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  1. #1
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    Predefinito Clamoroso: Italia sotto inchiesta UE per la libertà di informazione

    Leggete, roba che scotta....

    Tratto da http://www.repubblica.it/2003/i/sezi...chiestaue.html


    L'Europarlamento applica l'articolo 7 del Trattato di Nizza: è la prima volta nella storia della Ue
    Ue, Italia sotto inchiesta
    "Libertà d'informazione a rischio"
    La procedura punta a verificare il rispetto
    dei diritti democratici fondamentali
    di ANDREA BONANNI


    Una seduta dell'Europarlamento

    STRASBURGO - Il Parlamento europeo, nel corso di una seduta a porte chiuse dei coordinatori della Commissione Libertà pubbliche, ha deciso ieri sera di avviare un'inchiesta sui "rischi di gravi violazioni dei diritti fondamentali di libertà, di espressione e di informazione in Italia". Si tratta di un passo senza precedenti nella storia comunitaria. Per la prima volta viene avviata la procedura prevista dall'articolo 7 del Trattato dell'Unione europea che potrebbe portare ad una serie di sanzioni contro il Paese il cui governo si fosse reso responsabile di violazioni dei principi democratici fondamentali su cui si basa l'Ue. Le sanzioni possono arrivare fino alla sospensione del diritto di voto del Paese incriminato.

    La decisione, già di per sé clamorosa, è resa ancora più bruciante dal fatto che proprio il governo italiano messo sotto inchiesta esercita in questo semestre la presidenza di turno dell'Unione europea. L'articolo 7, approvato dal Trattato di Nizza in seguito al caso Haider, attribuisce il diritto di far partire la procedura di messa in mora di un Paese per comportamento antidemocratico sia al Parlamento europeo, sia alla Commissione, sia ad un terzo degli stati membri. Già in passato il Parlamento aveva ripetutamente criticato l'Italia per l'eccessiva concentrazione dei media nelle mani del capo del governo e per la mancata risoluzione del conflitto di interessi. Ma è la prima volta che, dalla condanna politica, si passa ad una indagine formale.

    Dall'avvio della procedura deciso ieri ad una eventuale conclusione di sanzioni sulla base dell'articolo 7 dei Trattati, la strada è però molto lunga e, per fortuna, difficilmente si arriverà ad una vera e propria condanna dell'Italia. La decisione dei coordinatori della Commissione sarà ora notificata alla riunione dei capi dei gruppi parlamentari. Quindi si procederà alla nomina di un relatore (si pensa ad una personalità al di sopra delle parti) che dovrà preparare il proprio rapporto. Se il rapporto dovesse confermare l'esistenza di un "rischio di gravi violazioni delle libertà fondamentali in Italia" , verrà sottoposto al voto dell'assemblea plenaria che, con una maggioranza di due terzi, potrà chiedere l'avvio della procedura al Consiglio dei ministri, che può chiedere a sua volta ad una personalità indipendente di condurre un'inchiesta sulle presunte violazioni.
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    Quindi, con una maggioranza di quattro quinti (il paese incriminato non può votare), può convocare il governo responsabile delle violazioni, impartirgli una serie di disposizioni per sanare la situazione e comminare con un voto a maggioranza qualificata una serie di sanzioni compresa la sospensione del diritto di voto.

    La procedura avviata ieri parte dalla constatazione di una possibile violazione in Italia dell'articolo 6 del Trattato dell'Unione che dice: "L'Unione è fondata sui principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e dello stato di diritto che sono comuni agli Stati membri".

    Il 4 settembre, per la seconda volta il Parlamento europeo aveva approvato il rapporto annuale sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione per il 2002 muovendo gravi accuse all'Italia. In particolare aveva dichiarato di deplorare "che in Italia rimanga una situazione di concentrazione mediatica nelle mani del Presidente del Consiglio senza che venga adottata una normativa sul conflitto di interessi".

    L'anno scorso rilievi analoghi erano stati mossi all'Italia nella relazione sui diritti fondamentali per il 2001. E' stato in seguito a queste prese di posizione che un nutrito gruppo di deputati socialisti, dell'estrema sinistra, verdi e liberali avevano chiesto l'avvio della procedura prevista dall'articolo 7. La richiesta è stata trasmessa alla Commissione Libertà pubbliche i cui coordinatori ieri hanno scelto di far propria l'iniziativa.

    La decisione è stata adottata con il solo voto contrario del rappresentante del Ppe, l'austriaco Pirker, spalleggiato dal vicepresidente Santini, di Forza Italia. A favore si sono pronunciati l'italiano Di Lello, sinistra unitaria, la socialista Teron, il radicale Turco, la liberale Boogerd e la verde Sorensen.

  2. #2
    Vox
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    Accidenti... all'europarlamento ROSSO...

    Qualcuno sosteneva che il conflitto d'interesse non è un problema... chissà forse è davvero una risorsa...

    Al cantar l'uccello...

    B.

  3. #3
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    Ce n'hanno messo di tempo...

  4. #4
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    Un paio d'anni fa il neoeletto presidente del Kazakhistan intestò la tv di stato a sua moglie. Interrogato su ciò da un giornalista della Bbc, il presidente gli disse di occuparsi prima del caso italiano

  5. #5
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    In Origine Postato da DrugoLebowsky
    Un paio d'anni fa il neoeletto presidente del Kazakhistan intestò la tv di stato a sua moglie. Interrogato su ciò da un giornalista della Bbc, il presidente gli disse di occuparsi prima del caso italiano
    Appunto; ce n'hanno messo di tempo...

  6. #6
    Super Troll
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    ma certo.... il risultato di questa inchiesta la sapremo quando il berlusca perderà le elzioni...
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

 

 

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