Ieri era toccato ad Agostino Cordova oggi invece Il Csm si occupa del 'caso Palermo'. A sollecitare un intervento ''urgente'' sulla situazione che si e' venuta a creare alla Dda del capoluogo siciliano sono stati i togati di sinistra. In arrivo problemi anche per il Procuratore Grasso?




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2, in entrata.MARMO[Procuratore aggiunto presso la Procura delTribunale di Napoli, già pubblico ministero nel processoTortora]: Pronto? Pronto Blasco?BLASCO: Chi è?MARMO: Marmo… BLASCO: Presidente, buon giorno.MARMO: Presidente, come stai?BLASCO: Beh, discretamente.MARMO: Buon giorno, buona sera, ora si è fatta sera. Senti tumi vuoi aiutare a vivere tranquillo in questo ufficio?BLASCO: Sì, come no.MARMO: Allora io ho una sostituta aggressiva.BLASCO: Una?MARMO: Una collega, molto brava ma aggressiva, con me econ il marito, il quale marito ha problemi a via BernardoTanucci per una contravvenzione, ma vuole sapere solodelle notizie, non vuole una raccomandazione, però vuoleessere ricevuto.BLASCO: Sì, e quando?MARMO: Domani mattinaBLASCO: Domani mattina a che ora?MARMO: Ora ti passo Graziella …omete [Arlomede], così sichiama la collega, le dici il fatto, così quando ti sei impe-gnato con lei, lei è sicura che sto parlando veramente conuna persona e non faccio finta di telefonare. BLASCO: Non ci sono problemi.MARMO: Va bene? Ti ringrazio, ciao.BLASCO: Figurati, ciao.ARLOMEDE: Pronto.BLASCO: Dottoressa, buonasera.ARLOMEDE: Buonasera, dottore. Senta, noi abbiamo un proble-ma. Sono arrivate un po’ di quelle cartelle esattoriali pazzeper contravvenzioni del ‘90-’91, evidentemente prescritte.BLASCO: Su questo non c’è dubbio alcuno, dobbiamo farericorso.ARLOMEDE: Mi dicevano che c’è un ufficio a via BernardoTanucci, presso il quale senza fare ricorso al Giudice diPace, avveniva la constatazione dell’avvenuta prescrizionee cancellano dal ruolo. BLASCO: Si può percorrere anche questa strada, però sevogliamo essere sicuri, nel senso che se lei domani matti-na mi può far ottenere questa documentazione… ARLOMEDE: Sì, può venire mio marito.BLASCO: Perfetto, io sto a via Nuova Poggioreale, traversaSan Lazzaro.ARLOMEDE: Aspetti che me lo scrivo.BLASCO: Esattamente vicino alla vostra Procura.ARLOMEDE: Alla Prefettura?BLASCO: Alla Procura, via Nuova Poggioreale, traversa SanLazzaro.ARLOMEDE: Via Nuova Poggioreale, traversa San Lazzaro.BLASCO: Verso che ora può venire suo marito?ARLOMEDE: Se lei mi dice alle 9.30, sarà alle 9.30 lì.
.1. in una memoria in data 1.6.1999, successiva alle riunioniche precedettero l’ordine di servizio n. 52199 del 5.7.1999:a) con riferimento alla indicazione della dott.ssaSanseverino, quale affidataria per la raccolta di firme delleosservazioni di alcuni sostituti, successivamente deposita-te in data 26.5.1999, parlava testualmente di “ignota pro-manazione e provenienza” di tale documento, espressionesintomatica di formale chiusura e di pregiudiziale, quantoingiustificata, diffidenza verso una iniziativa di alcunimagistrati del Suo Ufficio che pur si muoveva nei corretticanali istituzionali;b) qualificava l’interpello rivolto ai magistrati al fine diconoscere l’eventuale gradimento nell’assegnazione auna delle sezioni di indagine non come atto di una cor-retta procedura per la migliore allocazione delle risorse,ma quale “propria e personale manifestazione di traspa-renza e disponibilità”, espressione che sviliva il significa-to della partecipazione dei magistrati alle scelte organiz-zative dell’ufficio;c) qualificava le osservazioni critiche rivolte dai magistra-ti del Suo ufficio alle determinazioni in tema di composi-zione quantitativa delle singole sezioni quale tentativo di condizionare la composizione numerica delle sezioni “perassicurare equilibri interni”; espressione, questa, sia sinto-matica di una diffidenza di fondo rispetto a una iniziativache – come detto – si muoveva nel rispetto di prerogativetabellari, sia di per sé chiaramente allusiva a presunte eindimostrate ragioni di potere interno all’Ufficio poste abase dell’iniziativa stessa;3.2. in occasione del parere del Consiglio Giudiziario diNapoli relativo alla sua domanda per la nomina aProcuratore Nazionale Antimafia – parere dal contenutoampiamente positivo che, tuttavia, recepiva uno dei profi-li critici contenuti nel rapporto informativo del procurato-re generale di Napoli in data 18 novembre 2000 e, segna-tamente, quello concernente l’eccessiva burocratizzazio-ne della Procura di Napoli – Ella inviava al presidentedella Corte di Appello di Napoli una serie di note ingiusti-ficatamente lesive dell’immagine di trasparenza e impar-zialità del Consiglio Giudiziario. Trasmetteva copia di taliatti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sullamafia e, richiesto dal procuratore generale di conosceregli atti inviati a tale ultimo Organo, li inviava in una bustachiusa allegata a una missiva, nella quale rimetteva aldestinatario la decisione – e le conseguenti responsabilità– circa l’apertura della busta, così violando i doveri dileale cooperazione tra Uffici.4. Ella dimostrava scarsa sensibilità istituzionale nonfacendosi carico – ovvero totalmente ignorandolo – del-l’orientamento espresso dal CSM in relazione ad alcuniSuoi provvedimenti, che pur avrebbe dovuto assumererilievo per l’assetto organizzativo dell’Ufficio da Elladiretto. In particolare:4.1. dopo avere emanato l’ordine di servizio n. 39/2001 del2.4.2001, con il quale veniva istituito un “ufficio impugnazioni” senza rispettare la procedura prevista dalla circola-re del CSM in data 24 dicembre 1999, lo rendeva esecutivocon l’ordine di servizio n. 59 del 3.6.2001 nonostante ladelibera del CSM dell’ 11.4.2001 con la quale si statuivache anche il programma organizzativo dell’Ufficio dovevaessere sottoposto alla procedura sopra menzionata;4.2. nel corso di un’audizione pubblica dinanzi allaCommissione Parlamentare Antimafia in data 7 maggio 2002rendeva dichiarazioni circa vicende concernenti alcuni magi-strati della Procura della Repubblica di Napoli, già oggetto diSue segnalazioni agli organi competenti, di cui Ella afferma-va di ignorare l’esito, nonostante da mesi – almeno per quan-to riguarda il CSM e relativamente alle segnalazioni nei con-fronti dei dottori Borrelli e Cantone – Le fossero stati comu-nicati i provvedimenti di reiezione delle Sue richieste di inse-rimento nei fascicoli personali dei carteggi intercorsi con imedesimi e contenenti note di biasimo.5. Per effetto dell’impostazione da Ella data alla organizza-zione e alla conduzione dell’Ufficio (che ha evidenziatouna scarsa capacità di interagire con i magistrati dell’uffi-cio e con le istituzioni giudiziarie) veniva a crearsi unasituazione di forte contrasto all’interno della Procura dellaRepubblica di Napoli.In tale contesto Ella affermava (anche in interviste giorna-listiche) l’esistenza, all’interno del Suo ufficio, di un’oppo-sizione nei Suoi confronti, generata da motivazioni di natu-ra politica o “associativa” contrastanti con la Sua totaleindipendenza, attribuendo così un indebito carattereextragiurisdizionale all’attività di molti magistrati del Suoufficio, con una conseguente valutazione di non imparzia-lità. In tale contesto Ella rilasciava un’ampia intervista indata 21 novembre 2001 al quotidiano “Il Giornale” pro-spettando una chiave di lettura del disagio di gran parte dei magistrati del Suo ufficio come ascrivibile esclusiva-mente a motivazioni ideologiche o politiche o legate all’ap-partenenza a determinate correnti associative, e non inve-ce a una naturale dialettica interna di ufficio attivatamediante canali strettamente istituzionali; fatto, questo,che contribuiva a generare e alimentare ulteriore discre-dito alla credibilità e all’immagine di imparzialità dellaProcura della Repubblica di Napoli …Da notare, tanto per farsi quattro risate sulla attendibilità del CSM, chelo schema organizzativo di Cordova – il procuratore con “inadeguatecapacità di direzione e di organizzazione” – non solo venne lodato dalConsiglio, ma venne indicato alle varie procure d’Italia come modello distrategia e di metodo.Il soviet a palazzo di giustiziaDal CSM non mi aspetto mai e poi mai nulla che abbia rigore logico,obbiettività, sensatezza e positività. Poco tempo fa i grandi decisori hanno mandato assolto un pm che com-mise la quisquilia di tenere una persona dietro le sbarre per oltre un mesesenza la convalida del gip. Quella sorta di sequestro di persona non è stato sanzionato neppurecon un buffetto. In ultimo, poi, da vera illegale e anticostituzionale Terza Camera, que-sto CSM si è permesso di censurare il presidente del Consiglio. Ed è vera-mente deprimente per le nostre istituzioni che il premier – chiunque essosia – sia chiamato, per così dire, a rispondere non alla Camera o al Senato,ma a un organo amministrativo.D’altro canto quando l’ANM, un sindacato di categoria, viene ricevutoal Quirinale, mentre tale privilegio non è ampliato ai sindacati dei fornaie dei postini, vuol dire che la Costituzione materiale corre lontana erischiamo tutti di perderla di vista. Mi sembra grave, infine, che all’interno della Casa delle Libertà non si sia fin qui registrata una reazione adeguata al caso Cordova.Verrebbe da dire, parafrasando Georges Clémenceau, che la politicagiudiziaria è faccenda troppo delicata per lasciarla gestire a quanti nellaCasa delle Libertà – e non sono pochi – non possiedono l’occhio per coglie-re la valenza politica delle cose giuridico-amministrative.Infatti, al di là del giudizio che ognuno è libero di dare su Cordova, laposta in gioco va ben al di là della vicenda personale: si tratta di impedi-re che i palazzi di giustizia del nostro paese siano resi non solo di fatto,ma anche di diritto, tali e quali le redazione dei giornali degli anniSettanta, con tanto di comitato di redazione autorizzato a cambiare i tito-li, a censurare le notizie, a intimidire i dissenzienti e, soprattutto, a deci-dere chi deve dirigere la testata.Il “c.d.r.” di procura o di tribunale va soffocato in culla, perché non sipuò far passare il regime assembleare: c’è poco da scherzare con i soviet.Non si può, dunque, lasciar correre e disinteressarsi della sorte di Agostino Cordova.