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Discussione: Fascisti gay?

  1. #1
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    Question Fascisti gay?

    Facendo alcune ricerche x conto mio sulla letteratura francese, mi sono imbattuto su questo pezzo de "Il Foglio", anno 2000.Per quanto ne so io le informazioni riportate nello stesso sono corrette.Se non sbaglio è stato Massimo Fini che ha affermato come l'omosessualità fosse, per molti anni prima del '68, appannaggio della destra elitaria e aristocratica e di come venisse disprezzata dai movimenti comunisti e socialisti che la ritenevano un "vizio prettamente aristocratico", mentre il proletario angariato e che lavorava tutto il giorno non aveva nemmeno il tempo di pensare a queste cose.Poi trainato dal '68 il partito comunista-italiano e non solo-ha modificato il giudizio e l'omosessualità da aristocratica che era è diventata di "massa".Contemporanemanete la destra ha sposato il motto della famiglia sacra e dei suoi valori contro l'egoismo individualista.Ma allora Mishima, Montherlant et alii non appartengono più al vostro pantheon di riferimento?C'è qualcuno che riesce a ricostruire il quadro storico di questo problema dato che io l'ho solo abbozzato?Mi piacerebbe sentire le opinioni di Tomàs e Atreides, oltre a quelle degli altri.

    Saluti.

    Ecco il pezzo...







    Il Foglio 10 giugno 2000
    Altro che Pecoraro. L'ogia di giovinezza del libertinismo missino
    L'omofilia di destra. L'arditismo, il paganesimo di un'estetica militare che non conosce nè il bene nè il male e poi Brasillach, Mishima, Youcenar...

    Altro che Pecoraro Scanio. Presupponendo tè o caffè (o cappuccino), lo steward del volo Roma-New York, alla delegazione parlamentare che gli si apparecchia a bordo, prima della buona notte, chiede: "Come volete essere svegliati domani mattina?". Il deputato Nino Strano, sbattendo maliziosamente le ciglia, sussurra: "Dipende, verrà con le piume o con la frusta?".


    Altro che Pecoraro Scanio. Nino Strano - futuro sindaco di Taormina - non è certamente un personaggio minore della destra italiana, anzi: è uno dei protagonisti della generazione di Ignazio La Russa, Maurizio Gasparri e Fabio Fatuzzo, quella generazione che ha trovato in Gianfranco Fini il suo leader. E' stato assessore del governo siciliano, e quando Fini fece la sua battuta contro i maestri o mosessuali, in una dirchiarazione ci scherzò allegramente: "Camerati, il presidente ha parlato di maestri di scuola, non di assessori...".


    Intervistato da Pierluigi Battista sulla Stampa, Strano che in tema di sesssualità fa metafisica del brancatidmo, fece un numero straordinario rievocando la sua Catania da movida dove spadroneggia nelle campagne elettorali accompagnandosi con il suo policromo mondo di travestiti e altri personaggi a colori. Altro che Pecoraro Scanio. Strano è un libertino assoluto, un gentiluomo di straordinario garbo su cui la sinistra spesso si scaglia, marchiandolo di insinuazioni e volgarità, come quando alla prima di "Storia di una Capinera", il film di Franco Zeffirelli, i democratici del politicamente corretto non poterono che fischiare grevemente i titoli di cosa dove a un certo punto spuntava la dedica "A Nino Strano".


    I giovanotti dei Centri sociali, gli stessi che oggi si spellano per il Gay Pride, stamparono una volgare fanzine: "Ninetta Strano, Storia di una tappinara". Altro che Pecoraro Scanio, altro che sinistra allora, perché la storia della destra (a dispetto degli esorcismi dell'Arcigay) non può coniugarsi all'omofobia, anzi. Ignazio La Russa ricorda per esempio che "il primo cinema omosessuale di Milano nacque per iniziativa di due ragazzi del Fronte della Gioventù".


    Negli stessi anni del bigottismo comunista poi, è proprio un deputato monarchico leccese, l'onorevole Cicerone, meglio noto come "zia Cenzina", che svezza a Roma "gli ambigui rappresentanti del corrotto mondo omosessuale". Due omosessuali del Msi di Torino riusciranno a superare la loro crisi "coniugale" nonostante uno dei due fosse passato con gli scissionisti di Democrazia nazionale. La destra, in virtù del proprio Dna, non può permettersi slanci omofobi. C'è un filone culturale, prevalentemente legato all'arditismo, dove l'omosessualità si esplicita nell'essenza pagana di un'estetica militare che non conosce ne bene ne male.


    Tutto è orgiastico, tutto è aristocratico "nel cameratismo senza limiti". Se avesse potuto fare un più sostanzioso outing, Luchino Visconti, piuttosto che alle Feste dell'Unità, per giustificare le sue scelte estetiche e la bionda bestia, avrebbe dovuto finalmente consegnarsi alla tradizione cinematografica del nazionalsocialismo elitario di Leni Riefentsthai, altro che Aggeo Savioli (se n'era accorta Gaia Servadio scoprendo quanto Visconti fosse affascinato dal p-ganesimo nazista, tanto quanto era inorridito dal fascismo cattolico).


    Tutto è panico nel senso del dio Pan e la grande letteratura fascista vanta un pantheon dove ci sono Robert Brasillach, Yukio Mishima, Henri de Montherlant e Marguerite Yourcenar. Tutto è natura. Nella stagione dei Wanderwogel - il movimento giovanile tedesco che, in anticipo su Pecoraro Scanio, teorizza la bisessualità - affondano le radici del comunitarismo di sangue e suolo e il culto della giovinezza (primavera di bellezza).


    Ma gli è che la democrazia ha un obbligo, quello di scompaginare le consuetudini, figurarsi gli orientamenti. E la stessa avventura di Thomas Mann è significativa in questo senso, allorquando il suo diventare democratico doveva consistere anche nel rifiuto della sua stessa identità. Quell'identità dove però c'è un groppo irrisolto costituito di anima tedesca, attrazione per la morte, per la musica, il fascismo e l'omosessualità. Un groppo dove ciascuno è simbolo dell'altro. Ma nell'inconscio e persino nel conscio di Mann questi elementi rappresentano un'unità oscura, quella che nel quarto sonetto de "La Fleur du mal" produce l'immortale verso: "Dans une ténébreuse et profonde unite". Tutto è orgia, tutto è maschio di maschia gioventù. Altro che Pecoraro Scanio.

  2. #2
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    è quello che dico pure io! Felix, vieni qui con le piume.

  3. #3
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    Predefinito tutto tace?

    A parte le battute, nessuno ha davvero niente da dire?....

  4. #4
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    Ti dico la mia per quel che può valere.

    Penso che l' omosessualità come inclinazione personale non abbia nulla a che vedere con l' attività politica.
    Fintanto che essa rimane nella sfera personale e non viene sbandierata ai quattro venti nè proposta come alternativa al pari delle unioni uomo-donna può essere tollerata.
    Del resto, con alti e bassi, l' omosessualità è una realtà che percorre tutti i tempi storici.

    Ciò che oggi molti di noi contestano è il suo nauseabondo dilagare quasi "come stile di vita", Orgoglio gay e coppie sposate con bambini. Questo da una prospettiva tradizionale è inaccettabile.

  5. #5
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    piume ma senza ancheggiare e con uno sguardo tradizionale. capito Felice?

    contento Otto?

  6. #6
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    Predefinito Re: Fascisti gay?

    In origine postato da Blissett
    Mi piacerebbe sentire le opinioni di Tomàs e Atreides, oltre a quelle degli altri.
    Per quel che mi riguarda, caro Blissett, provvedo subito...

    1) La presenza di una quota di omosessuali appare una costante ineliminabile nella storia dell'umanità (quella che varia di gran lunga a seconda del contesto è, invece, la percezione socio-culturale della medesima...)...

    2) E' altrettanto vero, tuttavia, che due omosessuali fra loro non possono riprodursi...

    3) La situazione (spesso incolpevole in quanto sembrerebbe dipendere anche da un fattore genetico o, comunque, biologico) dell'omosessuale non significa certo impossibilità di elaborare o condividere ottimi sistemi di pensiero, anche tradizionalista, di creare opere d'arte o di vergare splendide pagine (Wilde sarà stato omosessuale, ma tanti eterosessuali se lo sognano di scrivere come lui...)...

    4) Ciò che importa e che segna la linea di demarcazione è la consapevolezza del proprio "essere particolari" rispetto a quello che è lo stato normale che, in natura, determina il perpetuarsi della vita... Chi supera questa soglia arriverà ad equiparare contro ogni evidenza empirica le due realtà, a pretendere di poter contrarre matrimonio o adottare bambini, ad autoghettizzarsi con le manifestazioni da gay-pride...

    Ciao.

  7. #7
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    In origine postato da Otto Rahn
    Ti dico la mia per quel che può valere.

    Penso che l' omosessualità come inclinazione personale non abbia nulla a che vedere con l' attività politica.
    Fintanto che essa rimane nella sfera personale e non viene sbandierata ai quattro venti nè proposta come alternativa al pari delle unioni uomo-donna può essere tollerata.
    Del resto, con alti e bassi, l' omosessualità è una realtà che percorre tutti i tempi storici.

    Ciò che oggi molti di noi contestano è il suo nauseabondo dilagare quasi "come stile di vita", Orgoglio gay e coppie sposate con bambini. Questo da una prospettiva tradizionale è inaccettabile.
    giustissimo.

  8. #8
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    Quello ke non riesco a capire è se un gay dichiarato, ma non fricchettone, insomma, un tipo col gusto della decenza, rispettoso degli altri, non incline a fare pagliacciate tipo gaypride, insomma un gay che si fa gli affari propri senza dare fastidio agli altri potrebbe essere accettato in un movimento di tipo fascista.
    There are only 10 types of people in the world: those who understand binary and those who don't

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  9. #9
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    In origine postato da Oli
    Quello ke non riesco a capire è se un gay dichiarato, ma non fricchettone, insomma, un tipo col gusto della decenza, rispettoso degli altri, non incline a fare pagliacciate tipo gaypride, insomma un gay che si fa gli affari propri senza dare fastidio agli altri potrebbe essere accettato in un movimento di tipo fascista.
    Certo, almeno nella mia opinione... e ce ne sono già stati tanti

  10. #10
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    In origine postato da shambler
    è quello che dico pure io! Felix, vieni qui con le piume.
    e Affuse

 

 
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