L'Onu: «L'immigrazione va incoraggiata. I migranti non tolgono lavoro ai locali anzi migliorano le economie»

La Norvegia è il miglior Paese in cui vivere, il Niger il peggiore - Corriere della Sera

I MIGRANTI - I migranti dunque costituiscono una spinta allo sviluppo, costano poco o nulla, non portano via posti di lavoro alla popolazione locale. Gettando nuova luce su alcuni luoghi comuni errati, il rapporto sullo sviluppo umano redatto dall'Undp parte da un presupposto: un miliardo di persone - una su sette - migra, ma di queste, meno del 30% si sposta in Paesi stranieri. I migranti interni sono 740 milioni. Solo il 3% della popolazione africana, ad esempio, non vive nel proprio Paese di origine. Inoltre, tra coloro che emigrano all'estero, soltanto poco più di un terzo si muove da un Paese in via di sviluppo a paesi industrializzati. L'analisi, quindi, analizza gli effetti positivi della mobilità: i migranti favoriscono la produttività economica, non portano costi rilevanti alle finanze pubbliche dei Paesi ospitanti, esercitano di rado effetti negativi sui lavoratori locali. Eppure, evidenzia il rapporto, gli ostacoli alla migrazione, in particolare a quella dei lavoratori con scarse qualifiche, restano. I governi tendono ad essere piuttosto ambivalenti, riservando loro trattamenti che spesso lasciano a desiderare.

06 ottobre 2009