Con la triste scomparsa di Riefenstahl si apre una fase di analisi profonda ed innegabile: quanto ci ha dato in termini di progresso scientifico, culturale ed artistico il nazionalsocialismo?
La risposta è: Tanto, forse troppo, considerato il nostro bagaglio di emozioni (tutte in negativo) accumulate nei confronti degli stessi singoli esponenti dell' establishment di quell'ideologia.
Eppure quando vediamo le strutture parallelepipediche della moderna NY o della grande Londra non possono che venirci in mente i progetti grandiosi e avanguardistici di Speer.
Quando si parla di aerei e di progetti spaziali non possono che venirci in mente le V1 e le V2 (primi aerei a reazione) inventate da Von Braun. Fino ad arrivare alla cinematografia, con i meriti innegabili della Riefenstahl che lo stesso ministro della cultura tedesco Christina Weiss ha dovuto considerare. "Un intreccio di arte e di politica - si legge in suo comunicato - La sua opera è stata contraddistinta dalla vicinanza con il nazionalsocialismo, ma nessuno potrà negarle di avere sperimentato mezzi filmici che appartengono oggi al canone estetico".
Un intervento coraggioso, per essere l'intervento di una donna di sinistra, ma che ha ricollocato in termini di giustizia i meriti innegabili di quella parte politica fin troppo tempo sbeffeggiata e demonizzata.




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