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Discussione: Berlusconi e gli....

  1. #1
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    Predefinito Berlusconi e gli....

    ....ebrei

    New York. Un amico è un amico anche quando parla in modo inappropriato. Così la pensa Abraham Foxman, capo dell’organizzazione ebraica Anti-Defamation League (Adl) che, nonostante le polemiche della comunità ebraica italiana, ha deciso di premiare Silvio Berlusconi con il Distinguished Statesman Award. “Avrei preferito che non dicesse nulla – ha dichiarato Foxman – ma quello che ha detto non è tanto grave da far terminare il nostro rapporto d’amicizia”. Secondo il New York Sun la comunità ebraica americana è molto più attenta al progetto politico di Berlusconi che alle parole che ogni tanto gli scappano. Foxman ne parla in modo quasi paternalistico, ammettendo la fragilità del premier italiano nell’esprimersi in modo troppo istintivo, ma allo stesso tempo sottolineando l’importanza dell’appoggio che l’Italia ha dato a Israele e all’America nella lotta contro il terrorismo. Non a caso lo stesso premio è stato ricevuto in passato anche da Giulio Andreotti, Jacques Chirac, e Madeleine Albright: l’Anti-Defamation League non sembra preoccuparsi molto del contesto politico dei leader che premia, quanto piuttosto della determinazione con cui sanno difendere gli interessi di Israele.
    Fino all’ultimo si sono sentite voci di dissenso: Franco Modigliani, Paul Samuelson e Robert Solow hanno scritto al New York Times che l’appoggio di Berlusconi a Israele non è sufficiente a giustificare gli strafalcioni storici su Mussolini.
    Ma alla lettera dei tre premi Nobel Kenneth Jacobson, direttore dell’Adl, risponde ricordando le scuse di Berlusconi e la loro accettazione da parte degli ebrei italiani.
    Amos Luzzatto, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche, ha infatti detto di aver superato la polemica e di attendere ora “atti concreti nell’interesse comune”. La festa quindi ci sarà eccome. Nella lista degli invitati alla cena di gala di ieri sera al Plaza Hotel compaiono molti personaggi d’eccezione: il governatore e il sindaco di New York, George Pataki e Michael Bloomberg, Hillary Clinton, Mortimer Zuckerman, editore del Daily News. Ancora in forse Henry Kissinger, che qualcuno vuole atteso anche al Waldorf Astoria per per l’Animal Medical Center Top Dog Gala. Un’accoglienza calorosa che cozza con chi, come Tullia Zevi, continua a considerare questo premio non soltanto inopportuno, ma addirittura offensivo.

    Ruolo vitale per l’Onu, attenzione all’Iran
    Le scelte filo-atlantiche di Berlusconi, confermate nel colloquio di ieri con Bush e Powell, sono strategiche in questi giorni in cui alla 58° Assemblea generale dell’Onu si discute non solo di Iraq, ma anche di multilateralismo, di legittimità internazionale, di lotta al terrorismo e alla proliferazione delle armi di distruzione di massa.
    Come presidente di turno dell’Unione europea, Berlusconi si è accollato il difficile compito di ricomporre la frattura transatlantica. La passeggiata a Manhattan con Chirac è sembrata un buon primo passo: il presidente francese, oltre ad aver confermato l’appoggio alla presidenza italiana dell’Ue, ha moderato i toni nei confronti della politica americana, anche se nel discorso all’Onu sono tornate le critiche nette all’unilateralismo di Bush.
    Nei confronti dell’Eliseo è poi riapparso qualche malumore tra i diplomatici italiani al Palazzo di vetro quando Chirac davanti all’assemblea ha auspicato una riforma del Consiglio di sicurezza con l’accettazione anche della Germania di Schroeder, alleato di Parigi, e del Giappone.
    Cioè, Italia esclusa?
    Proprio mentre Berlusconi si accingeva a pronunciare un discorso istituzionale, che “ha avuto il benestare di tutti i venticinque paesi europei”, e a richiedere un ruolo vitale dell’Onu nel ripristino della sovranità in Iraq e nel mettere in guardia tutti dalla minacciosa ambizione nucleare iraniana. Difficile, ancora una volta, parlare in nome di una politica unitaria spesso vittima degli interessi nazionali, così cari Oltralpe.


    Anche questo è Europa, quella franco-tedesca tanto amata dai passati centrosinistra italiani, governando sottobraccio con l’opposizione di sinistra.

    saluti

  2. #2
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    Il premio come miglior statista dell'anno, conferito al premier italiano dalla lega antidiffamazione americana (organizzazione nata all'inizio del secolo scorso per difendere un ebreo accusato ingiustamente di un delitto sulla base di un pregiuzio razziale), è andato di traverso a taluni personaggi del progressismo mondiale, ma anche a taluni antisemiti residuali della destra italica. Questo dimostra che è una cosa seria, meditata e...........salutare. Non per Berlusconi, ma per l'Italia intera e per il Centro-Destra nel suo complesso.

    Saluti liberali

  3. #3
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    In origine postato da Pieffebi
    Il premio come miglior statista dell'anno, conferito al premier italiano dalla lega antidiffamazione americana (organizzazione nata all'inizio del secolo scorso per difendere un ebreo accusato ingiustamente di un delitto sulla base di un pregiuzio razziale), è andato di traverso a taluni personaggi del progressismo mondiale, ma anche a taluni antisemiti residuali della destra italica. Questo dimostra che è una cosa seria, meditata e...........salutare. Non per Berlusconi, ma per l'Italia intera e per il Centro-Destra nel suo complesso.

    Saluti liberali
    ---------------------------------
    Chissà se farà bene anche a Chirac.
    saluti

  4. #4
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    Sempre più ebrei stanno abbandonando la Francia per Israele o gli USA, preferiscono rischiare di finire fra i kamikaze di Arafat o quelli di Bin Laden..... piuttosto che sopportare il clima antisemita montante in Francia. Chirac si ricorda di combattere gli antisemiti solo quando si scontra con Le Pen.........

    Shalom!!!

  5. #5
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    Dati, statistiche, articoli sulla presunta fuga degli ebrei francesi dalla Francia "antisemita", Pieffebi?

    A me non risulta e so che la comunità francese è la terza al mondo per dimensione.
    E lo è dalla fine della 2nda guerra mondiale.

    L'anti defamation league è quella che protesta per l'ultimo film di Mel Gibson sulla Passione di Gesù.
    Parrebbe che la sceneggiatura metta in cattiva luce gli ebrei.

    Non so come fosse all'inizio sta adl ma so per certo che ora, come dice l'articolo, "l’Anti-Defamation League non sembra preoccuparsi molto del contesto politico dei leader che premia, quanto piuttosto della determinazione con cui sanno difendere gli interessi di Israele".

    Nulla di male, perfettamente legittimo, non capisco che bisogno ci sia di fingere che non sia così.

  6. #6
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    Ma ....basta informarsi, fino a qualche giorno fa c'era un articolo su www.giornale.it (che di solito chiama sharon.....boia), purtroppo non c'è più. Ma con una ricerca di 20 secondi si trovano articoli come questo, addirittura dell'anno scorso, pubblicato sul sito del quotidiano preferito......delle sinistretta massimalista...

    " Aggressioni e attentati in centro di Parigi
    E c'è chi si rifugia nel Fronte Nazionale

    Ebrei in Francia, due paure
    nel mirino di arabi e ultradestra
    Un paese che si è svegliato con davanti agli occhi
    qualcosa che aveva sempre rifiutato e nascosto

    dal nostro inviato PAOLO RUMIZ

    --------------------------------------------------------------------------------
    PARIGI - "Juif!". In Francia la parola "ebreo" ha il suono secco di una rasoiata. Quando arriva, la distingui anche nel rumore. Capita negli Champs Elisées, angolo rue Washington, tra fiumi di turisti. Tre maghrebini sui quindici anni, capelli rasi, mi affiancano, sputano per terra, ripetono "Sale juif", sporco ebreo. È bastato poco: indossare una Kippah, lo zuccotto nero, e portare una borsa di plastica col disegno del candelabro rituale, presa in una boutique del Marais. "Juif!", giù un'altra ghigliottinata. I tre mi guardano dritto negli occhi. Poi il più giovane mi torce la guancia sinistra, ride come un matto. I passanti distolgono lo sguardo. Un plotone di giapponesi non si accorge di niente. La polizia non c'è.

    Non occorre andare in periferia per capire che aria tira per gli ebrei francesi nei giorni della guerra di Sharon. Bastano i Campi Elisi all'ora dello struscio.

    Qui, tra i quartieri chic, la Kippah dovrebbe essere di casa. Questi viali, ride la gente, sono come il canale di Suez, solo che "qui gli ebrei stanno... su tutte e due le rive". Antisemitismo? Parola inadatta alla Francia. Questo non è solo il Paese con più ebrei d'Europa (più di 500 mila). Ha anche sei milioni di arabi, che sono semiti pure loro. E poiché da sei mesi le aggressioni degli arabi contro gli ebrei sono paurosamente aumentate - scuole a fuoco, cimiteri violati - s'è dovuta cercare in fretta un'altra parola. "Antigiudaismo".

    I tre giovanotti se ne vanno trionfanti verso l'Etoile. Un distinto passante si avvicina. "È uno scandalo, monsieur. La polizia non c'è". Dov'è? "Se ne frega, o ha paura". Sospira: "Adesso lei capisce perché perché la Francia vota Le Pen". Non dice: "Io ho votato", ma il tono è trasparente. Insiste: "Gli americani non hanno capito, Israele non capisce. Questo non è un voto antisemita. È il contrario. È un voto per l'ordine, contro i "banlieusards", quelli di periferia che spadroneggiano ovunque. Un voto anti arabo".

    Scena seconda, boulevard Barbès, zona sovraffollata di mercatini e macellerie arabe. Tolgo la Kippah, qui è meglio girare inosservati. Su un muro, il manifesto di una ragazza crocefissa. Il suo nome è "Palestina". Ai piedi della croce, ebrei caricaturali col naso adunco, sintesi postmoderna di Islam e vecchio pregiudizio cattolico. Accanto, campeggia, in spray nero: "Zidane traditore". Proprio lui, l'eroe algerino dei mondiali di Francia. Un musulmano spiega: "A qualcuno non va il suo invito a votare contro Le Pen". Chiedo: ma Le Pen non è anti-arabo? L'uomo fa un gesto largo, come una parentesi. "Le Pen è stato il solo a criticare Israele. Ha incontrato Saddam. Ha capito che Chirac e Jospin sono servi degli Usa, sionisti. Vede, per molti dei nostri, il voto per lui è un voto filoarabo".

    Straordinario. Le Pen non parla mai di ebrei. Dice: lobby, massoneria, organizzazioni occulte. Ma il messaggio filtra. E così il Fronte Nazionale riesce a far passare due segnali eguali e contrari. A farsi votare da arabi antisemiti e magari da ebrei anti-arabi, come a Marsiglia. "È il segno dell'immenso campo libero che il Palazzo gli ha lasciato, tacendo su certi argomenti", commenta Louis Martinez, specialista di Paesi arabi al Centro Studi e Ricerche Internazionali del Quartiere Latino. "La politica vive nelle nuvole, ha perso il contatto con la gente. Si occupa di piste ciclabili e degli escrementi dei cani, mentre pezzi interi di periferia escono dal controllo".

    Radio "J" è una delle tre emittenti degli ebrei di Parigi. Sta in mezzo al ghetto, zona rue Saint Antoine, in cima a una ripida scala semiclandestina. E' qui che arriva per telefono il bollettino delle aggressioni. Una lite fra ebrei Lubavich e algerini in zona Vilette, un'auto a fuoco alla Courneuve, insulti a Orly, bottiglie contro la sinagoga a Saint Denis. E poi scolari inseguiti a Rouen, croci uncinate dipinte sui muri di Grigny La Grande Borne, insegnanti minacciati dagli studenti arabi per aver parlato di Shoah al liceo di Cachan. Sembra il display del pronto intervento in questura. Ma è anche la mappa della débacle della sinistra, dei quartieri operai esasperati che votano Front National.

    "Quello che accade qui agli ebrei è semplicemente il sintomo del crollo dello Stato francese", dice Diana Pinto, che qui studia l'antisemitismo europeo. "La scuola, il sindacato e l'esercito hanno esaurito la loro antica capacità di assorbire le diversità". L'islamista algerino Fouad Allam conferma: "La Francia non integra più, esclude. Il mito dell'Egalité è in frantumi, la geografia urbana produce ghetti, l'universalismo basato sui diritti si scontra col paradigma assoluto della Francia". Così oggi molti giovani cercano l'identità in moschea, ascoltano prediche anti-occidentali. Altri entrano nel gioco delle bande e dei clan.

    Il declino lo misuri alle partite della Nazionale. Quando la Francia vinse i Mondiali nel '98, gli Champs Elisées furono invasi da bianchi, neri e maghrebini, tutti col Tricolore. Ma fu l'ultimo lampo di "Fraternité". Già due anni dopo, per la vittoria agli Europei, ogni immigrato aveva la sua bandiera. Non diceva: appartengo alla Francia. Diceva: esisto in quanto algerino, marocchino, senegalese. Poi arrivò il naufragio; nel 2001, alla storica partita Francia-Algeria. Migliaia di maghrebini fischiarono la "Marsigliese", bottiglie volarono contro i ministri in tribuna. Zidane pianse di rabbia. "Il governo ne uscì sconvolto - racconta Marc Semo, di Libération - ma decise di minimizzare. Disse: ragazzate. E sancì la spaccatura tra la sinistra e la realtà".

    "L'antisemitismo dottrinale, scientifico, è finito", taglia corto Bruno Etienne, uno dei massimi esperti di immigrazione araba. "La violenza urbana attacca gli ebrei perché è di moda l'Intifada, ma domani può cambiare obiettivo. Assalire gli handicappati, i mendicanti, la polizia". "È semplicemente il ritorno al branco di fronte alla scomparsa della religione e della politica. Sono gli incubi di una società lucidamente schizofrenica, che tra la tribù e il McDonald's non ha in mezzo niente. Un mondo impaurito dove Le Pen riesce a far voti tra gli ebrei e contemporaneamente tra gli arabi".

    L'antisemitismo classico è morto davvero? Quello del caso Dreyfuss e del regime di Vichy pare finito, ma qualcosa di nuovo, oscuro e imprendibile, sta crescendo. Per Richrad Prasquier, medico ebreo di piazza Hugo, la Francia è il luogo dove si realizza "il triangolo fra tre antisemitismi: quello del nazionalismo arabo, quello dell'estrema destra, e quello dell'estrema sinistra antimondialista". Mostra un sondaggio recente: l'etnocentrismo è in calo, ma aumenta la convinzione che gli ebrei abbiano "troppo potere".

    A Créteil, a Sudest di Parigi, c'è la più grande Comunità di Francia, e madame Esther Szenkier, ebrea di origine polacca, vive nello sconforto. Il primo gennaio degli arabi hanno bruciato l'asilo della nipotina, e poco dopo un francese di pelle bianca, davanti allo stesso asilo, l'ha avvicinata dicendole: "Vi bruceremo tutti". Esther ha la voce rotta: "Dio sa quanto la parola "bruciare" fa male a una come me che ha i nonni morti ad Auschwitz. Oggi ho paura per i miei nipoti. Avevo giurato di educarli nella pace, e per la prima volta devo dir loro: siate diffidenti. No, non è il messaggio che avrei voluto dare". E poi, con amarezza infinita: "Voglio che Chirac lo sappia. La gente non voterà per lui, ma contro il fascismo".

    Alla vigilia dell'11 settembre Pierre-André Taguieff ha scritto un libro profetico: "La nuova giudeofobia". Dice: "Mai nella Francia del dopoguerra amalgami antisemiti hanno impregnato così profondamente la società, incontrando così poca resistenza intellettuale e politica". Un esempio? Ti dicono "sporco ebreo", e la polizia classifica l'insulto come "atto di inciviltà". Ormai, il termine è diventato un'insulto qualunque, un equivalente di "idiota". Risultato: la banalizzazione. La guardia che si abbassa di fronte a un vocabolario che riconquista spazio fra i giovani.

    La sola parola "antisemitismo" crea nervosismo nelle istituzioni. Non è solo la paura di irritare gli elettori arabi. È anche il paradigma della "Différence" che non molla, la fuga dall'idea di una Francia imperfetta. Michel Zerbib, caporedattore di Radio "J", racconta una reazione isterica di Chirac, durante gli auguri di fine anno alla stampa. "Quando lo invitai alla radio a parlare contro l'antisemitismo, divenne rosso come un semaforo, si mise a urlare in pubblico che in Francia l'antisemitismo non esisteva. E la stampa francese non scrisse una riga sull'episodio".

    Risultato: anche gli ebrei si chiudono nel branco, vivono la sindrome del complotto globale, parlano già di emigrare o rievocano la "Notte dei cristalli", come fosse tornato il nazismo. Olivier Kaufman, giovane rabbino della piccola sinagoga settecentesca di piazza dei Vosgi, capisce il rischio. Ma osserva: "Sono due anni che ci sgoliamo ad avvertire le autorità. Sono due anni che ci dicono: paranoici. Sono due anni che la polizia non arresta nessuno. E allora sa cosa le dico? Sono contento che Le Pen abbia preso tanti voti. Così la Francia la smetterà di dare lezioni di democrazia al mondo intero" .

    (2.- continua)

    (5 maggio 2002)
    "


    Parole quasi sante, per quanto esasperate. Meglio i razzisti dichiarati che gli ipocriti saddamiti amici del terrorista ultra-miliardario e corrotto arafat.
    Shalom!!!!


    P.S = le radici dell'antigiudaismo radicale "cristiano" si fondano sulla storia del Deicidio. Informati. Mica si può vivere credendo alla propaganda dei terroristi criminali delle bande di Arafat, nemici del proprio popolo, della pace, della libertà, dell'onestà, della verità.

  7. #7
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    Predefinito

    In origine postato da Pieffebi
    ... (5 maggio 2002) [/i] "


    Ah ma potevi dirlo prima che intendevi parlare della difficile convivenza tra maghrebini e comunità ebraica, legata a filo doppio al conflitto israelo-palestinese.

    Ma i dati del presunto o preannunciato esodo? Mi interessava avere conferma di questa tua affermazione.

    Ti riformulo la domanda, alla luce di questo mio chiarimento.

    Dati, statistiche, articoli sulla presunta fuga degli ebrei francesi dalla Francia "antisemita", Pieffebi?

    Presumo che fosse una tua illazione senza riscontri effettivi al momento.

    Parole quasi sante, per quanto esasperate. Meglio i razzisti dichiarati che gli ipocriti saddamiti amici del terrorista ultra-miliardario e corrotto arafat.
    Shalom!!!!
    Delirio distillato.

    Perchè non ti rilassi e rimani in tema invece di passare agli insulti?
    Cosa ho detto di male? Ti ho solo chiesto dove avevi letto che gli ebrei francesi stanno emigrando.

    Capisco che infastidisca fare una affermazione e non essere in grado di provarla, ma io che colpa ne ho?

    P.S = le radici dell'antigiudaismo radicale "cristiano" si fondano sulla storia del Deicidio. Informati. Mica si può vivere credendo alla propaganda dei terroristi criminali delle bande di Arafat, nemici del proprio popolo, della pace, della libertà, dell'onestà, della verità. [/B]
    Mullah pfb, scendi dalla sedia e smettila di usare lsd.

    Che c'entra il deicidio? Hai mai letto la Passione di Gesù Cristo nei vangeli? Per non mettere in cattiva luce gli ebrei cosa si deve fare? Riscriverli? O se ci fai un film omettere le parti non gradite?

    L'idea dell'ADL è che gli ebrei appaiono in cattiva luce in quanto vengono accusati alcuni (ebrei) di essere coloro che hanno chiesto l'uccisione di GC (I sacerdoti... se non ti ricordi) e poi la folla (ebrea) che avrebbe scelto barabba invece di GC.

    Ehi, ma questo dice il Vangelo e ne dice anche di peggio.

    A me sembra una idiozia, anche perchè anche i personaggi buoni della sceneggiatura sono ebrei per quanto "eretici".

    Tra l'altro accusare il contenuto del Vangelo di antisemitismo non è (ancora, almeno) una tattica intelligente e produttiva, anzi direi che è controproducente.

    Credi che un film che riprende letteralmente il contenuto dei vangeli sia da condannare?

    p.s. Sulle menate e delirii vari intorno ai palestinesi, saddamiti, arafat ecc. stendiamo un velo pietoso.

  8. #8
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    Predefinito Discutere oggi accusando...

    ...altri di essere "stati" deicidi e controbattere a questa cretina accusa è, senza offesa, ridicolo.
    Duemila e passa anni fa Gesù venne barbaramente ucciso da "palestinesi" e da romani per motivi politici, di ordine pubblico e di religione (almeno per la parte giudea).
    Nessuno poteva "sapere", allora, che "quello" era il figlio di Dio.
    Bisognava "credere".

    Beh, oggi cosa è cambiato? Bisogna sempre credere.
    Quelli erano convinti di aver eliminato un rompiballe, quest'altri lo adorano, oggi, piangendolo come figlio ucciso del loro Dio.

    Io mi limito a "piangere" milioni di persone uccise dai "cristiani", nazisti o fascisti o di altro "colore".
    Uccise con la scusa che comunque erano, e sono, dei rompiballe.

    E fra questi ci metto pure lui, Gesù.

    saluti

  9. #9
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    In origine postato da bom-bim-bom


    Ah ma potevi dirlo prima che intendevi parlare della difficile convivenza tra maghrebini e comunità ebraica, legata a filo doppio al conflitto israelo-palestinese.

    Ma i dati del presunto o preannunciato esodo? Mi interessava avere conferma di questa tua affermazione.

    Ti riformulo la domanda, alla luce di questo mio chiarimento.

    Dati, statistiche, articoli sulla presunta fuga degli ebrei francesi dalla Francia "antisemita", Pieffebi?

    Presumo che fosse una tua illazione senza riscontri effettivi al momento.



    Delirio distillato.

    Perchè non ti rilassi e rimani in tema invece di passare agli insulti?
    Cosa ho detto di male? Ti ho solo chiesto dove avevi letto che gli ebrei francesi stanno emigrando.

    Capisco che infastidisca fare una affermazione e non essere in grado di provarla, ma io che colpa ne ho?



    Mullah pfb, scendi dalla sedia e smettila di usare lsd.

    Che c'entra il deicidio? Hai mai letto la Passione di Gesù Cristo nei vangeli? Per non mettere in cattiva luce gli ebrei cosa si deve fare? Riscriverli? O se ci fai un film omettere le parti non gradite?

    L'idea dell'ADL è che gli ebrei appaiono in cattiva luce in quanto vengono accusati alcuni (ebrei) di essere coloro che hanno chiesto l'uccisione di GC (I sacerdoti... se non ti ricordi) e poi la folla (ebrea) che avrebbe scelto barabba invece di GC.

    Ehi, ma questo dice il Vangelo e ne dice anche di peggio.

    A me sembra una idiozia, anche perchè anche i personaggi buoni della sceneggiatura sono ebrei per quanto "eretici".

    Tra l'altro accusare il contenuto del Vangelo di antisemitismo non è (ancora, almeno) una tattica intelligente e produttiva, anzi direi che è controproducente.

    Credi che un film che riprende letteralmente il contenuto dei vangeli sia da condannare?

    p.s. Sulle menate e delirii vari intorno ai palestinesi, saddamiti, arafat ecc. stendiamo un velo pietoso. [/B]

    Uno che scrive quello che scrivi tu, e senza vergogna (tanto che per mesi, su altro forum, ti ho preso per quello che sai: ed in effetti l'unica differenza fra te e loro è.... che loro sono meno ipocriti) NON ha titolo per usare la parola delirio. Salvo che quando si guarda allo specchio o rilegge quello che ha scritto.
    Infatti solo un delirante antisemita potrebbe affermare che qualcuno di rilievo ha seriamente accusato il contenuto del Vangelo..... di "antisemitismo" (oppure potrebbe farlo un ignorante integrale).
    L'accusa dell'ADL (che può benissimo essere criticata ma non certo irrisa, visti i precedenti storici, che ovviamente sei libero di ignorare, come tutto il resto), è formulata semplicemente al modo in cui una rappresentazione cinematografica cercherebbe (uso il condizionale, io il film non l'ho visto) di risollevare la questione del deicidio (accusa), sottolineando oltre l'evidenza storica, sia pure nella versione delle sacre scritture cristiane (che NON sono un testo di storia), la responsabilità di taluni ebrei riguardo la morte di Croce di Cristo Gesù....per estenderla, apertamente o di fatto, al popolo ebraico in quanto tale. O comunque in modo da suscitare una riprovazione irrazionale nei confronti degli ebrei in quanto tali, colpevolizzandoli astoricamente per un omicidio così rilevante (del Figlio di Dio) commesso comunque 20 secoli fa.
    Questa inopinata estensione, rigettata dalla Chiesa Cattolica post-conciliare e da sempre da quella Ortodossa e da quelle evangelico-calviniste, se fosse esistente, rappresenterebbe quell'eccesso di antigiudaismo "teologico" del tutto nefasto. Eccesso che per quanto motivato da basi religiose o pseudo-storiche, ha comunque titolo di assumere senz'altro la qualificazione di antisemita. Come del resto, secondo Martin Luther King, ogni antisionismo teso a negare legittimità all'esistenza di uno Stato ebraico in Palestina (come di FATTO tutt'oggi fa la direzione arafattiana dell'ANP, al di là dei proclami periodici o delle firme di accordi con "infedeli", prodotte per incantare allocchi occidentali disposti a farsi incantare) coincide con l'antisemitismo.
    Il resto è vuoto assoluto, da EEG piatto.

    Saluti liberali e....Shalom!!!

 

 

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