"Affare Telekom Serbia, operazione con parametri disastrosi per gli investitori"
Mandato da Pauler Domenica, 07 Settembre 2003, 01:40 uur.
Proseguiamo la pubblicazione delle audizioni dell'ex manager Stet, Mario Agliata

Seduta del 15/7/2003
IIparte

Seguito dell'audizione del dottor Mario Agliata.



PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito dell'audizione del dottor Mario Agliata, iniziata nella seduta del 9 luglio 2003. In quella seduta il dottor Agliata ha risposto alle domande del presidente; sono ora iscritti a parlare l'onorevole Zanotti, il senatore Consolo, il senatore Montalbano e l'onorevole Taormina, ai quali chiedo se confermino le loro iscrizioni.



GIUSEPPE CONSOLO. Sì, signor presidente.



CARLO TAORMINA. Io mi riservo.



MICHELE LAURIA. Presidente, io mi riservo di iscrivermi a seconda della durata dei lavori.



PRESIDENTE. Poiché non potrebbe farlo in corso di audizione, la considero iscritta sin da ora, dopo di che lei avrà facoltà di rinunciare. La parola all'onorevole Zanotti.



KATIA ZANOTTI. Dottor Agliata, nell'audizione svoltasi la scorsa settimana lei ci ha sottoposto alcune considerazioni. A me incuriosiscono un poco la natura di tali considerazioni ed anche gli elementi che l'hanno portata a trarle, soprattutto due. Innanzitutto, lei sostiene che all'interno di STET nessun gruppo di lavoro si occupò dell'operazione Telekom-Serbia; tuttavia afferma, o ha affermato la settimana scorsa, che tale operazione presentava i peggiori parametri per gli investitori (peraltro, un'affermazione che è stata ampiamente messa in discussione, con valutazioni opposte, da molti dirigenti che sono stati auditi da questa Commissione, i quali rappresentavano, invece, la congruità dell'operazione stessa rispetto alle strategie Telecom). In secondo luogo, aggiunge l'anomalia della procedura. Siccome nessun gruppo di lavoro è stato posto in opera all'interno di STET International; siccome, a suo dire, le valutazioni da parte dei dirigenti sono intervenute esattamente dopo la lettura dei giornali, quindi ad operazione avvenuta, quando la vicenda è emersa sulla stampa e nei media, vorrei chiederle cosa l'abbia portata e cosa la porti tutt'oggi, sulla base dei suoi elementi di conoscenza in qualità di dirigente di STET International, a fare queste valutazioni sull'incongruità dell'operazione e sulle procedure.



PRESIDENTE. Come ha sentito, senatore Lauria, correttamente la collega Zanotti insiste sull'incongruità.



MICHELE LAURIA. Mi riservo di formulare una domanda alla fine.



PRESIDENTE. Benissimo.



MARIO AGLIATA. Posso rispondere?



PRESIDENTE. Sì, certo.



MARIO AGLIATA. Posso rispondere molto pacatamente. Le valutazioni che noi abbiamo fatto le abbiamo fatte, evidentemente, ex post; soprattutto dopo che abbiamo visto lo svolgimento dell'operazione (svolgimento economico, non politico o quant'altro). Se ricordo bene, nel bilancio Telecom Spa del 1998 la partecipazione in Telekom-Serbia era allibrata a 750 miliardi, cioè 150 miliardi in meno del prezzo d'acquisto. E questo lo dicono i certificatori di Telecom Italia, non lo diciamo noi. Non lo dicevo io. Ribadisco che, almeno a mia conoscenza, cioè come estensore del documento che è stato poi portato nel consiglio di amministrazione, io non ho avuto notizia di gruppi di lavoro. Tutto l'input conoscitivo è arrivato direttamente dalla DAS, come ho già detto, cioè dalla direzione affari societari di STET Spa, e questo testo dovrebbe essere nel fascicolo, perché per ogni consiglio d'amministrazione che si teneva io costituivo un fascicolo in cui mettevo tutti gli input che mi provenivano dai vari corrispondenti. Quindi, nel fascicolo che penso sia stato visionato da chi di dovere ci sono anche tutte le indicazioni che poi sono state apportate, con l'aiuto dell'amministratore delegato, nel verbale del 9 giugno. Valutazione del contesto operativo. Ho già detto che la situazione era quella che era, cioè guerra civile, pulizia etnica, regime dittatoriale e quant'altro.



KATIA ZANOTTI. Questo è chiaro.



MARIO AGLIATA. Poi c'era un altro fatto, sempre economico, che ci toccava da vicino, onorevole: il fatto che si trattava di una azienda che aveva i ricavi in dinari e non mi sembra che il dinaro serbo fosse una moneta particolarmente pesante, tanto più che si vaporizzava al ritmo dell'1-2 per cento al mese. Tutte queste cose non potevano che costituire delle valutazioni negative. Ricordo, poi - posso anche sbagliare - che nel bilancio del 2001 di Telecom Italia, ormai di proprietà post Colaninno, la valutazione di Telekom-Serbia non raggiungeva i 400 miliardi. Cioè, dopo due anni e mezzo quella partecipazione valeva meno di 400 miliardi. Quindi, tornando subito dopo il consiglio di amministrazione, quando noi cominciammo a ragionare, anche con il direttore generale, su questo fatto (nessun gruppo di lavoro, input assolutamente esterno, intervento della UBS, cioè degli esperti della banca d'affari, e quant'altro), abbiamo cominciato a pensare che, forse, non era proprio un grande affare; tanto più che, se ricordo bene, l'IRR (cioè il rendimento interno dell'iniziativa) nel verbale doveva essere intorno al 12 per cento. Il 12 per cento significava sei punti sopra il rendimento dei BOT e otto punti sopra il rendimento dei BUND, che sono i titoli del debito pubblico tedesco. Allora, tutto si può fare, tutto si può valutare, però, ripeto, tra le persone che conoscevano un po' il mestiere e le valutazioni, quella valutazione, in quel momento, in quel paese, con quel regime... Ricordo, poi, che c'era addirittura un gruppo di lavoro della NATO che già preparava l'activation order, che era l'intervento armato da parte delle forze NATO.



ACCURSIO MONTALBANO. In che data questo?



MARIO AGLIATA. Fine 1997. Alla fine del 1997 mi sembra che si inizia a parlare dell'intervento armato in Serbia. Allora, uno compra una infrastruttura fissa in un paese minacciato di guerra, gli dà il 12 per cento di rendimento e poi l'anno dopo lo svaluta e scrive « 750»: questo non l'ho fatto io, l'hanno fatto i valutatori di Telecom Italia. Non so se ho risposto.



MICHELE LAURIA. Anche molto ampiamente. Ha fatto una ricostruzione storico sociologica...



GIUSEPPE CONSOLO. Quale sociologia!



PRESIDENTE. Colleghi, una collega ha posto una domanda e c'è un ordine di interventi da rispettare. Prego, onorevole Zanotti.



KATIA ZANOTTI. Dottor Agliata, poiché sta dicendo oggi queste cose in Commissione, mentre non risulta, anche dalle altre sedi nelle quali lei ha risposto, che all'epoca abbia sollevato queste obiezioni, mi chiedo se non sia un atteggiamento negligente il suo e quello degli altri dirigenti STET, che sollevarono le questioni di incongruità e di errore strategico mentre, poi, all'interno di STET non è successo assolutamente nulla. Dopo di che, poiché lei ha preparato il preverbale, le chiedo anche (in modo che possa darmi una risposta unica) se rispetto alle cose che lei ha scritto nel preverbale il consiglio di amministrazione sollevò questioni. A noi non risulta.



MARIO AGLIATA. Comincio da quest'ultima domanda: non mi sembra che ci siano state delle osservazioni. Ci fu soltanto l'ingegner Gamberale - lo ricordo benissimo -, che rappresentava la TIM, il quale disse che il prezzo era congruo. Punto. Disse: «Per me la valutazione è congrua». Punto.



GIUSEPPE CONSOLO. Gamberale?



MARIO AGLIATA. Lo ricordo benissimo, perché l'ingegner Gamberale è una grossa personalità. Quella volta disse: «Per me quel prezzo è giusto». Questa è la prima risposta.



PRESIDENTE. La seconda.



MARIO AGLIATA. La seconda risposta, onorevole, è che non è che io ho avuto un comportamento negligente. In quei giorni sono stato letteralmente travolto nel preparare questo dannato verbale. Perché? Perché non avevo assolutamente nulla. Sa che cosa vuol dire? Nulla. Avevo Masini che mi stava sopra per avere le carte da mandare; quegli altri che non mandavano nulla. Quindi ho dovuto fare salti mortali per mettere insieme, con l'aiuto di Masini, perché tutte quelle notizie che stanno nel verbale sono tutte fonte DAS e fonte amministratore delegato, Masini. Io, dal mio punto di vista, non potevo scrivere «rendimento IRR: 12 per cento», perché non avevo gli elementi; però, se me l'hanno fatto scrivere è segno che era così e che qualcuno l'aveva calcolato. Ora, se lei vuole sapere come si è arrivati a quella cifra, dovrebbe chiamare chi ha firmato la due diligence e il business plan e si dovrebbe far spiegare che cosa hanno messo dentro, perché in quel contesto, fortemente negativo, continuo a dirlo, perché c'era una guerra - lei non va mettere i soldi in un paese dove c'è la guerra...



MICHELE LAURIA. Non c'era la guerra.



MARIO AGLIATA. Come no (Commenti).



GIUSEPPE CONSOLO. Ha detto che si paventava!



PRESIDENTE. Colleghi, questi sono apprezzamenti nostri. Fate completare la risposta (Commenti). Posso controllare la domanda, ma non impedire la risposta.



MARIO AGLIATA. Come non c'era la guerra? A me sembra che ci fosse (Commenti del senatore Lauria). Comunque, per noi era una situazione bellica o prebellica, valuti lei. Dicevo che tutti quelli che hanno fatto queste valutazioni ve lo dovrebbero spiegare, perché io non posso farlo. Non so se rendo l'idea (Commenti del senatore Lauria).



PRESIDENTE. Forse state dimenticando la domanda, che chiedeva, in termini molto precisi, se non vi fosse stata colpa da parte del dichiarante, e il fatto che questi ha legittimamente il diritto di difendersi. Che poi noi apprezziamo in un senso o nell'altro, è altro discorso (Commenti del senatore Lauria). No, la domanda era questa; non è così, onorevole Zanotti?



KATIA ZANOTTI. Sì.



PRESIDENTE. Come vede, è come avevo detto.



MICHELE LAURIA. Il senso della domanda era un altro.



PRESIDENTE. Non interpreti chi ha posto la domanda, che ha detto che era così.



MARIO AGLIATA. Allora...



PRESIDENTE. A questo lei ha già risposto. La prego di rispondere alle ulteriori domande.



MARIO AGLIATA. Volevo precisare, a proposito dell'ultimo punto, che quanto è stato scritto in quella sede va valutato nel relativo momento storico. La dead line - lo ricordo benissimo- era prima del 10 giugno. Bisognava fare un verbale ed un consiglio di amministrazione di STET International prima del 10 giugno: ho fatto mezzanotte, l'una (ora non ricordo, sono passati sei anni)...



PRESIDENTE. Lei ha risposto in misura sufficiente: il resto appartiene al nostro apprezzamento. Continuiamo con le domande.



KATIA ZANOTTI. Sulla base di un'altra considerazione che lei ha fatto, ricordo a lei ed ai colleghi che quando ci fu il passaggio di Telecom dall'IRI al Tesoro non era più prevista la procedura informativa a quest'ultimo. Lei ha sostenuto qui che non c'era ragione per cui il ministro del tesoro...



GIUSEPPE CONSOLO. Ma questa domanda...



PRESIDENTE. Ma insomma, dovete rispondere voi o il teste? Abbiamo un teste superqualificato: evitiamo le interruzioni!



GIUSEPPE CONSOLO. Ha fatto un'affermazione che non corrisponde alla realtà!



PRESIDENTE. Lo stabiliremo quando avrà completato la domanda.



KATIA ZANOTTI. Lo dico sulla base di audizioni che abbiamo svolto in quest'aula, esattamente quella del dottor Draghi: mi dispiace, ma sono molto precisa perché ho consultato il resoconto di diverse audizioni.



PRESIDENTE. Ma questo è un dato oggettivo: non ha bisogno di richiamare nessuno. C'è un passaggio dall'IRI al Tesoro: sappiamo tutto.



GIUSEPPE CONSOLO. Ma non è vero che fossero aboliti i controlli!



PRESIDENTE. Senatore Consolo, non l'ha fatta lei la domanda: per favore!



KATIA ZANOTTI. Vi chiedo soltanto un po' di tolleranza!



PRESIDENTE. Glielo assicuro io, non la tolleranza ma il diritto all'ascolto. Continui.



KATIA ZANOTTI. Non era più prevista procedura informativa al Tesoro: siamo d'accordo? Le chiedo, dottor Agliata - poiché ha affermato in questa sede la scorsa settimana che non era pensabile né possibile che il ministro del tesoro e quello degli esteri non sapessero dell'operazione - sulla base di quali elementi precisi e rigorosi può fare questa affermazione, dal momento che stiamo lavorando cercando elementi di rigore e non opinioni o, come ha detto lei, supposizioni da libero cittadino.



MARIO AGLIATA. Nel dicembre 1996 il Governo dell'epoca stabilì, nel quadro degli accordi Andreatta-Van Miert, che l'IRI SpA, proprietario del gruppo STET, cedesse il 64 per cento, cioè la quota di sua proprietà, direttamente al Ministero del tesoro, il quale aveva già un controllo perché aveva assorbito i poteri del disciolto Ministero delle partecipazioni statali. Poiché la girata delle azioni avvenne a valori di mercato, il Tesoro versò all'IRI, se non sbaglio, 12 mila miliardi, lira più lira meno, all'inizio del 1997. Gli esponenti del Ministero del tesoro erano già nel consiglio di amministrazione della capogruppo; il Ministero del tesoro aveva i propri rappresentanti nel board di Telecom Italia e quindi doveva sapere quello che andavano facendo. In secondo luogo, dopo questo primo pagamento, l'IRI incassò altri 7 mila miliardi, più altri 14 mila miliardi di trasferimento dell'indebitamento STET. Questi 14 mila miliardi se li è scaricati direttamente il Ministero del tesoro. Vengo dall'IRI, dal quale sono uscito con la qualifica di vicedirettore e dove ho lavorato per 24 anni; so quindi che cosa significò questo passaggio: mettere fine alla diatriba con i signori di Bruxelles sull'indebitamento delle imprese pubbliche e sanare il bilancio dell'istituto, che era fortemente in perdita. La mia supposizione da libero cittadino - anche se mi consenta di dire, onorevole Zanotti, che non si tratta tanto di questo, quanto piuttosto della valutazione di una persona di intelligenza normale che conosce un po' la materia - è che, dal momento che il Ministero del tesoro era diventato l'unico azionista di questo grande gruppo industriale che fatturava 45 mila miliardi l'anno e che rappresentava il quinto gestore mondiale di telecomunicazioni, non sembra possibile che il dottor Draghi (ripeto che non faccio affermazioni: è una mia opinione personale), così bravo ed intelligente, avendo fra le mani un gruppo di quel genere, nel momento in cui i suoi uomini nel consiglio di amministrazione della capogruppo dicono «guarda che questi vanno fare lo shopping in Serbia» non si sia allertato e non abbia detto: andiamo a vedere che succede. A me sembra una cosa normale. Se a lei non sembra, onorevole Zanotti, è una questione di opinioni.



KATIA ZANOTTI. Ho finito, presidente. Prendo semplicemente atto che si tratta di un'opinione personale.



PRESIDENTE. Tutto quello che viene riferito è opinione personale, tranne gli atti dei notai che possano essere falsi, come quello che abbiamo visto.



ACCURSIO MONTALBANO. Presidente, lei ci insegna che dovremmo attenerci ai fatti, alle circostanze, alle verità, non alle supposizioni dei testi.



PRESIDENTE. Poiché la cosiddetta «supposizione» non è una parola in libertà ma è «vestita» da un argomentare, quando dovremo tradurla in documento politico vedremo se otterrà il conforto di altri elementi.



GIUSEPPE CONSOLO. Presidente, chiedo il rinvio del seguito dell'audizione perché a partire dalle 16 il Senato procederà a votazioni con verifica del numero legale.



PRESIDENTE. Prendo atto che i senatori concordano con questa richiesta. Chiedo allora al dottor Agliata, visto che è molto «gettonato» in questa sede...(Commenti del senatore Lauria) . È proprio così, visto che c'è una folta lista di commissari che hanno chiesto la parola: rinunciate forse ai vostri interventi?



MICHELE LAURIA. No, presidente.



PRESIDENTE. Appunto. Come dicevo, dal momento che c'è grande interesse per le sue risposte, dottor Agliata, e che il prossimo 23 luglio non avrà luogo l'audizione del dottor Tommasi, il quale ha fatto sapere che chiede il differimento della stessa dopo la pronuncia del giudice per le indagini preliminari nel processo che lo riguarda, le chiedo se sia disponibile a tornare in questa sede il 23 luglio prossimo, alle 14.



MARIO AGLIATA. Sì, presidente.



PRESIDENTE. La ringraziamo per la collaborazione che ci sta prestando. Il seguito dell'audizione è pertanto rinviato a mercoledì 23 luglio 2003, alle 14.
Onorevoli colleghi, comunico che la seduta di domani avrà inizio alle ore 14,10.



La seduta termina alle 16.







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