L'Arsenale di Venezia è stato, nel secolo XV, il centro di un grande confronto "sul dominio delle tecniche del mare" tra Istanbul e Venezia. Il suo adeguamento e la sua riorganizzazione ebbero bisogno di uno sforzo enorme di tecnologia e risorse: la grandezza di Venezia è stata tale grazie all'Arsenale. Qui si studiava, si progettava, si sperimentava e si realizzavano le migliori navi del tempo.
Con questo stesso "animus" , nel 1997 Thetis ha inaugurato la sua sede in Arsenale, un luogo in crescente degrado, ma la cui possibile riqualificazione produttiva rappresentava una grande sfida per la città e per l'azienda stessa.
Thetis, ora - dopo ormai più di sei anni di impegno e costanza si sta affermando a livello internazionale come Società di ingegneria e tecnologie sui temi legati alla salvaguardia ambientale. Così come il mondo scientifico e tecnologico progredisce attraverso lo studio, il metodo, la coscienza, la tenacia e la passione, così procede anche il mondo dell'arte ed è proprio per questa stessa attitudine, insieme al grande fascino di questi spazi straordinari, che Thetis accoglie e promuove con piacere il lavoro di artisti contemporanei. Tale modo è quello leggero del mettere a disposizione un "luogo protetto" dove si possano liberamente confrontare l'artista e il suo pubblico, il più possibile senza condizionamenti.
In questo contesto si inserisce la mostra Solo pietre di Sciola - che verrà inaugurata il 14 giugno alle ore 11,30 - che presenta le Pietre sonore, le opere più recenti dell'artista. Le sculture sonore appartengono alla fase più matura della ricerca artistica di Pinuccio Sciola, una ricerca che lo scultore conduce da diversi decenni nell'ambito della sperimentazione plastica e che, nel tempo, è andata orientandosi verso una essenzializzazione della forma che si concretizza in un dialogo, un confronto attivo con la materia, entità pulsante di vita propria.
Superata la fase del lirismo figurale, che aveva caratterizzato la sua prima produzione, Sciola ha operato un processo di riduzione formale che ha orientato in modo via via più definito e inequivocabile la ricerca verso quella dimensione geometrica astrattizzante e minimalista che caratterizza la produzione degli anni Novanta, certamente la fase più avvincente ed originale del suo percorso.
A metà degli anni Novanta Sciola realizza le prime Pietre sonore, blocchi di basalto attraversati da incisioni regolari e profonde, che creano una fitta sequenza di lamine verticali, la cui vibrazione produce onde: suoni fisici che provengono dalla materia abilmente predisposta dallo scultore e che corrispondono inequivocabilmente alla voce della pietra.
Oggi, la ricerca sulle pietre sonore è diventata un fulcro nodale nel lavoro di Pinuccio Sciola, non soltanto perché queste opere sono indiscutibilmente tra gli esiti più alti del suo percorso d'artista, ma anche perché i materiali sonori prodotti dalle pietre, così nuovi e "altri", hanno stimolato esiti originali nell'ambito della sperimentazione musicale contemporanea, una conferma della grande attualità dell'arte di Sciola, "suono di pietra" che esiste nell'immaterialità di uno spazio estetico assolutamente contemporaneo.

Pinuccio Sciola (San Sperate, CA 1942), dopo il Liceo Artistico di Cagliari frequenta il Magistero d'arte di Firenze e l'Accademia Internazionale di Salisburgo dove segue i corsi di Minguzzi, Kirchhiner, Vedova e Marcuse. Nei suoi numerosi viaggi di studio per l'Europa conosce Giacomo Manzù, Aligi Sassu e Henry Moore. Nel 1967 studia all'Università della Moncloa a Madrid; l'anno successivo, invece, è a Parigi. Dopo aver trasformato il suo paese natale in un autentico "paese-museo" grazie all'esperienza artistica e sociale dei Murales, nel 1973 si reca a Città del Messico, dove lavora con il maestro Siqueiros. Nel 1996 nascono le pietre sonore, esposte per la prima volta nel 1997 a Berchidda, in Sardegna. Nel 1998 Sciola partecipa alla Biennale Europea di Niederlausitz presso Cottbus in Germania. Nel 2000 sue opere sono sia all'Expò internazionale di Hannover che all'Havana. Nel 2002 il Müvészet-Malom Szentendre di Budapest dedica all'artista una grande mostra antologica e agli inizi del 2003 Sciola inizia una collaborazione con l'architetto Renzo Piano, che sceglie una monumentale Pietra sonora per la Città della Musica a Roma.

SCIOLA - solo pietre è un progetto curato da Giannella Demuro e Vittorio Urbani per Nuova Icona di Venezia, in collaborazione con il Museo PAV - Progetto Arti Visive di Berchidda (SS), organizzato da Spazio Thetis - Venezia.

fermata di Vaporetto "Arsenale" delle linee 1/41/42

Quì sotto il link a Tiscali arte che parla dell'evento
http://arte.tiscali.it/scultura/200306/sciola.html