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    Exclamation Societa' Che Cambia - Assenza Di Valori - Denaro - Esibizionismo ?

    Ho parecchio riflettuto prima di offrirvi questo spunto di riflessione. In questi casi c'è sempre chi afferma che diffondere certe notizie ha un effetto indesiderato. Si suscità, al di la di ogni buona intenzione curiosità ed emulazione. Altri affermano, di contro, che bisogna dare la massima divulgazione per evidenziare il problema stimolando, così, quella giusta preoccupazione ed attenzione. Non so, in vero, cosa mi spinga, tra queste o altre possibili motivazioni; certo è che ritengo sia necessario parlarne perchè le nostre coscienze si interroghino. Quando dico nostre non mi riferisco esclusivamente a quelle di noi Cristiani Ortodossi bensì a quelle di ogni Uomo o Donna che abbia a cuore i valori del rispetto per se stesso, per i propri affetti per questa nostra società, facile da criticare, ma che ciascuno, se spinto da sentimenti Cristiani, non può limitarsi a condannare, ma nella quale deve immergersi, forte della Fede, modificandola con la sua presenza.
    Lo spunto mi viene da quanto letto questa mattina in un quotidiano on-line: "E' il momento del porno con attori non professionisti. Dopo l'esperimento di Stanze proibite, girato tra le montagne di Sondrio con casalinghe e impiegati, scoppia la moda dell'hard anche in Sicilia.", mi sono chiesto: cosa può stimolare casalinghe, impiegati e studenti ad "esibirsi" in un film porno, a mettere in piazza se stessi ? Moralisti d'ogni dove, psicologi, sociologi e fors'anche psichiatri sbizzarritevi. Io di possibile risposta ne ho una. Non è una verità assoluta ma la offro a voi proprio perchè si apra un confronto ed una riflessione che ci ponga nelle condizioni di meglio comprendere se noi non si debba offrire una maggiore presenza nella società per condannare, a viso aperto, usando gli stessi strumenti del nostro avversario.
    Spesso, troppo spesso, abbiamo "liquidato" certe questioni affermando che sono frutto del peccato. Verissimo ! Ma questa affermazione, a chi è avvezzo ad un linguagio laico, quali riflessioni offre ?
    Penso di poter affermare che esista anche una "morale laica", la dove il rispetto per l'Uomo, prescindendo da una "visione religiosa", ne affermi la sacralità in libertà d'agire ma che, egualmente, ne condanni l'uso quale oggetto esclusivo di "piacere". In parole povere chi si considera ateo può risolvere la questione dicendo : "ciascuno è libero di fare del proprio corpo ciò che vuole" ? O anche questo deve condannare un uso improprio del corpo ? Nelle attrici ed attori, professionisti, di questo genere di cinematografia una "motivazione" può immediatamente essere data: il denaro ! Ma cosa spinge gente comune ad emulare i professionisti del "genere" ? Li, a quanto riferisce la stampa di denaro ve ne è poco. Il successo ? E quale successo può esserci dietro un film che circolerà esclusivamente in circuiti di distribuzione "specializzati" e che, certamente non parteciperà alla notte degli oscar ? Di possibili "motivazioni" ne potremmo elencare innumerevoli ed io ve ne indico una, quella che ritengo maggiormente rilevante. La nostra società è malata perchè spesso, troppo spesso, ci siamo presentati con un modo di parlare da iniziati, rendendoci complici involontari di quanti hanno affermato che nella Fede non c'è libertà, che la Fede limita l'uomo all'interno di idee superate ( quasi che il Cristianessimo possa considerarsi dottrina sociale o filosofica ) che i Cristiani sono "gente frustrata". Anche qui potrei continuare con un lungo elenco. Personalmente, e mi avvio alla conclusione, ritengo che due siano i grossi motivi di questo precipitare dei valori comuni di un mondo laico e dello stesso mondo vissuto da religiosi. Noi stessi non siamo stati capaci di vivere con estrema coerenza la nostra Fede, in privato ci siamo lasciati andare ad affermazioni quali: "... certo nel 2003..."; "...è necessario che ciascuno faccia le proprie esperienze..."; "...ciascuno risponde alla propria coscienza...". Tutte affermazioni che sono sintomatiche dell'immaturità della Fede individuale. C'è anche da dire che troppo spesso non pochi sono i "cattivi esempi" che abbiamo saputo offrire. Una società balorda la nostra, capace di riunirsi nel senso dell'essere "unico popolo" non intorno a valori unitari di solidarietà e sviluppo economico, ma intorno ad una "proposta indecente". Dalla Valtellina alla Sicilia un unico coro di disponibilità e noi che siamo Cristiani come possiamo rispondere.

    Agli amici che Credono in Cristo chiedo di offrire il proprio contributo ampliando i disordinati spunti offerti perchè da una comune riflessione possa scaturire - almeno su un argomento così grave - una comune scelta d'azione e di testimonianza.
    + Nicola

  2. #2
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    Caro Padre Nicola,
    comprendo il suo sgomento che è anche il mio. Comprendo anche la sua buona volontà e la sua buona fede quando si pone angosciosamente il problema di riuscire ad essere capiti dal Mondo, cercando di parlare un linguaggio che gli è proprio e comprensibile per esprimere quegli stessi principi e verità che il Cristianesimo nella sua divina saggezza ha espresso da più di duemila anni, con altre parole e con altri toni.
    Purtroppo, io sono giunto a credere che, al punto in cui siamo arrivati, non ci siano più scorciatoie o eufemismi verbali atti ad indorare la pillola amara che questa società dovrà prima o poi ingoirare per essere salvata dal baratro verso il quale sta inesorabilmente scivolando. Questo glielo dice un secolare, che vive nel Mondo che ha creduto per lungo tempo alle cose e alle ideologie di questo Mondo.
    Mi sento perciò di essere estremente drastico cominciando col dire che NON esiste una Morale Laica o Atea, atta ad essere facilmente digerita da chi si ostina a rifiutare la salvezza di Cristo.
    La Morale o è fondata sulla Fede o non è affatto.
    Non esiste alcun motivo razionale (fondato cioè su ciò che può essere ritenuto giusto o ingiusto sulla base di considerazioni scientifiche, economiche o sociali) per cui l'uomo non debba rubare, uccidere, stuprare. L'uomo è dissuaso da queste cose o dal timore o dall'amore di Dio; da null'altro. E' vero, esistono uomini che si proclamano laici dotati di un'altissimo senso morale. Però occorre ricordare che non è sufficiente proclamarsi atei o laici per esserlo veramente nell'intimo, così come non è sufficiente, allo stesso modo, proclamarsi cristiani per vivere profondamente la propria Fede. Nella sua infinita Misericordia lo Spirito non cessa di spirare di colpo su quelle persone che affermano di rifiutarlo. Dio scruta i cuori e fintanto che in essi trova uno spiraglio non li abbandona.
    Solo l'indurimento totale allontana definitivamente lo Spirito e questo è il punto al quale oggi siamo arrivati, io credo.
    La rispettabilità della cosiddetta morale laica non è dovuta ad altro che alla "rendita" accumulata in taluni durante duemila anni di Cristianesimo. Ma è una rendita che si va rapidamente esaurendo perchè non più alimentata da un'autentica prassi di Fede.
    Nella sua ultima essenza, però, la cosiddetta Morale Laica può essere ridotta ad un solo principio:
    Non fare ciò che impedisce all'altro la libertà di poter fare la stessa cosa senza turbare l'ordine sociale, strettamente finalizzato alla produzione e all'acquisizione di beni materiali"
    E' la cosiddetta "morale" o "religione" della libertà, pomposamente celebrata dagli aedi del laicismo come Scalfari, Flores d'Arcais e Pannella.
    Si può abortire, purchè sia consentito a tutti. Si può rubare purchè tu, rubando, consenti all'altro di rubare a sua volta, ovviamente ad un terzo...per non turbare il giusto equilibrio sociale. Se infatti il ladro fosse, in un secondo tempo, derubato dalla stessa persona precedentemente da lui derubata, l'ordine sociale ne verrebbe inevitabilmente compromesso. Il circolo "virtuoso" della produttività ne risulterebbe bloccato.
    Non scherzo. Questa era (ed è) l'Italia di Tangentopoli.
    Il funzionario preposto all'aggiudicazione di un appalto chiedeva la tangente (e cioè rubava) all'impresa, a quest'ultima a sua volta era consentito di rubare allo Stato alzando il costo delle opere.
    Splendido esempio di "morale laica della libertà"! Il periodo di tangentopoli fu uno dei più floridi del dopoguerra in Italia! Questo era il Bene raggiunto con la morale della libertà.
    Come per il furto così per il sesso. Perchè soltanto a determinate signorine ( o signorini) deve essere consentito di battere il marciapiedi in abiti succinti e tatuaggi osceni sulle pudenda? O di farsi filmare durante l'amplesso per poi utilizzare l'immagine come simulacro masturbatorio ad uso e consumo di quei poveretti esclusi dalla "grande bouffe" del sesso?
    Perchè la povera casalinga deve essere deprivata di questa fondamentale libertà d'espressione della propria "corporeità"? Ciò è causa di squilibrio sociale, depressioni, frustrazioni per la povera casalinga costretta ad uno squallido, monotono ruolo di mamma.
    E allora? Si liberalizzi la prostituzione e la pornografia. Ma la si liberalizzi veramente, consentendo a tutti donne, ragazzine, bambine di vestirsi e di comportarsi come prostitute!
    Ciò avrà, come tutti i processi di liberalizzazione che si rispettino, un effetto positivo anche sul livello dei prezzi. Aumentando l'offerta i prezzi si ridurranno fino quasi ad azzerarsi. Non più i cento duecento euro passati furtivamente dal finestrino di un'auto in sosta nella notte, ma una più economica (e socialmente utile) serata in un pub (si pensi anche al problema dell'occupazione); e poi via, con qualche grammo di sballo a fare ciò che una volta era così stupidamente proibito. La conseguenza è evidente a tutti: camminando per strada non si riesce più a distinguere tra una ragazza "normale" e una prostituta. Stessi bermudas, stessi top succinti, stessi tatuaggi osceni che occhieggiano qua e la spuntando dai posti più....impensati.
    Per non parlare poi dei ragazzi, tutti omologati all'immagine di galeotti palestrati dalla testa rasata.
    Chiedo scusa ai forumisti per il linguaggio crudo. Se lo riterrete cancellate o censurate pure questo mio intervento, non me ne avrò a male.
    Ma voglio terminare dicendo a Padre Nicola che secondo me è finito il tempo in cui il Cristianesimo doveva essere propinato in dosi omeopatiche nel timore di suscitare chissa quali reazioni nel "corpo sociale". Abbiamo sufficienti elementi per concludere che la terapia omeopatica si è rivelata inefficace.
    E' venuto il mometo per tutti noi (e mi ci metto io stesso in primo piano, che ancora talora mi vergogno di manifestare apertamente la mia fede cristiana) ; dicevo, è venuto il momento per tutti noi per pochi che siamo di proclamare apertamente che no, non c'è morale senza religione e non c'è religione senza il Cristo: quello vero, non quello omeopatico.
    Ciao a tutti
    In Cristo
    Luciano
    Luciano

  3. #3
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    Condivido sia le riflessioni del p.Nicola sia l'analisi attente di Luciano.
    Certo, viviamo un mondo in cui non serve più propinare in dosi omeopatiche il Cristianesimo.
    Eppure vediamo le comunità cristiane continuare nelle loro piccole rivendicazioni quasi che il mondo fosse ancora quello in cui un papa poteva, con una Bolla, dividere i Domini latino americani della Spagna e del Portogallo! Eppure leggo poco fa che Berlusconi e Putin hanno parlato di una visita di Putin al Papa per "migliorare i rapporti tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa in vista di una collaborazione veramente proficua", collaborazione tra l'altro che già esiste al di là delle scaramuccie visto che il Patriarca Alessio propone continuamente al papa una Yalta spirituale rinunciando ad ogni testimonianza in occidente in cambio di una neutralità nel suo "territorio canonico". E non basta: ci si scanna ideologicamente perchè si affermi nella costituzione Europea le radici cristiane, magari - per compenso - con la festa d'Europa il giorno della presa della Bastiglia come si mormora.....
    Non è solo il mondo laico a "smaronare", sono anche i credenti, anzi, anche i pastori. Sempre più, da peccatore qual sono e sul serio, mi identifico nella figura e Dostoievskij che propone il cristianesimo nel suo radicale scandalo ( "dirà allora: venite avanti ubriaconi...") senza aver timore di affondare il bisturi. Sì, di fronte a un mondo di Demòni non c'è da far le carezze.
    La morale laica è quella che Luciano ben identifica: tende a garantire la libertà borghese di accumular denaro attraverso il profitto, così come la "democrazia" nata per legittimare un potere che non viene "dall'alto" ma apparentemente dal basso, realmente dall'inferno perchè il mondo "è tutto posto nel Maligno".
    Non serve la morale: Cristo ha appeso la legge fatta di prescrizioni e di decreti all'albero della Croce dove lava col sangue i peccati di coloro che rischiano la loro vita per lui. Non si deve oggi essere "buoni" oggi si deve essere forti, occorre dar mano alla spada, quella a due tagli dell'Evangelo. Non mi preoccupa che i nostri giovani non siano "bravi ragazzi", mi preoccupa che stanno precipitando nel vuoro del non senso. E nessuna pillola moralistica li strapperà a quell'abisso. Anzi sortirà l'effetto contrario. Ma un annuncio senza mezze parole dell'Evangelo del Regno potrà almeno strapparvene qualcuno prendendolo per i capelli. E saranno i migliori. Non è il tempo dell'amgoscia, direbbe Kierkegaard, ma quello della Disperazione. O Cristo o il Nulla. E dobbiamo proporre Cristo non un Vangelo fattom di parole edificandi, ma fatto di fuoco. "Un fuoco son venuto a portare sulla terra e che cosa altro voglio se non che divampi!" Sono parole del Signore, e come tali parole di Vita e Vita Eterna... eppure sembra che le abbiamo dimenticate. Continuiamo imperterri a battezzare bambini che non saranno mai cristiani, ad accompagnare al cimitero morti che mai lo sono stati e tutto per mantenere alla Chiesa un cantuccio nella società di oggi...! Follia! La Chiesa è il cuore pulsante dell'universo di Dio anche se fosse formata da un credente solo! La Chiesa è il Corpo di Cristo, quel corpo per cui egli stesso non vuole entrar nella gloria senza le membra. Ma come non è affar nostro. E' Suo. Affar nostro è predicare il radicale inganno del Mondo e la Salvezza di Cristo. Salvezza dei Credenti che rispondono alla Grazia con la Vita. Che spezzano il loro Corpo con il Suo Corpo e che versano il loro Sangue con il Suo Sangue, in una Eucaristia di tutta la vita.
    Che vuol dire recuperare la Tradizione della Chiesa se non la forza dolcissima dei suoi santi... la fermezza dei martiri... la fede del ladro sulla croce... che non era certo "per bene"... ma che fu salvato dalla pienezza del suo dono: "ricordati di me..." che incontrava il dono d'amore del Crocifisso. E se il mondi ci prenderà per folli... che ce ne importa!

  4. #4
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    Predefinito Un aneddoto…

    Sono veramente spiacente, credetemi, di togliere l’ultima parola al bel commento di Padre Silvano, ma proprio non resisto alla tentazione di raccontarvi un aneddoto, strettamente legato al tema e che, tra amarezza e un po’ d’ironia, mi pare un esempio ideale di quel che bolle veramente nella pentola degli adepti della cosiddetta “religione della libertà”.
    Forse qualcuno sa già che non sono portato a prendere troppo sul serio la dietrologia, con tutto il contorno di congetture su misteriose congiure giudaico-massoniche, tanto cara agli amici del Cattolicesimo tradizionalista. Credo, infatti, che gli eventi che stiamo vivendo siano troppo grandi per essere alla portata del controllo di qualche massone incappucciato, che nel chiuso della hall di qualche albergo di lusso tira le fila con precisione micrometrica di qualsiasi evento la cronaca oggi ci offre, guidando le coscienze delle masse consapevolmente e infallibilmente. Satana è molto più furbo di quanto si creda: non perde tempo a mettere su organizzazioni segrete e non credo neppure che nutra grande stima, pur utilizzandole, per quelle sette che, tra calici puzzolenti, pentacoli rovesciati e polli sgozzati, dicono di adorarlo.
    Satana preferisce agire direttamente sulle coscienze, passando per la botola interna e oggigiorno i sui migliori ministri sono forse le persone più inconsapevoli, più sprovvedute.
    Tuttavia, dopo quello che vi racconterò, credo che qualcuno, qualche ripensamento potrebbe averlo, come l’ho avuto io stesso dopo avervi assistito. Del resto, neanch’io disdegno totalmente il genere dietrologico alla Blondet: lo considero in certi momenti divertente se non addirittura rilassante…
    Bene, passiamo al fatto. Una sera di qualche anno fa, non più di quattro o cinque, non ricordo bene, stavo, come mi capita spesso, facendo zapping dinanzi al televisore per schivare qualche pubblicità di troppo. M’imbatto così in un telegiornale Rai (Rai Tre se ben ricordo) ove un’elegante e gentilissima giornalista stava intervistando, in atteggiamento rispettosamente discreto e a voce suadente, una certa signorina Eva Mikula. Il tono era quello carico di ostentata gravità che i giornalisti sfoderano, di prammatica, con quelle persone che hanno subìto qualche grave disgrazia, o che rappresentano, ai loro occhi, casi umani particolarmente bisognosi dell’attenzione e del rispetto dei telespettatori.
    Qualcuno di voi, facendo il verso a don Abbondio, potrà chiedersi: “Eva Mikula? Chi era costei?” Eh sì! Chi era costei di così importante da meritare il “modus solemnior” usato dalla giornalista?
    Colmerò subito la lacuna. Eva Mikula era una giovane ragazza rumena, che, emigrata in Italia in cerca di una vita migliore, la trovò, si fa per dire, diventando….,come vogliamo definirla? L’amica? L’amante? La concubina? Ma no, forse sarebbe politicamente più corretto chiamarla la compagna di un certo signor Savi, capo della Uno Bianca: una delle più feroci e spietate bande di criminali che abbiano insanguinato il nostro paese negli ultimi decenni.
    In compagnia di questi gentiluomini, la Mikula provò l’ebbrezza di svolgere il mitico ruolo della pupa del gangster, così celebrato in talune pellicole americane d’epoca, addolcendo con la sua voluttuosa presenza la dura vita di uomini dediti alla guerra contro la Legge. In questo caso, però, sarebbe più appropriato parlare di guerra contro la Vita, perché questa banda, a quanto pare, non aveva fini di lucro. Il bottino rappresentava solo un pretesto, una copertura depistante per quello che era il suo vero fine: uccidere per il gusto d’uccidere, così, per divertimento, per ammazzare il tempo delle noiose serate da trascorrere, altrimenti, davanti al televisore o in qualche osteria.
    Quando questo gruppo di feroci assassini fu finalmente catturato e si giunse al processo, il ruolo della fanciulla nella banda fu, dal tribunale, considerato marginale, che la prosciolse dalle accuse più gravi, rimettendola subito in libertà. Il compagno, invece, si beccò l’ergastolo.
    Nulla da eccepire. Che la fanciulla fosse, in realtà, soltanto una sprovveduta lo avrebbe capito anche il più superficiale lettore di cronaca nera, senza bisogno di consultare gli atti processuali.
    Tuttavia, dopo l’arresto del suo drudo, per la Mikula, si apriva un periodo d’angosciosa incertezza esistenziale. Che fare, ora?
    Non si sa se per libera decisione o per essere stata indotta da qualcuno (l’intervista dell’elegante cronista non approfondiva questi aspetti marginali) pare che la fanciulla si risolse di tentare la carriera della pornodiva. In verità, non so poi se lo fece veramente e con quanto successo, o se il tutto, invece, debba essere considerato come una bufala, inventata dalla Mikula stessa o da qualcuno del suo entourage per farsi un po’ di pubblicità gratuita e spillare qualche quattrino dall’esclusiva, oppure se, come penserebbe qualche dietrologo incallito d’area tradizionalista, la faccenda sia stata inventata di sana pianta dalla Sinarchia giudaico-massonica proprio per creare, ad arte, l’occasione dell’intervista…. L’ipotesi comunque meriterebbe un certo approfondimento e lo dico, a questo punto, senza ironia.
    Certo è che i numeri per fare la pornodiva la Mikula li possedeva tutti o almeno, così credevano gli esperti marketing del settore: era giovane, avvenente, spregiudicata, aveva trascorso parecchi anni in compagnia di uomini che l’avevano, presumibilmente, già bene addestrata, (le spese di formazione del personale costituiscono, come sapete, una voce importante nei piani d’investimento di un’azienda) e, per aver assistito direttamente (anche se non partecipato, secondo il tribunale) alla spaventosa mattanza condotta dalla banda nel corso degli anni, si portava addosso, sul suo visino angelico, un non so che di necrofilo, un fascino che ben si sposa con certe pratiche sadomaso che costituiscono parte cospicua del fatturato dell’industria dell’hardcore.
    La decisione di un personaggio così importante di passare al porno era, ovviamente, una notizia troppo ghiotta perché la nostra TV pubblica si lasciasse sfuggire l’occasione dello scoop: un’intervista esclusiva con l’eroina uscita fresca fresca dal travaglio di questa importantissima decisione esistenziale.
    Rimpiango, credetemi, di non aver avuto né i mezzi, né il tempo, né la presenza di spirito per registrare subito l’intervista. Questi fatti andrebbero riferiti tempestivamente e con grande precisione, per non correre il rischio di far torto alla verità o alla reputazione di qualcuno. Specie in un forum di Internet dove ci si può esprimere in anonimo. L’alternativa sarebbe però quella di tacere e, nel timore di far torto alla verità (con la v minuscola) lasciare che la Verità (con la V maiuscola) cada in un ancor più deprecabile oblio.
    Sono contento di non ricordare il nome della cronista, un po’ meno contento di non ricordare parola per parola l’intervista. Comunque cercherò di ricostruirne il senso, basandomi sulla memoria, che il Signore mi conserva ancora in buone condizioni, e su quell’impressione incancellabile che mi ha lasciato e che mi spinge oggi, dopo tanti anni a cercare di raccontarvela. Il dialogo riportato non è quello originale, ma cerca di rendere, il più fedelmente possibile, ciò che in esso venne detto a “beneficio” di milioni di telespettatori, bambini compresi, che in quell’ora di prima serata si trovavano davanti al televisore, in attesa, forse, di qualche western o di qualche telequiz.

    Eccolo, più o meno, ricostruito sul filo della memoria, il dialogo che si svolse quella sera, si raccomanda di non dimenticare il modus solemnior della giornalista, corretto per l’occasione con un pizzico, quasi impercettibile, d’ammiccante complicità.

    Giornalista: “Buona sera Eva, come va?”
    Mikula: “Be’, sono stati giorni duri, ma ora va molto meglio, grazie”
    Giornalista: “Abbiamo appreso che per Lei si sono aperte nuove prospettive, ce ne vuol parlare?
    Mikula: “Sì, sono stata scritturata dal gruppo del produttore *** un vero maestro nel campo di questo tipo di film. Sono veramente molto contenta.”
    Giornalista: “Una prospettiva molto interessante, in effetti.
    Mikula: “Sì, è vero, sono veramente molto contenta, spero che ciò mi aiuti a reinserirmi e a dimenticare le cose brutte che ho vissuto”.
    Giornalista: E’ ciò che noi tutti ti auguriamo. Arrivederci, Eva, e in bocca al lupo per la sua professione!

    Lascio ai forumisti che leggeranno il compito di scandalizzarsi, io l’ho già fatto, fin troppo. Voglio solo aggiungere qualche considerazione.
    Per gli amici del Cattolicesimo Tradizionalista, appassionati cacciatori dei messaggi subliminali crittografati inseriti, dalla Sinarchia Giudaico-Massonica, nei dischi di Rock Satanico, ecco un prelibato boccone: un vero messaggio subliminale, trasmesso in chiaro da una delle reti della televisione pubblica italiana pagata con i nostri soldi.
    Perché considero questa intervista un vero messaggio subliminale, un capolavoro, di natura sicuramente satanica e concepito al più alto livello della gerarchia demoniaca senza il ricorso a beceri intermediari incappucciati di nero? Cercherò di spiegarlo.
    Innanzitutto l’estrema, geniale, “sobrietà” dell’intervista una discrezione e una “delicatezza” straordinariamente sospette. Le protagoniste dell’intervista sono soltanto due: un’anonima cronista assetata di scoop e intossicata, oltre misura, dai miasmi del politicamente corretto e una sventurata giovane ragazza rumena, presa in un ingranaggio mostruoso, che dopo averne martoriato l’anima, si apprestava ora a martoriarne anche il corpo.
    Coprotagonisti: l’occhio di una telecamera e un microfono. Dietro ad essi la massa indifferenziata del pubblico televisivo, il terreno sterminato sul quale il Cornuto s’apprestava a gettare il “suo” granello di senape. L’intervista vera, infatti, fu brevissima, non molto più lunga di quella che ho ricostruito, un minuto scarso, inserita di straforo nella parte finale del TG tra i gossip e le notizie sul traffico. Assomigliava più a una di quelle squinternate interviste volanti fatte ai vacanzieri fermi al casello, (buon giorno ha trovato traffico? No, ma che caldo! Buon viaggio!) che ammorbano di questi tempi tutti i TG, che ad una vera e proprio servizio di costume. Eh sì, il Grande Bastardo aveva deciso d’agire discretamente, anche per pararsi il … sedere (come si dice qui a Roma) dalle eventuali reazioni di moralisti e associazioni genitoriali. Infatti, pochissimi in giro se ne erano accorti o ne parlarono. Un granello di senape quanto basta perché almeno una delle bambine che in quel momento si trovavano davanti al televisore pensasse: “Ma, allora, fare la pornostar è un mestiere importante, t’intervistano pure! Ci penserò, quando sarò grande … se avrò il fisico!” Ma a parte questo ci sono ragioni a mio avviso più profonde che depongono a favore d’un intervento satanico diretto in una vicenda come questa. Ciò che mi spinge a crederlo è la presenza di una forte componente parodistica nell’intonazione generale dell’intervista. Leggendo tra le righe si possono, infatti, scoprire alcune deformazioni in chiave caricaturale di altrettanti punti fermi della teologia e della Fede cristiana.
    Parodia della MISECORDIA DIVINA. Eva Mikula viene trattata con una deferenza e un rispetto talmente sproporzionati, che neppure un accenno le viene fatto sugli errori e gli orrori della sua vita passata. Dimenticando che l’indulgenza di un tribunale umano non può cancellare il peccato che è un’offesa a Dio
    Eva viene presentata come una redenta, Purificata alla radice dall’issopo di una semplice sentenza, bianca come la neve (salmo 50). Nessun rimprovero né correzione fraterna possono più esserle mosse. Nessuna perplessità sulla scelta che stava per fare.
    Parodia della CONVERSIONE: Eva oramai è una convertita. Sulla sua via di Damasco ha incontrato il suo “Cristo”: il pornografo che le cambierà la vita aprendole un futuro di prosperità e di felicità.

    Ciao Eva, pregherò per te.
    Ciao Amici
    Luciano

    P.S: Mi raccomando non dimenticatevi di pagare il canone RAI ci sono ricchi premi.
    Luciano

  5. #5
    Qoelèt
    Ospite

    Predefinito

    Veramente grazie, amico Luciano, per il tuo prezioso intervento e gli ottimi spunti di meditazione che ci hai (ahinoi!) offerto...
    Ecco l'esempio della teomachia occidentale, l'icona dell'uomo (o meglio, del non-uomo) senza Dio , d'altronde , già il buon Dostojewskji scriveva "Voglio viaggiare in Europa e so che andrò in un cimitero."...che altro dire?
    Dio ci perdoni

    Luca+

 

 

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