Riportiamo qui una discussione nata tra Enrico Moretti, Guido Mastrobuono e Alessandro Rossi intorno alla notizia apparsa qualche giorno fa sul giornale Online di Repubblica della risposta infelice (per usare un eufemismo) data dall’On. Patrizio Bianconi, consigliere del Comune di Roma, ad un privato cittadino il quale chiedeva informazioni riguardo alcuni cassonetti posti in malo modo di fronte al suo esercizio commerciale. Costui infatti si è vista recapitare un’infuocata email nella quale il consigliere comunale “ha sollecitato in cambio del suo "onorevole" interessamento la stipula di «un patto di sangue» elettorale, ovvero il sostegno per sé e un suo compagno di partito alle prossime comunali, pretendendo per di più di conoscere l´indirizzo di casa, la mail e il numero di telefono in modo da poterlo «schedare» e rintracciare «quando ci servirà il voto suo e della sua famiglia»”.
Una volta verificati i fatti, il comportamento è stato stigmatizzato dal Sindaco Alemanno in una nota di censura inviata al On. Bianconi; al contrario invece, gli esponenti del PDL al quale Bianconi appartiene sono passati da una prima fase di temporeggiamento ad una di critica bonaria: anche nel momento in cui veniva resa nota la lettera di Alemanno, il capogruppo Rossin affermava che Bianconi “sostiene che è stato uno scherzo, certo di cattivo gusto, ma non ho motivo di non credergli”, mentre Malcotti, vice-coordinatore romano del Pdl, ipotizzava dei pregressi tra i due litiganti, come motivo di un fatto altrimenti inspiegabile.
Anche se l’articolo risulta essere molto lungo, vi preghiamo di leggerlo fino in fondo in quanto esso è ricco di spunti di riflessione.
Enrico Moretti scrive:
Nei vari passaggi di questa vicenda, si possono a mio avviso riscontrare molti spunti di riflessione riguardo alla politica italiana di questi tempi.
Il primo e forse più lampante è proprio la conferma di quel male contro il quale noi Lavoristi ci siamo costituiti: il fatto cioè che lo Stato, spesso e volentieri, non sia più al servizio del cittadino; l’episodio in questione è sicuramente estremo, ma denota un sentimento diffuso dei politici che spesso dimenticano di essere lì con un preciso mandato.
Il secondo spunto di riflessione, anch’esso lampante, riguarda quella sorta di corporativismo proprio di ogni schieramento, che impone di difendere i compagni di partito a qualsiasi costo, spesso fino ad arrivare all’omertà. Questo non solo è un meccanismo eticamente inaccettabile, ma è deleterio soprattutto perché di fatto rende impossibile la creazione di un sistema meritocratico che invece sembra bandiera di tutti i partiti dell’arco costituzionale. Nel momento in cui, infatti, non si censura chi ha sbagliato, si impedisce a persone più meritevoli di prenderne il posto e si favorisce la diffusione di un’immagine del “furbo” che vince sempre. Non solo. La mancata stigmatizzazione dell’evento da parte del partito una volta che, tramite la lettera del sindaco, il fatto era stato accertato, implica una sorta di tacita connivenza con lo spirito della stessa che dovrebbe far riflettere, soprattutto se la cosa si risolverà, come sembra, con un simpatico buffetto al “mariuolo” di turno.
Il terzo spunto di riflessione, infine, è quello che mi sta più a cuore, e che coinvolge entrambe le considerazioni fatte in precedenza: la politica ormai è diventata come una partita di calcio, non esistono più simpatizzanti ma veri e propri tifosi; i partiti si seguono come le squadre del cuore, si sostengono nel bene e nel male senza nessuno spirito critico e qualsiasi discussione si riduce ad un muro contro muro di slogan urlati. Siamo arrivati al punto in cui se hai la maglia del mio stesso colore ti ascolto, altrimenti non vali nulla, perché come dice l’On. Bianconi, “Io non mi faccio prendere per il culo da nessuno!»”. La conflittualità esasperata che si è instaurata nella nostra società e nel nostro Parlamento è esattamente agli antipodi di quello che dovrebbe essere la politica: quello che non si riesce a capire è che fare politica vuol dire necessariamente trovare compromessi tra opposte istanze valide per il bene di tutti e questo può avvenire solo se, mantenendo ognuno la propria identità, si dialoga per una migliore soluzione. È il dialogo, quello vero, uno dei valori fondamentali che dovremmo riscoprire e promuovere.
Guido Mastrobuono scrive:
Non sono molto d'accordo con la scelta di questo articolo in quanto è possibile che rischiamo di cadere nel tranello dei politici nostrani: uno dice una cosa, l'altro parla di ciò che il primo ha detto, il terzo commenta i primi due che parlano e così a scrivere.
Usiamo un attimo le quattro W.
Who: Patrizio Bianconi, consigliere del Comune di Roma ed un provato cittadino;
What: Il privato cittadino ha scritto a Bianconi un mail chiedendo di muovere i cassonetti e Bianconi gli ha risposto una e-mail stupida ed ineducata;
When: Non importa. Già il fatto che non importi il "quando", può essere un sintomo della pochezza della notizia.
Why: Perché Bianconi è persona da poco.
La mia idea è che, per creare una cultura Lavorista, dobbiamo discutere e commentare notizie sostanziose.
Infatti, il nostro movimento, deve essere concreto e mirato alla sostanza.
Alessandro Rossi scrive:
Abbiamo i dati fondamentali:
chi: il Consigliere del Comune di Roma (del PDL) e il privato cittadino (libero professionista, imprenditore, di sinistra antiberlusconiano)
cosa: una richiesta riguardante cassonetti dell'immondizia
dove: in via Tacito, centro Storico di Roma
quando: (è importante Guido) in prossimità delle elezioni amministrative per la Regione Lazio
perché: questo è il quesito a cui cercheremo di rispondere.
Aggiungerei una cosa che in Italia è fondamentale: da dove parte la notizia?
Da Repubblica, giornale schierato col PD.
Innanzi tutto una censura al giornale: se citi una lettera, la produci interamente, non la stralci, altrimenti sembra che tu abbia qualcosa da nascondere.
Poi non ti limiti a sentire il sig. Mancini, ma senti anche Bianconi.
Poi ti poni delle domande, che sono le prime che mi sono posto io.
1- Perché un professionista si pone il problema dei cassonetti in via Tacito, che tutti i romani sanno essere tutt'altro che larga e ordinata, in quella maniera?
2- perché inoltri la richiesta a Bianconi invece che all'Azienda per i rifiuti ?
3- perché lo fai proprio ora ?
Iniziamo dal testo completo.
Non era così difficile e si scopriva anche che non si trattava di una lettera ma di un'e-mail.
lo trovate qui, in un giornale di Roma:
http://roma.corriere.it/roma/notizie...mbre_30/bianco...
Leggendo il testo sembra di poter scorgere del livore personale fra i due, presumibilmente si conoscevano già.
Lui gli dice "Caro Patrizio" l'altro gli risponde "dott. Mancini", ma lo conosce bene, sa che si tratta del tratto di strada davanti allo studio del dott. Mancini, sa cosa vota, sa molte cose che non sono riportate nelle tre righe di e-mail. Come fa a saperle. Forse si conoscevano prima e c'era del pregresso ?
La seconda cosa che salta all'occhio è che, toni a parte, la risposta è quella che chiunque di noi si immaginerebbe, anche se data in maniera diversa: "non è mia competenza, puoi anche avere ragione, ma rivolgiti a chi di dovere."
La terza è che Bianconi è un cafone, dal ché: o lo è sempre, o lo è solo con Mancini per motivi personali di cui noi non siamo messi la corrente.
La quarta è che Bianconi non ha capito nulla di quello che deve fare in quanto cittadino eletto in una democrazia rappresentativa.
Partiamo dal primo punto.
Si conoscevano da anni e anche bene.
Riporto un'intervista resa da Mancini successivamente al fatto:
Il Dott. Marcello Mancini, titolare di un centro di ortopedia in zona Prati a Roma, protagonista dello scambio di lettere con l'On. Patrizio Bianconi riguardo alla richiesta di intervento (da cittadino a politico) per lo spostamento di alcuni cassonetti della spazzatura, racconta al Corriere.it la vicenda fin dal primo momento.
Cominciamo dall'inizio:
«Questo scambio di mail è iniziato a giugno. Ho mandato una mail al sig. Bianconi dopo aver saputo che era diventato consigliere comunale, perché speravo si potesse occupare dello spostamento dei cassonetti».
Conosceva personalmente Bianconi?
«Sì, lo conosco da bambino, lo vedo ogni due o tre anni ma non ho frequentazioni, non siamo amici»
Perché si è rivolto proprio a lui?
«Perché è stato lui che mi ha detto che si occupava di politica. A giugno ho trovato una lettera sulla scrivania con la quale mi informava dell'elezione. Qualche giorno dopo, visto che c'era questo fatto dei cassonetti, ho pensato: chissà se mi può dare consiglio. Lo spostamento dei cassonetti era stato arbitrario, pensavo si potessero mettere in maniera più ordinata»
E poi cosa è successo?
Dopo la lettera piena di offese ho mandato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma sempre a giugno. Ma niente, nessuna risposta. A settembre, il 28, ho mandato una lettera al Sindaco e al Capogruppo del consiglio comunale dal titolo "Etica e politica"
Lei ha mai pensato di fare politica?
«No, non ci ho mai pensato. Ho fatto le congratulazioni all'On. Bianconi, a giungo scorso quando è stato eletto, ma non l'ho votato. Ripeto non lo conoscevo come politico, ma come persona»
Cosa chiede alle istituzioni?
«Le dimissioni dell'On. Bianconi e le scuse del mondo politico. Non mi sento un cittadino libero che vive in una società democratica. Faccio questa richiesta sperando che Bianconi sia un'eccezione e mi aspetto dal mondo politico una risposta. Per ora non ho avuto risposta dalle istituzioni. Chiedo questo nel rispetto dei cittadini che hanno votato Bianconi, quei cittadini onesti che pagano le tasse e che non possono essere rappresentati così»
Ma lei che idea si è fatto di questa vicenda?
«Lì per lì ho pensato a un matto. O Bianconi ha esternato queste cose per ingenuità o per rabbia. Poi mi sono detto: se i giovani politici fanno così, mi vengono i brividi. Non è una questione di uno schieramento politico o di un altro, è una questione di educazione politica che non c'è».
Manuela Pelati
Questo sposta un po' l'ottica.
Forse Bianconi è solo un fesso cafone e arrogante, non un corrotto.
Proseguiamo.
Cosa dice Bianconi:
«ECCESSIVA POLEMICA» - Il consigliere comunale del Pdl Patrizio Bianconi, si giustifica giudicando «indebita, eccessiva e strumentale la polemica scaturita dalla pubblicazione della mia e-mail» «È una persona che conosco da tempo -spiega Bianconi- tra me e il signore, sempre in forma privata, in passato c'è stato uno scambio di posizioni divergenti a proposito del mio schieramento politico di appartenenza. Il destinatario della e-mail ha usato sempre toni di scherno nei confronti della mia persona, del partito nel quale milito e del presidente Silvio Berlusconi. E con lo stesso spirito ho inteso rispondere. Mi dispiace se da tale fraintendimento sia nato un equivoco che ha generato imbarazzo al mio partito, ai miei colleghi dell'Aula Giulio Cesare, e al sindaco Gianni Alemanno». Le parole di Bianconi usate nella mail però sono state censurate dal sindaco Gianni Alemanno che ha anche detto: «lo incontrerò per avere spiegazioni».
Ma c'è anche la lettera che Mancini ha mandato al Sindaco:
«AL SINDACO DEL COMUNE DI ROMA
AI CAPIGRUPPO DEL CONSIGLIO COMUNALE
Oggetto: etica politica
Onorevole sig. Sindaco, onorevoli Consiglieri, la presente per mettere loro in guardia sul comportamento sfrontato ed arrogante di un giovane politico componente del vostro-nostro consiglio comunale.
Nello scorso mese di giugno ho avuto il piacere di rincontrare Patrizio Bianconi, che conosco da molti anni, da bambino, il quale mi ha informato di essere stato eletto consigliere del prestigioso comune di Roma. Naturalmente gli ho fatto le mie più vive congratulazioni e, pensando ad un comportamento, secondo me illegittimo dell’AMA, mi sono permesso di chiedere spiegazioni. Andavamo entrambi di fretta, Patrizio mi ha lasciato la sua mail per eventuali comunicazioni.
Alcuni giorni dopo gli ho mandato una mail di quattro righe con la quale chiedevo di conoscere l’esistenza di una norma comunale in merito al posizionamento dei cassonetti da parte dell’AMA.
Con una tempestività sorprendente ho avuto una risposta che mi ha lasciato di sasso. Possibile che oggi ci si possa comportare così spudoratamente? È questa la scuola con la quale vengono preparati i giovani politici emergenti? Tutti sappiamo come si sia degradata la politica italiana, ma mai potevo pensare fino a questo punto!
Per il tipo di comportamento tenuto, ritengo che un personaggio del genere non possa rappresentare i cittadini romani e tanto meno quelli che ingenuamente lo hanno votato. Ritengo scontato che un consiglio comunale trasparente sappia prendere le distanze da simili comportamenti esigendo le dimissioni da consigliere del comune di Roma da parte dell’on. Bianconi, e dare una sensazione di libertà al sottoscritto ed a tutti quei cittadini che ho ritenuto opportuno informare.
Forse il consiglio comunale deve scusarsi con il sottoscritto!?
Ancora una cosa sig. Sindaco, alcuni corpuscoli della sua parte politica, in occasione di convegni, campagne elettorali o altri eventi usufruiscono gratuitamente di una mia palina pubblicitaria, sulla quale pago la concessione al Suo-mio comune, per affiggervi sopra manifesti. Perché questa maleducazione? Chi mi risarcisce?
Roma, 28 sett.2009
Dott. Marcello Mancini»
Scusate: "Alcuni corpuscoli ?" mi pare offensivo.
Lui dice di essersi congratulato con Bianconi, ma Bianconi ha detto che lo ha preso in giro.
Ma la domanda mi sta sorgendo spontanea. non è che Mancini è solo l'ennesimo italiano che conosce un assessore e vuole da lui un favore personale?
"I cassonetti mi danno fastidio, visto che ho un amico in Comune li faccio spostare davanti all'ingresso di un altro esercizio così la puzza se la tengono loro e non io."
Non ci riesce, si arrabbia, e questo è il risultato.
Mah, vedremo, intanto le cose sono già meno nette di come sembrava.
Bianconi sempre meno farabutto e sempre più cretino.
Chi è Bianconi?
Consigliere BIANCONI, nato a Roma (RM) il 09/05/1975, eletto il 13/04/2008 e nominato il 07/05/2008, Titolo di Studio: Licenza di Scuola Media Superiore o Titoli equipollenti Categoria Professionale: Scolari e Studenti
Un personaggio che ha raggiunto la propria realizzazione attraverso la politica e che lo fa pesare agli altri.
Marcello Mancini ha un negozio di ortopedia e un azienda, la Manciri s.r.l., che si occupa di import e rivendita di apparecchi medico sanitari, inoltre è un tecnico ortopedico di fama e conosciuto nell'ambiente Universitario e Ospedaliero Romano e Napoletano (nulla a che vedere, a meno di rapporti di parentela non dichiarati, con quel Marcello Ignazio Mancini che è insegnante in almeno 6 università del centro Italia), tanto da essere spesso invitato a convegni di studio internazionali a livello specialistico molto elevato a Roma e Napoli come Tecnico Ortopedico specializzato.
Ma su di lui non ci sono altre informazioni.
Quindi, sappiamo quando è successo e, sulla base delle ricerche fatte, il tutto risale a mesi (se non anni fa), quindi la prossimità delle elezioni non c'entra nulla con il fatto.
Sappiamo dove.
Sappiamo chi in maniera abbastanza completa, relativamente al Consigliere, ma non relativamente al cittadino, quindi abbiamo una parte di informazioni assenti.
Sappiamo cosa.
Ricostruiamo il tutto.
Bianconi e Mancini si conoscono sin da bambini (lo hanno ammesso tutti e due)
La pensano diversamente sulla politica. Mancini è antiberlusconiano e più volte ha provocato Bianconi sul tema.
Bianconi si candida, probabilmente chiede un aiuto a Mancini che glielo nega (magari anche in termini economici)
Bianconi viene eletto e lo comunica a Mancini.
Secondo Mancini lui gli fa i complimenti.
Secondo Bianconi, invece, lo prende in giro.
Poi Mancini decide che i cassonetti dell'immondizia davanti al suo negozio non ci stanno bene.
Sappiamo tutti che l'immondizia fa schifo e, anche fosse la nostra, meglio lasciarla a casa degli altri.
Quindi, invece di chiedere informazioni (o forse dopo aver chiesto) all'azienda per la raccolta e sentirsi rispondere che quello è il luogo scelto perché non ce n'è un altro (o anche perché in un altro luogo sarebbe uguale e da qualche parte vanno pur messi), fa come ogni buon italiano farebbe: "Conosco una persona in comune, lo dico a lui così li fa spostare da un'altra parte."
Solo che lui non glieli fa spostare, e gli risponde anche per le rime: "Come, prima non ti va bene questa giunta e poi vuoi dei favori ?"
Allora lui scrive e millanta un'amicizia di lunga data e una semplice richiesta di informazioni e solletica l'opposizione, sempre pronta, lancia in resta, a trasformare ogni cretino in un cospiratore.
A quel punto Repubblica, da giornale di partito, dimostra l'incompetenza di chi ci scrive sopra, e pubblica un articolo ridicolo di portata nazionale.
Ridicolo non per il fatto, ma per le conclusioni a cui giunge.
Cosa ha fatto il sindaco ?
"Quando l'incartamento è arrivato nelle mani del sindaco grazie al cittadino indignato che glielo ha fatto avere, il sindaco di Roma Gianni Alemanno è saltato sulla sedia. E subito ha inviato una dura lettera di censura al consigliere Bianconi in cui ha definito le sue parole «inqualificabili» e ha invitato il presidente dell'Aula Pomarici ad «adottare tutti i provvedimenti del caso, incluse - ove possibile - sanzioni severe». Non solo. Nella sua lettera, Alemanno chiedeva di «mettere sotto osservazione l'attività di Bianconi perché comportamenti del genere non si devono ripetere o non saranno mai più tollerati». Giovedì una nuova dichiarazione: «Se Bianconi chiede scusa, evita le dimissioni». Alemanno non giustifica il consigliere «Credo che i toni usati da Bianconi non derivino da malafede ma da mancanza di autocontrollo. Se si ripeteranno fatti del genere prenderemo provvedimenti molto seri. Se Bianconi si scusa con le persone che ha offeso si potranno evitare le dimissioni, ma si deve scusare e deve cambiare radicalmente atteggiamento»."
In Italia, se rientri nelle liste e prendi un certo quantitativo di voti, entri in Consiglio Comunale, quindi il Sindaco non ti può scegliere. Le sanzioni possono arrivare anche all'espulsione, ma Alemanno non se lo è scelto, lo ha subito.
Eppure Bianconi diventa simbolo del modo di fare politica del Centro Destra.
Serto che il centro sinistra ha un bel daffare a tirare su polvere per coprire quello che accade in Puglia.
Ma tant'è, Berlusconi è un farabutto perché Bianconi è un frustrato.
E, per dimostrarlo, in tutta Italia Bianconi diventa anche assessore, senza che nessuno lo abbia mai nominato tale.
Bianconi è un semplice Consigliere, senza potere se non di voto, e che avrebbe dovuto chiedere un favore personale a qualcuno per risolvere il problema del sig. mancini, ammesso che quello del Sig. Mancini fosse realmente un problema degno di soluzione.
Alemanno e il PDL se lo sono trovato eletto e se lo tengono, come è costume della politica italiana, fatta di scambi e favori.
Se Alemanno si fosse scelto i suoi consiglieri, adesso potrebbe cacciarlo a pedate. Ma, visto che gli è stato imposto, se lo tiene.
Come Vendola si tiene i suoi corrottissimi Assessori in Puglia.
Quindi, alla fine, la cosa si dimostra per ciò che è: qualcuno che vuole dei favori, qualcuno che dice di no in maniera sgarbata e l'opposizione che strumentalizza il tutto.
Un polverone per una bega di condominio, che serve solo a coprire i problemi reali.
Una notizia artatamente manomessa da un giornale per i suoi scopi politici.
Un politico cretino che non dovrebbe essere dove si trova.
Un cittadino disonesto che si merita che l'immondizia gliela portino dentro il negozio.
E adesso la fine:
Bianconi è veramente un cretino, perché se andate a leggere, lo aveva già fatto.
Quindi andrebbe cacciato a pedate e il fatto che non lo sia, dimostra che l'Italia non è un paese civile ma una Repubblica delle banane.
Ma questo non cambia il fatto che Repubblica è un pessimo giornale e i giornalisti non sanno fare il proprio lavoro. Io vivo a Torino e tutte quella notizie le ho trovate su internet, da dietro una scrivania, in un paio d'ore.
Pensate se qualcuno fosse andato in giro per Roma a fare veramente il giornalista.




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