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  1. #1
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    Predefinito Alitalia e la nuova politica anti low-cost

    Sembra che nel nuovo piano Alitalia per affronatare la concorrenza low-cost sia previsto l'utilizzo di azioni legali contro il comportamento scorretto ed anticompetitivo dei vettori low-cost.
    (consiglio di leggere a tal proposito un bellissimo fondo sul Corriere della Sera di oggi).

    Quindi mi viene spontaneo pensare che quando certi vettori low-cost non riceveranno più alcun supporto marketing e saranno costretti ad aumentare di qualche euro le proprie tariffe, allora Alitalia sarà finalmente competitiva in grado di affrontare la concorrenza.

    Ma per favore, se queste sono le premesse per affrontare le low-cost, allora è meglio portare subito i libri in tribunale.....

  2. #2
    Habemus Marcionem!
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    Allora iniziamo a tagliare anche fuel surcharge, crisis surcharge... ne hanno altre? Una bella crew-strike surcharge, in caso di sciopero? Oppure una late-arrival surcharge se l'aereo arriva in ritardo?

    E io che mi aspettavo qualche idea buona dal piano industriale 04-06... va a finire che spenderanno di più in avvocati del guadagno che otterrebbero se vincessero! Ma che usino magari i soldi per potenziare le rotte...

    DaV

  3. #3
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    Perfettamente d'accordo!!!Invece di preoccuparsi troppo di azioni legali (Attenzione la legge deve essere rispettata e se qualcuno sgarra è giusto rimetterlo nei binari della legalità) sarebbe finalmente ora di riqualificare la compagnia e farla funzionare come si deve.Ma si sa , gli italiani sia nel bene che nel male guardano sempre le azioni degli altri e bisonerebbe prima di farsi un piccolo esame di coscienza e vedere se le proprie cose sono tutte OK!Ciao

  4. #4
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    Quando sento AZ lamentarsi dei fina nziamenti alle low cost da aprte dei piccoli aeroporti, mi viene da sorridere.

    Invece di pensare a gestire bene la propria compagnia, i vertici AZ pensano a fare gli avvocati.

    Forse nn è una cattiva idea, visto ke le maggiori entrate in Z sono arrivate graziue all'ufficio legale (vedi caso KLM).

    Cmq sia la cosa è tristissima.

    Nn voglio andare oltre x nn essere accusato di appoggio alle low cost, anzi si, lo faccio, nn ho fatto mai mistero il fatto ke io amo particolarmente le low cost!!!!!!
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  5. #5
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    Interessante notizia dalla Danimarca (che credo AZ apprezzerà molto):

    AARHUS AIRPORT, Denmark’s third largest, has been ordered by the Danish Civil Aviation Authority to end its practice of charging Ryanair 35DKK (£3.30) per passenger, half the fee other airlines have to pay, according to the Irish Times. The authority has threatened to withdraw the airport’s operating licence unless it amends its contract with Ryanair by 1 October. The authority says that it warned Aarhus Airport several times this summer that it would revoke its operating licence if it does not conform to international rules to treat all companies equally.

  6. #6
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    Pensate che secondo me invece AZ ha purtroppo ragione nel senso che non è una novità che i piccoli medi scali incentivino le compagnie low cost ad utilizzarli il che non è permesso se non sbaglio.
    Ciao
    Italex

  7. #7
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    Per la serie le buone notizie non finiscono mai, dopo Straburgo, Aarush, ora è il turno di Skvasta.
    Ecco cosa ho trovato su un sito Svedese:

    "16 September 2003

    Severe turbulence hits Ryanair’s £4m Swedish deal

    Ryanair’s run-ins with regulatory authorities across Europe continues, with a Swedish advertising deal declared illegal less than 24 hours after Alitalia announced the ‘moment had arrived’ to consider legal challenges against the airline. Swedish broadsheet Dagens Industri reports that a SEK 55m (£4.2m) deal between Ryanair and the authority running the Nykoeping district has been declared illegal. Ryanair planes were planning to advertise the area for the next decade. However, the local court declared the deal illegal because the council didn’t put its advertising contract out to tender. The tender process has re-started. The Alitalia news came out of a press conference following the Italian flag carrier’s H1s results yesterday. Director General Giuseppe Bonomi, without mentioning Ryanair by name, said: ‘We believe the moment has arrived to make recourse to legal means because we believe that there is a case for state aid since these companies enjoy a very privileged situation. They have free handling services and discounts in terms of airport rights.’"

    Mi sa che AZ ha proprio una buona stella nei tribunali....

  8. #8
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    vabbè ma non potete non ammettere che quello che fanno le low cost è illegale però.
    AZJumbo

  9. #9
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    Originally posted by AZJumbo
    vabbè ma non potete non ammettere che quello che fanno le low cost è illegale però.
    Mah, forse lo è dal punto di vista legale, ma dal punto di vista economico, se una libera impresa decide di sovvenzionarne un'altra x aumentare il proprio giro d'affari, nn ci vedo nulla di male, esattamente come non vedo nulla di male nelle vendite sottocosto nei supermercati x stimolare la vendita di altri prodotti.
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  10. #10
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    articolo pubblicato sul quotidiano
    "LA SICILIA" del 13/09/2003

    Alitalia vuol citare le «low cost»

    Tony Zermo
    Il presidente dell'Alitalia, Giuseppe Bonomi, ha dichiarato che citerà in giudizio le Compagnie aeree «low cost»: «Crediamo sia arrivato il momento di ricorrere alle vie legali perché si configura l'ipotesi di aiuti di Stato dal momento che queste Compagnie godono di situazioni privilegiate, usufruiscono di servizi gratis di handling e di sconti nei diritti aeroportuali». Nel frattempo arriva l'annuncio che nei primi sei mesi di quest'anno Alitalia ha perduto qualcosa come 266 milioni di euro, pari a oltre 500 miliardi di lire.
    Dunque la Compagnia di bandiera, che dallo Stato ottiene cospicue sovvenzioni per tamponare il proprio bilancio disastroso, vorrebbe bloccare le Compagnie «low cost» che praticano tariffe molto basse, è il caso della catanese «Wind Jet» o della «Ryanair». Dovrebbe vergognarsi, è il bue che dice cornuto all'asino.
    E' mai possibile che Alitalia pretenda di continuare a praticare tariffe per voli interni superiori a un Roma-New York cercando di sbarazzarsi della concorrenza per via giudiziaria? E' evidente che in tempi di deregulation la Compagnia nazionale, gravata da un eccesso di personale, non riesce a tenere la concorrenza di Compagnie nuove e dalla struttura più snella, ma questo non è un buon motivo per volere imporre una posizione dominante a danno delle tasche dei passeggeri, e soprattutto dei siciliani.
    Qualcuno ha forse dimenticato che una volta pagavamo tariffe da capogiro e che soltanto da quando sono in campo le «low cost» sono state abbassate? Ma anche adesso un volo Catania-Roma costa 142,78 euro contro una media di 40 euro di «Wind Jet» e di Meridiana. E perché mai i siciliani, che sono quelli che volano di più per necessità, dovrebbero prendere voli Alitalia a questi prezzi? La Compagnia di bandiera, invece di adire le vie legali, perché non fa le stesse tariffe dei concorrenti?
    La verità è che Alitalia da dieci anni ha pesanti buchi di bilancio - e l'11 settembre e la Sars c'entrano molto poco - eppure i suoi manager superpagati restano tranquillamente al loro posto senza riuscire a presentare un valido progetto aziendale. In una ditta privata sarebbero stati cacciati da tempo, loro invece presentano il conto al Tesoro. Quando Alitalia perde miliardi a rimetterci non è Alitalia, ma i cittadini, anche quelli che non hanno mai preso l'aereo in vita loro, perché si tratta di denaro pubblico. Se «Wind Jet» che è di Nino Pulvirenti, oppure Meridiana che appartiene all'Aga Khan perdono soldi, in fondo è un fatto loro perché si tratta di aziende private e i cittadini non ci rimettono un solo euro. Il discorso ovviamente cambia con Alitalia che appartiene alla mano pubblica: ed è per questo che si trova nei guai.
    C'è poi un discorso etico sul diritto dei cittadini alla mobilità e sul diritto delle popolazioni periferiche alla cosiddetta «continuità territoriale», per cui è giusto che chi abita in Sicilia o in Sardegna sia messo in grado di viaggiare senza oneri eccessivi. Chi di noi prende l'aereo non lo fa per libera scelta, ma perché costretto dalle distanze, da autostrade scassate e da treni da terzo mondo. Ora che grazie alle «low cost» i siciliani possono volare a tariffe accettabili, Alitalia vorrebbe cancellare la concorrenza.
    Crediamo che la dichiarazione del presidente della Compagnia di bandiera sia solo una boutade, o una sortita disperata per riappropriarsi del ricco mercato isolano, ma se veramente Alitalia dovesse ricorrere alla magistratura non pensiamo che ci sia un solo giudice disposto a darle ragione.

 

 
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