La Gasparri: battuto il governo
Approvato a scrutinio segreto e per una manciata di voti un emendamento del Prc sulla tutela dei minori. Il testo torna al Senato. L'Ulivo esulta e grida in aula: "Libertà-libertà". Gelo nel Polo.
ROMA - Alla fine il governo si è bruciato. La prova del fuoco, che Berlusconi considerava quasi come un voto di sfiducia mascherato, ha dato l'esito clamoroso che nessuno si attendeva: il ddl Gasparri torna al Senato. Succede tutto alle 13.37 quando la maggioranza viene battuta su uno dei 111 voti segreti ammessi dal presidente della Camera Casini. Solo che la mina che fa saltare per aria la Casa delle libertà è il più innocuo tra le centinaia di emendamenti presentati. Quello del Prc che vieta l'impiego di minori di 14 anni in messaggi pubblicitari e spot. I voti a favore sono stati 284, i no 278. Una manciata di voti che fa esultare l'Ulivo. Tutti deputati dell'opposizione si sono alzati in piedi e, applaudendo, hanno gridato: "Libertà, libertà!". Assoluto, invece, il silenzio sui banchi del governo e della maggioranza. Il presidente Casini ha disposto la continuazione delle votazioni degli emendamenti al testo.
(1 OTTOBRE 2003, ORE 11:40, aggiornato alle 130)




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