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    Exclamation Scorie chimiche: blitz di iRS a Cagliari, occupato un cargo carico di scorie tossiche



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    Predefinito

    La nostra azione nonviolenta al porto di Cagliari è stata commentata negativamente da due sindacalisti CGIL-CISL di Portovesme. Leggi i loro commenti

    Questa la nostra risposta:


    L'azione al porto di Cagliari rientra nel quadro più ampio di iniziative di lotta iniziate diversi mesi fa che mirano a scuotere la coscienza dei sardi partendo dal problema certamente basilare ed impellente della propria salute e della qualità del nostro territorio nazionale.

    Certo è vero che, come stiamo scoprendo ogni giorno, arrivano in Sardegna navi cariche di materiali tossici che vengono scaricati sulla nostra terra. Ma è altresì vero che una azione come quella di ieri non si prepara in un giorno e neanche in una settimana e non dipende esclusivamente dalla nostra volontà il quando poterla realizzare, come se le navi piene di rifiuti e coloro che trafficano illecitamente stessero li ad aspettarci o ad avvisarci del loro arrivo.
    La verità è che le nostre azioni sono dettate dal ritmo della nostra lotta indipendentista e dalla nostra volontà di difendere strenuamente la dignità della nazione e del popolo sardo: è questo che massimamente mette in difficoltà tutti coloro che agendo dentro lo schema e il meccanismo unionista si trovano vincolati ai suoi modelli di falso e illusorio benessere, al servilismo che questo modello impone, così come ai suoi schemi politici: non a caso ci chiamano ambientalisti facendo finta di non capire che il nostro ambiente è la nostra nazione.

    Questa classe di intermediatori tra lo Stato italiano e il popolo sardo che ha lavorato principalmente con lo scopo di guadagnarsi una fetta di potere a scapito dei lavoratori sardi e in favore delle politiche straniere che ci sono state imposte, non ha neanche il pudore di soppesare parole ed accuse nei nostri confronti: diciamo ciò considerando che, a parte alcune lodevoli mansioni di rito, sono stati i più fedeli complici di una politica economica e sociale le cui conseguenze sono abbastanza evidenti.
    Ciò che forse li preoccupa è la percezione abbastanza chiara che gli operai a nome dei quali pretendono di parlare capiscono chiaramente e sempre più con favore un discorso indipendentista che non chiede loro di sacrificare il proprio posto di lavoro ma di guadagnarne uno vero, sano e non messo continuamente in questione dalla logica del ricatto e dell'incertezza prodotta dalla politica attuale.

    Deve finire un lavoro che avvelena la Sardegna e i sardi (operai compresi), così come sta finendo l'energia di lotte fatte per ottenere promesse o finanziamenti che sono elemosine, che non risolvono la situazione, e che vanno ad arricchire chi ha rapinato e depredato la Sardegna e i suoi operai.
    Le energie e le intelligenze che i nostri operai che hanno acquisito e conservano attraverso lunghi e duri anni di lavoro e fatica stanno oggi prendendo forma: gli operai stanno capendo che l'unica vera via di uscita dallo stallo attuale è quella di lottare con noi o a fianco a noi alla ricerca di una trasformazione delle politiche economiche della nostra terra.
    Quando noi parliamo della riconversione dei posti di lavoro per pulire le zone che sono state inquinate, o di impegnarsi nella progettazione e nella realizzazione del metanodotto, o ancora dello sviluppo di un sistema di produzione energetico pulito o nella valorizzazione di ciò che di buono già esiste a livello industriale (che può essere compatibile con le esigenze economiche e dell'ambiente), quando diciamo tutto questo gli operai capiscono che stiamo contemporaneamente difendendo il diritto di tutti i sardi alla salute e il loro diritto ad un lavoro dignitoso che produca benessere.
    E ciò che ancor più stanno capendo e accettando con entusiasmo è che tutto questo è fattibile soltanto dentro la prospettiva dell'indipendenza nazionale della Sardegna. Dunque dentro una lotta per la dignità globale degli uomini e delle donne di Sardegna.
    È per tutto questo che oggi molti si agitano, ma la verità è che quello che abbiamo fatto e detto è nulla in confronto a quello che stiamo scoprendo e che faremo anche grazie alle telefonate anonime o palesi degli stessi operai e di tutti i sardi che hanno a cuore il loro futuro.

    29/09/03
    Ofìtziu de Imprenta de iRS



 

 

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