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    Predefinito Bossi:"Per me la capitale è Milano"

    Per me la capitale è Milano", insiste il leader del Carroccio
    "Le norme? Se la smazzeranno fra laziali e romani"
    Bossi: "Roma Capitale? Un errore
    fatto dai Savoia e da Garibaldi"
    Insorge Veltroni: "E' un insulto, il premier deve intervenire"


    Umberto Bossi

    ROMA - "La capitale è Milano, il governo dovrebbe stare al Nord, a Milano, e il Parlamento fra Venezia e Torino". Umberto Bossi ridisegna la geografia istituzionale del Paese. Lo fa dalle pagine dell'edizione odierna del quotidiano La Padania, un'intervista in cui il leader della Lega e ministro per le Riforme istituzionali prende in esame, contestandolo, lo schema di modifica della Costituzione che riguarda le condizioni di autonomia, anche normativa, della capitale. Fermamente convinto che Roma capitale altro non sia che "la continuazione di uno degli errori principali fatti dai Savoia e da Garibaldi". Affermazioni che non potevano passare inosservate, tanto meno agli occhi del primo cittadino di Roma: "Ora basta - ha commentato Walter Veltroni - il ministro delle Riforme istituzionali del governo italiano ignora di aver giurato su una Costituzione nella quale c'è scritto che Roma è la capitale dell'Italia".

    "Roma era la capitale del Papa - dice Bossi nell'intervista a La Padania - ed è
    incredibile come i massoni, che erano nati per ammazzare il Papa, arrivati a Roma invece di fare i fatti si sono messi a banchettare con l'oltretevere: è un banchetto che dura, ahinoi, da centocinquant'anni". "E logicamente - continua il leader leghista - con quadruplici morali e l'ipocrisia come normalità. Dovevano lasciarla a Firenze, la capitale, meglio ancora a Torino. Dovunque, ma non a Roma, dove c'è già un re: il Papa".

    Riguardo alla posizione di Alleanza Nazionale ("che non è certo un partito del Nord, ma si identifica con il comando romano - dice Bossi - da antica data"), e alla proposta di dare a Roma la possibilità di norme proprie, il leader del Carroccio si interroga su "cosa sono queste norme: se sono semplici regolamenti, va bene; se sono delle leggi per mangiarsi i quattrini altrui, andrebbe meno bene". Le norme di Roma Capitale, prosegue Bossi, "dipendono dalla Regione Lazio, e quindi se la smazzeranno loro, tra laziali e romani, come al derby dell'Olimpico. E le leggi della Regione Lazio e queste sono sotto tiro del Senato Federale, che ha totale valenza territoriale, cioè metà dei membri sono del Nord".
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    Più distaccato, Bossi, sul destino del Lazio, sulla sua sopravvivenza o sulla prospettiva di un suo assorbimento da parte della regioni contigue: "Sono questioni loro - afferma - magari va a finire che torna lo Stato Pontificio. E sarebbe meglio per tutti. Io sono federalista: il territorio decida il suo futuro".

    Quello delle norme di Roma "non è un diritto di serie C", ma "il diritto che interessa a noi - precisa Bossi - è la Padania, la sua libertà, i suoi soldi che vengono dal lavoro, e che sono sistematicamente derubati dal potere romano". Compito della Padania, dunque, è quello di "mettere i paletti alla fanfaronaglia centralista di chi sta in cima e di chi sta a mezza tacca".

    Quello di Bossi è un insulto "alla capitale del Paese e i suoi cittadini": protesta il sindaco di Roma, Walter Veltroni, che ricorda come il ministro Bossi abbia "giurato su una Costituzione nella quale c'è scritto che Roma è la capitale dell'Italia", e chiede l'intervento di Silvio Berlusconi: "A questo punto è il presidente del Consiglio che ha il dovere, ripeto il dovere, di censurare quelle dichiarazioni e di richiamare il suo ministro al rispetto della Costituzione". "Ci aspettiamo - incalza Veltroni - una immediata presa di posizione da parte del presidente del Consiglio".


    (19 settembre 2003)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Bossi: "La capitale è Milano, non Roma"


    Sulla Padania, il Senatùr prepara il comizio di Venezia rispolverando vecchi slogan: "Il governo dovrebbe stare al Nord e il Parlamento tra Venezia e Torino". Insorge Veltroni: "Berlusconi lo fermi".


    ROMA - C'era da aspettarselo: Umberto Bossi non è affatto pacificato dal varo della "riforma federale", battezzata martedì dopo un tira e molla estenuante tra le varie anime del centrodestra, né si fa condizionare dalle raccomandazioni quirinalizie ad "usare la ragione più che i risentimenti nazionalistici". Semmai il Senatùr si preoccupa di più (o solo) della brutta aria che tira in casa sua. Voci di dissenso e di irritazione, mugugni di una base, quella lumbard, che non ha digerito certe scelte compromissorie sul disegno di legge di riforma costituzionale che contiene anche il federalismo e la devoluzione. Se ne è accorto Bossi, che il boccone di "Roma Capitale", una specie di decapitazione definitiva del leghismo, è durissimo da mandare giù per i fedelissimi di verde vestito. Ed è corso da par suo ai ripari, cioè ricorrendo al linguaggio crudo e tagliente dei vecchi tempi .

    L'intervista rilasciata oggi alla Padania è un concentrato di dichiarazioni celoduriste, anticipazione di quelle che il Senatùr userà domenica nel comizio a riva degli Schiavoni. Nel giorno del suo sessantaduesimo compleanno, Bossi fa la festa all'Italia unita, rispolvera gli slogan da battaglia e accarezza il sogno secessionista. Parla insomma ai massimalisti del suo partito, anche per sedarne gli animi e le tentazioni rivoltose che potrebbero esplodere nella festa di Venezia. Fino a ridisegnare la mappa dei palazzi di potere della Penisola: "Per me la Capitale è Milano, non Roma. Il governo dovrebbe stare al Nord, a Milano, e il Parlamento tra Venezia e Torino, o il contrario".

    Come gli capita spesso, il leader leghista ricorre anche a immagini storiche per colorire il concetto. "E' la continuazione di uno degli errori principali fatti dai Savoia e da Garibaldi. E' incredibile come i massoni, che erano nati per ammazzare il Papa, arrivati a Roma - invece di fare i fatti - si siano messi a banchettare con l'Oltretevere. E' un banchetto che dura da oltre 150 anni. Dovevano lasciarla a Firenze la Capitale, meglio ancora a Torino. Dovunque ma non a Roma dove c'é già un re: il Papa".

    Abbastanza per scatenare un'onda di reazioni, soprattutto lungo il Tevere. Il primo a reagire è Walter Veltroni che, a stretto giro di agenzie, accusa il ministro delle Riforme istituzionali di ignorare "di aver giurato su una Costituzione nella quale c'é scritto che Roma è la capitale dell'Italia". Di qui l'appello a Berlusconi perché metta un freno a certe esternazioni: "A questo punto - sostiene infatti - è il presidente del Consiglio che ha il dovere, ripeto il dovere, di censurare quelle dichiarazioni e di richiamare il suo ministro al rispetto della Costituzione".

    Nella replica a Bossi, il sindaco capitolino non dovrà faticare per trovare la sponda di An, se è vero che proprio il partito di Fini è un altro bersaglio degli strali leghisti. Perché, a sentire l'Umberto, "quello di Fini non è certo un partito del Nord ma si identifica con il comando romano, da antica data".

    (19 SETTEMBRE 2003, ORE 110, aggiornato ore 12.00)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Il leader della Lega su 'La Padania'
    Bossi: ''Per me la capitale e' Milano''
    Veltroni: ''Tradisce la Costituzione, Berlusconi lo smentisca''. Fioroni: ''Termini offensivi e grevi con il silenzio assenso del premier''

    Il leader della Lega, Umberto Bossi
    (foto Infophoto)







    Roma, 19 set. (Adnkronos) - ''Per me la capitale e' Milano''. Umberto Bossi, in un'intervista al direttore de 'La Padania' Gigi Moncalvo, pubblicata oggi, torna a sparare contro l'ipotesi di riconoscere piu' poteri a Roma, come previsto dalla proposta di riforma costituzionale varata dal Consiglio dei ministri martedi' scorso.
    ''Il governo -insiste il leader leghista- dovrebbe stare al Nord, a Milano, e il Parlamento tra Venezia e Torino, o il contrario''. Il ministro per le Riforme, da un punto di vista formale, non sembra dare molta importanza al riconoscimento per Roma capitale da inserire nella Costituzione come previsto dal disegno di legge del governo: ''E' gia' nella Costituzione non e' che la si mette adesso. Ed e' la continuazione di uno degli errori principali fatti dai Savoia e da Garibaldi. Roma era la capitale del Papa. E' incredibile come i massoni che erano nati per ammazzare il Papa arrivati a Roma si sono messi a banchettare con l'Oltretevere: e' un banchetto che dura, ahime', da centocinquant'anni''.
    Bossi torna quindi sulla questione dei nuovi poteri che dovrebbero essere riconosciuti a Roma, in particolare la potesta' legislativa, questione posta con forza da Gianfranco Fini, perche' il suo partito ''si identifica con il comando romano, da antica data. Ha chiesto -sottolinea il ministro per le Riforme- che Roma abbia la possibilita' di norme proprie. Se sono semplici regolamenti, va bene; se sono leggi per mangiare i quattrini altrui, andrebbe meno bene''.
    Ma il 'senatur' conta sul potere di interdizione che su questa materia potra' svolgere il Senato delle Regioni: ''Le norme di Roma capitale dipendono dalla Regione Lazio e quindi se la smazzeranno loro, tra laziali e romani come al derby dell'Olimpico. Naturalmente le norme di Roma capitale dipendono dalle leggi della Regione Lazio e queste sono sotto tiro del Senato Federale che ha totale valenza territoriale, cioe' meta' dei membri sono del Nord''.
    Dura la replica del sindaco di Roma, Walter Veltroni: ''Il ministro per le riforme costituzionali con le sue affermazioni rilasciate al quotidiano 'La Padania' tradisce la Costituzione''. E aggiunge: ''Gli italiani si aspettano che il premier lo smentisca''.
    Dello stesso tenore il commento di Giuseppe Fioroni, della Margherita: ''E' vergognoso e intollerabile che il ministro delle Riforme istituzionali si possa esprimere in termini cosi' offensivi e grevi nei confronti di Roma e dei suoi cittadini con il silenzio assenso del presidente del Consiglio e della maggioranza di governo''.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
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    dai umberto...che forse qualcosa torna a muoversi!!!!!
    Salerno libera nazione del Sud!

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    A proposito di Roma Capitale


    GIGI MONCALVO
    --------------------------------------------------------------------------------
    Ministro Bossi, allora come la mettiamo con Roma capitale?
    «Per me la Capitale è Milano, non Roma. Il Governo dovrebbe stare al Nord, a Milano, e il Parlamento tra Venezia e Torino, o il contrario».
    - Roma capitale però è già nella Costituzione.
    «Ah sì, è già nella Costituzione non è che la si mette adesso. Ed è la continuazione di uno degli errori principali fatti dai Savoia e da Garibaldi. Roma era la Capitale del Papa. È incredibile come i massoni che erano nati per ammazzare il Papa, arrivati a Roma invece di fare i fatti si sono messi a banchettare con l'Oltretevere: è un banchetto che dura, ahinoi, da centocinquant'anni. E logicamente con quadruplici "morali" e l'ipocrisia come normalità. Dovevano lasciarla a Firenze la capitale, meglio ancora a Torino. Dovunque ma non Roma, dove c'è già un Re: il Papa».
    - Fini per far passare il Federalismo chiede che venga data a Roma la possibilità di fare norme proprie...
    «Sì, è vero: quello di Fini non è certo un partito del Nord ma si identifica con il comando romano, da antica data. Ha chiesto che Roma abbia la possibilità di norme proprie. Adesso bisognerebbe valutare cosa sono queste norme: se sono semplici regolamenti, va bene; se sono delle leggi per mangiarsi i quattrini altrui, andrebbe meno bene».
    - Però lei, ministro, l'ha incriccata questa rogna di Roma Capitale in modo tale che dipende tutto dalla Regione Lazio...
    «Ah sì, le norme di Roma Capitale dipendono dalla Regione Lazio e quindi se la smazzeranno loro, tra laziali e romani come al derby dell'Olimpico. Naturalmente le norme di Roma Capitale dipendono dalle leggi della Regione Lazio e queste sono sotto tiro del Senato Federale che ha totale valenza territoriale, cioè metà dei membri sono del Nord».
    - Ma allora quello delle norme di Roma è un diritto di serie C?
    «Ma no, ma no, stia buono... Il diritto che interessa a noi e che da Venezia deve uscire forte è la Padania, la sua libertà, i suoi soldi che vengono dal lavoro e che sono sistematicamente derubati dal potere romano. Una Padania che deve mettere i paletti alla fanfaronaglia centralista di chi sta in cima e di chi sta a mezza tacca».
    - Ma all'Udc non piacciono queste norme di Roma Capitale. Perché, secondo lei?
    "Boh"
    - Via Roma c'è ancora il Lazio? Oppure il suo territorio finirà per essere assorbito dalle regioni contigue?
    «Sono questioni loro. Magari va a finire che torna lo Stato Pontificio. E sarebbe meglio per tutti. Io sono federalista: il territorio decida il suo futuro».
    - Però adesso Storace, che è il presidente della regione Lazio che deve dare le norme su Roma Capitale, ha in pugno il sindaco di Roma, Veltroni...
    «Vedrà che se la caveranno, se la caveranno...».
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
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    Con le proprie risorse la città di Roma è libera di fare ciò che vuole. Purtroppo lo farà, come al solito, coi soldi altrui. E' però singolare che A.N. non spieghi qual'è in concreto lo spazio di agibilità di cui la capitale dovrebbe godere in quanto capitale e che ne farebbe qualcosa di molto più di una "prima inter pares". Quindi Roma Capitale, padrona e "caput mundi". Temo che qui a Genova inizieremo a comprender meglio dove terminano le imposte portuali, che si aggirano sul valore di 1.500.000.000 euro all'anno e che vengono espropriate dallo Stato ai danni di comune, provincia e regione.

  7. #7
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    Milano e Napoli capitali!

    Roma caput cazzi!
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  8. #8
    Ridendo castigo mores
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    La polmica di bossi serve semplicemente a ribadire quello che lui pensa mentre deve ingoiare un rospo .. di modo che almeno non si dica che 'il pasto' gli piaceva ..

    In termini politici la questione pero' e' superflua ..Una capitale e' sempre una capitale di centralismo ...Milano sarebbe meglio per cultura e buona amministrazione .. ma il problema ( per bossi ..) e ' che di essere capitale ai milanesi frega niente mentre per i romani e' il pane ..... e companatico ..

    E su questo hanno le idee chiare ...la massoneria risorgimentale gliela data e adesso guai a chi gliela tocca ..

 

 

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