Le dichiarazioni del Ministro Bossi su Milano capitale d’Italia hanno come al solito galvanizzato gli animi delle camicie verdi e depresso quelle dei fasciocomunisti di AN e DS, notoriamente sporchi terroni. Il Senatùr, in smagliante forma e camicia verde, ha ricevuto nella giornata di ieri le visite di alcuni esponenti della resistenza storica contro Roma ladrona.



Con un comunicato-fiume ieri sera alle 23.00 la Lega ha infatti annunciato di aver ricevuto la solidarietà di Vercingetorige, capo dei Galli, e Attila, figlio del dio Odino di pura razza Celtica, il quale ha tenuto un discorso dinnanzi al ministro. Eccovi il testo:


MIEI SBABBARI, uomini d’inautita viulenza, d’inautita ferocia! Io vi dico, vostro re, che questa volta i Romani hanno tirato troppo la corda, e quindi chi la fa l’aspetta. È chiaro! – Chiaro! – Sbarbari, sapete dirmi qual è la città dei romani diciamo… la più preputende, diciamo… la più cicciottella… - Roma! – Bravi! Roma! Romani, Roma. Ma volevo vedere se lo sapevate. Roma… ebbene io vi dico Sbarbari che noi Roma la raderemo al suolo, la metteremo a carne e pesce… dove passeremo noi non crescerà più un filu d’ebba. Imo a Roma!




Attila è partito da Pontida alle 23.15. Le sue colonne di fanteria e cavalleria hanno passato il casello di Melegnano alle 03.00. Secondo il generale Kanzler, comandante della piazzaforte di Roma in Castel S. Angelo, arriveranno non prima di due mesi, giusto in tempo per mandare ambascerie a Napoleone III. Nel frattempo, le guardie svizzere si stanno allenando a Castel Gandolfo nel lancio delle picche come contro i lanzichenecchi, al momento impegnati nell’assedio di Vienna al comando di Haider.



Anche Giugurta, dalla prigione sotto il Circo Massimo in cui è stato rinchiuso a causa di quel maledetto Giulio Cesare, ha dichiarato la sua solidarietà con Bossi e lo ha nominato Logoteta dei Segreti d’intesa col Basileo di Bisanzio. Il ministro ha ringraziato, ma i suddetti non possono mandare truppe per carenza d’organico.



Panico intanto in un poderetto nella provincia di Cosenza accanto al fiume Busento. Mentre arava pacificamente il suo terreno, Peppe Crudo, 56 anni, si è visto spuntare da sottoterra nientemeno che un’Alfasud di colore verde Padania alla cui guida c’era Alarico. Con una frase del genere ‘Uè, terùn, dov’è l’autostrada?’ ha chiesto indicazioni stradali ed ha sgommato verso la Salerno-Reggio. Seppur terrorizzato dall’apparizione, il Crudo ha ricevuto il Cordone di San Gennaro da Franceschiello per l’alto spregio del pericolo dimostrato nella difesa del Regno delle Due Sicilie.



Sempre il monarca Borbone ha fatto sapere stamattina che il suo Regno, difeso dall’acqua santa e da quella salata, sarà ancora una volta imprendibile. Il Beato Pio IX si è affrettato a fargli sapere con un telex che i tempi sono, purtroppo,cambiati.