L'Europa s'è desta: in arrivo sanzioni contro Sua Emittenza


Il Cavaliere ha infranto un altro record. L'articolo sette del Trattato di Nizza, che prevede anche sanzioni nei confronti degli Stati membri che non rispettano quei valori democratici su cui è sorta l'Unione, è stato per la prima volta applicato ai danni dell'Italia.

Lo hanno deciso ieri a Strasburgo i coordinatori della Commissione Libertà pubbliche, che avevano analizzato il "caso Italia" in seguito alle denunce che in questi mesi gli euroesponenti di un po' tutte le correnti politiche - dall'estrema sinistra ai liberali - avevano inviato alla commissione stessa.

I coordinatori si sono detti allarmati dai "rischi di gravi violazioni dei diritti fondamentali di libertà, di espressione e di informazione in Italia".
Nel mirino di Strasburgo il conflitto d'interessi del premier italiano Silvio Berlusconi, e la violazione da parte del nostro Governo dell'6 del Trattato comunitario: "L'Unione è fondata sui principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e dello stato di diritto che sono comuni agli Stati membri".

Non è la prima volta che gli alti organi continentali di occupano della deriva democratica italiana, ad inizio settembre un documento di Strasburgo nato per contrastare la "concentrazione del potere mediatico nelle mani di alcuni megagruppi" diventava un riferimento esplicito al caso italiano: "A Roma esiste una concentrazione del potere mediatico nelle mani del presidente del Consiglio, senza che sia stata adottata una normativa sul conflitto di interessi".

E il Cavaliere aveva già incassato una tirata d'orecchie all'inizio del febbraio scorso, quando con 103 voti a favore e 14 contrari l'europarlamento aveva varato una risoluzione presentata dalla finlandese Tytti Isohookana Asunman, contenente un paragrafo molto critico nei confronti del nostro Paese: "In Italia il conflitto di interessi potenziale fra le funzioni politiche che esercita il signor Berlusconi e gli interessi privati di quest'ultimo nell'economia e nei media costituisce, se non saranno attuate misure chiare di salvaguardia, una minaccia per il pluralismo dei media e dà un cattivo esempio alle giovani democrazie".

L'europarlamentare Tytti Isohookana-Asunmiaa qualche giorno prima aveva parlato a Strasburgo del conflitto d'interessi del Cavaliere, definendolo "un caso speciale tra le democrazie occidentali": "La combinazione di controllo politico e finanziario dei mass media ad opera di Silvio Berlusconi mina il normale concetto di legalità democratica".

L'esponente del partito liberale citava espressamente l'influenza di Berlusconi nelle nomine e nella linea editoriale della Rai e delle Tv di sua proprietà, il cambiamento dei dirigenti della Tv di Stato dopo il suo arrivo a palazzo Chigi e la rimozione dal loro incarico di giornalisti come Biagi e Santoro, ritenuti critici nei confronti del governo.


(23 Settembre 2003)


Baciamolemani