Oggetto: dichiarazione del Segretario Nazionale MSFT Luca Romagnoli in merito alle dichiarazioni del governo sulle pensioni.
Roma 30-9-03
Nel discorso in diretta alla Nazione, Berlusconi, con la consuetudinaria demagogica abilità massmediologica, ha annunciato che il governo riformerà le pensioni. Il Presidente del Consiglio –con ovvietà subito sostenuto dalla Confindustria –, imputa tale necessità alla situazione finanziaria ereditata e la vuole giustificare alla luce del contesto sociodemografico del nostro Paese. Il governo Berlusconi continua a non prendere in considerazione: una necessaria, seria politica demografica; come sono gestiti i fondi di TFR (tanto a livello “pubblico” che “privato”). Il governo ignora, ancora una volta, l’assoluta inadeguatezza delle pensioni al costo della vita (si pensi a chi ha inalterata la pensione da 10 anni); non considera che l'incentivo al «ritardato pensionamento», aumenta la frizione generazionale, procrastinando l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro; ignora i danni finanziari del probabile aumento dei prepensionamenti, così come non tiene conto della precarietà del lavoro, che pure non poco incide sui fondi delle pensioni. Il governo attacca ancora una volta lo Stato sociale: intende ridurre ulteriormente i diritti dei lavoratori, senza tenere conto che non tutti i lavori sono uguali e, di conseguenza, l’età contributiva può ed è giusto che vari.
Per il MSFT, la piena occupazione, i diritti sociali, una politica economica centrata sul sostegno alla famiglia e quindi per lo sviluppo demografico costituiscono i principi di base essenziali per lo sviluppo dell’Italia e della Nazione Europea. La riforma proposta dal governo e i tagli alla spesa pensionistica (e in generale quelli fin qui imposti alla spesa pubblica), costituiscono una ricetta per il conflitto sociale e generazionale.
L’addetto stampa




Rispondi Citando