dal quotidiano liberal-democratico Il Giornale :
" il Giornale del 24/09/2003
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L'assemblea dell'Onu
Berlusconi: l'Europa non si tira indietro
All'Onu il premier italiano tocca i temi del momento: dal terrorismo, al Medio Oriente, all'Irak
Renato Pera
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Il chairman di turno lo presenta come il "presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana", ma lui mette subito in chiaro di parlare a nome dell'Unione Europea. Ed in tale veste Silvio Berlusconi pronuncia davanti alla 58a Assemblea generale dell'Onu un discorso in cui non tralascia praticamente alcun argomento di comune interesse per i due organismi sovranazionali, dal terrorismo al Medio Oriente, dal nucleare alle armi di distruzione di massa, facendo capire che l'Europa non si tira indietro. Senza soffermarsi in particolare su qualcuno di questi temi, per non sforare il tempo a disposizione.
Ma senza per questo tralasciare due passaggi particolarmente delicati. Il primo riguarda i diritti umani e, in particolare, la pena di morte: a proposito della quale ha ribadito "il nostro forte sostegno all'abolizione universale" chiedendo in alternativa, dove la pena capitale ancora vige, che "l'applicazione venga bloccata attraverso una moratoria generalizzata". L'altro é quello della proliferazione del nucleare, per combattere la quale "ove tutte le misure politiche e diplomatiche dovessero fallire, non si dovrà escludere il ricorso a misure coercitive in conformità con lo Statuto delle Nazioni Unite".
Questi, in sintesi, i punti principali dell'intervento del nostro premier.
Terrorismo - "La Ue condanna ogni atto di terrorismo, una minaccia ai diritti umani, alla democrazia e allo sviluppo economico e sociale. Gli sforzi volti a combattere il terrorismo devono rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali, lo Stato di diritto e il diritto umanitario".
Armi di distruzione di massa e nucleare - La proliferazione delle armi di distruzione di massa è per Berlusconi, insieme con il terrorismo, "tra le più gravi minacce alla pace e alla sicurezza". Da qui, e in particolare a proposito del nucleare, una serie di diffide e appelli rivolti dalla Ue, per bocca del suo presidente di turno, a vari Paesi. "Alla Corea del Nord, affinchè smantelli in modo trasparente, verificabile e irreversibile, il suo programma nucleare; all'India e al Pakistan, perchè aderiscano al Trattato di non proliferazione nucleare"; e infine all'Iran "perchè dia prova di massima trasparenza e collabori pienamente con l'Aiea". A proposito poi delle armi di distruzione di massa, Berlusconi sottolinea l'assoluta necessità "di non consentire che finiscano nelle mani dei terroristi o di regimi che rappresentano una minaccia per la pace nel mondo".
La Conferenza di Cancun - "La Ue esprime profondo rammarico per il mancato raggiungimento di sostanziali progressi. Rimaniamo convinti che una crescente liberalizzazione del commercio mondiale, assieme alle attività di cooperazione allo sviluppo, possa giocare un ruolo cruciale per raggiungere gli obiettivi della Dichiarazione del Millennio per un mondo migliore". E, per incrementare le risorse destinate all'assistenza e allo sviluppo dei Paesi economicamente più arretrati, l'Unione Europea si impegna ad aumentare le risorse destinate a questo obiettivo "fino a raggiungere entro il 2006 lo 0,39 per cento del Prodotto interno lordo (Pil)".
Medio Oriente - L'Europa si adopererà in seno al Quartetto "per una pace duratura", ma sia Israele sia l'Autorità Palestinese "devono agire urgentemente per attuare gli impegni previsti dalla Road Map". E, a questo proposito, Berlusconi ha sottolineato l'importanza "di un impegno concreto e generoso da parte dell'Unione Europea e dei Paesi del G8 per un piano complessivo di ricostruzione economica dell'area": si tratta in sostanza di quel Piano Marshall per la Palestina del quale lo stesso primo ministro è l'ideatore.
Irak - Su questo delicatissimo argomento Berlusconi sottolinea da una parte "l'importanza del ripristino della sovranità irachena e della costituzione di un governo iracheno pienamente rappresentativo, attraverso elezioni democratiche", senza dimenticarsi dall'altra di ricordare "il ruolo vitale dell'Onu in questo processo".
Chiudendo il suo intervento, il nostro premier ha esortato i Paesi membri a non limitarsi a fornire alle popolazioni che ne hanno bisogno cibo, acqua, sanità e istruzione per tutti. "Bisogna fornire anche quei beni immateriali - ha dichiarato - da cui tutti gli altri scaturiscono: perchè senza i presupposti della libertà e della democrazia non esiste speranza di pace e di sviluppo duraturo, nè si potrà vincere fino in fondo la sfida della povertà". "
Saluti liberali




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] , Paul Samuelson e Robert Solow, il riconoscimento al premier «è un male per gli ebrei, per l'Italia, per gli Usa e perfino per Israele».
