Ricordate? Il 3 luglio del 2002, Claudio Scajola era costretto a dimettersi da ministro dell'Interno per aver dato del "rompicoglioni" a Marco Biagi, il consulente del governo senza scorta assassinato a Bologna dalla Br. E il Cavaliere lo premiò facendolo coordinatore di Forza Italia. In autunno, però, Scajola ebbe un altro premio, questa volta dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza: un lussuoso appartamento ai Parioli del valore di due miliardi e cento milioni di lire - salone, camino angolare, quattro stanze da letto, quattro bagni, una megacucina, due terrazzi, box e cantina - a titolo ovviamente ovviamente gratuito (fonte Articolo 21). L'appartamento, di cui Scajola gode tuttora, era stato sequestrato a un camorrista e destinato "per finalità di ordine pubblico, in modo rigorosamente transitorio, a favore di personalità istituzionali in relazione all'incarico rivestito". Nel caso, non sembrano sussistere né la "transitorietà" della destinazione, né la fattispecie dell'"incarico rivestito", a meno ovviamente che non si voglia considerare Forza Italia una istituzione pubblica e l'impudenza di fornire alle vittime di terroristi la patente di "rompicoglioni" una funzione pubblica.
DON PANCRAZIO
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