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  1. #1
    gentiluomo di campagna
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    Predefinito Economia, Lavoro, Finanza

    In questo thread parleremo di economia, di lavoro e di finanza con riferimento alla ns Regione

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  2. #2
    gentiluomo di campagna
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    Predefinito Morbidelli

    La Morbidelli di Pesaro, azienda meccanica produttrice di macchine per la lavorazione del legna, attraversa una crisi drammatica.

    http://www.corriereadriatico.it/arti...BEA26C8989468E

    Morbidelli in crisi Lavoratori in sciopero


    Pesaro Domani sciopero e corteo per i lavoratori della Morbidelli. A proclamarlo i membri della Rsu che, facendo seguito allo sciopero indetto la scorsa settimana, hanno deciso opportuno continuare a manifestare la crescente preoccupazione di quanti rischiano il proprio posto. È stato dunque organizzato un corteo che attraverserà le vie del centro storico e si concluderà davanti alla Confindustria provinciale pesarese di Palazzo Ciacchi con un presidio, simbolico, dato che la ditta in questione risulta iscritta sulla sede di Rimini. Ciò su cui veramente si punta è però l'incontro previsto con le istituzioni, in primis Sindaco e Presidente della Provincia, ma anche con i parlamentari locali. Come Oriano Giovannelli, che impossibilitato a prendervi parte venerdì, ha anticipato a ieri il proprio appoggio all'iniziativa, raccogliendo timori e richieste dei delegati sindacali e dichiarandosi disposto al coordinamento con le altre autorità interpellate, in favore della valorizzazione di una della ditte tra le più rappresentative della zona. Per Roberto Ghiselli, segretario provinciale Cgil, “il tentativo è che il territorio riesca a far sentire la propria voce, verificando con la proprietà aziendale eventuali spazi per una modifica del piano di ristrutturazione industriale presentato. Oltre all'allarmante taglio occupazionale, il timore è che il declassamento delineato per la sede pesarese precluda ad un suo smantellamento futuro”.

    Le previsioni di del gruppo Scm Morbidelli parlano di circa 400 lavoratori in esubero per i 3 siti di Pesaro, Rimini e Tiene (Vicenza). Un dato iniziale che per i sindacati è destinato a crescere. Soprattutto, per Pesaro, alla luce di un ridimensionamento tecnologico del polo locale che da unità produttiva dovrebbe nei piani passare a mero punto di assemblaggio delle macchine.

    SA.MI.,

  3. #3
    gentiluomo di campagna
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    Predefinito Solidarietà tra i lavoratori della New Holland di Iesi

    http://www.corriereadriatico.it/arti...BB7BCE2A2D2277
    Contratto di solidarietà per i 45 dipendenti della coop che gestisce la logistica
    New Holland, salvi undici lavoratori


    Jesi Salvi undici posti di lavoro alla Case New Holland. Un destino segnato fino all’estensione anche alle cooperative degli ammortizzatori sociali così come deciso nelle scorse settimane dopo l’accordo siglato tra giunta regionale e sindacati. Non più a rischio il futuro di 11 lavoratori della cooperativa Tecnova 2000 che proprio alla Cnh gestisce la logistica, ossia l’attività parallela alla produzione di trattatori.

    L’accordo è stato sottoscritto proprio nel pomeriggio di ieri a conclusione di un lungo percorso avviato dallo scorso mese di febbraio con i responsabili della cooperativa, ai quali le organizzazioni sindacali manifestano apprezzamento per l’apertura dimostrata. Ma la vertenza aperta dalla decisione della cooperativa di licenziare 11 lavoratori, tenuto conto del calo dell’attività lavorativa connessa alla diminuzione degli ordinativi, è stata seguita passo passo anche dall’assessore regionale al Lavoro, Fabio Badiali, da quello provinciale, Maurizio Quercetti e dal sindaco Fabiano Belcecchi. I posti in bilico fino a ieri sono salvi grazie all’introduzione dei contratti di solidarietà. In pratica, i 45 dipendenti della cooperativa lavoreranno un’ora e mezza in meno al giorno. Ciò ha scongiurato i licenziamenti. Il verbale di accordo è stato sottoscritto ieri dai responsabili della coop e da Maurizio Amadori della Filt-Cgil, Rolando Massaccesi della Uilm-Uil e Roberto Ascani della Fit-Cisl. “Si tratta di un accordo importante - rileva Amadori che ha seguito il lungo e travagliato percorso della vertenza - poichè scongiura il licenziamento di 11 lavoratori senza troppi sacrifici da parte dei 45 dipendenti. La cooperativa si è dimostrata disponibile ad arrivare alla conclusione della vertenza e ciò ha salvato i posti a rischio”. Merito dei contratti di solidarietà. “L’accordo è stato reso possibile dall’intesa raggiunto tempo addietro con la Regione sull’estensione degli ammortizzatori in deroga. Va detto che questi istituti non erano applicabili in realtà come le cooperative”. I dipendenti della coop tirano un sospiro di sollievo, mentre alla Cnh, la multinazionale che fa capo alla Fiat, si confida nella ripresa. Ad aprile è previsto solo un giorno di stop produttivo.

    LUCA ANIMOBONO

  4. #4
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    Predefinito Anche il Bingo piange

    http://www.corriereadriatico.it/arti...539FBCE238E14A
    Profondo rosso per il Bingo
    Perdite d’esercizio milionarie, in difficoltà anche Nuova Fortuna

    Ancona Il bilancio 2008 è ancora in corso di definizione, ma sembra riservare risultati da profondo rosso per la società Nuova Fortuna che gestisce la sala bingo alla Baraccola e altre tre simili a Piacenza, Carpi e Firenze, occupando 120 dipendenti. Anche l’ultima roccaforte di quello che fu l’impero di Tommaso Fioretti, già pericolante dopo i fallimenti di Promont Trust e Partecipazioni Srl, si trova in una situazione di grave difficoltà finanziaria. L’assemblea dei soci di Nuova Fortuna, in cui ha la maggioranza la curatela fallimentare di Partecipazioni, ha chiesto la redazione del bilancio all’amministratore giudiziario Paola Gambacorta nominato a metà gennaio dal tribunale, che aveva esautorato il vecchio Cda per una gestione controversa della ricapitalizzazione, finita anche nel mirino della procura. I conti del Bingo sono in grave sofferenza, con perdite d’esercizio che per il 2008 ammonterebbero ad alcuni milioni di euro, molto di più pesanti di quelle (1,4 milioni circa) già accumulate nel 2007.

    Che le sorti della tecno-tombola importata da Fioretti ad Ancona fossero in bilico l’aveva subito compreso la curatela fallimentare di Partecipazioni, la società che detiene la maggioranza di Nuova Fortuna. Già in ottobre, appena presa in mano la situazione, la curatrice Simona Romagnoli aveva chiesto al Cda di Nuova Fortuna di convocare l’assemblea per rinnovare i vertici e cambiare il management cercando di invertire la tendenza. Ne era nato un braccio di ferro con i “fedelissimi” di Fioretti rimasti nel consiglio di amministrazione, risolto poi da un’azione legale che aveva portato il tribunale a revocare il Cda.

    Oggi intanto il tribunale del riesame esaminerà il ricorso presentato contro il sequestro delle azioni di Nuova Fortuna dalla Eurotrust Company di Roma, il socio che aveva sottoscritto l’aumento di capitale più sostanzioso. Il “blocco” delle azioni, per un valore nominale complessivo di undici milioni di euro, era stato disposto il 10 marzo dal gip Pallucchini su richiesta della procura, che indagando sul crac di Partecipazioni aveva ipotizzato una bancarotta per dissipamento del patrimonio, sottratto alla disponibilità dei creditori.

    Il Cda di Nuova Fortuna nel gennaio 2008 aveva deciso di ricapitalizzare la società da 8,7 milioni a 17,95 milioni di euro. Azioni per tre milioni erano state già collocate, presso Eurotrust Company, la società Art Project di San Marino e altri soci minori, il resto si sarebbe dovuto sottoscrivere entro il 31 dicembre scorso.

    Partecipazioni Srl, che possedeva un 91% per un valore di otto milioni, assisteva con le mani legate, perché trovandosi in procedura di concordato preventivo, e poi di fallimento, non poteva esercitare l’opzione per l’aumento del capitale sociale. A forza di aumenti di capitale sociale, i soci di minoranza di Nuova Fortuna avrebbero rovesciato i rapporti di forza mettendo alle corde “Partecipazioni Srl”, passata in pochi mesi dal 91 al 68% e destinata a scendere al 44, quando tutte le nuove azioni fossero state collocate e sottoscritte.

    LORENZO SCONOCCHINI,

  5. #5
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    Predefinito Cassa Integrazione anche in Telecom

    http://www.corriereadriatico.it/arti...C90A1FBCE79B63

    I timori di Spacca sulla vertenza Telecom


    Ancona Il governatore Spacca ha incontrato una delegazione della Telecom composta da tre responsabili dell’azienda: Paolo Di Bartolomei (relazioni Enti Locali), Mario Iannacconi (Relazioni industriali), Paolo Stoppaccioli (personale nord-est). Era presente anche l’assessore Badiali. A metà marzo il presidente aveva ricevuto una delegazione sindacale che aveva espresso preoccupazioni per le strategie aziendali. Quindi aveva scritto all’azienda girando le preoccupazioni, relative in particolare alla chiusura delle sedi di Macerata e Pesaro; al taglio di posti di lavoro nelle Marche; all’avvio della cassa integrazione nel reparto Directory Assistance che conta circa 70 lavoratori. Spacca ha detto di essere preoccupato di un eventuale disinvestimento sull’innovazione che non consentirebbe di recuperare il gap con cui da tempo le Marche convivono.

  6. #6
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    Predefinito Morbidelli

    http://www.corriereadriatico.it/arti...69798CFD9D7C98

    Morbidelli in sciopero, da lunedì posti di lavoro più che dimezzati
    Corteo e incontro con i politici: “Le istituzioni devono intervenire”

    Pesaroi “Puntiamo il dito su chi sta gestendo la situazione a livello locale, non di gruppo Scm. Chiediamo che il direttore dello stabilimento, Massimo Della Fornace, e quello di produzione, Danilo Bartolini, pongano attenzione alle nostre condizioni. Eravamo un albergo a 5 stelle e nel giro di 5 anni siamo diventati peggio di un ostello. Chi di noi ancora lavora, lo fa nel degrado più totale di riscaldamenti a fungo, manco fossimo un open-bar, e bagni indecenti. Per non parlare di sicurezza”. Fa i nomi altrui e subito il suo, Nazario Boni, sindacalista della Rsu Morbidelli che ieri ha manifestato con i suoi compagni per le vie del centro cittadino fino al presidio sotto Confindustria, raccogliendo in consiglio comunale la dovuta attenzione delle istituzioni. “Il piano di ristrutturazione aziendale è in essere. Per i tre siti di Pesaro, Rimini e Tiene si parla di 900 esuberi, certo non tutti frutto della crisi in atto: 400 strutturali e gli altri 500 congiunturali”. A parlare di numeri, non si vedono le facce dei familiari che da quei salari dipendono. Come quando si accenna alla sicurezza sul lavoro, non si riesce a credere a “tentativi di autogestione, perché oramai siamo tutta gente esperta” con bastoni su carroponti e basamenti su cui pesano quintali. Che, se disgrazia vuole succeda qualcosa, la colpa è quasi sempre del lavoratore poco attento che non rispetta le norme. “Noi vogliamo lavorare, Monetini (l'amministratore delegato n.d.r.) non vuole” o “Morbidelli, patrimonio di Pesaro sarà portata a Rimini?”, sperando che l'avranno. Circa 315 persone in busta paga su Pesaro ad oggi, da lunedì non saranno che una metà: 100 in produzione, 40 negli uffici. Una ventina, gli amministrativi già spostati su Rimini. Le attività si stanno muovendo su Villa Verucchio. Lo stabilimento di Pesaro riferiscono che si stia quasi svuotando di senso, da sede progettuale e di assistenza ai clienti, a mero assemblaggio. “Restano le macchine da linea di alto livello per le grandi ditte – spiegano – ma inizialmente avremmo dovuto tenere anche le macchine di fascia bassa di qualità per gli artigiani. C'è il sentore che i terreni della Scm di Rimini Nord siano stati dati in costruzione per l'accentramento della produzione”.

    Per questo, il segretario provinciale Fiom Cgil Orazi, invocando un tavolo di coordinamento con Rimini, incalza sul ruolo di leader della meccanica pesarese e riminese: “due locomotive che se rallentano, e lo stanno facendo, peggiorano l'intero indotto”. Sollecitato a dar man forte a queste eccellenze anche il governo. Per l'onorevole Vannucci, “la lotta dei lavoratori Morbidelli è una battaglia di generosità che guarda al futuro”.

    SANZIA MILESI

  7. #7
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    Predefinito Carifano

    Altre assunzioni Sindacato prudente
    In un periodi di crisi quale l'attuale, ottime notizie arrivano fa Fano, con Carifac che ha assunto 10 dipendenti ed ha un piano di sviluppo che contempa l'apertura di nuove filiali nelle Marche. Oltre che per l'occupazione, auguriamoci che questo porti anche ossigeno alle ns imprese.
    http://www.corriereadriatico.it/arti...85891CBF5B963A
    Fano L’intento del Credito Valtellinese che continua a detenere la grande maggioranza delle azioni della Carifano è quello di dimensionare su base regionale l’istituto di credito fanese. Questo comporta, come ha comunicato il presidente Giacobbi, l’apertura di nuove filiali e l’assunzione di altro personale. Già nei giorni scorsi sono stati assunti dieci dipendenti e nei prossimi giorni se ne assumeranno ancora. Entro il mese di giugno verrà aperta la nuova filiale di Jesi, seguita subito dopo da quella di Macerata. Per quanto riguarda il futuro della Carifano però i sindacati sono molto prudenti. Federico Sora della Fisac – Cgil esprime sì un giudizio positivo sulla entrata in società della fondazione Carifano, ma per quanto riguarda il radicamento al territorio perseguito fino ad oggi dal Credito Valtellinese dice che “non tutte rose e fiori. Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, abbiamo imparato ad essere molto laici ovvero a voler verificare dai fatti le reali intenzioni espresse dalle parole”.

  8. #8
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    Predefinito Antonio Merloni

    http://www.corriereadriatico.it/arti...442309FF7126C5

    Antonio Merloni, tocca alle banche
    Sindacati cauti dopo le garanzie del Governo: “Avanti con il piano, servono altre aperture di credito”

    Fabriano “Adesso, si può guardare all’immediato con una certa fiducia, ma le problematiche rimangono enormi, per cui sarebbe oltremodo necessario riuscire a sfruttare l’intera somma messa a disposizione dallo Stato che aveva anche ricevuto il via libera dell’Unione Europea”.

    La delicata situazione in cui versa la Antonio Merloni non consente salti di gioia, ma nello stesso tempo non impedisce ai sindacati di sottolineare l’importanza della garanzia arrivata in queste ore dal ministero dell’Economia, che permetterà all’azienda di utilizzare subito 30 milioni di euro messi a disposizione da un pool di banche per difendere l’occupazione e tentare di procedere sul piano industriale redatto dai tre commissari straordinari. Nel contempo, tuttavia, non si ignora neanche che l’importo concesso dal Governo è ben più elevato (68 milioni di euro) e che, quindi, occorre impegnarsi per fare in modo che si possa usufruire prima possibile pure degli altri 38 milioni. “Il provvedimento del ministero dell’Economia rappresenta un fatto positivo - spiega il segretario provinciale della Fim-Cisl Guanito Morici - perché pone fine a uno stallo che si stava protraendo pericolosamente da troppo tempo. Premesso che sarebbe altrettanto importante poter utilizzare presto anche la parte restante della somma messa a disposizione dallo Stato, è evidente che al momento questi 30 milioni di euro possono consentire di dare sostanza al nuovo piano industriale”.

    A maggio i nuovi ordinativi

    Per il futuro, si attendono buone notizie riguardo all’attività produttiva, visto che in questo mese si lavora veramente poco, oltre che a ranghi ridotti. Nei due stabilimenti fabrianesi si è ricominciato lunedì, ma già ieri è terminata l’attività di una linea del sito di Santa Maria, oggi se ne interromperanno altre tre nella stessa fabbrica (solo una linea, la 5, proseguirà fino a venerdì) e due in quella del Maragone. I 580 operai impiegati in questi giorni devono realizzare in tutto 4.600 pezzi fra lavatrici e asciugatrici. Aprile, insomma, si è rivelato il periodo peggiore da quando è cominciata l’amministrazione straordinaria. “C’era quasi da aspettarselo - afferma Morici - se si considera che questo mese è ritenuto di bassa stagionalità e che pure in passato aveva manifestato sofferenza, ma adesso bisogna invertire questo trend. Dal prossimo mese e, soprattutto, da giugno speriamo veramente che si possa riprendere con un’attività produttiva più duratura, in grado cioè di prevedere una rotazione adeguata delle maestranze. Obiettivo, quest’ultimo, su cui puntiamo maggiormente, per altro rimarcato pure dai commissari straordinari non solo nel corso l’ultimo incontro con i sindacati, ma anche nei giorni scorsi in occasione della riunione del tavolo tecnico ad Ancona”.

    AMINTO CAMILLI,

  9. #9
    gentiluomo di campagna
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    Predefinito Riferimento: Economia, Lavoro, Finanza

    http://www.corriereadriatico.it/arti...5ECB0A8962747F

    Carifac, il pressing dei piccoli azionisti


    Fabriano Le polemiche in consiglio comunale, le ombre sollevate anche in Parlamento e ora il pressing dei piccoli azionisti che nel corso di un’infuocata assemblea hanno approvato a maggioranza (quattro i voti contrari) una risoluzione per sollecitare l’azzeramento degli attuali vertici del consiglio d’amministrazione della Carifac e il rinnovo dei componenti. Si surriscala il clima in vista dell’assemblea generale in programma il 30 aprile e chiamata ad approvare il bilancio e a rinnovare il Cda giunto alla scadenza del mandato.

    Nel consiglio d’amministrazione entreranno a far parte i sei componenti che verranno nominati da Veneto Banca, l’istituto di credito che ha rilevato una quota considerevole del capitale sociale. Ma è sui sei nomi che la Fondazione Carifac dovrà indicare per completare l’organigramma che si stanno alimentando polemiche e veleni. I piccoli azionisti (sono tremila e in 290 hanno costituito un’associazione) rappresentano soltanto il 5 per cento del capitale sociale ma la presa di posizione assunta l’altra sera la dice lunga sulla fibrillazione per il rinnovo del Cda. Il presidente Gilberto Romanini ha letto una lunga ed articolata relazione bocciando l’azione della Cassa che nello scorso anno ha registrato perdite pari a 15 milioni di euro. Ma è tensione anche a Palazzo dopo l’intervento di Marco Ottaviani che aveva criticato l’uscita del sindaco sulla gestione della Carifac, ritenendo a quel punto ingiustificata la presenza in giunta di Boldrini, che fa parte del Cda. “Fa sorridere l’intervento di Ottaviani da neo socio della Fondazione - incalza Sorci -. Dopo un anno di silenzio si sveglia improvvisamente perchè, molto probabilmente, sta pensando che un consigliere Carifac possa lasciare il suo posto magari proprio per lui. L’assessore Boldrini all’interno del Cda non rappresenta il Comune”.

    Ma che il doppio ruolo sollevi perplessità, almeno “da rivedere”, ne sembra convinto l’assessore Mario Paglialunga: “Ma ci sono consiglieri comunali di opposizione membri del Cda - dice - e sembra che qualcuno abbia rapporti economici con Carifac, così come imprenditori notoriamente vicini a consiglieri comunali. Le anomalie gestionali sono ben altre. Consiglio a Ottaviani di osservare meglio la trave che acceca il suo occhio e di tralasciare la pagliuzza nell’occhio altrui”.

    LUCA ANIMOBONO,

  10. #10
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    Predefinito Fano: la crisi della cantieristica

    http://www.corriereadriatico.it/arti...064366D5726C2B

    Benetti, a rischio 500 lavoratori
    Grido di allarme delle maestranze: “Allestimenti a Viareggio”. Sindaco solidale

    Fano E’ la quinta edizione ma è quella meno luminosa: l’azzurro del mare e il bianco filante delle vetroresine quest’anno virano verso il grigio e non solo per il maltempo di questi giorni.

    Il Fano Yacht Festival si apre con il grido di allarme dei dipendenti in cassa integrazione e dei terzisti senza lavoro dello stabilimento di Fano della Benetti, che proprio ieri hanno lanciato un nuovo appello alle autorità politiche e sindacali perché scongiurino la decisione della proprietà di smantellare la produzione locale, trasferendo l’allestimento degli yacht a Viareggio e lasciando a Fano solo la realizzazione degli scafi di vetroresina. A rischio sono 500 posti di lavoro: 250 dipendenti e altrettanti addetti dell’indotto.

    E’ il morso della crisi che - mentre al porto vengono ormeggiati i maxiyacht e si dà vita alla kermesse commerciale con attrazioni di sport e cultura - si fa sentire nella carne viva della società, tanto che il sindaco ieri si è affrettato a esprimere la sua solidarietà alle maestranze, sottolineando che la sua parte finora l’ha fatta e continuerà a impegnarsi per convincere l’azienda a desistere dal suo progetto.

    “Il settore nautico - rilevano i dipendenti della Benetti - è diventato uno dei settori più produttivi di tutto il territorio fanese e una delle realtà più importanti per la produzione di imbarcazioni fino a 30 metri. Lo stabilimento di Fano della Benetti, passato da un fatturato di 3 milioni di euro a inizio degli anni 2000 agli attuali 40 milioni, rischia ora di cancellare gli ultimi dieci anni di travolgente crescita con pesantissime conseguenze, sia occupazionali, sia sull’indotto. Benetti Fano è infatti stata, fino allo scorso anno, il fiore all’occhiello del gruppo Azimut-Benetti, in particolare per l’altissimo standard qualitativo e per la cura delle rifiniture e degli interni, tant’è che la Benetti Tradition Salu, prodotta e consegnata a luglio 2008, è stata selezionata tra gli otto finalisti del World Superyacht Award, il prestigioso premio organizzato dalla rivista Boat International, che premia i migliori yacht costruiti nell’anno”.

    I lavoratori sottolineano che la proprietà ha più volte ribadito, sulla stampa nazionale, la propria solidità patrimoniale e precisano che Azimut-Benetti sta investendo in nuovi stabilimenti in Sardegna e Brasile. “Ridurre Benetti di Fano a un semplice produttore di gusci in vetroresina - spiegano - significa: azzerare qualsiasi possibilità di ripresa per il sito fanese, anche quando il mercato uscirà dalla recessione; perdere professionalità e competenze di eccellenza, sia interne che collegate all’azienda; sostenere alti costi sociali a carico del territorio; perdere l’indotto, inducendo fortissime crisi, anche finanziarie, in tutte le aziende collegate; perdere la visibilità del territorio”.

    Il sindaco è consapevole dello scenario tanto da ribadire “le responsabilità che Benetti ha verso questo territorio, il quale con le sue maestranze ha garantito all'azienda una produzione di grande qualità permettendole di affermarsi nel mondo fra i marchi più prestigiosi”. Perciò Aguzzi fa pressione sull’azienda, anche attraverso i parlamentari, affinché mantenga a Fano l’attuale produzione.

 

 
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