Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 44
  1. #1
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito I primi vagiti della ripresa economica

    dal Sole24ore

    " Il Sole 24 ore del 11/12/2002


    --------------------------------------------------------------------------------
    Azienda Italia / L'Istat conferma le anticipazioni sul Pil nel terzo trimestre: +0,3% congiunturale, +0,5% annuo

    La ripresa accenna i primi passi
    Ritrovano slancio gli investimenti e l'export - La crescita globale resta pero' più bassa rispetto agli altri Paesi
    Elio Pagnotta
    --------------------------------------------------------------------------------

    ROMA - Si profilano i primi spiragli di ripresa, però l'economia italiana marcia nel complesso ancora con il freno tirato e nel terzo trimestre di quest'anno - come anticipato dalle stime preliminari Istat - si deve accontentare di un'espansione dello 0,5% su base annua. L'Italia quindi si avvia a chiudere il 2002 con una crescita del Pil attorno al mezzo punto percentuale. L'aumento congiunturale del prodotto interno lordo neI terzo trimestre del 2002 non e' andato oltre lo 0,3% nonostante tre giornate lavorative in più, mentre su base annua la crescita si è limitata a un timido +0,5% con una giornata lavorativa in più rispetto al terzo trimestre 2001).
    Qualche segnale di risveglio si sta palesando: gli investimenti tornano a crescere dopo un anno di risultati negativi, più vivaci gli scambi con l'estero, con un buon risveglio congiunturale delle esportazioni. Continua a perdere terreno l'agricoltura e l'industria manifesta deboli sintomi di recupero rispetto al secondo trimestre. I servizi però non crescono piu' come era avvenuto nei trimestri precedenti.
    Il risultato del terzo trimestre 2002, di conseguenza, lascia l'Italia nel gruppo di coda della graduatoria della crescita dei Paesi industrializzati. L'aumento del Pil su base annua è molto lontano dal 3,2% fatto registrare dagli Stati Uniti. Ma anche Gran Bretagna (+1,8%) e Giappone (+1,5%) sembrano irraggiungibili. Solamente Francia (+0,8%) e soprattutto Germania (+0,4%) tengono ritmi allineati a quello del nostro paese. Sotto il profilo congiunturale, tuttavia, il dato italiano (+0,3%) è molto meno distaccato da quelli degli altri partners, considerato che rispetto al secondo trimestre del 2002 la crescita ha raggiunto un massimo dell'1% negli Stati Uniti e dello 8% nel Regno Unito, ma si è progressivamente affievolita fino allo 0,3% in Germania e allo 0,2% in Francia.
    I dati del terzo trimestre del 2002 mettono ancora una volta in evidenza la situazione dei consumi, alle prese con una fase di stallo di lungo periodo, più lunga del previsto, però qualcosa comincia a muoversi. Su base annua si verifica infatti un aumento dell'1% per i consumi in complesso (+0,5% rispetto al secondo trimestre 2002), con le famiglie ancora più prudenti (+0,9% tendenziale). Una flessione dell'1,8% per i consumi di beni durevoli, mentre per i beni non durevoli il calo si riduce allo 0,4%; un incremento dell'1,2% si registra invece per gli acquisti di servizi. Le incertezze sul futuro dell'inflazione e dell'economia internazionale (e i venti di guerra che non cessano di spirare da più parti del pianeta) non hanno certo contribuito a miglliorare la situazione) e la calma quasi piatta delle retribuzioni (addirittura in lieve calo in termini reali) ha fatto il resto, inducendo le famiglie ad un atteggiamento molto prudente sul fronte dei consumi, soprattutto quelli più impegnativi.Vanno un po' meglio gli investimenti, che dopo quattro trimestri consecutivi di calo aumentano del 2,8% rispetto al trimestre precedente (+0,3% su base annua). Una tendenza che sembra generale e ha coinvolto con diversa intensità tanto gli investimenti in macchinari (+3,9%) che in mezzi di trasporto (+6%), lasciando in ombra solamente le costruzioni (+0,7%). Abbastanza in forma gli scambi con l'estero, con le esportazioni che - anch'esse dopo quattro trimestri consecutivi in diminuzione - salgono del 4,1% rispetto al terzo trimestre del 2001 (+3,2% nei confronti del trimestre precedente). Avanzano anche le importazioni, che guadagnano il 5,2% su base annua (+2,9% sul secondo trimestre 2002). Sempre nel terzo trimestre del 2002, infine, il valore aggiunto è aumentato a livello congiunturale dello 0,3%, con un buon aumento nell'industria (+0,7%) e nei servizi (+0,2%). Variazione negativa nell'agricoltura (-0,7%). Su base annua, il valore aggiunto aumenta dello 0,3% e questo esclusivamente grazie al contributo dei servizi (+0,9%), mentre industria (-0,5%) e agricoltura (-2,5%) chiudono in rosso.
    "

    Saluti liberali

  2. #2
    Giacobino 1799
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    Repubblica Partenopea
    Messaggi
    2,661
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    CONGIUNTURA 2002-2003 / IL COMMENTO

    Investimenti, un motore a bassi giri
    Qualche cenno di ripresa si intravede, ma l'inchiesta Isae di novembre preannuncia anche un 2003 difficile.
    di Michele De Gaspari
    Il mancato avvio della ripresa congiunturale - che si è manifestato nella persistente debolezza sia della domanda interna, sia di quella estera - ha visto proseguire la tendenza negativa del settore dei beni d'investimento, caratterizzato da un sensibile calo della produzione, insieme al deterioramento delle aspettative delle imprese. La domanda di beni strumentali, a sua volta, ha messo in evidenza nel corso del 2002 la più bassa dinamica dell'ultimo decennio (dopo il crollo del 1993), in particolare per la componente macchine e attrezzature. L'inchiesta semestrale Isae sugli investimenti delle imprese manifatturiere, condotta nel mese di novembre presso un ampio panel di aziende industriali, conferma questo scenario di prevalente pessimismo, condizionato dalla diffusa incertezza sulle prospettive del ciclo economico italiano e internazionale.


    da www.ilsole24ore.com

    Capito bene? La domanda di beni strumentali (nonostante la Tremonti-bis) è stata nel 2002, anno II° dell' era berlusconiana, la più bassa dell'ultimo decennio... E anche il 2003 si preannuncia come un anno difficile.

  3. #3
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ancora dal Sole24ore

    Il Sole 24 ore del 12/12/2002


    --------------------------------------------------------------------------------
    Dure critiche dell'opposizione alle posizioni congiunte di Governo e confindustria sulla riunificazione

    Per l'Italia priorità a infrastrutture e Sud
    B.F.
    --------------------------------------------------------------------------------

    ROMA - Infrastrutture e Mezzogiorno. Sono questi i due punti fondamentali che il Governo italiano porrà tra poche ore all'attenzione dei partner europei riuniti a Copenhagen. La proposta italiana - di cui ieri «Il Sole 24 Ore» ha pubblicato un ampio stralcio - punta a evitare che il processo di allargamento a Est si possa tradurre in «un'Europa imperniata sempre più sull'asse franco-tedesco» e quindi nel pericolo di «emarginazione» per l'Italia.
    Di qui la richiesta del Governo. Finalizzata anzitutto ad accelerare la realizzazione di reti infrastrutturali e, in particolare, dei due corridoi intermodali (5 e 8) destinati a rendere effettivo il collegamento dell'Italia all'Europa. Allo stesso tempo, l'Esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, conscio delle conseguenze che l'estensione a Est determinerà sui conti dell'Unione, ribadisce anche la necessità di sostenere le aree più deboli dell'attuale Ue e quindi il Mezzogiorno d'Italia al cui sviluppo può efficacemente contribuire il via libera ai differenziali fiscali, a partire dal dimezzamento dell'Irap e una nuova politica di coesione.
    Su questi temi sono intervenuti anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e il presidente di Confindustria, Antonio D'Amato, con un articolo pubblicato ieri sul «Sole 24 Ore» che ha suscitato le critiche dell'opposizione. Nicola Rossi e Mauro Agostini, responsabili Mezzogiorno ed Economia, per il gruppo Ds-Ulivo, sostengono che la doppia firma di Tremonti e D'Amato «segna una tappa nuova e senza precedenti nella storia del collateralismo fra rappresentanze di interessi ed Esecutivo» e sancisce la fine del Patto per l'Italia.
    Immediata la risposta di Confindustria. Il direttore generale, Stefano Parisi, ha espresso «meraviglia». « Tornare su una polemica relativa al collateralismo, ampiamente smentita dai fatti, senza entrare nel merito della proposta - ha sottolineato - ci sembra una presa di posizione non adeguata al livello di cultura scientifica e di moderazione che caratterizzano il professor Rossi ». Agli esponenti dell'opposizione Parisi ricorda, peraltro, che la proposta «è molto simile a quanto già approvato con larga maggioranza dalla Camera nelle due risoluzioni parlamentari, del Polo e dell'Ulivo, entrambe approvate a maggioranza giovedi 5 dicembre».
    E in effetti ambedue le risoluzioni sottolineano i rischi di emarginazione dell'Italia e chiedono al Governo di «adoperarsi» affinché siano rimossi, indicando anche alcune priorità tra cui la realizzazione delle reti infrastrutturali e in particolare dei corridoi 5 e 8 che sono strategici. Il primo, infatti, attraversa l'intero continente da Ovest verso Est, unendo Barcellona a Kiev e passando al di sotto delle Alpi con l'asse Lione-Torino-Milano-Venezia-Trieste-Lubjana; il secondo collegando invece Durazzo al Mar Nero, faciliterebbe l'accesso al mercato anche al Mezzogiorno.
    Da segnalare che a questo proposito ieri è intervenuto anche il ministro per le Infrastrutture, Pietro Lunardi, precisando che l'importanza attribuita ai due corridoi «non fa perdere la priorità alle altre opere strategiche indicate dal Governo ovvero le 21 contenute nella legge obiettivo.
    «E' in gioco il ruolo dell'Italia in Europa, sulle proposte avanzate, legate alle infrastrutture e al Mezzogiorno - ha concluso Parisi - Sono convinto che ci debba essere una maggiore pacatezza nella loro analisi perché il Paese, tutto insieme, possa lavorare in questa direzione, come ha dimostrato di voler fare il Parlamento
    ».
    "


    Cordiali saluti

  4. #4
    Giacobino 1799
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    Repubblica Partenopea
    Messaggi
    2,661
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito I corridoi preferiti da questo governo...

    L'esame della manovra è sospeso fino a lunedí 16. La Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha deciso l'interruzione in attesa del maxiemendamento del Governo. Mentre non si è ancora concluso il vertice di maggioranza col ministro Tremonti, si apprende che l'Esecutivo sembra orientato ad introdurre il condono fiscale.

    da www.ilsole24ore.com

    Queste sono le corsie preferenziali di questo governo... Altro che Mezzogiorno e "corridoi intermodali"... Gli evasori fiscali che hanno votato in massa la Cdl se ne infischiano dei corridoi intermodali e dei ponti sullo stretto (a proposito: parlano in gran pompa dei sistemi viari che dovrebbero collegare l'Europa da un capo all'altro, la solita politica degli annunci senza alcun costrutto, ma che fine ha fatto la pedemontana veneta di cui tanto si sentiva il bisogno?): essi, al pari del loro "lider maximo", preferiscono le autostrade veloci dei condoni e degli sgravi fiscali. Eppoi, con quali soldi li costruirebbero i corridoi intermodali europei, se non hanno il becco di un quattrino, visto che le entrate fiscali si sono prosciugate e, in previsione, con tutti 'sti condoni, si prosciugheranno sempre di più?

  5. #5
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Pieffebi
    ancora dal Sole24ore

    Il Sole 24 ore del 12/12/2002


    --------------------------------------------------------------------------------
    Dure critiche dell'opposizione alle posizioni congiunte di Governo e confindustria sulla riunificazione

    Per l'Italia priorità a infrastrutture e Sud
    B.F.
    --------------------------------------------------------------------------------

    ROMA - Infrastrutture e Mezzogiorno. Sono questi i due punti fondamentali che il Governo italiano porrà tra poche ore all'attenzione dei partner europei riuniti a Copenhagen. La proposta italiana - di cui ieri «Il Sole 24 Ore» ha pubblicato un ampio stralcio - punta a evitare che il processo di allargamento a Est si possa tradurre in «un'Europa imperniata sempre più sull'asse franco-tedesco» e quindi nel pericolo di «emarginazione» per l'Italia.
    Di qui la richiesta del Governo. Finalizzata anzitutto ad accelerare la realizzazione di reti infrastrutturali e, in particolare, dei due corridoi intermodali (5 e 8) destinati a rendere effettivo il collegamento dell'Italia all'Europa. Allo stesso tempo, l'Esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, conscio delle conseguenze che l'estensione a Est determinerà sui conti dell'Unione, ribadisce anche la necessità di sostenere le aree più deboli dell'attuale Ue e quindi il Mezzogiorno d'Italia al cui sviluppo può efficacemente contribuire il via libera ai differenziali fiscali, a partire dal dimezzamento dell'Irap e una nuova politica di coesione.
    Su questi temi sono intervenuti anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e il presidente di Confindustria, Antonio D'Amato, con un articolo pubblicato ieri sul «Sole 24 Ore» che ha suscitato le critiche dell'opposizione. Nicola Rossi e Mauro Agostini, responsabili Mezzogiorno ed Economia, per il gruppo Ds-Ulivo, sostengono che la doppia firma di Tremonti e D'Amato «segna una tappa nuova e senza precedenti nella storia del collateralismo fra rappresentanze di interessi ed Esecutivo» e sancisce la fine del Patto per l'Italia.
    Immediata la risposta di Confindustria. Il direttore generale, Stefano Parisi, ha espresso «meraviglia». « Tornare su una polemica relativa al collateralismo, ampiamente smentita dai fatti, senza entrare nel merito della proposta - ha sottolineato - ci sembra una presa di posizione non adeguata al livello di cultura scientifica e di moderazione che caratterizzano il professor Rossi ». Agli esponenti dell'opposizione Parisi ricorda, peraltro, che la proposta «è molto simile a quanto già approvato con larga maggioranza dalla Camera nelle due risoluzioni parlamentari, del Polo e dell'Ulivo, entrambe approvate a maggioranza giovedi 5 dicembre».
    E in effetti ambedue le risoluzioni sottolineano i rischi di emarginazione dell'Italia e chiedono al Governo di «adoperarsi» affinché siano rimossi, indicando anche alcune priorità tra cui la realizzazione delle reti infrastrutturali e in particolare dei corridoi 5 e 8 che sono strategici. Il primo, infatti, attraversa l'intero continente da Ovest verso Est, unendo Barcellona a Kiev e passando al di sotto delle Alpi con l'asse Lione-Torino-Milano-Venezia-Trieste-Lubjana; il secondo collegando invece Durazzo al Mar Nero, faciliterebbe l'accesso al mercato anche al Mezzogiorno.
    Da segnalare che a questo proposito ieri è intervenuto anche il ministro per le Infrastrutture, Pietro Lunardi, precisando che l'importanza attribuita ai due corridoi «non fa perdere la priorità alle altre opere strategiche indicate dal Governo ovvero le 21 contenute nella legge obiettivo.
    «E' in gioco il ruolo dell'Italia in Europa, sulle proposte avanzate, legate alle infrastrutture e al Mezzogiorno - ha concluso Parisi - Sono convinto che ci debba essere una maggiore pacatezza nella loro analisi perché il Paese, tutto insieme, possa lavorare in questa direzione, come ha dimostrato di voler fare il Parlamento
    ».
    "


    Cordiali saluti

    da www.ilsole24ore.com

    " CONGIUNTURA 2002-2003 / IL COMMENTO

    Investimenti, un motore a bassi giri
    La prossima scadenza degli incentivi della legge Tremonti bis ha ridato un po' di fiato alla domanda di beni strumentali nella seconda metà dell'anno. Qualche cenno di ripresa si intravede, ma l'inchiesta Isae di novembre preannuncia anche un 2003 difficile.
    di Michele De Gaspari
    Il mancato avvio della ripresa congiunturale - che si è manifestato nella persistente debolezza sia della domanda interna, sia di quella estera - ha visto proseguire la tendenza negativa del settore dei beni d'investimento, caratterizzato da un sensibile calo della produzione, insieme al deterioramento delle aspettative delle imprese . La domanda di beni strumentali, a sua volta, ha messo in evidenza nel corso del 2002 la più bassa dinamica dell'ultimo decennio (dopo il crollo del 1993), in particolare per la componente macchine e attrezzature. L'inchiesta semestrale Isae sugli investimenti delle imprese manifatturiere, condotta nel mese di novembre presso un ampio panel di aziende industriali, conferma questo scenario di prevalente pessimismo, condizionato dalla diffusa incertezza sulle prospettive del ciclo economico italiano e internazionale.
    Se si tiene conto, tuttavia, della contemporanea caduta dei consumi privati e delle esportazioni, la flessione degli investimenti, pur risultando significativa, non appare drammatica a confronto con la media dell'area dell'euro. La situazione si presenta, anzi, meno critica, considerando che la fase calante del ciclo è iniziata con un ritardo di alcuni trimestri in Italia rispetto agli altri maggiori paesi e che il declino della capacità produttiva è meno marcato. La principale spinta recessiva è sembrata venire piuttosto dalla rapida caduta della domanda.
    L'incertezza del quadro economico si riflette, innanzitutto, nell'andamento sempre declinante degli ordini nei diversi comparti della meccanica strumentale. Sul mercato italiano pesa la crisi dell'industria automobilistica, che è tra i principali settori di sbocco; ci sono, poi, le difficoltà nel decollo della legge Tremonti bis, su cui si erano peraltro concentrate notevoli aspettative di ripresa della domanda, non realizzatesi a causa sia della perdurante situazione recessiva, sia per i problemi insorti nell'applicazione del provvedimento di incentivo fiscale.
    La congiuntura internazionale, altrettanto incerta e stagnante, ha registrato in particolare una riduzione della propensione a investire, com'è ben messo in evidenza dalla brusca caduta degli ordini esteri per i macchinari e le attrezzature. L'andamento negativo dei grandi mercati di sbocco (Stati Uniti, Germania, Francia) è stato, infatti, solo parzialmente compensato dalla buona tenuta delle esportazioni verso i mercati emergenti - paesi dell'Europa orientale, Russia, Cina e altre regioni dell'Asia - tutte aree con buone prospettive di crescita della domanda .

    Effetto tassi e incentivi
    Nell'ultimo scorcio del 2002, tuttavia, le attese sull'andamento della domanda di beni strumentali sono moderatamente positive: l'avvicinarsi della scadenza per gli incentivi della Tremonti bis dovrebbe favorire un'accelerazione della dinamica degli investimenti, che tornerebbero così a crescere nell'ultimo quarto dell'anno, dopo aver messo a segno alcune variazioni negative, sia nei dati congiunturali come in quelli tendenziali, seguite da un buon recupero nel terzo trimestre. Il miglioramento delle prospettive generali di ripresa a partire dalla metà del 2003 e il graduale venir meno dello scenario di diffusa incertezza, insieme al basso livello dei tassi d'interesse - che rimarranno vicino ai minimi storici - dovrebbero poi sostenere la dinamica degli investimenti con l'avvio della svolta ciclica.
    Anche nell'area dell'euro c'è stato un progressivo deterioramento della domanda di beni strumentali durante l'intero 2002. Il calo degli investimenti è stato molto sensibile in Germania, mentre in Francia si tratta piuttosto di una prolungata stagnazione. Alla fase di declino hanno contribuito, in Eurolandia così come in Italia, sia l'incertezza sui tempi e l'intensità del processo di ripresa, sia gli ampi margini di capacità produttiva inutilizzata. La flessione degli investimenti ha interessato, in particolare, tutte le componenti della domanda, con la sola eccezione dell'edilizia residenziale.

    Uno scenario contrastato
    Nei primi tre quarti del 2002 gli investimenti in macchine e attrezzature hanno registrato un calo di circa il 4% in termini annui tendenziali (il più ampio dal '93), mentre è risultata positiva (+2,5% nello stesso periodo) la variazione per i mezzi di trasporto, sostenuti dagli incentivi fiscali della Tremonti bis. Secondo il sondaggio congiunturale condotto a inizio autunno dalla Banca d'Italia (Bollettino economico di novembre, pag. 34-35), la fase di debolezza della domanda di beni strumentali dovrebbe proseguire anche nel 2003 per la maggioranza del campione delle imprese intervistate, pari a oltre 3.500 fra industria e servizi. Nel corso del 2002, in particolare, gli investimenti realizzati sono stati inferiori a quelli originariamente programmati per lo stesso ampio campione di imprese.
    Una tendenza complessivamente contrastata sembra, invece, emergere dalle più recenti inchieste Isae, condotte a cadenza mensile presso le aziende del settore manifatturiero. I produttori di beni strumentali, se da un lato continuano a giudicare negativamente le prospettive a breve termine della produzione, dall'altro mettono in evidenza attese abbastanza favorevoli per quanto concerne il futuro andamento degli ordini e della domanda.
    Le rilevazioni trimestrali dell'Ucimu - che riguardano il comparto molto significativo delle macchine utensili e sistemi di produzione - segnalano, per contro, nuove sensibili flessioni negli ordini di macchinari provenienti dal mercato nazionale, sotto i colpi della crisi del settore auto e delle aspettative deluse sugli incentivi della Tremonti bis, i cui effetti appaiono nella gran parte vanificati dall'incertezza del quadro congiunturale interno e internazionale .

    11 dicembre 2002
    "


    Cordiali saluti

  6. #6
    Giacobino 1799
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    Repubblica Partenopea
    Messaggi
    2,661
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Eccole le autostrade veloci che la CdL preferisce per andare incontro al popolo degli evasori...


    Gli emendamenti alla Finanziaria per un "concordato allargato"
    che riguarderà tutto e tutti, tranne evasori totali e abusi edilizi
    Arriva la maxisanatoria fiscale
    condono anche per canone Rai
    "Scontati" anche Ici, bollo, rifiuti e affissioni illegali
    Tassa sul fumo: 20 centesimi in più a pacchetto


    ROMA - Dal condono fiscale a quello delle tasse locali, dal concordato con autoliquidazione alla regolarizzazione delle scritture contabili a quella dei versamenti Invim, fino alla sanatoria per i canoni Rai non versati e ai manifesti illegalmente affissi. Sono 12 le possibilità di regolarizzare mancati versamenti di tributi e anche altro, previsti nelle circa 30 pagine del maxiemendamento alla Finanziaria che il relatore di maggioranza presenterà in accordo con il governo. Il "concordato allargato" nella nuova veste riguarda insomma tutto e tutti: società e persone fisiche, tasse nazionali e locali, imposte dirette e indirette, canone Rai e scudo fiscale per le società. Nessun limite di reddito né di grado di giudizio per chiudere le liti pendenti. Fuori dal condono resteranno solo gli evasori totali e gli abusi edilizi. Insomma: vantaggi per chi ha dimenticato di pagare le tasse; svantaggi, invece, per chi fuma: è confermata, infatti, la tassa sul fumo in ragione di 20 centesimi a pacchetto.

    I saldi della Finanziaria comunque non cambiano. Il gettito complessivo delle sanatorie resta fissato in 8 miliardi di euro. "Una stima prudenziale", la definisce il sottosegretario all'Economia, Giuseppe Vegas. Che esclude anche il ricorso del governo alla fiducia per far passare la manovra indenne dall'esame parlamentare. Se tutto andrà secondo le previsioni il Senato chiuderà la seconda lettura entro giovedì 19 dicembre e la Camera apporrà il suo timbro finale entro lunedì 23. Ma vediamo nei dettagli i vari capitoli della maxisantoria fiscale.

    ICI, BOLLO, TASSA RIFIUTI. Dall'Ici al bollo auto, fino alla tassa sui rifiuti solidi urbani Regioni, provincie e comuni possono stabilire "la riduzione dell'ammontare delle imposte e tasse loro dovute, nonch l'esclusione o la riduzione dei relativi interessi e sanzioni". Le agevolazioni possono essere introdotte anche in caso di procedure di accertamento già in corso. In questo caso è prevista la sospensione del procedimento giurisdizionale "in qualunque stato e grado".

    SCONTO PER ILLECITI GIA' ISCRITTI. Sconti fiscali del 75%, e nessun interesse di mora, nei casi di illeciti già inscritti a ruolo. "In relazione ai carichi in ruolo emessi fino al 30 giugno 1999 i debitori possono estinguere il debito senza corrispondere gli interessi di mora e con il pagamento di una somma pari al 25% dell'importo iscritto a ruolo". Diverse misure di 'sconto' sono previste invece per altre contestazioni, come gli avvisi preventivi.

    CANONE RAI. Anche chi non ha pagato il canone Rai potrà essere "perdonato". L'emendamento alla Finanziaria del relatore prevede infatti che il mancato pagamento del canone fino al 31 dicembre 2002, anche se vi sia un procedimento legale in corso (amministrativo o giurisdizionale) possa essere sanato con il versamento di 10 euro per ogni annualità dovuta.

    AFFISSIONE ILLEGALE MANIFESTI. E' prevista anche una sanatoria per l'affissione illegale di manifesti politici. Le violazioni potranno essere sanate con il pagamento di una 'tassa' massima di 400 euro per violazione.

    IL CONDONO. Consente la regolarizzazione "per tutte le imposte concernenti tutti o più periodi d'imposta per i quali i termini per la presentazione delle rispettive dichiarazioni sono scaduti entro il 31 ottobre 2002". Va presentata una dichiarazione integrativa entro il 16 marzo e prevede il pagamento di una maggiorazione percentuale del 20% sulle imposte versate ogni anno: la percentuale scende al 18 e al 15% se si erano versati più di 10 o 20 mila euro di imposta. Per l'Iva invece l'importo dovuto è pari al 2% dell'imposta relativa alle operazioni imponibili effettuate e al 2% dell'imposta detraibile nello stesso periodo. L'adesione al condono consente di evitare futuri accertamenti e anche contestazioni per alcuni reati: dichiarazione fraudolenta con fatture inesistente o mediante artifizi, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione e occultamento o distruzione di documenti contabili.

    IL CONCORDATO. E' per le imprese più piccole (fino a 5,164 milioni di euro, contro i 10 milioni precedenti), estende i propri effetti fino al 31 ottobre 2002. Il meccanismo, inoltre, sarà attuato con meccanismi di autoliquidazione, senza cioè l' invio di lettere da parte del fisco come è avvenuto nel passato.

    INTEGRATIVA SEMPLICE. E' la regolarizzazione che si ottiene presentando una dichiarazione integrativa entro il 16 marzo 2003 e permette di sanare le imposte sui redditi, le addizionali, l'Iva, l'Irap e i contributi previdenziali.

    SCRITTURE CONTABILI. E' possibile sanare i maggiori imponibili o le minori perdite indicate nelle dichiarazioni in base a "nuovi elementi attivi e passivi o variazioni di elementi attivi e passivi" da parte di società di capitale, società di persone, enti e persone fisiche che dichiarano redditi d' impresa.

    SCUDO FISCALE. E' estesa alle società la possibilità di sanatoria per i capitali esportati illecitamente pagando un'imposta del 2,5% sul valore delle attività che si fanno emergere. La regolarizzazione sarà valida per le attività detenute all'estero entro il 31 dicembre 2001. Le imprese possono regolarizzare, inscrivendole nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2002, le attività precedentemente omesse, pagando un'imposta sostitutiva del 15%, maggiorata del 2,5%. Le società potranno cancellare le poste finte di bilancio e questo non comporterà variazioni positive o negative per determinare il reddito su cui pagare le imposte.

    SANATORIA SUCCESSIONI E CATASTALI. Entro il 31 marzo, con la presentazione di una istanza e il pagamento delle imposte dovute con l'aumento del 25% sarà possibile definire le imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni e l'Invim. L'imposta dovuta viene calcolata dall' agenzia delle entrate, il pagamento deve avvenire entro 60 giorni dalla notifica.

    LITI FISCALI. Non è prevista più una soglia limite.
    Potranno essere chiuse pagando 150 euro se il loro valore è fino a 2.000 euro e il 10% se si supera questa soglia. Il versamento va fatto il 14 marzo e può essere rateizzato in sei rate trimestrali se supera i 50.000 euro.

    SCUDO FISCALE ANCHE PER IMPRESE. Anche le imprese potranno beneficiare dello scudo fiscale. In particolare, la norma stabilisce che le società di capitali, quelle in nome collettivo e in accomandita semplice, nonché le persone fisiche e gli enti non commerciali possano regolarizzare le proprie attività illegalmente detenute all'estero fino a tutto il 2001, versando un importo pari al 2,5% del loro valore.

    TASSA FUMO, 20 CENT IN PIU' A PACCHETTO. Arriva in Finanziaria la tassa sul fumo: l'emendamento alla Finanziaria del relatore prevede maggiori entrate "non inferiori a 435 milioni di euro" a decorrere dal 2003. Ma l'aumento del pacchetto di sigarette, invece, non dovrebbe superare i 20 centesimi, secondo quanto indicato dal presidente della Commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini. L'aumento sarà definito da decreti del ministero dell'Economia "entro il 30 aprile del 2003".

    (13 dicembre 2002)

    Poi, vorrei proprio sapere da dove usciranno le risorse per le infrastrutture, al Sud come al Nord...

  7. #7
    Giacobino 1799
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    Repubblica Partenopea
    Messaggi
    2,661
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il paradiso fiscale
    GALAPAGOS
    Nel maxicondono fiscale - in tutto, dodici specifiche sanatorie - c'è solo l'imbarazzo della scelta. Tutto è sanabile, tutto è tombale, visto che il governo nel maxiemendamento presentato ieri ha deciso che la «vendita delle indulgenze» metterà una croce sui peccati del passato - anche quelli penalmente rilevanti - e garantirà a tutti il paradiso fiscale. E chi ha evaso di più il fisco sarà maggiormente premiato, visto che per gli evasori più sfacciati è prevista una sanatoria che fa riferimento alle cifre denunciate. Il maxicondono viene presentato come provvedimento «democratico»: non fa differenze di classe, di censo o di figura, partendo da un presupposto: chi non ha scheletri nell'armadio? Questo significa che a beneficiarne saranno indifferentemente le persone fisiche e le società. L'unica cosa non prevista è che ai poveri disgraziati che hanno pagato fino all'ultima lira di imposte venga elargito un «premio di fedeltà», magari un titolo di cavaliere.

    Alle società è esteso anche il provvedimento pudicamente definito lo scorso anno «scudo fiscale», cioè la sanatoria per i soldi clandestinamente esportati all'estero. Grazie a quel provvedimento, ci ha garantito Tremonti, dall'estero sono già rientrati oltre 100mila miliardi di lire. Quello che sta per essere varato, giurano, frutterà ancora di più. Saranno i cassintegrati Fiat a fare la corsa per far rientrare i soldi nascosti all'estero? O saranno «i pirati della lira» che approfitteranno della nuova finestra con la certezza che di questo governo si possono fidare? O saranno le imprese, che grazie alla nuova versione dello scudo fiscale potranno dare un colpo di spugna ai falsi in bilancio costruiti con i fondi neri all'estero?

    Tutto sarà condonabile, anche il canone Rai evaso in passato. Il «condono Rai» arriva nello stesso giorno in cui si conferma che Enzo Biagi non apparirà più in tv. Un «comunista» in meno sullo schermo, ma speriamo anche migliaia di persone che eviteranno di sovvenzioanre la tv di stato berlusconiana.

    Altra novità: il governo dopo la figuraccia sulla ricerca (ha fatto scalpore sulla stampa di tutto il mondo la notizia della dimissione di massa dei rettori delle università) ha deciso di mettere una addizionale fiscale sul tabacco. Destinata, appunto, alle università e alla ricerca. Viene presentata come una tassa finalizzata. Mentono: il gettito previsto (tra i 400 e i 500 milioni di euro) solo in piccola parte, la metà al massimo, finirà alla ricerca.

    Per ora l'unico condono non previsto è quello edilizio, ma - ci potete scommettere - nei prossimi giorni farà di nuovo capolino, magari sotto forma di emendamento presentato da qualche deputato meridionale del Polo. Quasi sicuramente di An. E questo perché il governo ha una fame illimitata di soldi, visto che è in una fase di tracotante disperazione finanziaria ben rappresentata dall'iter di questa legge finanziaria. Mai nella storia delle finanziarie un governo aveva varato una legge di bilancio sentendo il bisogno di modificarla successivamente con maxiemendamenti nei due rami del parlamento, come è accaduto quest'anno. Il fatto è che il primitivo testo (quello presentato a fine settembre) era un falso clamoroso; che il primo emendamento (alla camera) servì unicamente a bloccare il dibattito; che il secondo (al senato) serve a tappare i clamorosi fiaschi di Tremonti. Tanto a natale nessuno avrà da obiettare. E se dai banchi dell'opposizione qualcuno ci proverà, il governo ha già pronta «la fiducia». Ma la fiducia di chi?


    da www.ilmanifesto.it

  8. #8
    Giacobino 1799
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    Repubblica Partenopea
    Messaggi
    2,661
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Eccoli qua i vagiti della ripresa economica...

    Flessione annua del 2,1%, meno 2,6% nei primi dieci mesi del 2002
    In aumento solo legno, energia elettrica, gas e acqua
    Produzione industriale
    in calo anche a ottobre


    ROMA - Nuove brutte notizie sul fronte dell'economia. A ottobre, infatti, la produzione industriale è ancora in calo. Secondo i dati diffusi dall'Istat, la diminuzione è stata pari al 2,1 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno, mentre l'indice netto dei fattori stagionali ha fatto segnare una diminuzione dello 0,9 per cento. "Dopo due mesi positivi, sono seguiti due mesi negativi per la produzione industriale, che non accenna a riprendersi", nota l'Istat, sottolineando che la produzione media giornaliera ha fatto segnare una flessione tendenziale del 2 per cento (i giorni lavorativi sono stati 23 come nell'ottobre del 2001). Nel periodo gennaio-ottobre del 2002, rileva ancora l'Istat, l'indice della produzione industriale è risultato inferiore del 2,6 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2001.

    L'indice della produzione dei beni di consumo presenta, rispetto a ottobre 2001, una diminuzione tendenziale del 3,7 per cento dovuta alla flessione del 15,8 per cento dei beni semi durevoli, mentre la produzione dei beni non durevoli e quella di beni durevoli cresce rispettivamente del 3,1 e del 2,2 per cento. L'indice dei beni di investimento registra una diminuzione tendenziale del 4,8 per cento, che deriva da flessioni del 6,8 per cento per gli altri beni di investimento, del 5,5 per cento per i mezzi di trasporto e del 4 per cento per le macchine e gli apparecchi. L'indice dei beni intermedi presenta un calo tendenziale dello 0,7 per cento dovuto alla diminuzione del 5 per cento dei beni intermedi per beni di investimento e del 3,1 per cento dei beni intermedi per beni di consumo, mentre i beni intermedi a destinazione mista crescono dello 0,4 per cento.

    Nel periodo gennaio-ottobre del 2002, aggiunge l'Istat si riscontrano rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente diminuzioni del 5,2 per cento per i beni di investimento, del 3,1 per cento per i beni di consumo e dell'1,7 per cento per i beni intermedi. Per quanto riguarda l'analisi per settore di attività economica, nel mese di ottobre 2002 le variazioni tendenziali dell'indice della produzione industriale risultano marcatamente positive nei settori del legno e dei prodotti in legno (+12,3 per cento), dell'energia elettrica gas e acqua (+4,5 per cento), delle altre industrie manifatturiere compresi i mobili (+3,5 per cento), degli alimentari bevande e tabacco (+3,3 per cento). Le variazioni tendenziali negative più ampie si registrano invece nei comparti dei tessili e dell'abbigliamento (-15 per cento), delle pelli e delle calzature (-12,9 per cento) e degli apparecchi elettrici e di precisione (-8 per cento).

    Confrontando gli indici della produzione nei vari settori di attività economica indica l'Istat tra il periodo gennaio-ottobre 2002 e il corrispondente periodo del 2001, si registrano aumenti nei settori del legno e dei prodotti in legno (+3,6 per cento), della gomma e materie plastiche (+3,4 per cento), dell'energia elettrica, gas e acqua (+3,2 per cento) e degli alimentari bevande e tabacco (+0,8 per cento). Le diminuzioni più marcate riguardano invece i comparti degli apparecchi elettrici e di precisione (-10,2 per cento), delle pelli e delle calzature (-9,2 per cento) dei tessili e dell'abbigliamento (-8,9 per cento), dei mezzi di trasporto (-7,2 per cento), e della carta per stampa ed editoria (-5,4 per cento).

    (16 dicembre 2002)

    da www.repubblica.it

  9. #9
    Giacobino 1799
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    Repubblica Partenopea
    Messaggi
    2,661
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Un altro vagito della ripresa economica...

    L'inflazione a dicembre cresce al 2,8-2,9% annuo. E' il dato peggiore degli ultimi 15 mesi.

    fonte dell'informazione: adnkronos

  10. #10
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,981
     Likes dati
    3,827
     Like avuti
    14,800
    Mentioned
    3947 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    Eccoli i vagiti.

    Poi questi dati li compariamo con il discorso alla Nazione televisiva che Berlusconi dovrebbe tenere (se non si ammala ancora) il 30 dicembre.


    OSSERVATORIO DELL' ECONOMIA ITALIANA


    Consumatori: la fiducia è ai minimi

    Torna a scendere in dicembre il clima di opinione delle famiglie italiane. Peggiorano le aspettative sull'andamento dell'economia e del mercato del lavoro, insieme alla propensione a effettuare acquisti. Pesa la crisi dell'auto.



    Data: 18/12/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Mercoledi'


    Bilancia pagamenti, si aggrava il deficit
    R. E.

    MILANO * Si appesantisce il deficit di parte corrente della bilancia dei pagamenti nei primi 10 mesi del 2002.
    Il conto corrente. Ottobre, secondo i dati diffusi ieri dall'Uic (Ufficio italiano cambi), si è chiuso con un saldo attivo di 257 milioni di euro, in forte peggioramento (quasi 2mila milioni) rispetto ai +2.246 milioni dello stesso mese del 2001.
    Il dato cumulato del periodo gennaio-ottobre evidenzia così un saldo negativo per 3.546 milioni a fronte di un deficit di 22 milioni nello stesso periodo del 2001.
    Il peggioramento, si legge in una nota, è da collegare all'andamento negativo del saldo della voce "redditi" (1.147 milioni di euro), alla riduzione dell'avanzo mercantile (508 milioni) e all'aumento del disavanzo dei "trasferimenti unilaterali" di 383 milioni. Il saldo dei servizi risulta invariato.


    Data: 17/12/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Martedi'


    Ref: frena anche dicembre L'attività si riduce dello 0,8%

    Valentina Ferraris

    NOSTRO SERVIZIO

    MILANO *c I volumi prodotti a dicembre crescono su base annua dell'1,5%, secondo le stime dell'indicatore elettrico Ref, ma tale incremento è da ricondurre totalmente alla differenza di giorni lavorativi. Dicembre 2002 conta infatti un giorno lavorativo in più rispetto al 2001. La variazione tendenziale dell'indice rettificato è invece pari a -2,6 punti percentuali. La variazione positiva registrata a novembre è da ricondurre soprattutto al confronto statistico con il minimo del ciclo. Il profilo congiunturale, migliorato nel terzo trimestre, peggiora infatti a fine anno. Nel quarto trimestre la variazione rispetto al periodo precedente è, in base al dato Istat di ottobre e alle stime Ref, negativa e pari a 0,7 punti percentuali. Nell'ultimo bimestre l'indice destagionalizzato resta sui livelli medi toccati nel bimestre precedente, pur con ampie oscillazioni mensili: dopo il rimbalzo stimato per novembre, a dicembre si registra, sempre in base alle stime, una nuova battuta d'arresto, pari allo 0,8%, e l'indice si attesta a quota 104,1.
    Il 2002 chiude quindi con una contrazione della produzione a parità di giorni lavorativi di 2,3 punti percentuali rispetto al 2001, quando l'attività produttiva registrò una riduzione dell'1,3 per cento.

    Data: 17/12/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Martedi'


    La produzione ristagna ancora
    Congiuntura - Istat: in ottobre flessione mensile dello 0,9% e del 2,1% su base annua, un risultato peggiore rispetto alle aspettative degli analisti

    Vincenzo Chierchia

    MILANO *c La produzione industriale, a sorpresa, in ottobre registra una flessione del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso mentre la produzione media giornaliera ha evidenziato un calo tendenziale del 2% (i giorni lavorativi sono stati 23 come ottobre 2001). L'indice destagionalizzato della produzione ha segnato una diminuzione dello 0,9% rispetto al mese di settembre 2002. L'Istat ha poi comunicato ieri che nei primi dieci mesi dell'anno la flessione della produzione su base tendenziale è del 2,6 per cento.

    Data: 14/12/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Sabato


    L'export tiene solo al Centro
    Istat: male Nord-Ovest e Mezzogiorno

    Elio Pagnotta

    NOSTRO SERVIZIO

    ROMA * Nonostante i sintomi di recupero che si sono avvertiti negli ultimi mesi, le esportazioni italiane hanno girato la boa dei primi nove mesi del 2002 subendo una netta flessione. E soprattutto una flessione che ha coinvolto quasi tutte le regioni, colpendo anche se con diversa intensità tanto il Nord quanto il Mezzogiorno. Il rallentamento del made in Italy tuttavia non dovrebbe impedire alla nostra bilancia commerciale di chiudere il 2002 con un buon margine di attivo (forse sopra i 10 miliardi di euro), così che l'anno che sta per terminare potrebbe essere il decimo consecutivo a far registrare un surplus. Tra il gennaio e il settembre 2002, infatti, l'andamento delle vendite all'estero, secondo i dati resi noti ieri dall'Istat, ha accusato una diminuzione del 3,9% nei confronti dei primi nove mesi del 2001 e il valore delle esportazioni si è abbassato a 194,2 miliardi di euro.

    Data: 12/12/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Giovedi'


    L'inflazione allontana l'Italia dalla Ue
    Competitivit à - Allarme del Centro studi Confindustria: negli ultimi mesi la forbice dei prezzi rispetto all'Europa è arrivata a 0,7%

    F. Re.

    ROMA * L'inflazione italiana torna a correre più velocemente di quella europea, trainata da una spinta dei prezzi al consumo che spesso non trova giustificazioni, e da una "percezione" dell'inflazione superiore alla sua crescita reale ma che poi finisce essa stessa per alimentare il fenomeno.
    Problema grave, avverte la Confindustria: la perdita di competitività è così inevitabile. Contromosse? Urgenti, anche se relativamente agevoli. La pressione dei fattori esterni (prezzi internazionali della materie prime, bolletta energetica) non è particolarmente allarmante. Ma per correggere lo scenario la terapia non può che muoversi lungo due direttrici: da una parte l'accelerazione dei processi di liberalizzazione per incentivare la concorrenza nei settori economici fondamentali, dall'altra la politica dei redditi secondo le linee di fondo già indicate nel grande accordo del '93.

    Data: 12/12/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Giovedi'


    Le imprese sono più pessimiste

    Isae: a novembre è peggiorato il clima di fiducia sul futuro dell'economia


    MILANO * Le imprese manifatturiere ed estrattive sono pessimiste per l'andamento degli investimenti nel 2002: la spesa nominale per gli investimenti dovrebbe infatti diminuire quest'anno del 5,5 per cento. Lo rileva l'inchiesta mensile condotta a novembre dall'Istituto di studi e analisi economica (Isae). Il calo degli investimenti sarà forte per le imprese di grande dimensione (-10%) e per le piccole (-7,7%). Le medie imprese, invece, hanno annunciato un consistente aumento degli investimenti, stimabile nel +13,1 per cento.
    Negative anche le previsioni per il prossimo anno: per l'attuale incertezza sulle prospettive del ciclo italiano e internazionale, le imprese interpellate dall'Isae hanno affermato di avere in programma un'ulteriore forte contrazione della spesa nominale anche per il 2003, stimabile per ora nel -12,2 per cento.

    Commercio: Bille', dato vendite indica rischio recessione
    18/12/2002 13:12
    Roma, 18 dic - "I dati non ci portano a parlare di aumento ma di stagnazione, se non di recessione". Il presidente Confcommercio, Sergio Bille', commenta cosi' il dato sul commercio al dettaglio di ottobre. "Se depuriamo la componente inflativa - spiega - abbiamo una diminuzione dei consumi addirittura dello 0,1%, e piu' consistente nelle piccole e medie imprese del commercio". Per il 2003 Bille' sollecita "una politica del tutto nuova".

    Entrate tributarie: Tesoro, in 10 mesi a 245,7mld, -2,5%
    18/12/2002 16:35
    (E11) Entrate tributarie: Tesoro, in 10 mesi a 245,7mld, -2,5% Irpef sale di 935 mln, tonfo dell'Irpeg Roma, 18 dic - Nei primi 10 mesi 2002 le entrate tributarie dello Stato sono ammontate a 245,772 mld euro, il 2,5% in meno sullo stesso periodo 2001. Tra le imposte dirette, comunica il Tesoro, l'Irpef e' cresciuta di 935 mln, a 96,057 mld, mentre l'Irpeg e' diminuita di 2,657 mld per un totale di 16,264 mld. Tra le imposte indirette, tra gennaio e ottobre, il gettito dell'Iva e' salito del 3% (+2,056 mld). Cresce dell'1,3% l'Irap.

    Data: 07/12/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Sabato


    Grandi imprese, posti in calo
    L'Istat segnala: a settembre è continuata la caduta degli occupati (-3,5%)

    Elio Pagnotta

    NOSTRO SERVIZIO
    ROMA * La tendenza al calo dell'occupazione nelle grandi imprese continua a farsi sentire, tanto nell'industria quanto nei servizi. In settembre, infatti, nelle industrie di maggiori dimensioni si è verificata una diminuzione degli addetti del 3,5% su base annua e nel settore dei servizi la flessione - seppur più contenuta - ha raggiunto lo 0,6%, sempre su base annua. Un ridimensionamento dovuto in parte ai profondi processi di ristrutturazione e razionalizzazione delle aziende più grandi, ma soprattutto al ritardo della ripresa economica.
    La crescita del mercato del lavoro si conferma dunque un fenomeno destinato a lasciare ai margini le maxi-imprese, molto probabilmente indirizzate verso altri tagli della manodopera. Non a caso, nei confronti del settembre dell'anno passato, sono stati sacrificati circa 27.100 posti nell'industria e altri 6.500 nel terziario.
    Per le grandi imprese si tratta di un taglio che in settembre ha superato largamente i 33mila addetti su base annua.



    Data: 30/11/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Sabato


    Le cifre del <distacco>

    Rossella Bocciarelli La competitività italiana soffre su tre fronti, ha spiegato Cottarelli: su quelli di prezzi e costi, c'è il problema di un'inflazione strisciante che è dello 0,75% superiore alla media europea, dell'1% in più di quella francese e del 2% in più di quella tedesca. Questo significa automaticamente perdita di competitività, visto che non esiste più la possibilità di svalutare. Bisognerebbe compensare con i salari (e spetterebbe al settore pubblico dare un segnale di moderazione, ma lo scorso anno non è stato così); ma secondo il Fmi occorrerebbe anche differenziare i salari fra Nord e Sud Italia e aumentare la concorrenza. Il secondo fronte, per gli economisti di Washington, si chiama finanza pubblica, con una pressione fiscale ancora troppo alta a fronte di una spesa corrente che non si riesce a ridurre. Il terzo riguarda la necessità di introdurre maggiori liberalizzazioni, tanto sul mercato del lavoro quanto su quello dei prodotti e dei servizi. Tempo da perdere, del resto, non c'è: come spiega il Bollettino Bankitalia, nei primi sei mesi del 2002, mentre il commercio mondiale cresceva a un ritmo tendenziale del 4,2%, le esportazioni italiane hanno subito una flessione del 2,4%, e gli investimenti fissi lordi si sono ridotti del 5,8%.
    ROSSELLA BOCCIARELLI

    Ed ora passiamo alle divertenti notizie del Governo.

    Urso, segnali di ripresa nel terzo trimestre
    13/12/2002 13:51
    Roma, 13 dic - Per l'export ci sono "forti segnali di ripresa, come si evidenzia dall'andamento delle esportazioni nei tre trimestri di quest'anno". Lo sottolinea il vice ministro delle Attivita' Produttive Adolfo Urso commentando i dati diffusi dall'Istat. Nel primo trimestre, sottolinea, il calo e' stato del 12,8%, nel secondo e' stato del 5,1% mentre "nel terzo si registra una netta inversione di tendenza con una crescita del 4,1%" sul 2001.


    Data: 17/12/2002
    Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Martedi'


    Marzano: l'Italia non è in declino


    Rossella Bocciarelli

    ROMA *'Italia non è al declino e non è vero che ha <le pile scariche>. É solo <un Paese che attraversa una bassa congiuntura, che interessa l'Europa in generale oltre agli Stati Uniti>. Il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, respinge i giudizi del Censis, ma ammette che la ripresa economica arriverà verso il prossimo settembre, non prima. <Sono sconcertato dall'idea che ci sia un declino - ha detto Marzano, che ieri è intervenuto alla presentazione dell'ottavo rapporto sull'industria italiana di Capitalia (si veda <il Sole-24 Ore> del 15 dicembre) - perchè vedo in realtà molti segni di vitalità che non riguardano tanto le grandi imprese quanto le piccole e le medie imprese.

 

 
Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Vagiti di ripresa secondo Billè: siamo sull'orlo della stagnazione...
    Di patatrac (POL) nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 29-01-17, 12:43
  2. Vagiti di ripresa e dintorni: recessione!
    Di patatrac (POL) nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 10-09-03, 19:38
  3. Vagiti di ripresa e dintorni: crolla la produzione industriale a maggio
    Di patatrac (POL) nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 14-07-03, 19:49
  4. Vagiti di ripresa e dintorni: il centrosinistra avanza in tutta Italia...
    Di patatrac (POL) nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 11-06-03, 11:49
  5. Ripresa economica: più che vagiti, sono rantoli...
    Di patatrac (POL) nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 17-04-03, 19:50

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito