Da anni il buco dei comunisti gli impediva di lavorare in economia come volevano...da anni ci han raccontato questa barzelletta...e alla fine "al lupo al lupo" ecco che il buco alla fine si è materializzato....ma grazie a loro.

Le entrate fiscali sono state inferiori alle previsioni
Pronto il decreto con i nuovi condoni (edilizio e tombale)
Governo, conti da rifare
c'è un buco da 9,6 miliardi
Tremonti farà scattare la legge blocca-spese. Scontro An-Tesoro
Oggi vertice di maggioranza. Deficit al 2,9 per cento?
di ROBERTO PETRINI


Giulio Tremonti

ROMA - Si apre un "buco" nei conti pubblici del 2003. Il sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas ha confermato ieri, quanto anticipato da "Repubblica": il governo ha emendato in Senato il disegno di assestamento al Bilancio, modificando le cifre del luglio scorso, rilevando un calo del gettito di Irpef, Irpeg e Iva nel 2003 di 9,6 miliardi, una perdita che è stata attenuata solo dagli incassi super dei condoni che hanno drenato risorse per 7,8 miliardi. "Le entrate sono inferiori alle previsioni", ha detto Vegas secondo il quale "quest'anno non c'è bisogno di assestamenti". "Colpa dei condoni", ha commentato ieri Morando dei Ds puntanto l'indice sul governo.

Di fronte alle difficoltà di bilancio il ministro del Tesoro, pronto a partire per le riunioni del Fondo monetario di Dubai, sembra intenzionato a mantenere per quest'anno gli obiettivi del deficit-pil al 2,3 per cento. Se così fosse potrebbe avanzare l'ipotesi di misure correttive che al momento viene seccamente negata dal Tesoro, altrimenti la strada sarebbe quella di un ulteriore sforamento magari fino al 2,7-2,9. Nel frattempo sono state attivate le procedure della legge blocca spese.

Avanza tuttavia un'altra opzione, circolata ieri con insistenza e non necessariamente legata alla situazione dei conti di quest'anno: è quella del decretone. Si tratta di anticipare per decreto legge, al prossimo consiglio dei ministri o al successivo, comunque prima del varo della Finanzaria, le misure "condonistiche".

In questo modo la sanatoria edilizia e la riapertura del condono tombale al 2002 potrebbero entrare nel provvedimento d'urgenza: il motivo avanzato è quello di bloccare la corsa agli abusi, stabilendo subito i termini, e di dare certezze anche dal punto di vista fiscale, ma parte delle risosre potrebbero esser utilizzate anche per i conti del 2003. Al pacchetto potrebbe agganciarsi anche il concordato preventivo (per il quale basta un decreto ministeriale essendo già stata approvata la legge delega) che riguarderebbe a regime 4 milioni di contribuenti tra lavoratori autonomi, professionisti e commercianti.

Non è escluso che arrivi anche l'atteso, e più volte rinviato, "Scip 3" con la rilevante vendita di immobili della Difesa per 3 miliardi di euro.

Con questi numeri si arriva al vertice di maggioranza di oggi: e il match di ieri tra Alleanza nazionale e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti è stato solo un antipasto. Il vicepremier Fini, Baldassarri e Alemanno si sono incontrati a Palazzo Chigi per ben due volte nel corso del pomeriggio con il titolare di Via Venti Settembre con il risultato che, in serata, le distanze non si erano affatto avvicinate e si parlava apertamente di scontro. Alla richiesta di An di portare le risorse per lo sviluppo a 5 miliardi di euro e di trovare finanziamenti per il bonus anziani, il ministro dell'Economia ha risposto che le risorse, dati i numeri di cui sopra, non ci sono. E il nuovo buco starebbe a dimostrarlo.

Nemmeno l'ipotesi di sforare il tetto del deficit 2004, previsto attualmente all'1,8 per cento e portarlo al 2,3 per cento, ricavando dunque i 5-6 miliardi necessari, avrebbe convinto il Tesoro: Tremonti, pur avendo incassato la riforma-pensioni da presentare in Europa, ha deciso di salire al massimo 2,1 per cento (dunque maggiori risorse per circa 3 miliardi e mezzo).

Alle richieste di An Via Venti Settembre ribatte che le priorità in agenda devono andare alla sicurezza e ai contratti (anche queste vecchie richieste di An). La misura della tensione è giunta dal tono della reazione del viceministro dell'Economia Baldassarri "Bisogna uscire dalla contrapposizione sciocca tra rigoristi e spendaccioni".


Uhm uhm...qui si mette male..