Irlanda. Bloody Sunday. Un militare ammette di aver giustiziato un civile disarmato
Bloody Sunday, la prima vittima è il 17enne Jackie Duddy
Londra, 2 ottobre 2003
Un anziano paracadutista ha ammesso davanti a un tribunale d'inchesta di aver giustiziato con un colpo alla nuca un civile disarmato che, anzi, agitava un fazzoletto bianco. L'episodio risale al 30 gennaio 1972, giorno tristemente noto in tutto il mondo come Bloody Sunday, la "domenica insanguinata", e questa è la prima ammissione di colpevolezza in più di 31 anni.
In quella domenica del '72 a Londonderry, seconda città dell'Irlanda del Nord, l'esercito inglese fece fuoco su un gruppo di manifestanti che chiedevano la difesa dei diritti dei cattolici irlandesi. Ci furono 14 morti.
Versioni contrastanti
La versione ufficiale data dall'esercito britannico assicurava che i soldati avevano reagito ad un attacco dei manifestanti e dei militanti dell'IRA, l'Armata repubblicana irlandese. Ma quasi tutti i testimoni civili affermarono che i manifestanti erano assolutamente disarmati e nei fatti sul luogo degli scontri non fu mai travata alcuna arma.
29 gennaio 1998: parte l'inchiesta su Bloody Sunday
Negli ultimi 5 anni una commissione d'inchiesta, guidata dal giudice inglese Mark Saville, ha interrogato quasi mille testimoni per cercare di stabilire la verità sull'episodio Bloody Sunday, uno dei più dolorosi nella storia irlandese.
Chiamato a testimoniare, il soldato "F" ha dichiarato all'inizio di aver sparato su tre uomini: due avevano, secondo lui, delle bombe a mano e il terzo era armato di pistola. Interrogato dal legale dei familiari delle vittime, Michael Mansfield, "F" ha però ammesso di aver ucciso anche un quarto uomo, Barney McGuigan, che stava cercando di aiutare un'altra vittima.




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