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  1. #1
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    Predefinito Il Black Out prossimo venturo

    da www.avvenire.it

    " ENERGIA E PREZZI
    Rapporto annuale: aumenta il numero di chi cambia gestore, ma non si abbassano i prezzi, ancora tra i più alti nel mondo E l’Italia resta a rischio black out

    La luce è sul mercato ma corre la bolletta


    Da Milano Luca Miele



    Procede la liberalizzazione del mercato elettrico, ma i prezzi non scendono. Anzi. Le bollette italiane sono più care della media europea. E crescono ogni anno. È quanto emerge dal rapporto annuale del Gestore della Rete Nazionale di Trasmissione, la società del ministero dell’Economia che gestisce la rete elettrica. Che parla di una liberalizzazione «ancora non completa», di uno scenario che resta «incerto». E lancia un allarme: il nostro resta un Paese a rischio. Di rimanere al buio. Procede il processo di apertura del mercato. Dal primo maggio 10 mila utenti hanno già deciso di cambiare fornitore e hanno disdetto il proprio contratto originario, girandolo ad un altra impresa. L’apertura del mercato non ha però prodotto i risultati sperati sul fronte dell’abbassamento dei prezzi. Lo dice il presidente dell’Antitrust, Giuseppe Tesauro. I prezzi dell’energia? Restano tra «i più alti», tanto da far guadagnare al nostro Paese un primato in negativo: «Secondo un rapporto del Ministero delle Attività Produttive – ha insistito Tesauto – risultano essere i più elevati dopo il Giappone». Per il presidente dell’Antitrust, quello che è mancato è il coraggio nel «definire con rigidità la tempistica della liberalizzazione. Solo alcuni obiettivi sono stati realizzati e solo parzialmente. Non si può nascondere che i frutti sono stati minimi». Sul fronte dei prezzi, si è pronunciato l’amministratore delegato dell’Enel, Paolo Scaroni. Che ha assicurato: «Siamo impegnati a far scendere i prezzi con l’unico strumento che ci compete, la riduzione dei costi di produzione». Di fronte a una liberalizzazione definita come ancora da completare, il gestore traccia la strategia per il futuro. Invitando a «chiarire le politiche industriali dell’energia, in particolare per quanto riguarda la regolamentazione finalizzata alla promozione della concorrenza». Infine un allarme. Anche se la «crisi energetica non è imminente, aumenta il rischio di non soddisfare con adeguati livelli di continuità le riprese auspicabili di fabbisogno». Tradotto: c’è il rischio di black out sulla rete elettrica, essendo sempre più difficile colmare il divario fra l’offerta e una domanda in continua crescita .
    "



    Cordiali saluti

  2. #2
    sacher.tonino
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    Benvenuti nel paradiso del neoliberismo.

  3. #3
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    Grazie Verdi, Grazie Ulivo!!!

  4. #4
    sacher.tonino
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    Infatti, io opterei per una politica MarxistaLeninista.Con centralismo democratico del migliore Stalinismo, senza rinnegare il bolscevismo di Lenin.
    sacher.tonino

  5. #5
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    Le Centrali Nucleari irachene (dovrei usare il singolare) furono distrutte giustamente in azione di guerra preventiva ante litteram da Israele molti anni fa (centrali costruite da Chirac). In Italia importiamo energia nucleare francese (sempre di Chirac) e le nostre centrali non le ha distrutte nessuno. Verdi e gran parte della sinistra (rovesciando la posizione tradizionale del vecchio PCI) le hanno semplicemente fatte abortire.
    Grazie Verdi, Grazie...Ulivo.

    Shalom belloccio ....multipersonale

  6. #6
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    Le scorie le centrali francesi, dalle quali compriamo ingenti di quantità di energia e peso d'oro, le producono eccome. Ed è possibile che le scorie, per via dell'ecomafia, vengano "smaltite" in altri paesi, compreso il nostro. Quello che è invece certo è che le centrali termoelettriche tradizionali i loro scarti li immettono direttamente nell'atmosfera per mezzo di altissime ciminiere, che tutti possono vedere passandovi anche a molti chilometri di distanza. E ancora più certo è che, in ogni caso, in un modo o nell'altro, se si vuole continuare (anche per le generazioni future) ad avere l'energia elettrica a prezzi ragionevoli e in quantitativi sufficienti, tanto per i nostri impianti produttivi, che per quelli sociali (Ospedali inclusi) e che per le nostre abitazioni (quando premiamo l'interruttore e si accende la luce non è propriamente un miracolo....), al di là delle politiche di razionalizzazione e di risparmio energetico, occorrerà aumentare notevolmente la produzione interna. Mi auguro che anche il Governo ne sia consapevole e assuma i provvedimenti del caso.

    Per il resto ribadisco.....Grazie Verdi, Grazie Ulivo!

    Saluti liberali

  7. #7
    Makeru ga, katta
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    Non capisco. Ci fu un referendum che gli italiani votarono per paura che le centrali italiane facessero il botto come a Cernobyl. Fu tanti anni fa, quando ancora non esisteva l'Ulivo. Eppure la colpa è dell'Ulivo.
    Quindi è colpa dell'Ulivo anche, che so, la rivoluzione francese? Beh, certo, Robespierre era un noto membro dei DS ed amico personale di Fassino (anche se lui era allora a capo del correntone, se non sbaglio. Magari azionava la ghigliottina...).
    A parte questo, se il mercato viene liberalizzato, la concorrenza dovrebbe far scendere i prezzi, Ma questi aumentano. Come nelle assicurazioni. Non è che le compagnie si mettono d'accordo per tenere alte le bollette?
    Ma stiamo a guardare a queste cose? La colpa è dell'Ulivo. Ora e sempre.
    Beh, c'è un governo. Che provveda.

    Sayonara bruttacchioni

  8. #8
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    Cernobyl era in Unione Sovietica. Una centrale obsoleta in un regime totalitario che se ne fregava dell'ambiente da tutti i punti di vista, e da sempre. C'è stato anche un referendum che diceva che i giudici che sbagliano devono pagare.......
    Sta di fatto che compriamo energia nucleare dai francesi.
    I soliti italiani.....
    Shalom!!!

  9. #9
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    Il referendum contro il nucleare passò perchè la maggioranza degli italiani lo votò. Quindi molti di quelli che votarono ora si riconoscono nello schieramento di destra. Non si può dare tutta la colpa alla sinistra, per di più attuale.
    La paura fa 90, e le radiazioni fanno veramente paura. I francesi hanno le centrali... meglio per loro se non hanno paura. Io ce l'ho (se permetti mi all'idea che una delle loro faccia il botto). Tutta la sicurezza e la tecnologia di questo mondo non mi basta. E credo anche per tantissimi nostri concittadini.

    meglio avè paura che buscalle. (proverbio fiorentino. Non giapponese)

    Sayonara
    marce

  10. #10
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    Se c'è un incidente in Europa ne siamo coinvolti anche noi, se proprio vogliamo metterla sul piano della paura (che non è mai una buona consigliera, al contrario della prudenza).
    Io non so in che parti d'Italia tu viva......ma io sono in Piemonte, e se c'è un incidente nelle centrali al di là delle Alpi.......
    E ribadisco che è sommamente ipocrita rifiutare il nucleare e poi importare energia prodotta da tali tipi di centrali.

    Ciao

 

 
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