IL MANIFESTO
1. Nella storia della nostra Repubblica, i socialisti ed i laici, al di là del loro peso elettorale e della loro collocazione politica, sono stati i protagonisti attivi dei grandi passaggi politici della democrazia italiana: dalla scelta per la Repubblica, al centro-sinistra; dalla questione dei cattolici, al progetto per la democrazia dell’alternativa; dalla grande riforma istituzionale, agli interventi di riforma dello Stato sociale.
2. Dopo molti anni ed esperienze diverse e contraddittorie, i socialisti riprendono a parlare un linguaggio comune, vogliono ricercare una difficile ma necessaria unità. Questo perché la cultura politica dei socialisti, dovunque essi siano, avverte la crescente condizione di precarietà del sistema politico attuale. Questa precarietà è resa ancora più evidente dalla crisi di governabilità, che gli anni di governo del centro-sinistra prima e del centro-destra poi, ha dimostrato essere una debolezza di cultura politica diffusa nella classe dirigente.
3. L’idea che attraverso il maggioritario si potesse garantire la governabilità, è stato un eccesso di semplificazione: con i soli numeri non si risolvono questioni complesse. La governabilità delle riforme è il risultato della capacità di gestire gli interessi confliggenti; di renderli compatibili con le condizioni reali; di valutare l’ impatto sociale degli interventi concreti; di attuare i diritti di cittadinanza e consolidare la coesione sociale; di garantire la crescita dell’Europa politica, saldamente inserita nell’Alleanza Atlantica, e protagonista di una politica attiva nel Mediterraneo, nel Medio Oriente e nei Balcani.
4. Tutto questo manca nella politica italiana, e l’intreccio di precarietà crescente e crisi di governabilità, apre la strada alla ricerca di nuove soluzioni, e fornisce l’occasione perché nuovi soggetti politici possano proporsi come potenziali protagonisti, negli anni della grande crisi che si preannuncia. E’ iniziato un lungo confronto politico ed elettorale, che durerà tre anni e si svolgerà a tutti i livelli istituzionali della nostra democrazia; da questo confronto uscirà un Paese comunque diverso da quello che oggi conosciamo.
5. L’occasione dei socialisti è questa; possono essere una forza nuova, perché sono stati dissolti dieci anni fa, e dopo non hanno avuto alcuna responsabilità rilevante nel governo del Paese e nel confronto democratico. Hanno però l’esperienza e la cultura di governo delle istituzioni e della società, (sono cioè dei riformisti sul campo), in grado di affrontare concretamente i problemi del risanamento, dello sviluppo della modernizzazione del Paese, del suo rinnovamento per rispondere alle sfide della integrazione europea e della globalizzazione.
6. Perché questa occasione possa essere colta, è necessario rendere visibile agli occhi dei cittadini questo nuovo potenziale protagonista e misurarlo sulle basi elettorali del socialismo italiano. Ci rivolgiamo alle due formazioni socialiste presenti oggi nelle istituzioni politiche: lo SDI può comunque essere attore primario per la riunificazione di tutti i socialisti; il Nuovo PSI può dichiarare la sua disponibilità ad un nuovo soggetto politico nella sinistra, indipendente dall’Ulivo, e caratterizzato dall’autonomia dei socialisti.
7. Ma vogliamo parlare ai socialisti che hanno votato per Forza Italia, per i DS, a quelli che non votano e sono fuori dalla politica; ai laici, ai cattolici riformisti, naturali compagni di lotte politiche. Non è possibile attendere, immobili, le decisioni dei partiti; il mutare delle opinioni. Esiste una risorsa politica e culturale, nel Paese, costituita da decine di migliaia di socialisti e di laici che anche se non impegnati direttamente nei partiti, sono politicamente attivi nella società civile, nelle istituzioni, nei sindacati.
8. A tutti chiediamo una grande mobilitazione e una forte iniziativa, per poter presentare alle prossime elezioni europee, che si svolgono con il sistema proporzionale, un solo simbolo ed una sola lista di unità socialista, con riferimento al Partito Socialista Europeo e che rappresenti un superamento rispetto alla situazione attuale.
I partecipanti alla campagna elettorale nella lista di Unità Socialista dovranno impegnarsi a:
a. Sostenere una posizione politica di unità e di autonomia socialista in continuità con la tradizione del socialismo italiano nella sinistra;
b. Rendere chiara ed esplicita la non adesione ad iniziative che propongano il superamento dell’identità socialista;
c. Chiedere l’adesione al PSE ed accettare preventivamente i vincoli politici dello stesso PSE;
d. Considerare l’esperienza di unità elettorale quale precondizione e impegno per dare attuazione al processo necessario di unità politica e organizzativa dei socialisti.
9.
Chiediamo un vero referendum sulla vitalità dell’identità socialista, oggi negata come autonoma rappresentanza politica in un sistema bipolare tra coalizioni . Se gli elettori lo vorranno, sarà il passo decisivo per il nuovo partito del socialismo.




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