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Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    Affus
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    Predefinito Falsi Profeti postconciliari

    “MAO e GESU’”
    Le aberrazioni di un teologo postconciliare.

    Il testo che segue è tratto da René Laurentin Cina e cristianesimo al di là delle occasioni mancate. Città nuova editrice. Roma 1981.

    René Laurentin è il “mariologo” di Medjugorje (quello che sostiene che la “Madonna” di Medjugorje, nel suo ecumenismo, confermerebbe la linea della rivoluzione ecclesiale inaugurata dal concilio vaticano II [1]). In queste pagine egli esprime il suo pensiero di “mariologo”(?) su Cina maoista e nuova religione conciliare.

    Ci siamo limitati a brevi note. Lasciamo al lettore il commento generale su questa ennesima interpretazione della nuova teologia postconciliare


    Coloro che hanno conosciuto le prigioni cinesi sono stati certamente traumatizzati […]. Non si tratta di disconoscere che vi sono state qua là prove atroci, morti violente di preti e di cristiani. Molte testimonianze provano che ve ne sono state, senza peraltro che si possano fare statistiche [2] . Queste violenze dipesero non da una dottrina o da princìpi stabiliti, ma da incidenti, come se ne verificano in tutte le rivoluzioni e liberazioni, compresa la Francia del 1945. P. 83 [3]

    Naturalmente, non ci serviamo più di questi strumenti. Ve li mostriamo solo, perché comprendiate bene come i reazionari, per i quali lavoravate, interrogavano i loro prigionieri. Ma voi non sarete trattato a questo modo. Significa che nella nuova Cina non si è mai torturato nessuno? Sarebbe azzardato affermarlo. La Rivoluzione cinese ha avuto i suoi eccessi, le sue violenze, i suoi morti. La tortura, comunque, non vi è mai stata eretta a principio: Confesso che non torturano con sadismo, ma come mezzo a fine, mi ha scritto un ex missionario, che ha conosciuto le prigioni cinesi. P. 273

    I custodi cinesi non sono dei bruti sadici, ma degli educatori e dei confessori. Per loro, un uomo è una ricchezza che non bisogna dilapidare.[…] Sono incorruttibili. P. 82

    Bisogna distinguere il giudizio della persona e il giudizio dell’istituzione: nel mio caso, le Missioni cattoliche, la cui espressione è legata a un secolo di oppressione per la Cina. P. 81 [4]

    C’è un universalismo cristiano e c’è anche un universalismo della Cina […] Ma, soprattutto, la Cina ha una mira universale come movimento di liberazione. Essa si apparenta sotto questo aspetto con la Rivoluzione francese, seminatrice di un ideale di libertà, di uguaglianza, di fraternità […]. L’attuale Rivoluzione cinese ha un carattere non meno pregnante e certamente più mondiale della Rivoluzione francese, di cui Giovanni XXIII ha convalidato le acquisizioni: i famosi «diritti dell’uomo» della Pacem in terris. P. 246

    Ci attarderemo a confrontare le parole di Mao con quelle di Gesù. P. 256

    Il Vaticano II ha aperto la via al dialogo e alla comprensione degli atei sulla base della constatazione seguente: l’opposizione a Dio non si rivolge che a immagini caricaturali di Dio. […] Paolo VI ne ha profetizzato il superamento nel suo ultimo discorso al Concilio (7 dicembre 1965): L’umanesimo laico e profano è apparso nella sua terribile statura. Ha, in un certo senso, sfidato il Concilio. La religione del Dio che si è fatto uomo s’è incontrata con la religione – perché ce n’è una – dell’uomo che s’è fatto dio. Che è capitato? Uno choc? Una lotta? Un anatema? Poteva capitare. Ma non è capitato. […] Una simpatia senza limiti l’ha [il Concilio] permeato tutt’intero… Noi pure, Noi più di chiunque altro, Noi abbiamo il culto dell’uomo. Pp. 259-260

    L’opposizione tra materialismo e spiritualismo appare temperata da parte della Cina. […] Il marxismo cinese sottolinea l’importanza […] della creatività o anche del cuore (Xin: nozione cinese che rompe i ponti con il vocabolario del marxismo occidentale e presenta analogie con il vocabolario della Bibbia). Questa la ragione per cui la Rivoluzione cinese è così vigorosamene educativa e culturale, preoccupata di realizzare la rivoluzione nello spirito degli uomini. Pp. 261-262

    Se la Cina marxista è allergica alle rappresentazioni oggettivate della trascendenza (estranee alla cultura cinese) essa ci dà una lezione nel senso di ciò che il Vangelo chiama grano seminato in terra. Essa assume le realtà terrene. [...] È necessario aggiungere che la Rivoluzione cinese presenta una dimensione religiosa? […] Questa conversione è «religiosa» nel senso in cui religione (dal latino re-ligare) significa un legame che riunisce una comunità umana e ne orienta il fervore verso una comunione, gravida di un senso e di un avvenire che la trascende. La tesi di Teresa Chu, religiosa cinese, sulla dimensione religiosa nel pensiero di Mao Tse-tung, presentata all’Università di Chicago, potrebbe essere illuminante su questo problema fondamentale. Pp. 264-265

    Quanto al marxismo, Giovanni XXIII invitava a distinguere dottrina e movimento, con una fiducia aperta sull’avvenire. P. 267

    Il Vietnam.Un regime rivoluzionario comunista vi incontra per la prima volta una Chiesa post-conciliare, la cui linea ufficiale non è il rifiuto della società socialista, …] ma una proposta spontanea di collaborazione alla costruzione della società nuova. […] Questa è stata dalla fine della guerra, la dottrina di Monsignor Binh, arcivescovo di Saigon, e della Conferenza Episcopale del Vietnam del Sud. […] Il Padre Bao, […] vietnamita, riferisce sulla partecipazione dei cristiani alla vita dei «cantieri socialisti» in cui sono integrati: La fede è messa in questione, non da attacchi antireligiosi, ma dalle virtù veramente esemplari ed evangeliche, vissute da altri, senza alcun riferimento al Vangelo, ma per lo più atei… La prassi rivoluzionaria forgia personalità evangeliche sotto i nostri occhi […] La scuola socialista dei cantieri agricoli […] ci educa. Parallelamente ad effetti economici,valori spirituali, fondamentalmente evangelici, vi sono promossi. Pp. 306-307

    Un gesto come quello della Chiesa del Vietnam, che ha apertamente proposto al governo la sua cooperazione leale per la ricostruzione del paese secondo un modello socialista, non era pensabile prima dell’ultimo Concilio. P. 178

    Secondo Mao Tse-tung: non c’è altro amore che l’amore di classe. Coloro che si tengono sulla frontiera non saranno perdonati […]. Positivamente, la Cina ha saputo promuovere un altruismo effettivo e costruttivo, ha realizzato l’edificazione e l’unità del popolo. E questo altruismo non è limitato alle frontiere della Cina. Vuole essere un modello per il Terzo Mondo e per il mondo intero [5] , in cui i paesi oppressi devono trovare il loro posto e la loro integrazione. Ora è appunto in questo senso che la Chiesa del Concilio e del post-Concilio ha orientato le risorse dell’amore cristiano. […] Un’analogia tra la rinuncia che l’amore cristiano esige e la rinuncia che richiede la Rivoluzione cinese. Pp.268-269

    L’analogia che colpisce di più è quella di un progetto di liberazione che fa pensare a quello dell’uscita dall’Egitto secondo l’Esodo. È in questa linea che Louis Wei diceva: Per me, Mao è Mosè. Molto suggestiva è la convergenza di questo progetto con quelli che s’impongono nella Chiesa post-conciliare. L’Assemblea latino-americana di Medellin si proponeva di realizzare un nuovo Esodo: la liberazione dei poveri su questo continente. P. 276

    La Rivoluzione cinese […] non ha niente contro l’espressione «uomo nuovo». […] Essa ha una portata collettiva. Per l’apostolo Paolo, ugualmente, «l’uomo nuovo» è una realtà collettiva. Pp. 277-278

    L’apostolo Paolo parla dell’uomo nuovo in un senso in cui precisamente «non c’è più né uomo né donna» (Gal. 3, 28) il che concorda con il progetto di liberazione delle donne in Cina. […] Oggi, anche in campagna, non è raro vedere gli uomini occuparsi del focolare e dei bambini, mentre le loro spose si dedicano a un lavoro produttivo [6] . Pp. 278-279

    La Cina provoca anche i cristiani nel senso che il loro progetto di liberazione e di costruzione dell’uomo nuovo punta sulla base. […] L’analogia con il cristianesimo sta nel fatto che anche Gesù ha puntato sulla base, sui poveri, i quali sono, per lui, i primi destinatari della Buona Novella. P. 283

    La preoccupazione di Mao Tse-tung, mantenuta fino alla sua morte, di rilanciare in continuazione la Rivoluzione, impegnandovi l’iniziativa della gioventù e della base, costituisce un grande suggerimento nel senso del motto tradizionale della Chiesa: «semper reformanda». p. 286

    La conversione che la Cina può ispirare alla Chiesa è una conversione alle realtà, al di là delle tentazioni idealiste e spiritualiste. P. 292

    Nell’ora in cui tanti cristiani non vogliono più sentir parlare di morale e di sacrificio […] la Rivoluzione cinese ha coltivato rigorosamente l’onestà, il civismo, l’ubbidienza. […] La Rivoluzione ha soppresso la prostituzione. L’omosessualità è punita con la morte […] L’adulterio è severamente punito. […] Le relazioni prematrimoniali non sono ammesse. La masturbazione […] non è ammessa in Cina, né per gli uomini, né per le donne [7] . I mezzi suggeriti si allineano a quelli degli educatori cattolici tradizionali: lavorare senza sosta,giungere molto stanchi all’ora di dormire, alzasi presto e soprattutto «studiare il marxismo-leninismo e le opere del Presidente Mao» [8] . […] Nell’ora in cui il principio del piacere è difeso senza contropartita come uno degli impulsi primordiali e incomprimibili della vita umana, la Cina rende omaggio al principio della realtà, che ha del resto in Freud stesso una parte che si tende a trascurare. Nell’ora in cui l’Occidente cristiano cade in un liberalismo e in un libertinaggio che fanno pensare alla decadenza dell’Impero romano, il ristabilimento della morale ci verrà un giorno dalla Cina? […] Non è una morale dei princìpi assoluti che si coltiva in Cina, è un’etica realista dell’efficienza rivoluzionaria. Se la Cina limita le nascite con l’ascesi, essa utilizza anche i contraccettivi e l’aborto. Pp.287-289

    La lunga marcia, in virtù della quale 850 milioni di Cinesi sono usciti da una miseria secolare, è divenuta un segno. Il suo impulso è letteralmente, «una fede da trasportare le montagne», secondo al formula del Vangelo, risorta in Mao Tse-tung. P. 291



    --------------------------------------------------------------------------------

    [1] In realtà l’unica deduzione seria che ci sentiamo di potere trarre da questa sconsiderata affermazione di Laurentin è che a Medjugorje di certo non appare la Madonna.
    [2]Vedi il libro nero del comunismo.
    [3] Qui cita Jean Pasqualini su Le Figaro del 23 gennaio 1975.
    [4] Qui cita il missionario Dries van Coillie.
    [5] Di là dal penoso nazionalismo cinese ammantato d’internazionalismo marxista, non si può non notare qui come gli errori della Cina marxista, che ha fatto propria la peggiore ideologia (il comunismo) prodotta dall’Europa rivoluzionaria, si assommino alla barbarie e alle piaghe non meno spaventevoli di un passato atavico e tipiche di società edificate al di fuori della vera religione e della sola vera civiltà, quella classico-cristiana. In tal senso l’unica chiosa che ci sentiamo di fare ai deliri conciliari del catto-comunista Laurentin e ai suoi luoghi comuni terzomondisti è una citazione, che ci sentiamo almeno in parte di condividere e che è tratta dal suo stesso libro. Scriveva nel 1892 Jean-Baptiste Aubry in Les Chinois chez eux: La civiltà attuale [della Cina] più o meno sotto tutti i punti di vista, è una mostruosità: non solo anticristiana, ma antiumana … Le religioni dei Cinesi sono mostruose, assurde, le più ridicole del mondo. I bonzi sono una classe abietta e spregevole, ignorante, marcia. Le arti sono sconosciute. Non sono mai esistite; nelle pagode e nei palazzi, qualche figura dipinta o scolpita di demoni e di animali orribili, mostruosi, fantastici, pesanti … Norme artistiche zero. Espressione, zero; estetica, zero; musica satanica; inesistente l’idea del bello. Architettura grottesca, monumenti attuali identici a quelli che datano 1000 anni; letteratura sciocca, puerile. Niente idee, niente sentimenti, frasi fatte, banali da far vomitare.
    [6] Troppo impegnato a elogiare il femminismo e il mito leninista della donna lavoratrice, prospettiva di emancipazione per gli allocchi (e le allocche) che ci credono, in realtà mezzo potente per distruggere più agevolmente la famiglia, il conciliare Laurentin trascura il piccolo particolare dell’infanticidio femminile di massa (su cui vedi infra).
    [7] Da questa elencazione, di spirito molto calvinista, Laurentin omette di ricordare le campagne di sterilizzazione di massa e contro la denatalità e la pratica barbarica e tuttora diffusissima in estremo oriente, e in Cina specialmente, di eliminare le neonate. Tace inoltre sulle dimensioni del fenomeno abortivo, sicuramente sterminate, come in tutti i Paesi comunisti.
    [8] Qualche lieve defaillance si riscontra nel “mariologo” Laurentin circa i rimedi spirituali (preghiera, sacramenti, penitenze, devozione a Maria Santissima, fuga dalle occasioni prossime di peccato ecc.) sempre insegnati dalla Chiesa, quella di sempre, quella vera, non la sua pagliaccesca caricatura conciliare, contro il turbinio delle passioni disordinate. D’altra parte come si fa a chiedere tanto al futuro profeta di Medjugorje, quando considera rimedio efficace contro gli assalti della tentazione la lettura (assopente?) delle opere del grande timoniere Mao? Né francamente sapremmo dire se per un giovane o una giovane cinese sia peggio l’autoerotismo o abbeverarsi alla fonte avvelenata di un così cattivo maestro.

    •   Alt 

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  2. #2
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    La Rivoluzione ha soppresso la prostituzione. L’omosessualità è punita con la morte […] L’adulterio è severamente punito. […] Le relazioni prematrimoniali non sono ammesse. La masturbazione […] non è ammessa in Cina, né per gli uomini, né per le donne [7] . I mezzi suggeriti si allineano a quelli degli educatori cattolici tradizionali: lavorare senza sosta,giungere molto stanchi all’ora di dormire, alzasi presto e soprattutto «studiare il marxismo-leninismo e le opere del Presidente Mao» [8] . […] Nell’ora in cui il principio del piacere è difeso senza contropartita come uno degli impulsi primordiali e incomprimibili della vita umana, la Cina rende omaggio al principio della realtà, che ha del resto in Freud stesso una parte che si tende a trascurare
    affus, trasferisciti in cina.

  3. #3
    Affus
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    Originally posted by shambler
    affus, trasferisciti in cina.
    in galera ?
    ce ne sono anche in italia .

  4. #4
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    ma quale galera! per te ci vuole una ..gabbietta.

    Le religioni dei Cinesi sono mostruose, assurde, le più ridicole del mondo. I bonzi sono una classe abietta e spregevole, ignorante, marcia. Le arti sono sconosciute. Non sono mai esistite; nelle pagode e nei palazzi, qualche figura dipinta o scolpita di demoni e di animali orribili, mostruosi, fantastici, pesanti … Norme artistiche zero. Espressione, zero; estetica, zero; musica satanica; inesistente l’idea del bello. Architettura grottesca, monumenti attuali identici a quelli che datano 1000 anni; letteratura sciocca, puerile. Niente idee, niente sentimenti, frasi fatte, banali da far vomitare.

    analisi elegante e raffinata di una realtà complessa.
    siamo a livelli di grevità ineguagliabili....

  5. #5
    Affus
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    Originally posted by shambler
    ma quale galera! per te ci vuole una ..gabbietta.

    Le religioni dei Cinesi sono mostruose, assurde, le più ridicole del mondo. I bonzi sono una classe abietta e spregevole, ignorante, marcia. Le arti sono sconosciute. Non sono mai esistite; nelle pagode e nei palazzi, qualche figura dipinta o scolpita di demoni e di animali orribili, mostruosi, fantastici, pesanti … Norme artistiche zero. Espressione, zero; estetica, zero; musica satanica; inesistente l’idea del bello. Architettura grottesca, monumenti attuali identici a quelli che datano 1000 anni; letteratura sciocca, puerile. Niente idee, niente sentimenti, frasi fatte, banali da far vomitare.

    analisi elegante e raffinata di una realtà complessa.
    siamo a livelli di grevità ineguagliabili....
    un' analisi precisa e puntuale .

  6. #6
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    nemmeno su cronaca vera si trovano perle di questo tipo.

  7. #7
    Affus
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    Originally posted by shambler
    nemmeno su cronaca vera si trovano perle di questo tipo.
    shambler sul priipale i tuoi amici stalinisti mi fanno postare solo sciocchezze .
    ieri me la prendevo contro un nazifascista ed sprimevo le mie tesi contro il negazionismo , dove appariva che io non ero un nazista .
    Ebbene , non c'era nessuna offesa personale , pero a loro conviene farmi passare per nazifascista . Mi hanno subito cancellato tutto !
    Hai capito la tattica sottile ? Fanno ridere i poli , cosi facendo .

 

 

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