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Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    Predefinito Milano Capitale, Bossi non molla

    Milano Capitale, Bossi non molla


    Il Senatùr chiede "atti di visibilità". "E' il Nord che mantiene il Paese". Anche Borghezio lancia la sua idea: "A Milano il ministero dell'Industria e il Senato a Torino".



    MILANO - Le voci contrarie sono tante, buon ultima quella del presidente del Senato che non ha rinunciato a far sapere di non gradire il trasferimento al Nord dell'assemblea di Palazzo Madama . Ma se Marcello Pera ha gelato l'Italia federale in slasa lumbard, il Senatùr continua a reclamare il Senato a Milano e non solo.

    Si devono fare anche "atti di visibilità", chiede Umberto Bossi, "come spostare la capitale a Milano", o come "portare il Senato federale a Milano". Il leader della Lega torna così sull'argomento che giorni fa aveva causato polemiche anche all'interno del governo. E lo fa con un lungo intervento a Radio Padania. L'intervista è il solito minestrone. Si parla delle pensioni, "che non si devono toccare fino al 2008", del federalismo e della patria padana.

    "La coperta - dice il ministro delle Riforme - è corta. Se lo Stato paga il debito pubblico non può pagare più la sanità, non può pagare la scuola. E' questa la realtà del Paese. E' la conseguenza di un Paese fallito, guidato da comunisti, democristiani e socialisti e sindacati i quali portarono al fallimento il Paese, al debito pubblico enorme e si è salvato perché era esatto fare la secessione. Davanti ad un paese che fallisce che cosa devi fare? Bisogna ripartire ex novo". Quindi, sostiene Bossi, "muovemmo la secessione sperando che cambiassero qualcosa, ma il cambiare è di una difficoltà enorme. Secondo me bisogna fare degli atti anche di visibilità, come spostare la capitale a Milano, come portare il Senato Federale a Milano. Come dare peso al nord, insomma il nord è quello che mantiene tutto questo Paese".

    Nel gioco del Monopoli istituzionale entra anche l'eurodeputato Mario Borghezio. Sceglie le frequenze di Radio Anch'io il duro del Carroccio per lanciare la sua idea. ''Milano? Da città degli affari sarebbe la sede più adatta per il ministero dell'Industria". Mentre per il Senato Borghezio dissente persino da Bossi: "Potrebbe essere ospitato a Torino". Che è la sua città.

    (25 SETTEMBRE 2003, ORE 14:00

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  2. #2
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    Tu nanths che dici?Fa sul serio o è l'ennesima furbizia del senatur?

  3. #3
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  4. #4
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    io sono perchè la capitale sia roma.

    ma non capisco perchè se ci deve essere una capitale al nord deve essere milano.

    torino avrebbe un senso venezia avrebbe un senso firenze anche, ma milano bo.....

  5. #5
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    Predefinito Non capisco...

    Scusate, ma non riesco ad appassionarmi al dibattito.Ma si può sapere la Lega cosa cerca di ottenere?ma a noi che cazzo ce ne frega di far venire a Milano o Torino ministeri romani con al seguito migliaia di terrons e prole assortita??Anzi, dal punto di vista della colinizzazione afro-terrons sarebbe anche peggio.Signori della Lega, il problema della Padania o se preferite del nord è uno solo, è sempre quello e lo sapete bene: è il fatto di non essere + padroni a casa nostra, è il fatto di essere comandati dai terrons e da questi soggiogati ogni giorno, ogni ora, ogni secondo.Personalmente non me ne frega un cazzo aprire ministeri a destra e a manca qui al nord, a me interessa che "lorsignori" do sudde SE NE VADANO"!!Che poi x ottenere questo risultato si debba ricorrere al federalismo fiscale, costituzionale, cazzoidale, non mi interessa, fate voi.Il problema è che temo la Lega non abbia più la questione meridionale come prioritaria ...d'altronde basta vedere telepadania quando aprono i telefoni..il 90% sono romani e siciliani/calabresi che fanno i complimenti a Bossi e alla Lega..+ chiaro di così

  6. #6
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    Cdl: Bossi fa saltare il vertice


    Le sparate sui democristiani ("andavano fucilati...") e "Roma marcia" spingono An e Udc a disertare il summit sulla finanziaria. Berlusconi minimizza: "Bisogna capirlo, Umberto è fatto così".





    ROMA - Come in una sequenza cinematografica accelerata: prima l’affondo di Bossi contro la vecchia partitocrazia; poi l’immediata reazione dell’Udc; nel mezzo il centrosinistra che invoca l’intervento di Ciampi. Come se non bastasse il leader della Lega che mette ulteriore pepe. E infine il presidente del Consiglio che cerca di tirarsene fuori all’inglese. Il risultato non è però dei più confortanti, visto che il vertice serale in programma sulla manovra salta per l'assenza dei centristi e degli aennini, irritati dalle dichiarazioni del Senatùr.

    Scene del nuovo ciclone che si abbatte sulla Casa delle libertà. Inizia tutto su Radio Padania : Bossi chiede di non toccare le pensioni, rilancia Milano Capitale, attacca i magistrati del Pool. E, in un crescendo verbale, si scaglia pesantemente contro i vecchi partiti della Prima repubblica. "La gente che votava i democristiani, i socialisti e i comunisti, e che va avanti a votarli invece di spazzarli via a calci in culo, questi partiti che fecero fallire il paese, merita anche quello per cui ha agito, per cui ha votato. Questa era gente da tirar giù, da portare in piazza e fucilare, perché quando uno fa fallire un paese lo si fucila", urla il leader della Lega dalle frequenze della "sua" radio. E' un fiume in piena e scalda i cuori lumbard.

    Abbastanza per scatenare la contraerei centrista. Nel quartiere generale in via Due Macelli balzano sulla sedia a sentire la dichiarazione di Bossi secondo cui Pci, Dc e Psi avrebbero portato il Paese al fallimento e all'esplosione del debito pubblico. Follini e soci, capofila degli eredi che si rifanno al patrimonio scudocrociato, riflettono per ore su quale sia la risposta politica da dare alle ennesime bordate leghiste. E alla fine decidono di colpire la maggioranza là dove il dente duole, ovvero il capitolo delicatissimo delle pensioni e della Finanziaria. L'Udc - annuncia una nota del pomeriggio - non parteciperà al vertice sulla manovra economica che avrebbe dovuto tenersi stasera, in vista dell'incontro fondamentale di domani con le parti sociali. Rottura alle porte? Da Genova, il segretario Follini si affretta a derubricare l’incidente a semplice schermaglia. Assicura che alle viste non ci sono ribaltoni: "I voti dell' Udc per la finanziaria ci saranno tutti, uno per uno, con spirito costruttivo". Però fatica a nascondere l’indignazione. "Di Bossi non parlo, non sono cose serie...", abbozza.

    Insomma la frittata è fatta. A riportare la calma ci prova Ignazio La Russa. Il coordinatore di An striglia Bossi per "gli eccessi verbali che non giovano alla Lega e neppure agli interessi del Nord". Ma prende le distanze anche dai propositi aventiniani dell’Udc. An parteciperà al vertice di stasera? "Penso di sì - risponde ai giornalisti il coordinatore aennino in Transatlatico - perché fa parte della nostra mentalità andare e dire quello che pensiamo". Ma che Fini, come il collega di asse centrista, trattenga a stento la rabbia è pacifico. Il vicepremier tace, parla per lui il portavoce Landolfi: "In uno dei suoi quotidiani sproloqui, dopo la Chiesa, l'Europa e Roma - afferma Landolfi - Bossi è arrivato a insultare anche la gente del Nord. Siamo pressoché certi che nella prossima puntata, esaurita la lista, insulterà se stesso: in questo caso avrà il nostro convinto sostegno". Il più crudo è Storace: "Altro che capito, va compatito...". A tarda sera il malessere si traduce in una clamorosa decisione: dopo il passo indietro dell'Udc, anche An non parteciperà al summit sulle pensioni e finanziaria.


    Un messaggio per Berlusconi che per tutto il pomeriggio si è ostinato a difendere Bossi, con cui è andato prima al funerale del padre di Confalonieri e poi nel centro sportivo di Milanello. "Bisogna capirlo. Ma è un uomo di buon senso e rispetta i patti", minimizza il Cavaliere. All'uscita dal cimitero di Comerio il leader del Carroccio si lascia però andare ad un altro sfogo. Mentre il premier gli cammina davanti, Bossi inscena un comizio: "Ci vuole un antidoto a Roma. Roma è marcia. E' lì che c'é il marcio". Toni al fulmicotone simili a quelli usati su Radio Padania. Da dove, fra l’altro, Bossi continua a reclamare il Senato a Milano e non solo.


    Si devono fare anche "atti di visibilità", chiede il leader leghista, "come spostare la capitale a Milano", o come "portare il Senato federale a Milano". L'intervista è il solito minestrone. Si parla delle pensioni, "che non si devono toccare fino al 2008", del federalismo e della patria padana. Nel calderone finiscono anche i magistrati, quelli del Pool di Milano che secondo Bossi "non hanno combinato nulla di buono" ma solo agito politicamente con la conseguenza di portare alla rovina il Nord e Milano: "Hanno tolto l'aggettivo morale a Milano e così la capitale è rimasta a Roma".


    Nel gioco del Monopoli istituzionale entra anche l'eurodeputato Mario Borghezio. La sua idea? ''Milano è la sede più adatta per il ministero dell'Industria". Mentre il Senato "potrebbe essere ospitato a Torino". Che è poi la sua città.

    (25 SETTEMBRE 2003, ORE 14:00, aggiornato alle 19:45)


    Come non concordare con la lucidissima esposizione di aran banjo. L'unica cosa forse dell'intervento di bossi che non si può non condividere è il passaggio sulla fucilazione dei delinquenti democristian/comunist/socialisti.

  7. #7
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    D'accordissimo con Aran.
    Tra l'altro, lo status di capitale distruggerebbe l'economia di città come Milano, rendnedole appendici parassitarie dello stato centrale. Dio ce ne scampi e liberi!
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

  8. #8
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    Quelle di Aran.... sante parole!
    Quelle di Bossi.... demagogia, fumo negli occhi e propaganda! Ormai l'uomo annaspa.....

  9. #9
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    Anch'io sono d'accordo con Aran.
    Credo che Bossi le spari grosse solo per la visiblità, oggi l'ha anche ammesso.
    Certo che questo tipo di visibilità non credo gli porti bene.

 

 

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