Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Berlusconi: " L'Unione Europea NON si tira indietro"

    dal quotidiano liberal-democratico Il Giornale :

    " il Giornale del 24/09/2003


    --------------------------------------------------------------------------------
    L'assemblea dell'Onu

    Berlusconi: l'Europa non si tira indietro
    All'Onu il premier italiano tocca i temi del momento: dal terrorismo, al Medio Oriente, all'Irak
    Renato Pera
    --------------------------------------------------------------------------------

    Il chairman di turno lo presenta come il "presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana", ma lui mette subito in chiaro di parlare a nome dell'Unione Europea. Ed in tale veste Silvio Berlusconi pronuncia davanti alla 58a Assemblea generale dell'Onu un discorso in cui non tralascia praticamente alcun argomento di comune interesse per i due organismi sovranazionali, dal terrorismo al Medio Oriente, dal nucleare alle armi di distruzione di massa, facendo capire che l'Europa non si tira indietro. Senza soffermarsi in particolare su qualcuno di questi temi, per non sforare il tempo a disposizione.
    Ma senza per questo tralasciare due passaggi particolarmente delicati. Il primo riguarda i diritti umani e, in particolare, la pena di morte: a proposito della quale ha ribadito "il nostro forte sostegno all'abolizione universale" chiedendo in alternativa, dove la pena capitale ancora vige, che "l'applicazione venga bloccata attraverso una moratoria generalizzata". L'altro é quello della proliferazione del nucleare, per combattere la quale "ove tutte le misure politiche e diplomatiche dovessero fallire, non si dovrà escludere il ricorso a misure coercitive in conformità con lo Statuto delle Nazioni Unite".
    Questi, in sintesi, i punti principali dell'intervento del nostro premier.
    Terrorismo - "La Ue condanna ogni atto di terrorismo, una minaccia ai diritti umani, alla democrazia e allo sviluppo economico e sociale. Gli sforzi volti a combattere il terrorismo devono rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali, lo Stato di diritto e il diritto umanitario".
    Armi di distruzione di massa e nucleare - La proliferazione delle armi di distruzione di massa è per Berlusconi, insieme con il terrorismo, "tra le più gravi minacce alla pace e alla sicurezza". Da qui, e in particolare a proposito del nucleare, una serie di diffide e appelli rivolti dalla Ue, per bocca del suo presidente di turno, a vari Paesi. "Alla Corea del Nord, affinchè smantelli in modo trasparente, verificabile e irreversibile, il suo programma nucleare; all'India e al Pakistan, perchè aderiscano al Trattato di non proliferazione nucleare"; e infine all'Iran "perchè dia prova di massima trasparenza e collabori pienamente con l'Aiea". A proposito poi delle armi di distruzione di massa, Berlusconi sottolinea l'assoluta necessità "di non consentire che finiscano nelle mani dei terroristi o di regimi che rappresentano una minaccia per la pace nel mondo".
    La Conferenza di Cancun - "La Ue esprime profondo rammarico per il mancato raggiungimento di sostanziali progressi. Rimaniamo convinti che una crescente liberalizzazione del commercio mondiale, assieme alle attività di cooperazione allo sviluppo, possa giocare un ruolo cruciale per raggiungere gli obiettivi della Dichiarazione del Millennio per un mondo migliore". E, per incrementare le risorse destinate all'assistenza e allo sviluppo dei Paesi economicamente più arretrati, l'Unione Europea si impegna ad aumentare le risorse destinate a questo obiettivo "fino a raggiungere entro il 2006 lo 0,39 per cento del Prodotto interno lordo (Pil)".
    Medio Oriente - L'Europa si adopererà in seno al Quartetto "per una pace duratura", ma sia Israele sia l'Autorità Palestinese "devono agire urgentemente per attuare gli impegni previsti dalla Road Map". E, a questo proposito, Berlusconi ha sottolineato l'importanza "di un impegno concreto e generoso da parte dell'Unione Europea e dei Paesi del G8 per un piano complessivo di ricostruzione economica dell'area": si tratta in sostanza di quel Piano Marshall per la Palestina del quale lo stesso primo ministro è l'ideatore.
    Irak - Su questo delicatissimo argomento Berlusconi sottolinea da una parte "l'importanza del ripristino della sovranità irachena e della costituzione di un governo iracheno pienamente rappresentativo, attraverso elezioni democratiche", senza dimenticarsi dall'altra di ricordare "il ruolo vitale dell'Onu in questo processo".
    Chiudendo il suo intervento, il nostro premier ha esortato i Paesi membri a non limitarsi a fornire alle popolazioni che ne hanno bisogno cibo, acqua, sanità e istruzione per tutti. "Bisogna fornire anche quei beni immateriali - ha dichiarato - da cui tutti gli altri scaturiscono: perchè senza i presupposti della libertà e della democrazia non esiste speranza di pace e di sviluppo duraturo, nè si potrà vincere fino in fondo la sfida della povertà".
    "


    Saluti liberali

  2. #2
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    da www.lasicilia.it

    " Berlusconi: «Per l'Ue è vitale il ruolo delle Nazioni Unite»
    Palazzo di vetro.
    Il premier condanna il terrorismo e dà pieno appoggio all'Onu. «Solo la democrazia assicura la pace». Il premio degli ebrei Usa



    New York. Un discorso alle Nazioni Unite a nome dell'Europa, preparato consultando gli altri 24 Paesi partner dell'Ue: il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha affrontato ieri al Palazzo di Vetro i principali nodi di politica internazionale esordendo con un ricordo dell'11 settembre e sottolineando «l'orrore» del terrorismo che va combattuto con «durezza» ma «nel rispetto dei diritti umani». Ecco di seguito i principali passaggi del suo intervento.
    Onu. «L'Italia ritiene che le istituzioni multilaterali debbano essere rafforzate e vuole un ordine internazionale basato su di esse e sulla Carta Onu». L'Ue inoltre condanna «ogni atto di terrorismo» e intende dare il suo «pieno sostegno» all'Onu. L'Europa sostiene gli sforzi di Kofi Annan per le riforme necessarie a dare vita ad una amministrazione Onu efficiente e in grado di raggiungere gli obiettivi stabiliti per l'Onu dalla Comunità internazionale.
    Ruolo Ue e democrazia. L'Ue «è impegnata nella promozione e protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali e ribadisce il suo sostegno all'abolizione della pena di morte». La democrazia è «l'unico sistema di governo in grado di assicurare sviluppo, benessere e pace».
    Iraq. Per la Ue l'Onu deve avere «un ruolo vitale nel processo di ripristino della sovranità irachena e della tenuta di elezioni democratiche». Inoltre la Ue «sottolinea l'importanza del ripristino della sovranità irachena e della costituzione di un governo iracheno rappresentativo attraverso elezioni democratiche».
    Mo. L'Ue è «preoccupata» per il deterioramento delle relazioni tra Israele e Anp e «ribadisce il proprio impegno a sostegno della Road Map».
    Wto. L'Europa è convinta che «una liberalizzazione del commercio mondiale» possa «giocare un ruolo cruciale», insieme alla cooperazione allo sviluppo, per raggiungere gli obiettivi della dichiarazione del millennio «per un mondo migliore».
    Al termine del suo intervento all'Onu Berlusconi ha ricevuto - in una serata di gala al Plaza - il premio Statista dell'anno dall'associazione ebraica AntiDefamation League Tra i presenti l'ex segretario di Stato Henry Kissinger, il magnate di News Corporation Rupert Murdoch, l'editore del Daily News e del settimanale Us News and World Report Mort Zuckerman, il gotha della finanza americana e italiana. Il premio è assegnato ogni anno a uno statista internazionale dall'associazione che si batte contro l'antisemitismo.
    «L'Italia si è distinta come un prezioso alleato degli Usa nella guerra al terrorismo e ha assunto un ruolo di leadership nello sforzo per sradicare l'antisemitismo e il razzismo dall'Europa», si legge nella motivazione del riconoscimento a Berlusconi e che in passato è stato attribuito, tra gli altri, ad Andreotti per il ruolo avuto nella liberazione degli ebrei dell'Urss, di Yemen e di Cuba, a Sharon e al presidente francese Chirac, primo leader francese a chiedere perdono per Vichy. «L'obiettivo è di mandare un segnale al mondo. Il segnale che noi apprezziamo un'amicizia non solo in privato, ma in pubblico», ha detto il direttore della Adl Abraham Foxman minimizzando le polemiche che hanno preceduto la trasferta newyorchese di Berlusconi. L'abbraccio degli ebrei americani a Berlusconi è stato comunque criticato da tre Premi Nobel per l'Economia. Per Franco Modigliani [ ] , Paul Samuelson e Robert Solow, il riconoscimento al premier «è un male per gli ebrei, per l'Italia, per gli Usa e perfino per Israele».
    Stefano Polli
    "


    Saluti liberali

  3. #3
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    da www.ilgiornaledivicenza.it

    " Mercoledì 24 Settembre 2003


    E Berlusconi a nome dell’Europa rilancia il ruolo delle Nazioni Unite
    Al Cavaliere il premio ebraico «Statista dell’anno»





    Intervenendo a Palazzo di Vetro Berlusconi, presidente di turno dell’Ue, ha assicurato il sostegno dell’Europa per la ricostruzione irachena e per un ordine internazionale «multilaterale basato sulla Carta Onu». Convinto l’appoggio alla lotta contro terrorismo e povertà, anche con la liberalizzazione dei commerci. Ieri sera a New York al premier l’associazione ebraica AntiDefamation League ha poi consegnato il premio Statista dell’Anno
    "


    Shalom!!!!

  4. #4
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    da www.ilrestodelcarlino.quotidiano.net

    " «Onu più forte»
    chiede Berlusconi
    a nome dell'Europa
    Giampaolo Pioli

    NEW YORK — Niente inglese come l'anno scorso. E' tornato all'italiano il presidente del Consiglio Berlusconi per pronunciare il suo discorso alle Nazioni Unite nella veste di leader di turno dell'Unione Europea. E' di pieno sostegno al «vitale»ruolo dell'Onu nel ripristino della «sovranità irachena», il messaggio che il premier lancia oltre Atlantico a nome della grande Europa a 25. E' un invito schietto al «multilateralismo», meno passionale forse nei toni, rispetto all'appello di Chirac, ma assolutamente chiaro. L'Europa è a fianco del segretario generale e condivide la necessità di una efficace ristrutturazione degli organismi dell'Onu come ha proposto Kofi Annan. Berlusconi, che ha limato il discorso fino all'ultimo dopo essersi pazientemente consultato con gli altri partner, non fa riferimento al seggio europeo in Consiglio di Sicurezza. Probabilmente lo avrebbe fatto se pochi minuti prima Chirac non lo avesse spiazzato annunciando a sorpresa dal podio, con grande compiacimento di Schroeder, che «la Francia è favorevole ad un allargamento a Germania e Giappone di altri seggi permanenti». «L'Italia — risponde indirettamente Berslusconi — ritiene che le istituzioni multilaterali debbano essere rafforzate e vuole un ordine internazionale basato su di esse e sulla Carta dell'Onu». Gran parte dell'intervento è dedicato alla condanna di «ogni atto di terrorismo» e naturalmente all'Iraq e questa insistenza sul «ruolo vitale dell'Onu» è un'affermazione che si spinge decisamente oltre le timide indicazioni di Bush. Sul Medio Oriente l'Europa è fortemente preoccupata perché avverte netto il deterioramento delle relazioni fra isreaeliani e palestinesi, ma Berlusconi si limita a ribadire «il proprio forte impegno a sostegno della Road Map», lasciando forse intendere che le proposte di un monitoraggio delle varie tappe suggerito da Chirac potrebbe essere uno degli elementi sui quali operare. Anche se Bush non era più presente in aula quando Berlusconi parlava, il richiamo non solo ai diritti umani ma anche alla «abolizione universale della pena di morte»con una moratoria immediata di tutte le esecuzioni è diventato uno dei temi forti che l'Europa ha voluto rilanciare sul tappeto delle Nazioni Unite. In una saletta del Palazzo di Vetro, il presidente del Consiglio prima del suo intervento è stato ricevuto dal presidente americano Bush e dal segretario di stato Powell. A dominare la conversazione le possibili strade per il raggiungimento di un'intesa sulla risoluzione irachena. Ma al termine del colloquio è stato anche annunciato l'invito di Ciampi a Washington per il 14 novembre.
    In serata Berlusconi è stato ospite dell'associazione ebraica «AntiDefamation League» che gli ha conferito non senza polemiche il premio «statista dell'anno». A protestare con una lettera al New York Times tre premi Nobel, Franco Modigliani, Paul Samuelson e Robert Solow, sia per «la sua storia controversa» che per le ultime affermazioni su Mussolini.
    "


    Saluti liberali

  5. #5
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    Predefinito il testo integrale

    dal sito di IDEAZIONE

    " Onu. Ritrovare un ruolo nella lotta al terrorismo
    di Silvio Berlusconi

    Pubblichiamo il discorso ufficiale del presidente di turno dell’Unione Europea, Silvio Berlusconi, a New York per la cinquantottesima sessione dell’Onu.

    Signor Presidente, Signori Capi di Stato e di Governo, Signor Segretario Generale, Signore e Signori, ho l’onore di rivolgermi alla cinquantottesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite a nome dell’Unione Europea, che l’Italia presiede fino al 31 dicembre 2003. I Paesi in via di adesione Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Slovacca e Slovenia si associano a questa dichiarazione. In questa occasione non posso dimenticare il sacrificio di Sergio Vieira de Mello e degli altri funzionari delle Nazioni Unite, caduti recentemente a Baghdad, vittime di un odio cieco e indiscriminato. Consentitemi anche di rendere omaggio alla memoria del Ministro degli Esteri svedese, Anna Lindh, vittima di un brutale atto di violenza. Alla loro memoria, e alla memoria di quanti sono caduti al servizio della libertà, della democrazia e dei diritti umani, l’Unione Europea tributa il suo commosso omaggio.

    Due settimane fa abbiamo commemorato il secondo anniversario dell’11 settembre. L’Unione Europea ricorda con grande dolore anche le vittime di quegli attacchi, quando l’orrore del terrorismo ha colpito questa città, gli Stati Uniti e il mondo. Signor Presidente, Signore e Signori, l’Unione Europea accoglie con favore il recente rapporto del Segretario Generale sull’attuazione degli obiettivi di sviluppo indicati nella Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite e le sue conclusioni. Condividiamo il suo parere che le istituzioni multilaterali debbano essere aggiornate e rafforzate e siamo pronti a contribuire in modo attivo all’obiettivo di costruire un ordine internazionale basato su efficaci istituzioni multilaterali e sul quadro fondamentale della Carta dell’Onu. Il terrorismo e la proliferazione delle armi di distruzione di massa sono oggi tra le più gravi minacce alla pace e alla sicurezza.

    L’Unione Europea condanna ogni atto di terrorismo, una minaccia alla democrazia, ai diritti umani ed allo sviluppo economico e sociale. Dobbiamo essere fermi nella nostra determinazione di distruggere questo virus per liberare le generazioni presenti e future dalla sua aggressione. Gli sforzi volti a combattere il terrorismo devono rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali, lo Stato di diritto e il diritto umanitario. In questa lotta lavoriamo in stretta collaborazione e diamo il nostro pieno sostegno alle Nazioni Unite. È una battaglia che deve essere condotta in nome dei valori universali, della libertà e della democrazia – i valori universali scolpiti nella Carta delle Nazioni Unite, valori che devono essere profondamente radicati nella vita di tutti i popoli di questo mondo globalizzato.

    Con lo stesso impegno dobbiamo impedire la proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei loro vettori. Non possiamo sfuggire alle nostre responsabilità. L’Unione Europea ha raddoppiato i suoi sforzi per porre termine a questa minaccia alla pace e alla sicurezza globale; dopo avere recentemente concordato un Piano d’Azione, ora siamo impegnati nella sua attuazione. L’adesione universale ai principali accordi multilaterali si colloca nel cuore delle politiche dell’Unione Europea. La pace e la sicurezza del mondo sono indivisibili. I popoli europei sono profondamente sensibili alla necessità di affrontare la situazione nordcoreana sia nei suoi aspetti militari che in quelli umanitari. L’Unione Europea segue da vicino i colloqui a Sei diretti a risolvere l’attuale crisi relativa al programma nucleare della Corea del Nord. L’Unione Europea indirizza un fermo appello alla Corea del Nord affinché smantelli in modo trasparente, verificabile e irreversibile il suo programma nucleare in conformità degli obblighi derivanti dagli accordi internazionali in materia di non proliferazione.

    L’Unione Europea ribadisce la propria richiesta all’India e al Pakistan di aderire al Trattato di Non Proliferazione Nucleare e di agire conformemente alla risoluzione 1172 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Incoraggiamo con forza India e Pakistan affinché perseguano un processo di dialogo politico che conduca a un accordo soddisfacente per entrambe le parti su tutti i punti controversi, incluso il Kashmir. Un problema che non potrà essere risolto tramite la violenza o il terrorismo. L’Unione Europea esprime una crescente preoccupazione per lo sviluppo del programma nucleare iraniano e per i rischi di proliferazione che esso comporta. Ribadiamo la nostra aspettativa che l’Iran dia prova di massima trasparenza e collabori pienamente con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, aderendo alle sue richieste. Un’urgente ed incondizionata accettazione, firma ed attuazione di un protocollo addizionale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica sulle misure di salvaguardia è della massima importanza. La comunità internazionale la considererebbe un segnale dell’impegno iraniano nell’ambito della non proliferazione ed un passo in avanti verso auspicabili riforme.

    La non proliferazione delle armi di distruzione di massa è una priorità. Essa richiede un costante impulso politico e l’uso di tutti gli strumenti politici e diplomatici che costituiscono la prima linea di difesa. Non dobbiamo consentire che le armi di distruzione di massa finiscano nelle mani di terroristi o di regimi che rappresentano una minaccia per la pace nel mondo. In questo contesto, un grave pericolo è anche rappresentato dalla crescente diffusione delle armi leggere e di quelle portatili e dall’espansione della violenza organizzata armata, che costa una quantità di vite umane che inizia ad eccedere quella causata dalle guerre. Riguardo alla non proliferazione, l’Unione Europea è fermamente impegnata a sostenere le Nazioni Unite, e in particolare il Consiglio di Sicurezza, nel perseguire i seguenti obiettivi comuni: più forza agli accordi internazionali; più sostegno alle agenzie responsabili del monitoraggio; più controllo dei trasporti illeciti. Infine, ove tutte le misure politiche e diplomatiche dovessero fallire, non si dovrà escludere il ricorso a misure coercitive in conformità con lo Statuto delle Nazioni Unite.

    Tuttavia il ricorso alla forza si potrà evitare se prevarrà una sempre maggiore efficacia di tutti gli strumenti del diritto internazionale, inclusi quelli volti alla tutela dei diritti umani, e se tutti saranno persuasi della loro corretta applicazione. Al riguardo l’Unione Europea considera la Corte Penale Internazionale un nuovo strumento di forte valenza dissuasiva e ribadisce il pieno sostegno alla Corte ed alla sua universalizzazione. L’Unione Europea è e resterà sempre impegnata nella promozione e protezione di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali. In questo contesto ribadiamo il nostro forte sostegno all’abolizione universale della pena di morte. Negli ultimi anni si sono registrati progressi importanti in questo campo anche grazie al contributo della società civile. L’abolizione è il nostro obiettivo principale, ma dove ancora vige la pena capitale chiediamo che la sua applicazione venga bloccata attraverso una moratoria generalizzata sulle esecuzioni.

    Signor Presidente, Signore e Signori, la prevenzione dei conflitti e la gestione delle crisi sono una componente essenziale del contributo dell’Unione Europea a difesa della pace e della sicurezza internazionale. Oltre quarantamila uomini e donne dell’Unione Europea sono attualmente impegnati in operazioni di pace autorizzate o condotte dalle Nazioni Unite nel mondo. L’Unione è impegnata direttamente in missioni nell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia, in Bosnia – Erzegovina e fino a pochi giorni fa nella Repubblica Democratica del Congo, dove l’Unione Europea ha dimostrato la volontà di contribuire, anche con mezzi militari, agli sforzi della comunità internazionale per riportare la pace e la stabilità in Africa.

    Alla luce di questo impegno concreto, l’Unione Europea ribadisce il suo sostegno alla riforma e al rafforzamento delle attività per il mantenimento della pace da parte delle Nazioni Unite. A conferma del carattere strategico della collaborazione con le Nazioni Unite, il Consiglio dell’Unione Europea ha deciso di intensificare i rapporti fra l’Unione Europea e le Nazioni Unite nella gestione delle crisi. L’Unione Europea è impegnata a elaborare linee guida sulla protezione dei civili in operazioni di pace condotte dalla UE, che rispecchieranno in pieno la dottrina dell’Onu. La democrazia è l’unico sistema di governo in grado di garantire fino in fondo il rispetto dei diritti della persona e, allo stesso tempo, assicurare sviluppo, benessere e pace. L’Unione Europea intende aumentare la sua cooperazione con i Paesi che condividono i valori della libertà e della democrazia. In uno spirito di apertura nei confronti di tutta la comunità internazionale, si dichiara disponibile a dare sostegno a tutti gli Stati che intendono conformarsi a questi principi.

    L’Unione Europea continua a considerare prioritari i suoi rapporti con l’Africa e ricorda l’impegno comune a rafforzare il dialogo. L’Unione Europea ha espresso in modo particolare un interesse nel rafforzamento delle capacità africane nel mantenimento della pace e nella risoluzione dei conflitti, e ha orientato anche verso il continente africano le sue iniziative in tal senso. Siamo impegnati a sostenere gli sforzi dell’Unione Africana che mirano a istituire un meccanismo di sicurezza regionale. L’Unione Europea continuerà a lavorare per una pace inter-africana e sosterrà gli sforzi degli Stati africani per porre fine ai numerosi conflitti che affiggono il continente. La creazione di stabili condizioni di pace non può, tuttavia, prescindere da una efficace strategia per rimuovere il retroterra di povertà e di esclusione sociale che alimenta tanti conflitti in Africa e in altre regioni del mondo.

    Nel lungo cammino verso l’obiettivo di governare la globalizzazione e di far giungere a tutti i suoi benefici effetti, l’Africa resterà al centro dell’impegno dell’Europa e il partenariato dell’Unione Europea con i Paesi di quel Continente continuerà. In questo quadro reiteriamo il nostro sostegno al Nepad e alle speranze che essa rappresenta per lo sviluppo africano. L’impegno particolare dell’Unione Europea nei confronti dell’Africa deve anche essere considerato nel quadro degli obiettivi di sviluppo sanciti dalla Dichiarazione del Millennio, miranti in primo luogo a sradicare la povertà, la fame, le malattie, le ineguaglianze sociali e di genere e il degrado ambientale. Riaffermiamo, in questo contesto, il nostro impegno alla lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria con l’intento di debellarle. L’Unione Europea esprime profondo rammarico per il mancato raggiungimento di sostanziali progressi, specie per quanto riguarda i prodotti agricoli, in occasione della Conferenza di Cancun dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Rimaniamo convinti che una crescente liberalizzazione del commercio mondiale, insieme alle attività di cooperazione allo sviluppo, possa giocare un ruolo cruciale per raggiungere gli obiettivi della Dichiarazione del Millennio per un mondo migliore. Per tale motivo l'Unione Europea ritiene importante continuare i negoziati nell’ambito dell'Omc con la determinazione e flessibilità necessaria per onorare gli impegni sanciti dall'Agenda di sviluppo di Doha.

    L'Unione Europea ha assunto un impegno finanziario in linea con l'obiettivo indicato a Monterrey di incrementare le risorse destinate all’assistenza e allo sviluppo, fino a raggiungere entro il 2006 lo 0,39% del Prodotto Interno Lordo. Il nostro impegno non si limita ai contributi finanziari. Noi intendiamo anche unirci ai nostri partners nello sviluppo in un processo che coniughi la lotta alla povertà e alle malattie con progressi sul terreno della tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, del buon governo, e della difesa dell'ambiente. La difesa del nostro ambiente, anche attraverso l’attuazione degli impegni assunti con il Protocollo di Kyoto, è la misura della nostra capacità di favorire uno sviluppo durevole che concili le esigenze del progresso economico e sociale con quelle della protezione delle risorse naturali. Due obiettivi che costituiscono i pilastri del piano di attuazione di Johannesburg e non sono alternativi tra loro.

    Signor Presidente, Signore e Signori, l'Unione Europea apprezza i progressi registrati a partire dalla cinquantasettesima Assemblea Generale a seguito della presentazione del Rapporto del Segretario Generale sulla riforma "Rafforzamento delle Nazioni Unite, un'Agenda per ulteriori cambiamenti" e continua a sostenere gli sforzi del Segretario Generale per attuare le riforme necessarie per dare vita ad un'amministrazione efficiente in grado di raggiungere gli obiettivi stabiliti per le Nazioni Unite dalla comunità internazionale. Lavoreremo per l'adozione di un piano di bilancio per il biennio 2004-2005 che sostenga l’attuazione della Dichiarazione del Millennio il processo di riforma iniziato nel corso della cinquantasettesima Assemblea Generale. La tutela della pace e della sicurezza internazionale richiede un forte impegno per affrontare i conflitti regionali. Senza questo impegno, aumenterà la destabilizzazione fino a investire l'intera comunità internazionale.

    In Medio Oriente l’Unione Europea è vivamente preoccupata per il deterioramento delle relazioni tra lo Stato di Israele e l’Autorità Palestinese e ribadisce il proprio forte impegno a sostegno della road map, unica speranza per una pace duratura nell'area e in grado di aprire la porta alla stabilità e allo sviluppo della regione. L’Unione Europea si adeperera’ in questo senso in seno al Quartetto. Per realizzare il percorso di pace è importante anche un impegno concreto e generoso da parte dell’Unione Europea e dei Paesi del G8 per un piano complessivo di ricostruzione economica dell’area. Sia Israele che le Autorità Palestinesi devono agire urgentemente per attuare gli impegni previsti dalla road map.

    In Iraq l’Unione Europea ha accolto con soddisfazione la caduta del regime di Saddam Hussein, il cui potere era fondato sul terrore e sulla violazione dei diritti umani. La formazione del Consiglio di Governo iracheno ha costituito il primo passo importante verso la creazione di un Governo rappresentativo del popolo iracheno. L’Unione Europea sottolinea l’importanza del ripristino della sovranità irachena e della costituzione di un governo iracheno pienamente rappresentativo attraverso elezioni democratiche. Le Nazioni Unite hanno un ruolo vitale in questo processo. La prossima Conferenza dei Donatori di Madrid offre una preziosa opportunità per tutti coloro che condividono le nostre preoccupazioni per il futuro dell’Iraq e intendono contribuire costruttivamente alla rinascita politica ed economica dell'Iraq. Noi riteniamo che il processo di ricostruzione avrà successo solo se accompagnato da un miglioramento del quadro di sicurezza.

    In Afghanistan l'Unione Europea desidera esprimere il proprio apprezzamento per il lavoro svolto dell'Onu all'interno della cornice del Processo di Bonn. Continueremo ad assicurare il nostro sostegno al processo di democratizzazione anche attraverso l’aiuto alla ricostruzione del Paese. L'Unione Europea sottolinea l'importanza di una effettiva riforma nel settore della sicurezza come base per una duratura sicurezza e stabilità in Afganistan e in tutta la regione. I preparativi per le elezioni del 2004, diretti a formare un governo ed un parlamento rappresentativi di ciascuna componente della società afgana, rivestono primaria importanza. In conformità alle conclusioni del Consiglio Europeo di Salonicco, l'Unione Europea continuerà a lavorare instancabilmente a sostegno degli sforzi del Segretario Generale delle Nazioni Unite per raggiungere una soluzione complessiva, giusta, accettabile e funzionale al problema di Cipro, che sia conforme alle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza.

    I rapporti tra i Paesi dell’Europa e dell'America Latina affondano le loro radici nella storia e costituiscono la base per una intensa collaborazione e per il forte interesse dell’Unione Europea nella regione. L’Unione Europea è impegnata nell’ulteriore miglioramento dell’assetto complessivo delle proprie relazioni con i Paesi del Centro e del Sud America. Infine l'Unione Europea continuerà a sostenere i processi di stabilizzazione, democratizzazione e sviluppo nei Balcani occidentali. Al Vertice euro-balcanico di Salonicco è stato ribadito il pieno consenso dell'Unione alla futura prospettiva europea della Regione. La realizzazione di queste speranze dipenderà dalla capacità dei singoli Paesi della regione di attuare le riforme istituzionali ed economiche e dall'adempimento dei criteri politici dell'Unione includendo la totale cooperazione con il Tribunale Internazionale per i Crimini nella ex Jugoslavia e nel campo del rispetto dei diritti delle minoranze.

    Signor Presidente, Signore e Signori, gli eventi degli ultimi decenni hanno modificato profondamente l’ordine mondiale. Esistono oggi le condizioni perché le democrazie del mondo operino insieme per diffondere quei beni che sono il presupposto ineludibile di tutti gli altri: la libertà e la democrazia. Nella Dichiarazione del Millennio abbiamo promesso cibo, acqua, sanità e istruzione per tutti. Ora le democrazie si devono impegnare per fornire anche e soprattutto quei beni, immateriali, da cui tutti gli altri, materiali, scaturiscono: perché senza i presupposti della libertà e della democrazia non esiste speranza di pace e di sviluppo duraturo, né si potrà vincere fino in fondo la sfida della povertà. Vi ringrazio.

    26 settembre 2003


    Saluti liberali

  6. #6
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    Madonna quante robe che "dice" sto "premier"; è IMPRESSIONANTE!!!



    Noi si aspetta ancora di vedere le robe che FA!

    ...per NOI; di quelle che FA per "lui" ne abbiamo piene le tasche.

  7. #7
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    Se inizia a fare sul serio quello che deve nell'interesse del Paese.......la sinistretta illiberale e massimalista .....fa la rivoluzione.

    Saluti liberali

  8. #8
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    In origine postato da Pieffebi
    Se inizia a fare sul serio quello che deve nell'interesse del Paese.......la sinistretta illiberale e massimalista .....fa la rivoluzione.

    Saluti liberali
    Se...

 

 

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