04.09.2003
Ed ecco a voi lo stuntman Igor Marini!
di Lucyinthesky
Ho ritrovato l'intervista che gli feci nel 1996
Cari amici, l’articolo in cui rievocavo una mia vecchia intervista a Igor Marini ha suscitato interesse e curiosità. Un collega mi ha contattato chiedendomi un commento in qualità di amica (amica?!?) dell’ineffabile stuntman, un sito Internet ha riprodotto il pezzo, peraltro citando correttamente il mio pseudonimo e il ‘Barbiere’.
A questo punto sono andata a ricercare nel computer e nei miei archivi, finché non l’ho ritrovata: è lei, l’intervista al nostro uomo, rilasciata nel giugno 1996 e intitolata da qualche ameno ‘deskista’ “Il vero Rambo si chiama Igor”! Riletta oggi ha un effetto straniante e anche un po’ esilarante. Ve la regalo come mio personale e piccolissimo contribuito per cercare di chiarire questa intricata vicenda. A voi giudicare quando Marini ha detto cose vere e quando bugie, anche se sospetto che le seconde siano state più numerose delle prime. Siate comunque indulgenti con la cronista che ero (in buonafede e con sette anni di paraculaggine in meno) e almeno ammettete che nella frase finale -quella sui muscoli necessari per muoversi nel mondo della finanza - c’è una sorta di involontaria premonizione sul Marini di oggi.
Un’ultima chicca: il pezzo è stato pubblicato proprio da uno di quei giornali che adesso sta usando alla grande il caso Telekom per sparare addosso alla sinistra.
“Il vero Rambo si chiama Igor”
"L’appassionato di film d’azione va in delirio per le prodezze di Sylvester Stallone, trema quando Arnold Schwarzenegger si getta a capofitto in un combattimento o ammira l’abilità di Harrison Ford nel saltare da un grattacielo all’altro. O meglio, crede di ammirarli, ma in realtà sta assistendo alle spericolate performance di Igor Marini, un Carneade del cinema che forse è meno bello di Harrison e meno muscoloso di Arnold, ma in compenso è molto più coraggioso, tanto da essere stato scelto come loro controfigura.
Marini, metà italiano e metà polacco, è stato per anni il ‘doppio’ dei grandi attori americani. Adesso ha deciso di smetterla con la vita spericolata e lavora in banca come commissario di Borsa. Igor però porta ancora i segni di un glorioso passato: 27 fratture in tutto il corpo, zigomi ricostruiti, naso rifatto sei volte, un occhio astigmatico, un orecchio sordo e nemmeno più un menisco.
Potrebbe sembrare la descrizione di un novello Frankstein e invece, ad incontrarlo, ci si trova davanti un trentottenne con la faccia da bambino un po’ spaurito. “Mi piace sfidare me stesso – racconta – e arrivare ogni volta al limite delle mie possibilità”. Tra le sfide rientra anche il matrimonio, quello con l’attrice Isabel Russinova, che è durato sette anni e terminato con un divorzio.
Il mestiere l’ha imparato all’estero, per la precisione a Londra dove, a vent’anni, ha seguito un corso per stuntman presso la Universal Studio. In precedenza aveva studiato alla scuola di Eduardo De Filippo e a quella di Vittorio Gassman, ma con scarso successo. Emigrato in Inghilterra, è stato notato dal regista dei ‘Predatori dell’arca perduta’, che l’ha ingaggiato per ‘doppiare’ Harrison Ford in alcune scene a cavallo. Ma la prima grande occasione l’ha avuta con i produttori di ‘Rambo’. “C’era una scena – racconta – che prevedeva un pericoloso salto da una parete rocciosa ad un albero. Nessuna controfigura la voleva fare, allora il produttore Mario Cassar offrì 100mila dollari, che allora erano circa 190 milioni di lire, a chiunque accettasse. Mi sono fatto avanti io. Mi sono rotto il braccio sinistro e sono stato portato di corsa all’ospedale, ma ero contentissimo: con quei soldi ho potuto comprarmi la casa”.
Da allora ha alternato giornate di duri allenamenti (un’ora di corsa, quattro di palestra, una di nuoto) a quelle passate sul set, impegnato in inseguimenti in moto o in macchina, combattimenti con le spade vere (“Perché se sono finte si vedono”), salti dagli alberi o dalle case. In compenso la paga era di tutto rispetto: in Usa, per un salto fino a 10 metri si prendono 5 milioni di lire, mentre oltre i 30 metri si può arrivare a 100 milioni. “La scena più rischiosa – racconta – l’ho girata in un film irlandese: mi dovevo gettare da un campanile, a 65 metri da terra. Abbiamo fatto venire un pallone speciale dall’America per attutire il colpo”.
I suoi trascorsi accanto alle star hollywoodiane gli permettono oggi di raccontare aneddoti curiosi sui grandi attori. Stallone, ad esempio, pare che sia davvero il donnaiolo di cui si favoleggia. “Non importuna le attrici con cui lavora, piuttosto corteggia giornaliste e fotografe. E quelle che escono dalla sua camera sfoggiano tutte grandi sorrisi”. Completamente diverso è Schwarzenegger. “È molto disciplinato, dedica ore ed ore alla palestra, anche se ha un piccolo vizio: beve molto e infatti lo chiamano ‘Conan il bar’”.
Altrettanto deluse potrebbero rimanere le fan di Harrison Ford, che Marini descrive come “un ragioniere”, con una moglie che non lo molla mai un momento.
Il suo lavoro, adesso, è nella finanza e nella Borsa, un campo dove comunque servono grinta e muscoli, e dove, se si cade, si rischia davvero di farsi male. Ma Igor, per questo, è già allenato".
Lucyinthesky