Uno dei pochi politologi "nostrani" che si discosta dall'ovvio e dalle banalità mortifere dei vari Galli della Loggia, Ostellino, Biagi ecc.. ecc..
Corriere.it
Il fallimento di Cancun e i sussidi agricoli
IL NEMICO NON E’ IL CONTADINO RICCO
di GIOVANNI SARTORI
Il vertice di Cancun della Wto ( World Trade Organization ) è clamorosamente fallito. I new global e altri contestatori hanno gridato «vittoria», mentre la Wto grida al disastro. Non capisco la vittoria, ma nemmeno il disastro.
O meglio, il disastro non è tanto nel nulla di fatto di Cancun, quanto nelle teste disastrosamente arretrate dei signori che «signoreggiano» i vertici sui destini del mondo. Prendo il caso cruciale, quello dell’agricoltura e specialmente del grano. Sull’agricoltura il punto dolente è che Stati Uniti ed Europa la sussidiano robustamente.
Questi sussidi hanno sinora portato a una sovraproduzione che viene poi smaltita nel Terzo mondo a prezzi stracciati ( dumping ). Ma se l’accusa è che così affamiamo i loro poveri, allora questa accusa è inesatta. In realtà, a questo modo i poveri ricevono cibo sottocosto. In realtà, i contribuenti dei Paesi ricchi pagano una tassa (complessivamente di circa 300 miliardi di euro) che aiuta gli affamati del Terzo mondo a sfamarsi.
L’accusa corretta è che il nostro dumping strangola i contadini (i contadini, non i consumatori) dei Paesi poveri. Questo è vero. Pertanto il dumping deve essere impedito (e ci sono almeno due modi di impedirlo). Ma se la richiesta dei Paesi poveri è di eliminare i sussidi, allora questa richiesta è non solo improponibile ma anche stupida. È improponibile perché l’Occidente è governato da democrazie che hanno il difetto di dover sottostare ai voti degli interessi agricoli. Ma soprattutto è stupida, è una richiesta da incoscienti.
Dove vivono i signori di Cancun? Non sanno che esiste un effetto serra che riscalda il nostro pianeta, e che ne sta estremizzando il clima con effetti disastrosi anche e proprio sull’agricoltura? In Italia si prevede che la siccità di questa estate diminuirà i raccolti del 25%, e in Ucraina addirittura del 75%. Tutta l’Europa è, dove più dove meno, in queste condizioni.
E si tratta di un trend negativo costante. Sono già tre-quattro anni che la produzione mondiale di cereali è in calo. Peggio ancora, all’India e alla Cina mancherà presto l’acqua per irrigare. Altro che esportare! Dovranno disperatamente cercare prodotti alimentari che rischiano di non trovare.
In nuce il problema è questo. Eliminare i sussidi significa, in Occidente, uccidere la propria agricoltura. Pertanto per aiutare l’agricoltura dei poveri, Europa e Usa dovrebbero affossare la loro. Perché? Un suicidio è sempre difficile da giustificare. E non può essere giustificato se si tratta di un suicidio esiziale per tutti. Perché l’agricoltura sussidiata dell’Occidente è la sola riserva alimentare (per tutti) in grado di resistere, forse, alle devastazioni climatiche.
Ringraziamo che ci sia.È bene che a Cancun non si sia concluso nulla? Sì, date le premesse di cui sopra. Però sarebbe male precipitare in un globalismo selvaggio e senza regole di scambio. E dunque dobbiamo tornare a negoziare. Ma su premesse nuove e abbandonando la autoflagellazione colpevolista nei confronti del Terzo mondo che oggi inebria il colto e l’inclita.
I Paesi ricchi sono tali per virtù e merito proprio, non perché hanno rapinato i Paesi poveri. Questi ultimi sono poveri perché malgovernati e perché sovrappopolati.
In secondo luogo, è sbagliato e ingiusto sputacchiare sulle cosiddette lobby degli agricoltori e su un protezionismo agricolo dichiarato addirittura una «vergogna planetaria». I contadini non sono una lobby esattamente come non lo sono gli operai. Infine, eliminare i nostri contadini è abbandonare la campagna al dissesto idrologico. Il contadino «salva la terra».




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