ESPERIENZE EXTRACORPOREE
UNA INTERPRETAZIONE RAZIONALISTICA...
di Lynne Levitan e Stephen LaBerge
http://www.xmx.it/obe-LevianLaBerge.htm
Dal sito http://www.xmx.it/index.htm


ESPERIENZE EXTRACORPOREE
UNA INTERPRETAZIONE RAZIONALISTICA...
di Lynne Levitan e Stephen LaBerge
http://www.xmx.it/obe-LevianLaBerge.htm
Dal sito http://www.xmx.it/index.htm


Esiste una fiorente letteratura che racconta, generalmente in termini soprannaturali, come molte persone (soprattutto pazienti sotto chirurgia o vittime di incidenti…) abbiano vissuto esperienze extracorporee, anche se finora non è mai stata fornita alcuna spiegazione scientifica plausibile. Ma un evento casuale ha spinto un team di neurologi svizzeri a ritenere che la chiave potrebbe essere in una zona del cervello.
All'ospedale universitario di Ginevra, il dottor Olaf Blanke e i suoi colleghi stavano studiando tramite elettrodi nel cervello il caso di una donna di 43 anni affetta da epilessia. Diverse volte la paziente aveva descritto la più classica delle esperienze extracorporee: vedeva il suo corpo dall'alto, come se galleggiasse nell'aria sopra se stessa. E succedeva solo quando veniva stimolato con un elettrodo il giro angolare, una zona della corteccia cerebrale destra.
Che la paziente stesse fingendo appare impossibile: nel suo cervello erano impiantati fino a cento minuscoli elettrodi, e non aveva alcuna possibilità di sapere quale sarebbe stato stimolato e quando. Il giro angolare del resto è una zona del cervello che riserva molte sorprese: tra i suoi compiti ci sono la percezione spaziale e corporea e il controllo delle sequenze logiche, e quando non funziona gli effetti sono evidenti. Un paziente che soffre di problemi in quella zona, per esempio, può perdere la capacità di riconoscere le dita delle proprie mani.
Sia Blanke che il dottor Barry Gordon, professore di neurologia all'Università americana Johns Hopkins, pensano che le esperienze extracorporee possano essere messe in relazione a un salto o una rottura nella gestione di informazioni da parte del cervello. Nel caso della paziente di Ginevra, il trauma dell'inserimento degli elettrodi, insieme alla paura che inevitabilmente accompagna un'operazione chirurgica, può essere stata l'evento chiave che ha prodotto l'esperienza extracorporea.
(Articolo messo in rete dalla CNN Italia il 19 settembre 2002 - www.cnnitalia.it)
*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*
L'idea che simili esperienze possano scaturire da alterazioni funzionali in questa regione, in particolare proprio a seguito di epilessia del lobo temporale, era stata avanzata già da molti anni, ma solo sulla base di indicazioni indirette rappresentate, in buona misura, dalla riscontrata sovrapponibilità sintomatologica tra aura epilettica e nucleo centrale dell'OBE. Ora, con l'esperienza riferita dai neurologi svizzeri (Blanke et al. Nature 2002; vol. 419, 19 settembre, pag 269) sembra essere stata raggiunta una prima conferma diretta di questa possibilità. E probabilmente è vero.
C'è da segnalare tuttavia un dettaglio che potrebbe non essere di secondaria importanza. Dalle indicazioni riferite dagli autori di questo studio (cioè le poche parole della paziente, in gran parte riferite qui sopra) si evince che l'esperienza della donna è stata allucinatoria: e infatti nell'articolo si parla esplicitamente di "somatosensory illusions". Le alterazioni delle gambe e del braccio sinistro, non corrispondenti alla situazione reale degli arti, e il fatto che la paziente distingueva solo in parte il proprio corpo, indicano che soggettivamente si è trattato soltanto di una rielaborazione (per di più alterata) delle informazioni percettive afferite attraverso le vie nervose ordinarie. Le OBE si contraddistinguono invece, quasi sempre, per essere esperienze complete, "lucide" e precise sia del corpo di chi ha l'esperienza sia dell'ambiente circostante e di tutto ciò che vi è contenuto. In altri termini, se in entrambi i casi il soggetto ha l'impressione di trovarsi, con il suo "centro di coscienza", fuori dal corpo somatico, in una condizione (cioè nell'OBE vera e propria) le "sensazioni" e le "percezioni" appaiono abbastanza corrette e complete, nell'altra (stimolazione del giro angolare) risultano parziali e illusorie. Questa osservazione non vuol essere una critica all'ipotesi che le OBE derivino da alterazioni funzionali di quei circuiti nervosi; intende soltanto evidenziare che non si sono ancora trovate le risposte a tutto e che si è soltanto all'inizio di un nuovo (e probabilmente molto promettente) percorso di ricerca.
Massimo Biondi (dal sito www.psichica.it)


Alcuni scienziati che stanno indagando sui fenomeni paranormali sperano di realizzare un super-esperimento in Inghilterra, al fine di scoprire se realmente la mente può andare oltre il corpo, in punto di morte. Lo studio proposto implica l'intervista a persone sopravvissute ad arresti cardiaci, per osservare se si è trattato di reale esperienza extracorporea durante la permanenza sul tavolo operatorio.
“Speriamo di poter contare, nel corso di un anno, su almeno 100 persone che hanno vissuto tali esperienze”, ha affermato il neuropsichiatra Peter Fenwick ai giornalisti, durante il meeting annuale della British Association for the Advancement of Science.
I ricercatori chiederanno a 25 diversi ospedali di posizionare speciali oggetti e immagini attorno alle loro unità cardiache. Ad ogni sopravvissuto che affermerà di aver vissuto un'esperienza extracorporea - dove di solito ci si libra verso il soffitto osservando il processo di rianimazione del proprio corpo - verrà chiesto se ha notato qualcuno degli oggetti posizionati. “Se nessuno dei pazienti ricorderà le immagini sospese - ha detto il dott. Fenwick - avremo la dimostrazione che le esperienze non sono reali, ma che nel cervello probabilmente c’è un meccanismo che crea queste visioni. Se invece ci saranno riscontri, allora si confermerà che la mente si è separata dal cervello”. Fenwick ha inoltre fatto notare che esistono molti casi di esperienze extracorporee, ma scarsi dati concreti.
Alcuni medici svizzeri erano riusciti in precedenza a provocare tali visioni. Avevano utilizzato degli elettrodi per stimolare la circonvoluzione cerebrale nella corteccia destra di una paziente. L’intenzione, tuttavia, non era quella di causare l’esperienza fuori dal corpo: si trattava di una terapia per epilessia.
Fonte: Reuters (notizia aggiornata al 15.09.03)


Silvietta, stai convergendo verso le mie posizioni!![]()
![]()


In Origine Postato da shambler
Silvietta, stai convergendo verso le mie posizioni!![]()
![]()
Eheheh... io dico di no... ma, se c'è da festeggiare, non sarò certo io a tirarmi indietro...![]()
![]()