Risultati da 1 a 4 di 4

Discussione: Unita' Socialista

  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    25 Feb 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    53
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Unita' Socialista

    IL MANIFESTO
    1. Nella storia della nostra Repubblica, i socialisti ed i laici, al di là del loro peso elettorale e della loro collocazione politica, sono stati i protagonisti attivi dei grandi passaggi politici della democrazia italiana: dalla scelta per la Repubblica, al centro-sinistra; dalla questione dei cattolici, al progetto per la democrazia dell’alternativa; dalla grande riforma istituzionale, agli interventi di riforma dello Stato sociale.

    2. Dopo molti anni ed esperienze diverse e contraddittorie, i socialisti riprendono a parlare un linguaggio comune, vogliono ricercare una difficile ma necessaria unità. Questo perché la cultura politica dei socialisti, dovunque essi siano, avverte la crescente condizione di precarietà del sistema politico attuale. Questa precarietà è resa ancora più evidente dalla crisi di governabilità, che gli anni di governo del centro-sinistra prima e del centro-destra poi, ha dimostrato essere una debolezza di cultura politica diffusa nella classe dirigente.
    3. L’idea che attraverso il maggioritario si potesse garantire la governabilità, è stato un eccesso di semplificazione: con i soli numeri non si risolvono questioni complesse. La governabilità delle riforme è il risultato della capacità di gestire gli interessi confliggenti; di renderli compatibili con le condizioni reali; di valutare l’ impatto sociale degli interventi concreti; di attuare i diritti di cittadinanza e consolidare la coesione sociale; di garantire la crescita dell’Europa politica, saldamente inserita nell’Alleanza Atlantica, e protagonista di una politica attiva nel Mediterraneo, nel Medio Oriente e nei Balcani.

    4. Tutto questo manca nella politica italiana, e l’intreccio di precarietà crescente e crisi di governabilità, apre la strada alla ricerca di nuove soluzioni, e fornisce l’occasione perché nuovi soggetti politici possano proporsi come potenziali protagonisti, negli anni della grande crisi che si preannuncia. E’ iniziato un lungo confronto politico ed elettorale, che durerà tre anni e si svolgerà a tutti i livelli istituzionali della nostra democrazia; da questo confronto uscirà un Paese comunque diverso da quello che oggi conosciamo.

    5. L’occasione dei socialisti è questa; possono essere una forza nuova, perché sono stati dissolti dieci anni fa, e dopo non hanno avuto alcuna responsabilità rilevante nel governo del Paese e nel confronto democratico. Hanno però l’esperienza e la cultura di governo delle istituzioni e della società, (sono cioè dei riformisti sul campo), in grado di affrontare concretamente i problemi del risanamento, dello sviluppo della modernizzazione del Paese, del suo rinnovamento per rispondere alle sfide della integrazione europea e della globalizzazione.

    6. Perché questa occasione possa essere colta, è necessario rendere visibile agli occhi dei cittadini questo nuovo potenziale protagonista e misurarlo sulle basi elettorali del socialismo italiano. Ci rivolgiamo alle due formazioni socialiste presenti oggi nelle istituzioni politiche: lo SDI può comunque essere attore primario per la riunificazione di tutti i socialisti; il Nuovo PSI può dichiarare la sua disponibilità ad un nuovo soggetto politico nella sinistra, indipendente dall’Ulivo, e caratterizzato dall’autonomia dei socialisti.

    7. Ma vogliamo parlare ai socialisti che hanno votato per Forza Italia, per i DS, a quelli che non votano e sono fuori dalla politica; ai laici, ai cattolici riformisti, naturali compagni di lotte politiche. Non è possibile attendere, immobili, le decisioni dei partiti; il mutare delle opinioni. Esiste una risorsa politica e culturale, nel Paese, costituita da decine di migliaia di socialisti e di laici che anche se non impegnati direttamente nei partiti, sono politicamente attivi nella società civile, nelle istituzioni, nei sindacati.

    8. A tutti chiediamo una grande mobilitazione e una forte iniziativa, per poter presentare alle prossime elezioni europee, che si svolgono con il sistema proporzionale, un solo simbolo ed una sola lista di unità socialista, con riferimento al Partito Socialista Europeo e che rappresenti un superamento rispetto alla situazione attuale.

    I partecipanti alla campagna elettorale nella lista di Unità Socialista dovranno impegnarsi a:


    a. Sostenere una posizione politica di unità e di autonomia socialista in continuità con la tradizione del socialismo italiano nella sinistra;



    b. Rendere chiara ed esplicita la non adesione ad iniziative che propongano il superamento dell’identità socialista;



    c. Chiedere l’adesione al PSE ed accettare preventivamente i vincoli politici dello stesso PSE;



    d. Considerare l’esperienza di unità elettorale quale precondizione e impegno per dare attuazione al processo necessario di unità politica e organizzativa dei socialisti.

    9.
    Chiediamo un vero referendum sulla vitalità dell’identità socialista, oggi negata come autonoma rappresentanza politica in un sistema bipolare tra coalizioni . Se gli elettori lo vorranno, sarà il passo decisivo per il nuovo partito del socialismo.

  2. #2
    Registered User
    Data Registrazione
    25 Feb 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    53
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Aria da respirare





    Sarà bene spiegare perché La Gazzetta Politica ha voluto essere il contenitore di un’iniziativa che si propone di cambiare alcuni dei riferimenti tradizionali della politica italiana. Nella lunga transizione della quale si è molto parlato in questi anni, mentre si aveva ben chiaro il punto di partenza (il declino della Prima Repubblica) non si è mai voluto affrontare con serietà il discorso sul punto di arrivo.
    Vale a dire la chiara individuazione dei fattori di novità capaci di segnare il compimento di un processo di cambiamento in corso, e conseguentemente, rappresentare il momento finale della transizione.
    Dietro questa rinuncia, sicuramente inconsapevole, non c’è il rifiuto a misurarsi con la pesante realtà di nuovi equilibri e nuove istituzioni, ma piuttosto il malessere derivante da un problema che sfugge alla sua definizione, e che non si riesce ad inquadrare in modo soddisfacente. Tutta la politica italiana di questi anni, è stata segnata dalla precarietà dei suoi equilibri, dalla fragilità delle sue strategie, e dalla mancanza di respiro dei partiti e dei loro obbiettivi.
    In realtà la cosiddetta "transizione infinita", è il modo con il quale viene confusamente percepito l’errore di fondo che ha segnato i problemi di questi ultimi dieci anni. È impossibile considerare i processi di cambiamento della democrazia come una transizione da un punto fermo ad un altro altrettanto statico, annullando i valori del confronto. Se la democrazia è una rivoluzione permanente, come ci spiegavano i nostri padri politici della rivista Quarto Stato, i processi di cambiamento vanno compresi attraverso il conflitto delle identità, la loro trasformazione, le complesse figure della politica che questa dialettica finisce per delineare. Vogliamo dire, in sostanza, che si dovrebbe procedere nel modo esattamente opposto a quello che sta avvenendo intorno a noi. Non annegare nelle coalizioni nominalistiche (con Prodi, con Berlusconi), la ricchezza e la pluralità delle voci, ma sollecitare la crescita delle grandi identità politiche, protagoniste di alleanze e di progettualità, e quindi capaci di disegnare uno scenario di riferimento per la vita quotidiana che dia prospettiva e spessore alla coscienza civile.
    La democrazia vive di un costante arricchimento; fattore di questo arricchimento sono quei valori che danno alla politica significato e ne giustificano il primato. Quando nella realtà socialista, ha preso corpo un’iniziativa che si collocava fuori dalla negazione di visibilità, che ha ispirato la lista unica dell’Ulivo, e sollecitava un simbolo e una lista di Unità Socialista, La Gazzetta Politica, si è proposta come veicolo capace di accelerare e rendere concrete queste proposte.
    In realtà ci è sembrato impensabile un sistema politico nel quale la cultura e l’esperienza del socialismo italiano venisse cancellata o marginalizzata. La diversa provenienza dei protagonisti di questa lista di Unita Socialista, dal centro destra e dal centro sinistra, è il segno di un effettivo movimento in atto; della insostenibilità di una situazione blindata nelle caserme prussiane di coalizioni contrapposte; della ricerca di spazi politici nuovi, necessari per respirare. Noi abbiamo voluto contribuire ad aprire le finestre perché circolasse aria nuova.


    ( Francois Xavier

  3. #3
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    02 Jul 2012
    Messaggi
    8,634
     Likes dati
    15
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Saranno i soliti nomi di socialistoidi per tutte le stagioni che non vogliono saperne di abbandonare la politica attiva.

  4. #4
    Registered User
    Data Registrazione
    25 Feb 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    53
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Proponiamo alle elezioni europee del 13 giugno un simbolo ed una lista di identità socialista chiara ed inequivocabile: il garofano rosso e la scritta “Socialisti Uniti per l’Europa”. Dopo dieci anni ed esperienze diverse i socialisti riprendono a parlare un linguaggio comune, vogliono ricercare una difficile ma necessaria unità. I socialisti sono dei riformisti sul campo. Per non aver avuto, in questi anni, responsabilità rilevanti nel governo del Paese e nel confronto democratico, essi possono essere una forza nuova; con l’esperienza sociale e la cultura di governo che rende capaci di affrontare i problemi del risanamento, dello sviluppo, della modernizzazione, del rinnovamento del Paese, per rispondere alle sfide dell’integrazione europea e della globalizzazione.Questa possibile forza nuova non si riconosce nel bipolarismo anomalo e transitorio della attuale situazione politica italiana, che sta determinando un pericoloso intreccio di precarietà diffusa e crisi di governabilità.La diversa collocazione nell’attuale situazione politica italiana, nel centro-destra e nel centro-sinistra, dei protagonisti della lista “Socialisti Uniti per l’Europa” è il segno di un effettivo mutamento in atto; dell’insostenibilità di una situazione blindata in coalizioni contrapposte; della necessaria ricerca di spazi politici nuovi. Ci rivolgiamo ai socialisti che in questi anni hanno votato per le coalizioni, o non hanno votato affatto e sono fuori dalla politica; alle nuove generazioni, che non hanno conosciuto l’esperienza storica del PSI e sono alla ricerca di identità ed ideali; ai laici, ai liberal-democratici, ai cattolici riformisti, naturali compagni di lotte politiche; ai radicali, alleati di sempre nelle battaglie civili per le libertà ed i diritti. Chiediamo che attraverso le elezioni europee, vi sia un vero referendum sulla vitalità dell’identità socialista, oggi costretta nella sua autonomia in un sistema bipolare tra coalizioni.Chiediamo una grande mobilitazione ed una forte iniziativa per garantire il maggior successo a tale referendum in modo da aiutare il superamento della situazione attuale. Ci impegniamo a sostenere una posizione politica di unità ed autonomia socialista in continuità con la tradizione del socialismo italiano nella sinistra riformista europea. I nostri candidati si impegnano, ove eletti, a chiedere l’adesione al gruppo parlamentare del PSE.Ci impegniamo a far diventare l’esperienza di unità elettorale, la base di partenza per dare attuazione al necessario processo di unità politica ed organizzativa dei socialisti.Se gli elettori risponderanno al nostro appello, con il 13 giugno inizierà il cammino della ricostruzione di un unico grande partito socialista riformista ed autonomista

 

 

Discussioni Simili

  1. Unità Socialista
    Di fox72 nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 30
    Ultimo Messaggio: 26-10-05, 15:05
  2. Fassino apre all'unità socialista
    Di Enrico1987 nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 27
    Ultimo Messaggio: 27-09-05, 21:55
  3. Unità socialista, da che parte sta?
    Di ossoduro nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 23
    Ultimo Messaggio: 02-07-04, 12:13
  4. Unita' Socialista
    Di ederal nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 26-02-04, 21:51

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito