Scalfari non sarebbe un calunniatore
Mandato da Gianni Pardo Domenica, 14 Settembre 2003, 164 uur.
La lenzuolata d’articolo domenicale di Scalfari, sulla Repubblica, è preziosa e di valore letterario. Da una vita sentiamo citare la shakespeariana celebrazione di Cesare da parte di Antonio. Per accusare Bruto, Antonio lo loda continuamente ("Ma Bruto è un uomo d’onore!") ma lo accusa nei fatti. Scalfari non è un imitatore e non usa il procedimento di Shakespeare. Infatti, per accusare Berlusconi, usa il procedimento inverso: dichiara che i fatti non sono veri – o comunque lui non sa se sono veri – ma Berlusconi è colpevole.
Cominciamo tuttavia con una nota umoristica. Per le carte svizzere di Telekom Srbija Barbapapà comincia col dire che si tratta di 2.500 pagine e poi aggiunge che "Da un primo esame compiuto dai commissari non risultano in alcun luogo e in alcun modo, né diretto né allusivo, tracce degli uomini politici chiamati in causa da Marini". Ora è lecito chiedersi come si possa, in pochi minuti, o anche in poche ore, compiere un esame che, pur rimanendo un "primo esame", esclude che ci siano certi riferimenti a nomi o fatti "in alcun luogo e in alcun modo, né diretto né allusivo". Per affermare che una cosa non esiste "in alcun luogo e in alcun modo, né diretto né allusivo", magari solo in un libro di trecento pagine, non basta un primo esame, ce ne vuole un secondo, un terzo ed anche un quarto. Solo se il testo fosse digitalizzato e trasformato in file si potrebbe, col comando "Trova", constatare che non esiste la parola "Fassino". Ma come escludere che di lui si parli come del "segretario dei Ds"? O anche come del "filiforme dirigente comunista torinese che di nome va Piero"? Dunque Scalfari spara stupidaggini contando su un pari livello dei suoi lettori. Ma il meglio deve ancora venire.
Afferma Scalfari: "sembra che il Capo li abbia incitati [i commissari della Telekom Srbija) a perseverare; non so se sia vero". E aggiunge: "Se fosse vero, lo ripeto", ma lui non sa se sia vero, "sarebbe grave e anzi gravissimo: avremmo infatti un presidente del Consiglio che suggerisce (ordina?) ai commissari dei partiti della maggioranza il comportamento e la tattica che debbono seguire". Ma lui non sa se sia vero. Ne conseguirebbe, uno potrebbe pensare, che Scalfari s’informasse, prima di parlare. Diversamente qualcuno potrebbe dire che "sembra" che sua moglie batta i marciapiedi vicini alla stazione. "Io non so se sia vero, ma l’ho letto da qualche parte". E, se fosse vero, "sarebbe gravissimo". Magari aggiungendo tra parentesi, così come lui aggiunge "(ordina?)", "quella signora batte il marciapiede (a prezzi stracciati?"). Non credo che l’anziano giornalista gradirebbe.
Ma egli non si ferma. "Perseverate, avrebbe detto". Avrebbe detto? Così come sua moglie avrebbe detto: "Vieni, bello, ti farò godere!"?
"Ma può il capo dell'esecutivo interferire nei lavori d'una commissione d'inchiesta? Evidente che non può". No, infatti, e chi gliel’ha detto che l’abbia fatto? Lui stesso dice di non saperne niente. Perché insiste, allora? È come se io proseguissi dicendo che sua moglie "Ha forse bisogno di quel denaro, per sopravvivere? Certo che no. Lo fa solo per vizio, come Messalina".
Ma Scalfari non si ferma dinanzi a nulla e dà consigli anche a Trantino. "Forse lo specchiato presidente di quella commissione dovrebbe andare a fondo su questa questione tutt'altro che marginale. Per esempio interrogando i giornalisti che hanno pubblicato quella notizia". Qui l’intellettualmente onesto Scalfari (onesto come Trantino è specchiato) suggerisce a Trantino un’operazione di cui non crediamo abbia il potere, e per la quale sarebbe immediatamente accusato di attacco alla libertà di stampa ed instaurazione del regime nazista. Perché non li interroga lui, Scalfari, prima di pubblicare sciocchezze sul secondo giornale d’Italia (per diffusione, non per altro, per diffusione)?
Come conclude Scalfari? Riferendo le parole di Berlusconi. "Perseverate, avrebbe detto il presidente del Consiglio". Avrebbe detto. Condizionale passato. Invece qui si può dire: "Scalfari scrive calunnie". Indicativo presente.
Giannipardo 14 settembre 2003


4 uur.
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