L'insonnia fa parte di me, del mio modo di pensare, delle mie scelte di vita, del paradosso che ama l'incoerenza fino a farla essere parallela agli opposti.
Notti ne ho viste tante, ma vedo anche i mattini; vorrà dire che nel conto finale avrò vissuto tra un quarto o due terzi più del restante mondo intorno.
Ho scoperto meglio questo luogo ultimamente, tanto che lo chiamo affabilmente arena di pensieri, così mi piace condividere con voi questa insonnia e la vena di confidenze che si è appropriata di me in questo preciso istante.
Oggi pomeriggio ho scoperto di essermi innamorato, così senza un motivo.
Erano anni che non mi accadeva, praticamente me ne ero dimenticato.
Anche adesso faccio fatica a credere all'amore, io che ho sempre considerato l'apice dei rapporti nella profonda complicità e intesa fisico-emotiva-spirituale, ma nulla più, mai qualcosa che si avvicinasse a un bisogno.
Però il tutto non poteva essere così semplice, proprio nel momento in cui perdo i miei solidi appigli, ora che mi sento spaesato.
Sono innamorato di due donne e non è uno scherzo e non è la chiacchiera da bar a chi la spara più in alto.
Non so se ridere, non so se piangere, non so molto in effetti.
Prego un totem qualunque che nessuno venga a dirmi di scegliere; non ne sarei in grado.
Pensare che ho già voglia che sia domani, io che adoro vivere nel presente più stretto a contatto aderente con gli avvenimenti, con qualche venatura di passato.
Che poi domani è difficile immaginare cosa succederà, come dopo domani e ancora dopo.
Però mi piacerebbe.
Non ho letto l'oroscopo in questa estate, nella tipica attività da ombrellone; col senno di poi dico che avrei voluto farlo, quasi a darmi un contentino sulla mia irresponsabilità.
Mi accendo una sigaretta, forse è appena meglio.
E le due donne sono innamorate di me, vi chiederete?
Vi rispondo che una ne è sicura, l'altra ne ha paura, ma è tentata; io sono in stallo, scacco matto signori.
Esiste una logica in tutto ciò, in questo affannarsi dietro l'esistenza?
Il sognatore pragmatico fino a ieri ti avrebbe detto di no; ora dubito, guarda il caso, da buon coltivatore con sapienza di dubbi, che li porta a crescere, maturare e moltiplicarsi.
Dovendo analizzare questa frase si direbbe, per autoconvincimento, che non ho lasciato il solco.
Ma non c'è un solco, mio Dio, non c'è mai stato e tanto meno in questo caso.
Oggi è venerdì, io mi chiamo Federico e sono innamorato.
Quante certezze.




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