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“Dissenso costruttivo”, questo è il metodo di lavoro scelto dalla presidenza italiana per la Conferenza intergovernativa (Cig) sulla Costituzione europea in programma a Roma a partire dal 4 ottobre prossimo: ai paesi che sollevano questioni su un punto della bozza Giscard l’onere di provare che la loro proposta è “efficace e consensuale”.
I 25 ministri degli Esteri riuniti ieri a Bruxelles per il Consiglio affari generali dell’Ue (presidente di turno Franco Frattini) hanno assentito a tale metodo.
Ma molti paesi saranno assai meno concilianti nell’accodarsi all’auspicio italiano (e non solo) di una discussione senza strappi sul testo della Costituzione.
I “piccoli”, Polonia in testa anche se tanto piccola non è, lustrano le baionette. Anche il mondo degli affari è in ansia, come raccontano Dan O’Brien e Alan Riley sul Wall Street Journal: la Carta dei diritti fondamentali (leggi: dei lavoratori) compresa nella Costituzione rischia di avviluppare le imprese in vincoli soffocanti. Il Foglio raccoglie una serie di analisi del testo della Carta europea. La rassegna ha preso l’abbrivio sabato, oggi continuiamo con l’opinione di Alessandro De Nicola a pagina due. Altre seguiranno nei prossimi giorni. Voci favorevoli alla Costituzione, ma anche perfidi detrattori delle “tigri di (magna) carta”.
Per i quali abbiamo un malcelato debole.
saluti




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