Sarebbe l'ora che l'Italia si assumesse la sua responsabilità nei confronti degli esuli e dei loro discendenti. Poiché il contenzioso con la Slovenia non è chiuso,
Ho letto che l'onorevole Fassino nel libro «Per Passione» si è occupato del contenzioso tra l'Italia e la Slovenia e che lui è «convinto che solo riconoscendo gli errori si può evitare di ripeterli». Fassino racconta che nel 1996 fu ordinato dall’allora premier Prodi, a sua volta sollecitato da Clinton, di andare in Slovenia e chiudere il contenzioso su i beni degli esuli. Secondo Fassino, Prodi gli confidò che Clinton disse: «Chiudete il conflitto con la Slovenia... Fai entrare Lubiana nell'Ue» e che le resistenze dell'Italia erano una «miopia provinciale pericolosa». Non capisco perché in quel caso Prodi e Fassino erano così pronti ad agire secondo il «volere» di un presidente americano con nessun potere negli affari dell'Ue. Mentre recentemente, Prodi, nella veste di presidente della Commissione europea, e Fassino li abbiamo visti agire contro il «volere» di un presidente americano determinatissimo. Entrambi non si sono fatti tanti problemi, sfidando l’attuale Presidente americano Bush, a stare sulle barricate, sia in Europa, sia in Italia, per protestare contro l'intervento militare in Iraq. Ritengo molto più credibile che un presidente americano faccia pressing per l'allargamento a Est della Nato che non dell’Ue, per ovvi interessi strategici. Non metto in dubbio che i presidenti americani abbiano appoggiato la candidatura di alcuni Stati nell'Ue. Però abbiamo visto che queste cosiddette sponsorizzazioni americane, a volte vengono respinte, anche pubblicamente. Altro fatto incontestabile è che durante l'amministrazione Clinton, la Slovenia fu più volta richiamata a fare di più nell'ambito della denazionalizzazione dei beni immobili espropriati e nazionalizzati dall’ex-regime jugoslavo comunista. Inoltre, confermo che politici americani continuarono, nel 2001 e nel 2002, a richiamare la Slovenia riguardo alla denazionalizzazione, come fece anche l'ambasciatore Usa a Lubiana, Young.
Purtroppo, la Slovenia ha un altro sponsor di spicco per l'ingresso nella Nato e nell'Ue, l'Italia! Questa stessa Italia, dove si stabilirono circa 280.000 dei 350.000 esuli italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia. Credo che sarebbe l'ora che l'Italia si assumesse la sua responsabilità nei confronti degli esuli e dei loro discendenti. Poiché il contenzioso con la Slovenia non è chiuso, occorre che il Parlamento italiano non ratifichi l'ingresso della Slovenia nell'Ue, utilizzando il diritto di veto, previsto dal Trattato di Maastricht, per costringere Lubiana a negoziare una soluzione giusta e morale per i beni degli esuli. L'Italia ha un'opportunità irripetibile, per farsi perdonare, almeno in parte, gli errori commessi. Errori come l'appoggio del Pci alle pretese dell’ex-Jugoslavia su terre italianissime, il mancato plebiscito anche a causa di una strategia poco chiara del governo «costituente» italiano, l'avallo dei governi italiani dal 1949 in poi degli espropri illegali da parte dell’ex-regime jugoslavo comunista dei beni degli esuli italiani, per pagarsi illegalmente i danni di guerra, il Trattato di Osimo e il mancato indennizzo di «5000 miliardi di lire» tanto promesso proprio dall'onorevole Fassino.
Avv. Giovanni De Pierro
Presidente di Alleanza italiana Istria, Fiume, Dalmazia




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