Cari amici,
ricevo e trasmetto quanto segue... Che ne pensate?
Saluti in Cristo.
Adesso quella chiesa è sconsacrata
Con il matrimonio del savoia, la Basilica di Santa Maria degli Angeli è adesso sconsacrata e, pertanto, da oggi in poi ogni celebrazione sarà sacrilega e possibile oggetto di scomunica.
Lo stabilisce l'art. 1211 del Diritto canonico che recita: " Tutte le cerimonie celebrate dopo ogni atto scandaloso, grave e contrario alla santità del luogo, comporta la profanazione del luogo stesso".
Ora, considerato che i savoia e tutti i loro discendenti sono stati scomunicati ed anatemizzati da San Pio IX, con l'impossibilità per alcuno di revocare tale provvedimento emesso "dalla Giustizia imposta dall'Anello di Pietro", se non dopo il pieno ripristino di ogni danno a persone e cose provocato con la violenza e la sopraffazione, è chiaro che oggi, 25 settembre 2003, nella Basilica di Santa Maria Maggiore si è consumata una grave profanazione.
Cap. Alessandro Romano
Si allega la Scomunica Maggiore promulgata da San Pio IX ed una stampa raffigurante la battaglia di Castelfidardo dove le truppe savoiarde non esitarono a colpire la popolazione, causando centinaia di morti e feriti. Furono appunto le feroci violenze sui civili ad indurre il Santo Padre ad emettere la tremenda ed eterna scomunica.
SCOMUNICA MAGGIORE AI SAVOIA
Lanciata dal Sommo Pontefice Pio IX il 26 Marzo del 1860
Dichiaro che tutti coloro, i quali hanno perpetrata la nefanda ribellione nelle provincie dello Stato Pontificio, e la loro usurpazione, occupazione ed invasione ed altre cose simili, di cui ho fatto querela nelle mentovate Allocuzioni, oppure hanno commesso alcuni tali cose, come pure i loro mandanti, fautori, aiutatori, consiglieri, aderenti o altri quali si siano, che hanno procurato sotto qualsiasi pretesto e in qualsivoglia modo l'esecuzione delle cose predette, ovvero le hanno per sè medesimi eseguite, hanno incorso LA SCOMUNICA MAGGIORE, e le altre CENSURE e pene ecclesiastiche inflitte dai Sacri Canoni, dalle Costituzioni apostoliche, e dai decreti dei Concili Generali, e se fa bisogno di bel nuovo li Scomunico ed Anatematizzo.
Parimente dichiaro, aver essi con ciò stesso incorso egualmente le pene della perdita di tutti e di qualunque siansi i privilegi, grazie ed indulti loro in qualsivoglia modo concessi dai Romani Pontefici Miei predecessori; e non poter eglino essere assolti e liberati da siffatte censure DA NESSUNO; ed inoltre esser eglino inabili ed incapaci di conseguire il beneficio dell'assoluzione, fino a tanto che non abbiano pubblicamente ritrattato, rivocato, cassato ed abolito tutti gli attentati in qualsivoglia modo commessi, e reintegrata ogni cosa pienamente ed efficacemente nello stato di prima, o prestata in altra maniera la dovuta e condegna soddisfazione nelle cose predette alla Chiesa e a questa Santa Sede, ma che sempre saranno e sono a tali cose obbligati, affine di potere conseguire il beneficio dell'assoluzione.
Comando che copie delle stesse lettere anche stampate e sottoscritte dalla mano di qualche pubblico Notaio, e munite del sigillo di qualunque persona costituita di dignità ecclesiastica, si presti la fede medesima in tutti i luoghi ed in TUTTE LE NAZIONI, tanto in giudizio, quanto fuori di esso, quale si presterebbe ad esse presenti, se fossero esibite o mostrate.
Dato in Roma presso S. Pietro sotto l'anello del Pescatore il giorno 26 Marzo del 1860 del Pontificato l'anno decimoquarto.
Pio Papa IX





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