensano, l'immigrazione di solito incrementa l'occupazione nelle comunità ospiti, non esclude i locali dal mercato del lavoro e migliora i tassi di investimento nelle nuove attività economiche. Nel complesso l'impatto dei migranti sulle finanze pubbliche - nazionali e locali - è relativamente modesto, mentre sono ormai provati i guadagni in altre aree quali la diversità sociale e la capacità d'innovazione.



    Per le nazioni di origine dei migranti, il Rapporto avverte che la migrazione non è un sostituto dello sviluppo: i guadagni dei migranti vengono spesso condivisi con le loro famiglie; in molti casi questo avviene sotto forma monetaria, ma le famiglie dei migranti possono trarne benefici anche con le cosiddette "rimesse sociali", che includono diminuzione nei tassi di fertilità, tassi di iscrizione alle scuole più elevati ed emancipazione delle donne.


    «Overcoming barriers» formula infine cinque proposte di riforme per i governi: aprire i canali d'ingresso a un maggior numero di lavoratori, specialmente a quelli con basse qualifiche; garantire i diritti umani fondamentali dei migranti, a partire dall'accesso all'istruzione e ai servizi sanitari e assicurare la protezione dei lavoratori; ridurre i costi di transazione legati alla migrazione (razionalizzare i "muri di carta" dei documenti richiesti servirà anche a contrastare il flusso dei migranti irregolari, dal momento che le persone troveranno più semplice e meno costoso utilizzare i canali legali); trovare soluzioni collaborative a beneficio delle comunità di destinazione e dei migranti; aggiungere la migrazione nelle strategie di sviluppo delle nazioni di origine.

    5 OTTOBRE 2009





    UN ALTRO ENNESIMO RAPPORTO PUBBLICIZZATO DA IL SOLE 24 ORE.




    COME SEMPRE E’ A FAVORE DELL’IMMIGRAZIONISMO PIU’ ESTREMO.



    L’IMMIGRAZIONE PER IL RAPPORTO E’ TUTTA POSITIVA, DICONO, DIFFERENZE NON SE NE FANNO, «Le persone migrano per garantire un'esistenza migliore a sè e alle loro famiglie. Ma lo spostamento di rado esprime una scelta - afferma Jeni Klugman, autrice principale del Rapporto - bensì riflette anche le ripercussioni di conflitti, disastri naturali o gravi privazioni economiche. E in più ci sono i rischi, come quello di finire nelle reti dei trafficanti».


    La ricerca evidenzia che i migranti provenienti dalle nazioni più povere, dopo essersi trasferiti in un paese con maggiori opportunità, hanno in media un incremento del loro reddito di 15 volte, un raddoppio dei tassi di scolarità e una diminuzione pari a 16 volte nella mortalità infantile. Ancora più importante, essere in grado di decidere dove vivere costituisce un elemento chiave per la libertà umana.



    CAZZATE DEL GENERE SONO RIMARCATE INUTILMENTE, PERCHE’ E’ CHIARO ANCHE AI SOMARI CHE IL REDDITO DEI MIGRANTI E’ PIU’ ALTO CHE NEI LORO PAESI, ALTRIMENTI MICA CI SAREBBE LA MIGRAZIONE. GIA’ DA QUESTO SI EVINCE L’ALTA FAZIOSITA’ E IL BUONISMO DI FONDO DELL’ARTICOLO, POLITICAMENTE CORRETTO.


    Per quanto riguarda l'Italia, il Rapporto rileva che l'immigrazione rappresenta il 5,2% della popolazione totale e che il numero di immigrati previsto nel 2010 dovrebbe essere di quasi 4 milioni e mezzo. Questi dati collocano il nostro paese al 13° posto nel mondo per numero assoluto di immigrati, che sono aumentati di quasi dieci volte dal 1960 al 2010.



    QUINDI COME SI SA, NULLA DI NUOVO, IN FUTURO, E IL RAPPORTO NE E’ UN FAUTORE, IL NUMERO DI IMMIGRATI AUMENTERA’, E DIVENTERANNO CIRCA 4 MILIONI E MEZZO. UN NUMERO ALTISSIMO CHE PER GENTE CON L’OTTICA PSICOLOGICA DI CHI COMPILA RAPPORTI DEL GENERE VEDE CON PIACERE. QUINDI NESSUN PROBLEMA, IL TUTTO A SERVIZIO DELL’ECONOMIA.

    Contrariamente a quanto molti pensano, l'immigrazione di solito incrementa l'occupazione nelle comunità ospiti, non esclude i locali dal mercato del lavoro e migliora i tassi di investimento nelle nuove attività economiche. MA NESSUNO DICE, E IL RAPPORTO NON LO PUO’ DIRE, CHE CREA TANTI ANTAGONISMI NON INDIFFERENTI CHE I PRIMI A PERCEPIRLI E A PAGARLI SULLA PROPRIA PELLE, SONO PROPRIO LE CLASSI SOCIALI LAVORATRICI, PIU’ SVANTAGGIATE. A QUESTO ALLA BORGHESIA BEN REMUNERATA NON INTERESSA DI CERTO. ALLA NUOVE ATTIVITA’ ECONOMICHE INVECE FA COMODO AVERE GENTE DA PAGARE A BASSO COSTO DATO CHE NON SANNO LAVORARE PER DIVERGENZE DI CULTURE, QUINDI, GLI SI CHIEDE IL MASSIMO PER DARGLI IL MINIMO.Nel complesso l'impatto dei migranti sulle finanze pubbliche - nazionali e locali - è relativamente modesto, mentre sono ormai provati i guadagni in altre aree quali la diversità sociale e la capacità d'innovazione.

    Per le nazioni di origine dei migranti, il Rapporto avverte che la migrazione non è un sostituto dello sviluppo: i guadagni dei migranti vengono spesso condivisi con le loro famiglie; in molti casi questo avviene sotto forma monetaria, ma le famiglie dei migranti possono trarne benefici anche con le cosiddette "rimesse sociali", che includono diminuzione nei tassi di fertilità, tassi di iscrizione alle scuole più elevati ed emancipazione delle donne.
    PERCIO’ SONO DOPPIAMENTE AGEVOLATI LEGGENDO IL RAPPORTO.
    STESSE COSE GIA’ DETTE NELLA VECCHIA RICERCA, PUBBLICATA SEMPRE DAL SOLE 24 ORE.

    •   Alt 

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    Predefinito Rif: SECONDO IL FILOIMMIGRAZIONISMO DI UNDP GLI IMMIGRATI SPINGEREBBERO ALLA CRESCITA

    Citazione Originariamente Scritto da PSICOLOGO Visualizza Messaggio

    Rapporto Undp / Dagli immigrati una spinta
    alla crescita

    Per quanto riguarda l'Italia, il Rapporto rileva
    che l'immigrazione rappresenta il 5,2% della
    popolazione totale e che il numero di immigrati
    previsto nel 2010 dovrebbe essere di quasi
    4 milioni e mezzo.

    io credo che siamo già abbondantemente
    sopra il 10%.

 

 

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